Chiesa di San Benedetto il Moro

edificio religioso ad Acquedolci (ME)
Chiesa di San Benedetto il Moro
Acquedolci chiesa San benedetto moro.JPG
StatoItalia Italia
RegioneSicilia
LocalitàAcquedolci
Religionecattolica
Diocesi Patti
Consacrazione1929
Stile architettoniconeoclassico
Completamentometà degli anni 1920

Coordinate: 38°03′18.54″N 14°35′08.59″E / 38.05515°N 14.58572°E38.05515; 14.58572

La chiesa di San Benedetto il Moro, è la chiesa madre del comune siciliano di Acquedolci nella città metropolitana di Messina.

La chiesa è dedicata alla Beata Vergine Assunta ed è sede della Parrocchia San Benedetto il Moro, santo patrono della cittadina. [senza fonte]

StoriaModifica

Costruita a metà degli anni 1920 su una piccola collina chiamata "Cruzzuluddu",fa parte di un unico progetto urbanistico con Piazza Duomo.Il complesso della Chiesa Madre di Acquedolci è stato progettato dall'arch. Giovanni Giordano e venne edificato tra il 1925 ed il 1927. Aperta al culto nel 1928, la Matrice acquedolciana venne dedicata alla B.V Assunta nel 1931 da monsignor Antonio Anastasio Rossi vescovo di Patti. La chiesa di Acquedolci era stata concepita come la nuova Chiesa Madre di San Fratello, all'indomani della disastrosa frana del 1922 che distrusse il paese collinare e determinò il primo imponente progetto di delocalizzazione del periodo fascista. L'edificio venne concepito come la nuova chiesa di Santa Maria Assunta in Acquedolci, dopo che l'antica omonima chiesa era crollata durante la frana che aveva colpito San Fratello. Negli anni, sia a causa del dipinto dell'abside che raffigura il santo patrono sia per la dedicazione della Parrocchia al patrono compaesano san Benedetto il Moro, è stata erroneamente identificata come chiesa di San Benedetto il Moro.

DescrizioneModifica

L'edificio ha il prospetto che si affaccia sulla piazza Duomo, la facciata rivolta a nord ha connotati monumentali . Il prospetto dalle linee classicheggianti, presenta due ordini di colonne: (ordine ionico e ordine corinzio), un ampio frontone, la cui cornice dentellata con decorazioni a mensola racchiude il timpano, è sormontato dalla croce in ferro battuto. Sulla facciata si legge la frase del Magnificat "FECIT MIHI MAGNA QUI POTENS EST", e questo conferma la volontà originaria di dedicare questa chiesa a Maria. L'edificio con l'annesso palazzo canonico è caratterizzato da un'alta torre campanaria che è anche torre civica, tra le più imponenti della diocesi di Patti. Il Campanile,con cuspide in rame, dotato di orologio meccanico, segnavento e parafulmine, rappresenta un simbolo identitario di Acquedolci. Originariamente sarebbe dovuto essere alto 31 metri, ma venne in seguito ulteriormente innalzato per esaltare la monumentalità della costruzione che si integra perfettamente nella Piazza Duomo ed è incorniciata dal suggestivo Monte San Fratello che deve il nome a San Filadelfio martire.Sulla Piazza si affacciano eleganti palazzine in stile liberty siciliano.

L'interno dell'edificio sacro è a tre navate. Nella navata centrale capitelli corinzi ornati con putti, sorreggono una cornice impreziosita da un susseguirsi di bassorilievi in gesso con motivi floreali, tipici dello stile liberty. Sopra la Cornice si innalza una volta a botte che termina con una volta a crociera in corrispondenza del Presbiterio sede di un altare a cofano in marmo rosa. Da parecchi anni è stata eliminata la balaustrata dell'altare, in ossequio alle riforme introdotte dal Concilio Vaticano II. Il Catino absidale è affrescato e raffigura la scena dell'estasi di san Benedetto da San Fratello cui apparve la Madonna delle Grazie per indicargli di incardinarsi nell'ordine francescano. L'opera è del pittore calabrese Giorgio Pinna che affrescò anche la lunetta che sormonta l'abside raffigurando l'Assunzione di Maria . Le navate laterali sono sormontate da un susseguirsi di Volta a crociera. Le 12 vetrate della navata centrale e la finestra del prospetto sono istoriate e raffigurano gli Apostoli e l'Assunta del Tiziano.

La chiesa di Acquedolci custodisce al proprio interno un interessante organo realizzato dalla fabbrica Organi Ruffatti negli anni settanta del secolo scorso, su iniziativa del parroco dell'epoca don Salvatore Gagliani con il contributo dei cittadini. Gli eventi bellici del 1943 non risparmiarono Acquedolci né la chiesa, danneggiata gravemente nella volta della navata centrale a causa di una granata (in questa occasione andò distrutto un prezioso lampadario donato dall'economista prof. Paolo Ricca Salerno, cittadino illustre del paese). Dopo il restauro negli anni '50, vennero realizzati dal parroco Antonino Di Paci i due altari ricavati in fondo alle due navate laterali abbelliti da una elegante balaustra di marmo. L'altare marmoreo di San Giuseppe (navata laterale ovest), custodisce una bella e rara statua della Madonna Dormiente. La dormitio Mariae, recentemente dichiarata opera d'arte è un capolavoro artistico unico e delicatissimo, che adesso viene custodito dentro una teca di policarbonato, per evitare danneggiamenti. Realizzata a fine '700 in cera, la Madonna è rivestita con una veste ricamata in fili d'oro. Questa statua è stata donata dal parroco di Acquedolci don Antonino Di Paci (era di proprietà della famiglia del sacerdote da generazioni).L'altare in marmo policromo del Sacramento si trova nella (navata laterale est).

L'antico Fonte battesimale in marmo, nella navata ovest, costituisce fulcro del Battistero a forma ottagonale, delimitato da balaustrate marmoree. Il Battistero è impreziosito dal mosaico opera dell'artista padre Marko Ivan Rupnik. Il capolavoro di circa 12 metri quadrati è una delle poche opere realizzate dal Centro Aletti in Sicilia e raffigura il trionfo di Cristo nelle sembianze dell'Agnello, posto sul trono nella piazza della Gerusalemme Celeste, affiancato dalla Madonna e da Giovanni Battista nell'atto di aspergere con l'acqua del fiume che scaturisce dall'Agnello.

Le quattro Acquasantiera in marmo nei pressi dei portoni di ingresso della Chiesa, raffigurano delle conchiglie sorrette da putti.

Di particolare interesse sono le seggiole che affiancano l'altare maggiore ed il pregiato pulpito ottocentesco in legno intagliato e sormontato da un elegante baldacchino. Il pulpito, poggia su una colonna ottagonale in legno, è riccamente lavorato con bassorilievi che riproducono la Madonna Assunta ed i simboli dei quattro evangelisti. Le statue lignee del patrono San Benedetto da San Fratello (dono del commendatore Calogero Catania nell'anno 1952) e di san Francesco da Paola (dono della famiglia Latteri negli anni '30 del secolo scorso) sono state entrambe realizzate ad Ortisei -Bolzano dallo scultore Perathoner Ferdinando

La chiesa custodisce nella navata centrale, un maestoso crocifisso ligneo di metà settecento,di scuola palermitana, attribuito ad Ignazio Marabitti (1719-1797), proveniente dalla Matrice di San Fratello andata distrutta durante la frana 1922 e tratto in salvo dagli sfollati. Si ipotizza che il Crocifisso facesse parte di un altare in marmo che era ubicato nell'antica matrice . Di pregiata fattura anche la statua in cartapesta dell'Addolorata e della Madonna delle Grazie realizzate entrambe dal maestro cartapestaio Luigi Guacci di Lecce. Un quadro, donato dalla famiglia Taormina e opera del messinese Michele Amoroso, riproduce la crocifissione del Rubens. I dipinti dell'Abside sono entrambi opera del pittore Sergio Pinna. Il Fercolo processionale è un dono della famiglia Gerbano ed è stato realizzato dal falegname Savio Filadelfio e dai falegnami del paese.

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