Convento e chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani

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La chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani si trova nel centro storico di Empoli, in provincia di Firenze, diocesi della medesima città.

Convento e chiesa di Santo Stefano
Esterno
StatoBandiera dell'Italia Italia
RegioneToscana
LocalitàEmpoli
Coordinate43°43′07.31″N 10°56′48.87″E
Religionecattolica
Arcidiocesi Firenze
Stile architettonicoGotico e rinascimentale
Inizio costruzione1367
Completamento1432
Sito web[1]

Il convento e la chiesa

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La chiesa fu eretta dagli agostiniani nel 1367, anno in cui i frati si trasferirono all'interno delle mura della città, ed è caratterizzata da un semplice e lungo fianco sul quale si aprono le due porte di accesso (è infatti priva di facciata).

L'edificio era molto probabilmente già concluso nel 1432, anno della morte del priore Michele da Firenze, che molto si prodigò per la sua costruzione ed oggi è commemorato all'interno con un sepolcro terragno.

Nel secolo XVIII subì radicali ristrutturazioni, con la creazione delle cappelle laterali. Nei progetti originali sarebbe dovuta anche essere costruita una cupola al centro del transetto

Con la soppressione del 1808 i frati lasciarono l'edificio che, divenuto proprietà demaniale ma con l'obbligo gestionale da parte del comune, fu adibito a scuola.

Durante la seconda guerra mondiale il complesso architettonico subì gravi danni in quanto i tedeschi in ritirata fecero brillare l'alta torre campanaria seicentesca che franò rovinosamente sulla parte orientale della chiesa distruggendo gran parte degli affreschi di Masolino da Panicale.

Dopo la ristrutturazione, che però mancò della ricostruzione della torre, l'edificio di culto è stato di nuovo restituito all'autorità religiosa per il culto mentre gli spazi del complesso conventuale, di proprietà comunale, sono utilizzati per mostre temporanee e adibiti al servizio della biblioteca adiacente.

La torre campanaria

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La chiesa del convento possedeva anche una torre campanaria. I terreni per la sua edificazione furono acquistati dai frati Agostinaini nel 1618 ma la sua costruzione viene portata a termine tra 1684 e il 1686; progettista dell'opera fu Jacopo Landini il quale si ispirò, per la sua realizzazione, al campanile della basilica di Santo Spirito a Firenze anch'essa facente parte di un convento agostiniano. Nel 1775 il mastro campanaio Domenico Antonio Cari procedette alla sostituzione sia della campana principale che delle due minori ormai logore per l'uso. Nel 1845 un fulmine colpì la cuspide della torre campanaria arrecandovi ingenti danni. L'anno successivo (1846), dopo varie proposte progettuali, un'apposita commissione cittadina optò per l'attuazione di un progetto che imponeva sostanziali modifiche al terzo ordine della torre dove il fulmine aveva fatto più danni. Le nuove linee del campanile riproponevano quelle del campanile di Santa Maria del Fiore progettato da Giotto. L'ultimo atto cronistorico di questa opera architettonica l'abbiamo nel 1944 quando l'esercito tedesco, in ritirata verso nord, fece brillare i 46 metri della torre che franarono rovinosamente sulla chiesa e sull'adiacente antico teatro Salvini. Il monumento non fu più ricostruito.

Descrizione

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Navata centrale

L'interno è scandito da massicci pilastri nella parte centrale che la dividono in tre navate con quattro cappelle a sinistra, cinque a destra e tre absidali.

La struttura è articolata da due grandi oratori, dove avevano sede la Compagnia della Croce e la Compagnia della Santissima Annunziata, le quali disponevano di cappelle all'interno della chiesa.

Le cappelle

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La Cappella di Sant'Elena, la prima a destra, fu acquistata nel 1397 dalla Compagnia della Croce, dalla Veste Nera: l'ambiente fu ornato in un primo tempo, nel 1399, da un trittico di Lorenzo di Bicci che recava al centro una Crocifissione con dolenti di cultura orcagnesca oggi al Museo della Collegiata di Sant'Andrea e due scomparti laterali documentati, ma non rintracciati.[1] Più tardi la cappella fu decorata da Masolino con affreschi con le Storie della vera Croce, per i quali fu pagato nel 1424, in gran parte distrutti dai rimodernamenti del 1792. Rimangono solo alcuni frammenti e alcune sinopie.

La seconda cappella a destra potrebbe essere forse identificata con quella che conteneva in origine un trittico di Lorenzo di Bicci databile al 1395 - 1400 circa e documentata almeno nel 1416, di cui rimangono lo scomparto centrale con la Madonna della Cintola oggi nel Museo della Collegiata, un'altra tavola con San Nicola da Tolentino oggi nelle collezioni della Cassa di Risparmio di San Miniato e uno scomparto di predella in collezione privata. Le prime due cappelle avevano quindi trittici tipologicamente simili e dello stesso autore, sintomo di una iniziale volontà di uniformità decorativa delle cappelle.[2]

La quinta cappella dà accesso alla Cappella del Santissimo Sacramento che dal 1505 è l'Oratorio della Compagnia della Croce: per l'altare di esso Ludovico Cardi detto il Cigoli aveva eseguito una Deposizione, oggi a Palazzo Pitti e sostituita da una copia di Anton Domenico Gabbiani al tempo del Granduca Ferdinando II.

La cappella della Maddalena, quarta a destra, di patronato dei Guidarrighi conserva affreschi con storie della vita della santa di Stefano d'Antonio, collaboratore di Bicci di Lorenzo.

La cappella a destra della maggiore dedicata alla Santissima Annunziata fu affrescata da Gherardo Starnina con un ciclo di Storie della Vergine (1409), di cui restano alcuni frammenti staccati e ricoverati nel Museo della collegiata di Sant'Andrea. Gli affreschi dello Starnina dovettero andare distrutti nel rinnovamento realizzato tra 1599 e 1600 quando la cappella, dedicata alla Purificazione di Maria, ricevette un nuovo altare di gusto manierista ancora in loco. In passato questo inquadrava una tela del 1604 di Jacopo Chimenti detto l'Empoli con la Presentazione al Tempio, distrutta durante l'ultima guerra, mentre ora ospita una copia antica del San Giovanni Battista di Caravaggio oggi al Museo Nelson-Atkins di Kansas City.[3] Da questa cappella si accede all'Oratorio della Compagnia della Santissima Annunziata, che conserva ancora all'altare il gruppo dell'Annunciazione di Bernardo Rossellino, eseguito tra 1446 e 1447.

Sul pilastro destro all'ingresso della cappella maggiore è ancora visibile il frammento di un affresco con un San Giacomo, attribuibile a Lorenzo di Bicci e databile tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento, forse l'unico resto della decorazione del presbiterio, di cui forse era un coevo polittico all'altare maggiore documentato fino alla fine del Cinquecento.[4]

La cappella di San Nicola da Tolentino, prima a sinistra, conserva un dipinto di Bicci di Lorenzo con San Nicola da Tolentino che protegge Empoli dalla peste (1445), con una veduta tra le più antiche della città. Nel 1634 il dipinto fu incorniciato con una tela raffigurante una Madonna del Rosario di Francesco Furini, su commissione di Piero di Giovanni Verdiani. L'opera di Bicci di Lorenzo è stata ricollocata al centro della tela del Furini solamente nel 1990, dopo che per decenni era stata esposta nel Museo della Collegiata di Sant'Andrea.

Nella cappella di Santa Caterina, di patronato degli Scarlini, affrescata da Ottavio Vannini, si trova il Martirio di santa Caterina di Rutilio Manetti (1621).

La cappella dell'Assunta fu ristrutturata dalla famiglia Neri nel 1654, e vi si trova la Madonna assunta tra i santi Filippo Neri, Nicola da Tolentino, Giovanni Gualberto e Lorenzo opera di Mario Balassi (documentata nel 1659).

Nella cappella del Presbiterio, a sinistra dell'altare maggiore, si trova l'Adorazione dei pastori di Domenico Cresti detto il Passignano (1621).

Nella cappella della Purificazione si trovava la pala di Jacopo Chimenti detto l'Empoli con una Presentazione al Tempio, distrutta durante l'ultima guerra: oggi è sostituita da una copia antica del San Giovanni Battista del Caravaggio (l'originale è alla Nelson Gallery of Art di Kansas City).

Di Masolino vi sono anche Sant'Ivo e i pupilli nel transetto e una lunetta con la Vergine col Bambino, posta sopra la porta di accesso alla sagrestia. In questo ambiente era stata fondata nel 1401, grazie al lascito di Matteo Federighi, una cappella dedicata a Santo Stefano, dalla quale proviene il trittico con la Madonna col Bambino in trono e, nei laterali, i Santi Matteo e Caterina d'Alessandria, e i Santi Giovanni Battista ed Agostino, opera del 1415 circa di Lorenzo Monaco forse con la collaborazione del giovane Francesco d'Antonio, suo allievo, oggi nel Museo della Collegiata di Sant'Andrea.[5]

In chiesa è presente anche una tela con l'Invenzione della Vera Croce attribuita a Tommaso Gorini, proveniente dalla Cappella di Sant'Elena e forse degli anni sessanta del Seicento.[6]

Il chiostro e il refettorio

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Adiacente all'edificio ecclesiastico si sviluppa il chiostro di gusto rinascimentale, impostato su due livelli: la parte inferiore consta di una serie di arcate a tutto sesto poggianti su colonne; la parte superiore è una loggia, in parte ancora aperta.

Dal chiostro si può accedere ai vari ambienti dell'antico complesso agostiniano, tra i quali il refettorio, affrescato nel 1780 (datato) dal pittore fucecchiese Alessandro Masini e restaurato nel 1994: oggi la stanza è adibita a mostre temporanee e ad auditorium.

Galleria d'immagini

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  1. ^ Francesco Suppa, Crocifissione, in Empoli 1424. Masolino e gli albori del Rinascimento, catalogo di mostra a cura di Silvia de Luca, Andrea de Marchi, Francesco Suppa, Firenze 2024, pagg. 172 - 173.
  2. ^ Francesco Suppa, Lorenzo di Bicci, Assunzione della Vergine, in Empoli 1424. Masolino e gli albori del Rinascimento, catalogo di mostra a cura di Silvia de Luca, Andrea de Marchi, Francesco Suppa, Firenze 2024, pagg. 100 - 101.
  3. ^ Silvia de Luca, Gherardo Starnina, Sant'Andrea e un altro santo, San Pietro, san Giovanni Battista e altro santo, in Empoli 1424. Masolino e gli albori del Rinascimento, catalogo di mostra a cura di Silvia de Luca, Andrea de Marchi, Francesco Suppa, Firenze 2024, pagg. 168 - 169.
  4. ^ Silvia De Luca, Continuità e innovazione nell'arte del Quattrocento a Empoli, in Empoli 1424. Masolino e gli albori del Rinascimento, catalogo di mostra a cura di Silvia de Luca, Andrea de Marchi, Francesco Suppa, Firenze 2024, pag. 16.
  5. ^ Silvia de Luca, Lorenzo Monaco e Francesco d'Antonio, Madonna col Bambino in trono, San Matteo e Santa Caterina d'Alessandria, San Giovanni Battista ed Agostino, in Empoli 1424. Masolino e gli albori del Rinascimento, catalogo di mostra a cura di Silvia de Luca, Andrea de Marchi, Francesco Suppa, Firenze 2024, pagg. 140 - 142.
  6. ^ Lucia Bencistà, Una Circoncisione di Gesù a Salutio e altri dipinti per il pittore Tommaso Gorini, in Michel Scipioni (a cura di), La Pieve di Sant'Eleuterio a Salutio, Firenze, 2018, p. 103.

Bibliografia

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  • C. Acidini Luchinat – R. C. Proto Pisani (a cura di), La tradizione fiorentina dei Cenacoli, Calenzano (Fi), Scala, 1997, p. 261.
  • R. C. Proto Pisani, Empoli, il Valdarno inferiore e la Valdelsa fiorentina, collana "I luoghi della fede", Milano, Mondadori, 1999, pp. 77 – 81. ISBN 88-04-46788-6
  • W. Siemoni, La Chiesa ed il Convento di S. Stefano degli Agostiniani a Empoli, Castelfiorentino, Società Storica della Valdelsa, 1986.
  • AA. VV., Empoli. Una città e il suo territorio, Empoli, Editori dell'Acero, 1997.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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