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Ciao 2001
StatoItalia Italia
LinguaItaliano
Periodicitàsettimanale
GenereInformazione e critica musicale
Formatomagazine
Fondazione22 marzo 1968
Chiusura2000
SedeVia Boezio, 2
00192 Roma
Diffusione cartaceanazionale
 

Ciao 2001 fu una rivista settimanale italiana fondata nel 1968 dalla fusione delle testate Ciao amici e Big, inizialmente si chiamava Ciao Big e fu pubblicata fino al 2000[1].

Indice

Storia editorialeModifica

Anni sessantaModifica

Ciao 2001 nacque nel 1968[2] dalla fusione di due tra le più importanti riviste musicali del periodo beat: Ciao amici e Big. Per un anno il nome della nuova rivista fu Ciao Big[3], cambiato poi a partire dall'edizione uscita il 26 gennaio 1969 in quello più noto[4].

La periodicità era settimanale e la sede fu, per il primo anno, in via di Santa Costanza n. 24 a Roma, presso le Edizioni Italeuropa s.r.l..

La rivista nei primi tre anni si occupò in generale di musica leggera e di mondo giovanile allora in grande fermento. Tra i servizi e le copertine musicali di allora personaggi come Gianni Morandi, Mina e Massimo Ranieri, spostandosi poi nel decennio successivo verso il pop, in particolare il rock progressivo straniero e italiano, gli autori come Paul McCartney e Cat Stevens, i cantautori italiani (per esempio Venditti, De Gregori e Guccini), o anche progetti musicali rappresentativi del folk italiano, come la Nuova Compagnia di Canto Popolare. Era diretto dal giornalista Sergio Marchetti e tra i primissimi collaboratori aveva Emanuela Moroli, Michael Pergolani (inviato da Londra) e Fabio Ciriachi (fotografo).

Insieme a trasmissioni radiofoniche come Per voi giovani di Renzo Arbore, Ciao 2001 fu uno dei mezzi principali attraverso cui il rock progressivo e molta della popular music che ad esso seguì, si diffusero in Italia. Fu anche uno dei principali strumenti di aggregazione degli appassionati, grazie alla costante informazione garantita ai numerosi raduni e festival musicali che in quegli anni si diffondevano in tutto il Paese.

Anni settantaModifica

Nel 1970 Ciao 2001 passò alle Edizioni Libri e Giornali di Attualità s.r.l. spostando la sede in via Cavour 61, sempre a Roma.

Nel 1970 Saverio Rotondi e Francesco Puzo fondarono le Edizioni Leti, per poi rilevare Ciao 2001, che trovò così una lunga stabilità editoriale con sede in via Boezio 2. Lo stesso Saverio Rotondi divenne in quell'anno il direttore della rivista, rimanendo in carica fino al 1983, anno della sua prematura scomparsa. A lui si deve la svolta nella trattazione degli argomenti musicali che portò il settimanale ad un consistente aumento delle vendite. Se infatti fino a quel momento la critica musicale legata al pop ed al rock, eccezion fatta per alcune fanzine amatoriali come Freak dell'allora giovanissimo Riccardo Bertoncelli, veniva interpretate come qualcosa di giovanilistico e da non prendere seriamente, fu proprio la figura di Rotondi a determinare un nuovo modo di fare giornalismo rock in Italia[5]

Si era intanto formato un nucleo affiatato di giornalisti che comprendeva Enzo Caffarelli, Maurizio Baiata, Dario Salvatori, Manuel Insolera, Pino Guzman e Fiorella Gentile. Molti dei giornalisti di Ciao 2001 di questo periodo erano poi ragazzi che frequentavano il Liceo San Leone Magno di Roma dove insegnava in critico musicale Walter Mauro, perlopiù legato al jazz. Vi erano poi i corrispondenti Michael Pergolani da Londra e Armando Gallo dagli Stati Uniti[6].

Tra le rubriche fisse di questi primi anni '70 sono poi da ricordare l'immancabile "Posta", in cui la redazione colloquiava con i propri lettori, "Psicologia & Psicanalisi" in cui si parlava di sesso liberamente ed in modo aperto, e le rubriche di cinema, libri, moto ed orientamenti professionali[5]. Ma le rubriche variavano da quelle dedicate alla discografia, alla traduzione di testi o al jazz: alcune erano L'angolo del pop, Stereofonia che trattava di hi-fi, Help, Fermate il mondo voglio scendere[7].

Anni ottanta e novantaModifica

Nel 1986 la sede fu trasferita nella vicina via Ennio Quirino Visconti, 20. Nello stesso edificio avevano sede anche altre riviste del Gruppo Leti, come Music, HM, Rockissimo.

La rivista continuò le pubblicazioni sino agli anni novanta;[8], con l'aggiunta di altri collaboratori come Ennio Melis, Gianfranco Baldazzi, Mario Giammetti e Maurizio Becker; dopo alcuni anni di inattività vi fu una ripresa per dieci numeri, pubblicati come mensili nel periodo gennaio-dicembre 1999, mentre nel 2000 vennero pubblicati altri cinque numeri (da febbraio a giugno) con la denominazione Ci@o.

In totale vennero pubblicati 1212 numeri.

AutoriModifica

Per la rivista lavorarono e scrissero, fra gli altri, Renato Marengo, Dario Salvatori, Richard Benson, Marco Ferranti, Maurizio Baiata, Manuel Insolera, Aldo Bagli, Enzo Caffarelli (a cui Antonello Venditti dedicò la canzone Penna a sfera, contenuta nell'album Lilly[9]), Pino Caffarelli Guzman, Maria Laura Giulietti, Francesco Adinolfi, Roberto Rossi Gandolfi, Piergiorgio Brunelli, Piergiuseppe Caporale, Lucio Mazzi, Giorgio Antonelli, Armando Gallo e Ivano Rebustini. La maggior parte dei servizi fotografici portavano la firma di Ennio Antonangeli.

DirettoriModifica

NoteModifica

  1. ^ Riviste anni '60 sul blog di Stampa Musicale
  2. ^ Il primo numero è datato 22 marzo 1968
  3. ^ L'ultimo numero con la denominazione Ciao Big è datato 17 gennaio 1969; il primo come Ciao 2001 riporta invece la data del 26 gennaio dello stesso anno.
  4. ^ dati ricavati dal sito stampamusicale.alterista.org [1].
  5. ^ a b Federico Guglielmi, My Back Pages (1 – Ciao 2001), in Il Mucchio.
  6. ^ Antonio Ranalli, Intervista a Max Stèfani (Il Mucchio Selvaggio), in Musical News.
  7. ^ Andrea Degidi, Ciao 2001, e anche Rockstar. Quando la carta cantava, su club.quotidiano.net, 17 novembre 2011.
  8. ^ L'ultimo numero, anno XXV - numero 1.202, è datato gennaio 1994
  9. ^ Venditti: così ho scoperto Roma - Il Messaggero[collegamento interrotto]

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Sito non ufficiale Riproduce online molti numeri della rivista, importanti articoli e recensioni, copertine, poster e altro