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CaratteristicheModifica

 
Vetta della Cima di Nasta.

Si trova sulla dorsale secondaria che, distaccandosi dallo spartiacque alpino principale dalla cima Ghiliè in direzione nord, raggiunge il monte Argentera. Lo spartiacque di questa dorsale, su cui giace la vetta, separa il comune di Valdieri da quello di Entracque.

In corrispondenza della vetta la dorsale presenta una piega: giunge infatti da sud-est, dal vicino Baus, e riparte in direzione nord, verso la cima Paganini ed il monte Argentera. Dalla vetta si diparte anche una dorsale secondaria, che scende con un ampio arco verso la valle Gesso della Valletta, con direzione inizialmente sud-ovest, poi decisamente ovest; questa cresta separa la valle Assedras a nord dalla valle di Nasta a sud.

Le origini del nome vengono fatte risalire ad un'antica radice dal significato di montagna come la vicina Asta Soprana ed altre vette alpine.

Dal punto di vista geologico è composta da gneiss appartenenti al massiccio cristallino dell'Argentera.[1]

Ascensione alla vettaModifica

 
Vetta della montagna con la croce.

La prima ascensione fu effettuata nel 1878 dall'alpinista britannico Douglas William Freshfield. Si trattò di un'ascensione "per errore": infatti Freshfield intendeva salire la cima Sud dell'Argentera.[2]

La via normale si sviluppa dal versante occidentale, con partenza dal piano della casa del Re, nell'alta valle Gesso della Valletta. Da qui si sale al rifugio Remondino e si prosegue per tracce di sentiero verso il sovrastante lago di Nasta. Prima di raggiungere il lago, si prende un canalino sulla sinistra che porta alla colletta tra la cima di Nasta ed il Baus. Si gira a sinistra, superando un piccolo diedro, e seguendo una cengia detritica si raggiunge la vetta. Il percorso è di tipo alpinistico, con grado di difficoltà complessiva F.[3]

Esistono numerose altre vie di ascensione, appartenenti sia all'alpinismo classico, che all'arrampicata.[4]

NoteModifica

  1. ^ Carta Geologica d'Italia scala 1:100.000 - foglio 90 - Demonte, su apat.gov.it. URL consultato il 30 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).
  2. ^ Gillan Price, Through the Italian Alps, Cicerone Press Limited, 2005, ISBN 9781852844172; pag. 69 (parzialmente consultabile so Google Books)
  3. ^ gulliver.it - via normale alla cima di Nasta Archiviato il 28 luglio 2009 in Internet Archive.
  4. ^ Una ricerca per "nasta" su gulliver.it mostrerà un elenco di vie delle due tipologie. Cfr. anche Bibliografia.

BibliografiaModifica

  • Euro Montagna - Lorenzo Montaldo - Francesco Salesi, Guida dei Monti d'Italia - Alpi Marittime - volume II, CAI-TCI

CartografiaModifica

Collegamenti esterniModifica