Apri il menu principale
Ciro Menotti
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
TipoSommergibile di media crociera
ClasseBandiera
ProprietàFlag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
CantiereOTO, La Spezia
Impostazione12 maggio 1928
Varo29 dicembre 1929
Entrata in servizio29 agosto 1930
Radiazione1º febbraio 1948
Destino finaledemolito
Caratteristiche generali
Dislocamento in immersione1146,87 t
Dislocamento in emersione936,65 t
Lunghezzafuori tutto 69,8 m
Larghezza7,18 m
Pescaggio4,4 m
Profondità operativa100 m
Propulsione2 motori diesel FIAT da 3000 CV totali
2 motori elettrici Savigliano da 1300 CV totali
Velocità in immersione 8,2 nodi
Velocità in emersione 15,1 nodi
Autonomiain superficie 4740 mn a 8,5 nodi
in immersione: 8,2 mn alla velocità di 8,2 nodi
Equipaggio5 ufficiali, 47 sottufficiali e marinai
Armamento
Armamentoalla costruzione:

dal 1942:

  • 4 tubi lanciasiluri da 533 mm a prora
  • 2 tubi lanciasiluri da 533 mm a poppa
  • 1 cannone da OTO 100/47 Mod. 38 mm
  • 2 mitragliere Breda Mod. 31 da 13,2 mm (6000 colpi)
  • 12 siluri
Note
MottoIn virtute vis[1] ("La forza nella virtú")

informazioni prese da [1] e[2]

voci di sommergibili presenti su Wikipedia

Il Ciro Menotti è stato un sommergibile della Regia Marina.

StoriaModifica

Partecipò clandestinamente alla guerra di Spagna. Il 31 gennaio 1937, nottetempo, silurò e affondò il piroscafo Delfin da 1250 tsl (la nave affondò in bassifondali rendendo possibile il recupero del carico)[3].

Il 2 ed il 3 febbraio 1937 bombardò col cannone le strade costiere ed i ponti della zona Herradura-Cala Honda[4].

All'ingresso dell'Italia nella seconda guerra mondiale era dislocato a Trapani, al comando del tenente di vascello Carlo Fecia di Cossato, in seno al VIII Grupsom[5].

Il 21 giugno 1940 partì per la sua prima missione, un pattugliamento offensivo in un'area compresa fra l'isolotto di Gaudo (Creta) e Ras el Tin (Libia)[5].

Nel novembre dello stesso anno fu inviato assieme ad altri quattro sommergibili in Mar Ionio; nonostante una notevole attività navale britannica in zona non avvistò nessuna unità nemica[6].

Fra il giugno 1940 ed il gennaio 1942 effettuò in tutto 23 missioni offensivo-esplorative nel Mediterraneo orientale[5][7].

Dal maggio 1942 fu assegnato al trasporto di rifornimenti per la Libia, svolgendo otto missioni di questo tipo[5][7].

In tutto, dal giugno 1940 al marzo 1942, percorse 22.200 miglia in superficie e 2800 in immersione, in 29 missioni[7].

Il 7 marzo 1943 fu destinato alla Scuola Sommergibili di Pola per la quale svolse 53 missioni addestrative[5].

Il 3 agosto 1943, nottetempo, sbarcò nei pressi di Bengasi 19 sabotatori del Battaglione San Marco, comandati dal sottotenente di vascello Di Martino[5]: loro compito era attaccare gli aeroporti angloamericani nella zona di Bengasi[8].

Agli inizi di settembre 1943, nell'ambito del «Piano Zeta» di contrasto ad un previsto sbarco anglo-americano nell’Italia meridionale, fu disposto in agguato nel Mar Ionio[9].

Dopo l'annuncio dell'armistizio diresse per Siracusa per consegnarsi agli Alleati, ma fu intercettato dal sommergibile britannico HMS Unshaken, che lo fece abbordare da una propria lancia con a bordo un equipaggio di preda, dirottandolo su Malta dove giunse il 12 settembre, ormeggiandosi a Lazaretto Creek (nei pressi della locale base sommergibilistica britannica); il giorno successivo, in seguito alle proteste dell'ammiraglio Da Zara, ritornò in mani italiane ed andò ad ormeggiarsi[Dove? A Malta? A Siracusa? ...?] assieme alle altre unità italiane frattanto sopraggiunte[10]. Il 13 ottobre lasciò l'isola – insieme ad altri 14 sommergibili – per rientrare in Italia[11].

Nel corso della cobelligeranza operò nel bacino orientale del Mediterraneo prendendo parte a varie esercitazioni antisommergibile alleate[7].

Disarmato nel 1945, fu radiato il 1º febbraio 1948[7] e poi avviato alla demolizione.

NoteModifica

  1. ^ I motti delle navi italiane, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1998, p. 74
  2. ^ Da Navypedia.
  3. ^ Uomini sul fondo, p. 192.
  4. ^ Uomini sul fondo, p. 193.
  5. ^ a b c d e f Regio Sommergibile Ciro Menotti
  6. ^ Uomini sul fondo, p. 263.
  7. ^ a b c d e Trentoincina
  8. ^ Attacco dal mare, p. 280.
  9. ^ Uomini sul fondo, p. 364.
  10. ^ Storia Militare, pp. 52-53.
  11. ^ Storia Militare, p. 63.

BibliografiaModifica

  • Joseph Caruana, Interludio a Malta, in Storia Militare, nº 204, settembre 2010.
  • Giorgio Giorgerini, Attacco dal mare. Storia dei mezzi d'assalto della marina italiana, Mondadori, 2007, ISBN 978-88-04-51243-1.
  • Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, Mondadori, 2002, ISBN 978-88-04-50537-2.