Siracusa

comune italiano
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Siracusa
comune
Siracusa – Stemma Siracusa – Bandiera
Siracusa – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Siracusa-Stemma.png Siracusa
Amministrazione
Sindaco Giancarlo Garozzo (PD) dal 24-6-2013
Territorio
Coordinate 37°05′N 15°17′E / 37.083333°N 15.283333°E37.083333; 15.283333 (Siracusa)Coordinate: 37°05′N 15°17′E / 37.083333°N 15.283333°E37.083333; 15.283333 (Siracusa)
Altitudine 17 m s.l.m.
Superficie 207,78 km²
Abitanti 121 933[1] (28-02-2017)
Densità 586,84 ab./km²
Frazioni Arenella, Belvedere, Cassibile, Fontane Bianche, Penisola della Maddalena (Isola, Plemmirio, Terrauzza), Ognina, Santa Teresa Longarini Scalo, Targia
Comuni confinanti Avola, Canicattini Bagni, Floridia, Melilli, Noto, Palazzolo Acreide, Priolo Gargallo, Solarino
Altre informazioni
Cod. postale 96100
Prefisso 0931
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 089017
Cod. catastale I754
Targa SR
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti siracusani
Patrono Santa Lucia da Siracusa
Giorno festivo 13 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Siracusa
Siracusa
Siracusa – Mappa
Posizione del comune di Siracusa nella sua provincia
Sito istituzionale

Siracusa (AFI: [siraˈkuːza], pronuncia[?·info]; Sarausa in siciliano) è un comune italiano di 121 933 abitanti,[1] capoluogo della provincia omonima in Sicilia.

Posta sulla costa sud-orientale dell'isola, Siracusa possiede una storia millenaria: la sua fondazione avvenne intorno all'anno 734-733 a.C., ad opera dei Corinzi. Annoverata tra le più vaste metropoli dell'età classica,[N 1] primeggiò per potenza e ricchezza con Atene, la quale tentò invano di assoggettarla. Numerose le personalità influenti accolte al suo interno, come Platone che giungendovi per ben tre volte, cercò di instaurarvi lo Stato ideale della Repubblica.[2] Patria di artisti, filosofi e uomini di scienza, diede i natali, tra gli altri, al celebre Archimede.[3] Fu conquistata dall'antica Roma nel 212 a.C. Cicerone nel I secolo a.C. la descriveva ancora come la «più grande e la più bella città greca».[4][N 2]

Nell'anno 61 vi sostò per tre giorni l'apostolo Paolo, mentre veniva condotto a Roma.[5] Siracusa è altresì nota per essere la città natale di Santa Lucia, il cui martirio avvenne il 13 dicembre del 304.[6] Importante centro dell'Impero bizantino, ne divenne la capitale durante il VI secolo. La conquista araba, avvenuta nell'anno 878, pose fine all'egemonia siracusana.

Dopo il violento terremoto del 1693, il centro storico della città assunse lo stile barocco che tutt'oggi lo contraddistingue. In epoca moderna fu una delle tappe principali del Grand Tour europeo. Durante la Seconda guerra mondiale, nell'anno 1943, venne firmato a sud-ovest di Siracusa, in contrada Santa Teresa Longarini, l'armistizio che sanciva la cessazione delle ostilità tra il Regno d'Italia e le forze alleate degli anglo-americani; passato alla storia come l'armistizio di Cassibile.[7]

Caratterizzata da ingenti ricchezze storiche, architettoniche e paesaggistiche, la città di Siracusa è stata dichiarata dall'Unesco nel 2005, congiuntamente alla Necropoli Rupestre di Pantalica, patrimonio dell'umanità.

Nel 2009 ha ospitato il forum del G8 sull'ambiente dal quale è scaturita la carta di Siracusa sulla biodiversità, adottata al G8 dell'Aquila.[8] Nel 2015 Siracusa è stata selezionata dal progetto del Cnr, divenendo la prima città d'Italia ad assumere il titolo di smart city 2.0.[N 3]

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia del territorio siracusano.
 
La scogliera del Lungomare Alfeo nell'isola di Ortigia
 
Panoramica della fonte Aretusa, confinante con il mare

Siracusa sorge sul lato sud-orientale della Sicilia. La sua geografia è molto variegata, al suo interno sorgono colline dalle moderate altezze, mentre due fiumi lambiscono il lato sud-ovest della città. Essa confina per lo più con il mare, che la circonda nella sua quasi totalità. La costa è prevalentemente rocciosa e frastagliata, mostra diversi promontori, baie, piccole isole e penisole.

La città si sviluppa in parte sull'isola di Ortigia e in parte sulla terraferma; tenendo inoltre presente che l'intera area è situata all'interno dell'isola di Sicilia, proprio per questa sua peculiarità geografica, Siracusa è spesso appellata come «isola nell'isola».[9] La particolare ubicazione geografica l'ha resa celebre per i suoi tramonti, grazie ai punti zenitali dai quali vengono osservati, essi sono stati descritti nei millenni come tra i più belli al mondo.[10]

« Occupa una posizione molto forte, e inoltre bellissima da qualsiasi direzione vi si arrivi, sia per terra che per mare, e possiede due porti quasi racchiusi e abbracciati dagli edifici della città. Questi porti hanno ingressi diversi, ma che si congiungono e confluiscono all'altra estremità. Nel punto di contatto, la parte della città chiamata l'isola, separata da un braccio di mare, è però riunita e collegata al resto da uno stretto ponte... »
(Cicerone, Verrine.)

L'area di Siracusa fa geologicamente parte dei monti Iblei. La conformazione della costa determina la vasta insenatura naturale dentro la quale si sviluppa il porto Grande. A circa 1200 metri di distanza dalla punta meridionale dell'isola aretusea,[N 4] sorge Capo Murro di Porco; il promontorio della penisola della Maddalena, di fronte alla quale si estende l'area marina protetta del Plemmirio.[11] La penisola era detta anche isola (nome odierno dato ad una sua contrada) poiché un tempo lo stretto lembo di terra che oggi la collega alla terraferma, era sott'acqua.[12] A nord della città si configura il promontorio di Santa Panagia,[13] dove un tempo sorgeva il terzo porto di Siracusa: Trogilo.[14] La città si affaccia sul mar Mediterraneo centrale,[15] attorniata dal bacino del mar Ionio. Siracusa dà il suo nome alla scarpata siciliana, detta «Scarparta di Malta e Siracusa»[16] (o «Scarpata Ibleo-Maltese»),[16] la quale si sviluppa a est di Siracusa, nello Ionio, fino a Malta.[N 5][17]

OrografiaModifica

 
Le latomie di Siracusa

L'orografia di Siracusa è formata da sommità moderate: la maggiore di queste è data dall'altopiano dell'Epipoli, facente parte delle ultimi propaggini orientali degli Iblei. Alle pendici dell'Epipoli, situato tra Akradina e Neapolis, si innalza il colle Temenite. All'interno della città sorge la balza dell'Akradina che conferisce al paesaggio urbano ampie e frastagliate pareti di roccia calcarea, conosciuta come pietra bianca di Siracusa. In questa balza si sviluppa la latomia dei Cappuccini; la più vasta tra le latomie siracusane. Le latomie sono una caratteristica principale della città di Siracusa, ne possiede numerose. Queste estese cave di pietra sono state intagliate fin dall'epoca greca: Cicerone ne lasciò ampia descrizione, definendole come «opera grandiosa, magnifica, dei re e dei tiranni».[19] Nel lato nord della città proseguono le propaggini iblee, formando paesaggi rocciosi e grotte, come avviene a Scala Greca; quartiere che prende il nome da una latomia d'epoca greca che sorgeva nei pressi dell'ingresso nord. Oltre i resti della scala sorge la cava di Santa Panagia, scavata da un torrente di acque meteoriche, rappresenta l'unica cava degli Iblei a contatto con il mare.

Il territorio ibleo di Siracusa è interessato da un maturo carsismo che determina la presenza di numerose grotte: in contrada Grotta Perciata, al limite del territorio comunale, si trova una delle grotte carsiche più importanti della Sicilia, per la quale è stata istituita una riserva protetta: la riserva naturale integrale Grotta Monello; essa è situata tra valli fluviali e versanti scoscesi, spesso proibitivi,[20] al suo interno si sviluppano notevoli stalattiti e stalagmiti delle più svariate forme.[20]

IdrografiaModifica

 
L'Anapo
 
Il Ciane

I fiumi che attraversano l'area della città sono l'Anapo e il Ciane:[N 6] sono questi due fiumi antichissimi, già noti alla letteratura d'epoca greca, la quale in generale donò ai corsi d'acqua di Siracusa una storia ricca di miti e leggende. I due fiumi sfociano affiancati nel mar Ionio,[N 7] presso i Pantanelli, pianura alluvionale, dove si trova la riserva naturale delle saline di Siracusa: saline non più in uso da diversi anni.[21]

Vi è infine un altro importante fiume che interessa l'area comunale di Siracusa: il fiume Cassibile, il quale, pur scorrendo al di fuori del territorio di competenza comunale, ha però la sua foce presso la contrada di Fontane Bianche.[22]

Nell'area paludosa, sita ad ovest della città, dove sorgevano le paludi Lisimelie,[N 8][23] con i lavori di bonifica del XX secolo, sono sorti i canali artificiali di Mammaiabica, Scandurra, Pismotta e Regina.[24] Di fronte ai Pantanelli, sull'isola di Ortigia, si trova la rinomata fonte Aretusa, composta da acqua dolce, che sgorga da una grotta posta davanti al mare; fonte scaturita dalle falde acquifere di Siracusa.[25] Sul colle Temenite sorge la grotta del Ninfeo, al cui interno sgorga una piccola cascata - la quale dà origine a un laghetto - che giunge in loco tramite l'acquedotto Galermi, noto per essere il più antico acquedotto della Sicilia, costruito dal tiranno Gelone nel 480 a.C., ancor oggi trasporta in città le acque dell'Anapo.[26]

Nel lato nord di Siracusa, tra Scala Greca e la Targia, si sviluppa un'altra sorgente d'acqua dolce, chiamata fonte Acqua della Colomba, la quale si mescola con l'acqua salata del mare, dando vita a un particolare ecosistema marino.[27]

Flora e faunaModifica

 
Il papiro egizio di Siracusa

La macchia mediterranea caratterizza la flora e la fauna di Siracusa. Palme, uliveti e fico d'India crescono in abbondanza, così come gli agrumeti: il limone di Siracusa è noto a livello internazionale.[28] Di particolare interesse risulta la flora fluviale: la pianta più caratteristica è senza dubbio il raro papiro egizio (cyperus papyrus), studiato e rinomato nella letteratura. Inoltre grazie alla presenza del mare si è sviluppata una delle più importanti concentrazioni di palma nana (Chamaerops humilis), quasi un chilometro quadrato, tra le più estese nel Mediterraneo.[29] In città, presso la zona archeologica, si può altresì ammirare uno dei più imponenti esemplari secolari di ficus delle pagode (Ficus macrophylla) in Italia.[30]

Siracusa riveste un ruolo primario nella ricettività dell'avifauna migratoria e il suo territorio vanta la presenza di specie rare nel resto d'Europa.[31] La variegata conformazione dell'area geografica consente l'osservazione di un'altrettanto complessa fauna da distinguere in cavernicola (o spelea),[32] fluviale o d'acqua dolce e soprattutto marina: il Plemmirio a tal proposito rappresenta un importante osservatorio per lo stazionamento dei cetacei (balenottere, delfini, capodogli e altri giganti del mare).[33]

ClimaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Siracusa.
 
La città vista dal mare con l'Etna alle spalle

Il clima di Siracusa è quello tipico delle aree mediterranee costiere e quindi piovoso e mite in inverno, caldo ma ventilato e siccitoso in estate. In particolar modo, il clima di Siracusa è noto per essere dominato dal vento di scirocco.[34]

« A Siracusa i venti dominanti sono il mezzogiorno e il greco: le burrasche sono accompagnate da forti venti di greco-levante e di scirocco-levante che durano quattro o cinque giorni. Si attribuisce comunemente il cattivo tempo all'accumularsi delle nubi intorno all'Etna. »
(Società italiana di fisica, Il Nuovo cimento, vol. 21-22, 1866, p. 89.)

Secondo un'ipotesi il toponimo di questa città trarrebbe la propria origine dall'intenso vento di sud-est (che a sua volta prende il nome dalla Siria)[35] che soffia sul territorio: Siraco (o Syraka) deriverebbe dal termine arabo-magrebino Suloq = vento di mezzogiorno, scirocco,[N 9] ma la radice di tale toponimo è stata definita controversa e l'ipotesi rigettata.[36]

Le temperature massime si attestano nei mesi invernali sui 16 °C e nei mesi estivi sui 35 °C; mentre le minime sono rispettivamente 7 °C e 20 °C.
Le precipitazioni medie annue sono pari a circa 500 mm distribuite su 60 giorni (negli ultimi 10 anni la pluviometria annua è decisamente aumentata). In autunno possono presentarsi episodi alluvionali.[37] con picchi di over 100/150mm giornalieri. Nell'autunno del 2016 si è verificato un raro fenomeno climatico nel mare che lambisce la parte sud di Siracusa: tutta la parte del Lungomare Alfeo è infatti stata invasa da una fitta schiuma bianca, talmente compatta da sembrare neve, generatasi con onde molto alte a seguito di un vortice depressionario sullo Ionio: un fenomeno di per sé raro che solitamente non avviene nel Mediterraneo ma più spesso nelle città che si affacciano sugli oceani, come l'Atlantico;[N 10] diverse le possibili cause per spiegare il fenomeno, tra esse la presenza di una micro-alga di origine atlantica insediatasi di recente nelle coste siracusane, detta comunemente mucillagine.[39]

La neve è un fenomeno molto raro a Siracusa, si è però verificata durante qualche episodio eccezionale. L'ultima nevicata risale al 31 dicembre 2014. D'estate invece si possono toccare facilmente temperature molto elevate.

Siracusa[41] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 16 16 18 20 24 28 32 32 29 25 20 17 16,3 20,7 30,7 24,7 23,1
T. min. mediaC) 5 5 7 8 12 16 19 19 17 14 10 7 5,7 9 18 13,7 11,6
Precipitazioni (mm) 75 53 46 35 19 6 5 9 45 106 62 86 214 100 20 213 547
Umidità relativa media (%) 73 71 70 70 68 65 64 67 68 72 75 76 73,3 69,3 65,3 71,7 69,9

Origini del nomeModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Origini di Siracusa § Etimologia.
 
Moneta di Siracusa, risalente al V secolo a.C., recante la legenda: ΣΥRAKOΣION (custodita al Bode-Museum di Berlino)

Le origini del nome di Siracusa sono estremamente incerte. È sulla monetazione dell'antica città che questo toponimo si attesta per la prima volta, fin dal VI secolo a.C. Tra le ipotesi più note vi è la derivazione:

StoriaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Siracusa e Siracusa (città antica).

Antica SiracusaModifica

(GRC)

« μεγαλοπόλιες ὦ Συράκοσαι,
βαθυπολέμου τέμενος Ἄρεος,
ἀνδρῶν ἵππων τε σιδαροχαρμᾶν δαιμόνιαι τροφοί,
ὔμμιν τόδε τᾶν λιπαρᾶν ἀπὸ Θηβᾶν φέρων μέλος ἔρχομαι ἀγγελίαν τετραορίας ἐλελίχθονος »

(IT)

« O bella figlia di cittadi altere,
Possente Siracusa
Tempio al signor di bellicose schiere;
O divina nutrice
Di generose menti,
Ed alati destrier nel campo ardenti,
A te con l'aurea musa,
Fedele annunziatrice
Della quadriga, onde si scuote il suolo,
Dalla fertile Tebe oggi men volo. »

(Pindaro, Pitica II, ΙΕΡΩΝΙ ΣΥΡΑΚΟΣΙῼ, ΑΡΜΑΤΙ,[46] vv. 1-11.)

Gli scavi archeologici sul territorio hanno stabilito che l'area dove poi sorse Siracusa venne abitata, senza soluzione di continuità, a partire dal Neolitico:[47] assai significativo è il ruolo della cosiddetta "civiltà di Stentinello", che prende il nome dal sito costiero a nord di Siracusa e i cui reperti risalgono al 6000 a.C.

Elmo etrusco in stile corinzio fatto incidere da Ierone I dopo la battaglia di Cuma, V secolo a.C. e spedito a Olimpia come dono dei Siracusani a Zeus

Le origini della città sono d'incerta datazione: secondo la tradizione tucididea fu nel 733 a.C. che un gruppo di Corinzi, guidato dall'ecista Archia, giunse sull'isola di Ortigia e scacciandone i Siculi vi si insediò, fondando la polis di Syrakousai. La colonia corinzia crebbe in tempi rapidi e assoggettò i territori geograficamente vicini ad essa. Dopo aver fondato a sua volta delle colonie — Acre, Casmene, Eloro, Kamarina — fu consegnata dai propri cittadini, come conseguenza dello scontro sociale tra Gamoroi e killichirioi, al dinomenide Gelone, tiranno di Gela, che lasciò la sua polis d'origine e si stabilì con la sua corte a Siracusa, inaugurando nel 485 a.C. il principio della tirannide siracusana.

Nell'arco della sua secolare storia Syrakousai ebbe una lunga serie di tiranni, ai quali si alternavano fragili momenti di potere popolare, per lo più assoggettato all'oligarchia. Tra i numerosi uomini che tennero il governo della polis, sei, più di tutti gli altri, si distinsero nel panorama del mondo antico per ingegno, fama e potere: oltre al già citato Gelone, lunga vita ebbero i governi assolutistici di Ierone I, Dionigi I, di Agatocle e Ierone II ai quali va aggiunto il governo oligarchico moderato del generale corinzio Timoleonte, durato circa dieci anni. Costoro dominarono grande parte della Sicilia, spingendo la presenza siracusana all'interno della Magna Grecia, ed estesero l'influenza della polis sull'ampio scenario del Mediterraneo, colonizzando o creando degli strategici approdi commerciali (come l'operato dei Dionigi in Adriatico, sia dal lato dell'Italia che da quello dei Balcani, durante l'età dionigiana), o ancora assoggettando le città che incontravano nel loro cammino per sottrarle al nemico (esempio di ciò fu Agatocle con la sua spedizione in Africa[48]).

 
La leggenda della spada di Damocle, ambientata nella Siracusa d'età dionigiana

La Siracusa greca fu la principale rivale della capitale fenicia Cartagine, la quale occupando con il suo operato bellico e commerciale la parte occidentale dell'isola (chiamata eparchia punica) diede vita alle guerre greco-puniche. Queste due influenti metropoli, in un susseguirsi di trattati di pace e scoppi di nuove battaglie, animarono con fare cruento l'intera storia della Sicilia greca. Oltre ai forti contrasti interni con le altre poleis siceliote e con i Barbari — si segnala ad esempio la guerra contro Akragas e il conflitto contro la Syntèleia di Ducezio, re dei Siculi —, Syrakousai ricevette l'ambiziosa offensiva esterna da parte di Atene. La capitale attica allestì una poderosa spedizione diretta sulla Sicilia, nel contesto bellico della guerra del Peloponneso, con l'intento di conquistare la rinomata città costiera che con la sua politica espansiva minava gli interessi ateniesi sull'Occidente. Durante l'avvenimento bellico si distinse il generale siracusano Ermocrate — che in seguito condurrà egli stesso i soldati Siracusani in Asia Minore, al fianco di Sparta, nella fase finale della medesima guerra.

La corte di Siracusa fu una celebre sede mecenatica. Ospitò i nomi più conosciuti del mondo greco, tra i quali Eschilo, Pindaro, Ibico, Senofonte, Platone; quest'ultimo non si limitò a soggiornare nella pentapolis, ma fu coinvolto — così come l'Accademia di Atene — nel pieno della storia politica di Syrakousai, compiendo diversi viaggi e divenendo confidente di Dione, che a sua volta fu il principale avversario politico del tiranno Dionigi II.[49] Fu patria natia di un ingente numero di personalità elargite al mondo delle arti, della filosofia e della scienza. Tra costoro più di tutti spicca Archimede, matematico, inventore, scienziato, che si pose alla guida di Siracusa quando questa venne assediata dai Romani nel 212 a.C.. Dopo un tempo lunghissimo, le legioni romane riuscirono a entrare in città e avvenne la capitolazione ad opera del console Marco Claudio Marcello.

 
L'uccisione di Archimede durante l'assedio romano di Siracusa (Thomas Degeorge, XIX sec.)

Durante la foga della conquista, un soldato romano uccise Archimede. Tutte le ricchezze di Siracusa, accumulate in secoli di dominio e prosperità, vennero depredate e trasportate a Roma. Fu un punto di svolta importante nella cultura del Mediterraneo.

(LA)

« …in quibus praedae tantum fuit, quantum uix capta Carthagine tum fuisset cum qua uiribus aequis certabatur. »

(IT)

« …al suo interno fu fatto un bottino così ingente che sembrava che si fosse allora presa Cartagine, con la quale si combatteva a forze pari. »

(Tito Livio, XXV, 31.11.)

Pur avendo perso la propria autonomia, Syracusae rimase per l'intera epoca romana il principale centro egemone della Sicilia; venne istituita la provincia Siracusana e la città fu designata capitale della Sicilia romana. Nel corso dei secoli caratterizzati dal dominio romano sul mediterraneo, giusero a Siracusa ingenti personalità: Scipione l'Africano preparò da qui l'esercito che avrebbe affrontato Annibale;[50] Cicerone, giungendovi per contrastare il mal governo del pretore Verre, descrisse minuziosamente la città, descrivendola come «la più bella e la più grande città greca»[51]; l'imperatore romano, Augusto, intitolò alla città la stanza speciale della sua casa: uno studiolo che soleva chiamare «la sua Siracusa», come testimonia Svetonio.[N 11]

Con l'avvento del cristianesimo nacquero in città imponenti catacombe. Qui giuse presto il messaggio apostolico, poiché il suo porto fu il ritrovo delle «navi che dall'Oriente e dall'Africa erano dirette a Roma, o da Roma ad Alessandria o a Cartagine»; lo stesso percorso marinaro intrapreso dai primi missionari.[52] La tradizione vuole che il primo vescovo di Siracusa fu Marciano, mandato dall'apostolo Pietro, mentre gli Atti degli apostoli affermano che qui sostò per tre giorni Paolo di Tarso, nell'anno 61.[5] Durante l'impero di Diocleziano, il 13 dicembre del 304, avvenne il martirio di Lucia da Siracusa.[53]

Con le invasioni barbariche decadde l'impero romano d'Occidente, e nel V secolo la città entrò a far parte dell'impero romano d'Oriente, in seguito noto come impero dei Bizantini. Per un disegno politico voluto dall'imperatore Costante II, Siracusa divenne capitale dell'impero dal 663 al 668, fino all'assassinio di Costante, avvenuto in una località della città chiamata da Teofane «le terme di Dafne».[54]

La città venne infine presa di mira dagli Arabi: dopo un primo assalto, respinto, nell'827, Siracusa cadde in maniera definita durante il secondo cruento scontro, terminato il 21 maggio dell'878.

Ogni sorta di fortificazione venne distrutta, la città fu data alle fiamme, copioso il bottino depredato dai conquistatori al suo interno: gli Annali musulmani descrivono le ricchezze della Siracusa bizantina come le più ingenti mai rinvenute dagli Arabi durante le loro conquiste.[55] I suoi abitanti vennero fatti schiavi e imprigionati nelle carceri di Palermo, la capitale araba. La Cronoca araba di Cambridge attesta che vennero dopo sette anni riscattati.[56]

Epoca medievaleModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Siracusa in epoca medievale.
« Siracusa è delle città celeberrime e de' più nobili paesi. Cittadini e foresi d'ogni banda cavalcano alla volta di lei; a lei s'indirizzano i mercatanti viaggiatori di tutte le regioni. Sta sul mare che la bagna da tutti i lati, se non che avvi una porta a settentrione, donde si entra e si esce. Superfluo sarebbe descrivere largamente questo luogo sì famoso […] »
(Muhammad al-Idrisi, Nuzhat al-Mushtaq.[N 12])
 
L'entrata del castello Maniace, voluto da Federico II di Svevia, sorto sul forte edificato in passato da Giorgio Maniace

Il periodo arabo di Siracusa rimane permeato dal silenzio delle antiche fonti, in particolar modo i primi anni che seguirono alla violenta conquista. Una damnatio memoriae voluta prima dagli arabi, per cancellare il forte ruolo giocato da Siracusa nell'antichità classica,[58] e poi dai successivi conquistatori, per cancellare le tracce, soprattutto architettoniche, del periodo islamico attraversato dalla città.[59] Tuttavia, giungono in aiuto alcune testimonianze scritte, risalenti pressappoco al periodo in questione, che danno la certezza che Siracusa venne presto reintrodotta nei circuiti commerciali dell'isola, così come rifiorì nuovamente il suo centro abitato. Il geografo Muhammad al-Idrisi (XI-XII secolo) nel Nuzhat al-Mushtaq, altrimenti noto come Libro di Ruggero, descrive la città di Siracusa in entusiastici termini. Durante i decenni arabi, Bisanzio, con a capo l'imperatore Michele IV, provò a riconquistare Siracusa. Fu spedito in Sicilia il generale bizantino Giorgio Maniace, che nel 1040 riuscì a prendere la città. Suoi maggiori compagni d'armi erano i guerrieri Italici ed i Normanni, guidati da Harald Hardrade di Norvegia, Guglielmo Braccio di Ferro — soprannome datogli per aver trafitto con la spada l'emiro di Siracusa[60] —, Drogone d'Altavilla, Arduino di Melfi e Stefano il Calafato, cognato dell'imperatore, posto a capo della flotta.[61] Dopo numerose vittorie nacquero però delle gravi discordie interne all'esercito. Maniace dovette abbandonare la Sicilia, i Normanni si dichiararono contro i Bizantini. Si formarono nuovi equilibri che portarono ad una ripresa del dominio arabo su Siracusa. Nel 1061, in un contesto di guerra civile interna,[N 13] cominciò la conquista normanna per l'intera Sicilia.

Nel 1086, il suo emiro Ibn ‘Abbād, chiamato dalle cronache del tempo con il nome di Benavert,[62] dopo aver concentrato su di sé le ultime speranze dei musulmani di Sicilia,[63] si scontrò in una battaglia navale, avvenuta all'interno del Porto Grande, con il conte normanno Roberto il Guiscardo, il quale ebbe la meglio. Siracusa cadde. Il poeta arabo-siculo Ibn Hamdis, testimone dell'epoca, descrisse così l'avvento normanno in città:

Federico II di Svevia, giunse per la prima volta a Siracusa quando aveva 14 anni, successivamente vi ritornò spesso. Fu una figura molto importante nella storia della città
La regina Bianca di Navarra, fu difesa dai siracusani quando le truppe del Cabrera la cinsero d'assedio nel castello Marieth (XV secolo); secondo una tradizione ella avrebbe donato alla città il suo stemma
« O stupore, i diavoli (gli infedeli) si sono insediati nelle ardenti costellazioni celesti e Siracusa è diventata loro una salda dimora, lì dove van visitando fra i rovi gli avelli[64] »

Con l'avvento normanno Siracusa divenne una contea, governata da un proprio conte, nella figura di Giordano d'Altavilla, nipote di Ruggero d'Altavilla; divenuto Gran conte di Sicilia.

I Normanni confermarono tuttavia quel che già gli Arabi avevano stabilito al tempo della loro conquista: capitale della Sicilia rimase Palermo, mentre Siracusa, con il passare dei secoli, perse sempre più egemonia.[65] Ristretta e abitata nella sola isola di Ortigia, i Siracusani videro il sesseguirsi di altre dominazioni, alcune del tutto estranee al resto della Sicilia, come il caso della contesa tra le repubbliche marinare di Genova e Pisa, entrambe desiderose di insediarsi a Siracusa e di annoverarla tra i loro feudi. A riportare la città sotto il controllo del governo di Sicilia fu il re Federico II di Svevia, che nel 1234 la dichiarò sua urbs fidelissima.[66]

Seguirono gli Angioini e la rivolta dei Vespri Siciliani, durante i quali la città si dichiarò libero comune, fino all'avvento degli Aragonesi. Nel 1302 Siracusa divenne sede delle regine del Regno di Sicilia, e da queste venne per lungo tempo governata,[67] posta a capo di 9 comuni della Sicilia orientale[N 14] tramite l'istituzione della Camera Reginale («come uno Stato dentro lo Stato»[68]): la sua prima regina fu Eleonora d'Angiò mentre Germana de Foix, figlia del re di Francia Luigi XII, ne fu l'ultima, poiché dopo di lei, nel 1536, la Camera venne abolita e la città passò sotto il potere diretto del re Carlo V.[69]

Età modernaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Siracusa in epoca moderna.
 
Lapide del '400 con iscrizione ebraica rinvenuta in città

Nel 1492, con l'editto spagnolo, per il quale tutti gli ebrei vennero cacciati dalla Sicilia, scomparì anche la comunità ebraica di Siracusa, una delle più antiche d'Europa. Nel 1678 la città fu dichiarata piazza d'armi, dal vicerè spagnolo Francisco de Benavides, il quale fece insediare un comandante militare all'interno del castello Maniace.[70] Il gravoso peso militare portò a un lento spopolamento della città.[71]

Dopo il disastroso terremoto del 1693, la città dovette essere ricostruita, il che fu fatto adottando lo stile Barocco, che in Siracusa ebbe notevole fioritura.

Con il Trattato di Utrecht, nel 1713, la Spagna rinunciò alla Sicilia, che passò ai Savoia, i quali vi dovettero rinunciare per via del Trattato dell'Aia. Furono sostituiti dagli austriaci, e Siracusa divenne piazzaforte finale degli Asburgo.[N 15][72]

Nel 1734 iniziò l'epoca Borbonica. Nel 1798 approdò al porto di Siracusa l'ammiraglio britannico Orazio Nelson, diretto in Egitto per affrontare Napoleone Bonaparte. I siracusani riempirono di provviste Nelson e le sue navi.[73]

 
L'ammiraglio Nelson, cittadino onorario di Siracusa
« Miei cari amici, grazie al vostro operato abbiamo ottenuto viveri e acqua e certo, poiché abbiamo bevuto alla fonte di Aretusa, ho tutte le ragioni di credere che riporteremo la vittoria. »
(Orazio Nelson scrive agli Hamilton, da Siracusa. Gilbert Sinoué (trad. Giuliano Corà), Lady Hamilton.)

Dopo la vittoria su Napoleone, Nelson tornò a Siracusa, nel 1800, ricevendo una medaglia d'oro e la cittadinanza onoraria.[74][N 16]

Negli anni del Grand Tour, prima forma di turismo, Siracusa giocò un importante ruolo nelle opere letterali dei viaggiatori europei.[75] Giunsero influenti artisti che lasciarono memoria visiva e scritta della città, come Brydone, Houël, Schinkel, Yorck von Wartenburg, Maupassant, August von Platen (di cui permane la tomba nel cimitero acattolico presso la villa Landolina).[76]

Gli ultimi decenni borbonici furono per Siracusa di estrema sofferenza: nel 1837 in città scoppiò un'epidemia di colera. Dei rivoluzionari siracusani nel frattempo si ribellarono al governo borbonico, re Ferdinando II di Borbone fece quindi declassare la città, togliendole il titolo di capoluogo e assegnandolo a Noto. Durante il 1848, anno conosciuto come primavera dei popoli, per via dei moti rivoluzionati scoppiati in tutta Europa, Siracusa chiese ed ottenne dal nuovo governo, con a capo Ruggero Settimo, di poter riacquistare il titolo di capoluogo. Tuttavia fu un cambio effimero, poiché durò ben poco.

Il 28 luglio del 1860 i garibaldini fecero capitolare la fortezza di Siracusa - si segnala in quei frangenti, tra gli altri, la presenza in città del noto sociologo russo Kovalevskij.[77] Precedentemente, il 3 giugno dello stesso anno era avvenuto un carteggio tra il Comitato di Siracusa e il generale dei Mille, Garibaldi:

« la vetusta città di Siracusa ha mostrato che non vuole altro confine che il mare e le Alpi. »
(Comitato di Siracusa a Giuseppe Garibaldi.[78])
« Siracusa è degna della comune attenzione: quest'antica repubblica, la città delle antiche memorie, sovra ogni altra di Sicilia, attira le generali simpatie. »
(Giuseppe Garibaldi in Archivio storico per la Sicilia orientale, vol. 56, 1960, p. 172.)

Età contemporaneaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Siracusa in epoca contemporanea.
 
Mussolini visita l'idroscalo di Siracusa prima dello scoppio della guerra

Con l'unità d'Italia la città riacquistò nel 1865 il titolo di capoluogo, non senza un acceso dibattito con la fazione netina, poiché il perdurare della particolare situazione d'età borbonica era divenuta oramai una vexata quaestio tra i due comuni.[79]

Sul finire del XIX e l'inizio del XX secolo vi giunsero insigne personalità, si citano, tra gli altri, Oscar Wilde, Richard Strauss,[80] Otto Weininger, che definì Siracusa come «il luogo più singolare della Terra»[81], André Gide, Guglielmo II di Germania, Sigmund Freud,[82] Gabriele D'Annunzio,[83] Ernst Jünger,[84] a conferma del vivo interesse che la città continuava a suscitare in ambito culturale. Nell'aprile del 1914 venne portato in scena il primo ciclo di rappresentazioni classiche che si tennero al teatro greco di Siracusa: un decennio dopo sarebbe nato l'istituto nazionale del dramma antico.

Nella guerra coloniale italiana e nel regime fascista di Benito Mussolini, Siracusa assunse un ruolo importante, essendo la sua posizione geografica predisposta alla rotta tra l'Italia e l'Africa.[85] Il re Vittorio Emanuele III visitò la città diverse volte, fino al 1942. Durante la seconda guerra mondiale Siracusa subì numerosi bombardamenti. Al largo della città, nel 1941, avvenne l'affondamento del transatlantico Conte Rosso, che causò un gravissimo numero di vittime.[86]

 
Firma dell'armistizio. Da sinistra a destra: i generali Smith, Castellano e Eisenhower

Siracusa venne occupata dagli Alleati il 9 luglio del 1943, tramite l'operazione Ladbroke. In un primo momento la città fu sede dell'AMGOT, il governo militare alleato.[87] Il 3 settembre 1943, si firmò segretamente nei pressi di Cassibile, l'armistizio tra l'Italia e gli Alleati. In seguito venne costruito il Syracuse War Cemetery, per i caduti inglesi.[88] Finita la guerra, la città conobbe un periodo di ricostruzione e nuove speranze.

 
Sir Winston Churchill definì la sua permanenza a Siracusa come «la vacanza più deliziosa della sua lunga vita da viaggiatore»

Il 1953 fu un anno importante per Siracusa, poiché avvenne al suo interno la lacrimazione di un'effigie mariana, evento che la chiesa ha dichiarato miracoloso[N 17] Nel 1954 giunse a Siracusa, ufficialmente in vacanza, Winston Churchill (era già stato una prima volta a Siracusa nel 1917, di passaggio, quando da Vienna era diretto a Malta).

Tra la fine degli anni '50 e la fine degli anni '70, nacque e si sviluppò, nel lato periferico nord della città, il polo petrolchimico siracusano, che venne annoverato tra i più vasti poli petrolchimici d'Europa.[89] Ciò non fu senza ripercussioni sociali: per quanto riguarda i territori di Siracusa, l'industria interessò la baia di Santa Panagia, la contrada Targia e il borgo di Priolo Gargallo, che divenendo un centro industriale, chiese ed ottenne l'indipendenza da Siracusa nel 1979.[90] Le industrie giunsero a lambire l'entrata nord della città. Oltre alla ricchezza economica, il polo portò al deturpamento e all'inquinamento dell'ambiente circostante.[91]

Nel 1985 la principessa Diana Spencer e Carlo, principe di Galles, visitarono la città.[92] Nel 1990 un violento terremoto, detto di Santa Lucia, poiché accadde il 13 dicembre, provocò ingenti danni alla città e parecchie polemiche per il silenzio istituzionale che seguì.[93]

Il 5 e 6 novembre del 1994 papa Giovanni Paolo II venne in città per inaugurare il santuario della Madonna delle Lacrime, e per l'occasione tenne un discorso alla cittadinanza:

 
Papa Giovanni Paolo II durante la sua visita pastorale a Siracusa
« Saluto in voi, cittadini di Siracusa, gli eredi di questo glorioso passato e i custodi di un patrimonio di civiltà che occorre far fruttificare anche nel nostro tempo. A voi il compito di interpretare con sensibilità moderna il messaggio sempre attuale della classicità. »

Il Santo padre concluse esortando la cittadinanza a reagire di fronte all'emarginazione socio-economica che rischiava di escluderla dalla vita della nazione:

« Sono venuto per dirvi: non rimanete ripiegati su voi stessi! “Alzatevi e levate il capo!” Sono venuto per seminare speranza, una speranza creativa, fondata sulla coscienza del vostro impegno e del compito che la storia vi affida. Carissimi Siracusani, questa mia quarta Visita pastorale in Sicilia vuole essere anche una significativa tappa nell’itinerario della grande preghiera per l’Italia [...] »
(Papa Giovanni Paolo II, 5 novembre 1994, Alla cittadinanza di Siracusa.[94])

Nel 2005 l'UNESCO ha inserito Siracusa tra i Patrimonio dell'umanità, per l'occasione venne in visita il presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2009 presso il Castello Maniace, si svolse il G8 per l'ambiente. Nel 2014 la città presentò la sua candidatura a capitale europea della cultura facendosi capofila del Sud-est siciliano con il tema di «frontiera d'Oriente», ma fu esclusa dalla fase finale.[95]

SimboliModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Stemma di Siracusa.
 
Aretusa attorniata da delfini; il simbolo più noto dell'antica città

Anticamente la città aveva i propri simboli di riconoscimento tramite le emissioni monetali. Il suo più noto e antico simbolo era il volto di Aretusa circondato da delfini che la resero celebre nel Mediterraneo. La polis adottò inoltre il simbolo del cavallo alato (pegaso) di stile corinzio, sembrerebbe che lo abbia fatto per rimarcare il legame che la univa alla città dell'Ellade. Fu inoltre la prima città di Sicilia ad adottare nelle monete il simbolo della Triscele, contribuendo a diffonderla nell'isola. Durante l'ellenismo incise l'aquila su fascio di fulmini, e sarà proprio questa ad essere ripresa durante il medioevo come stemma della città. In seguito si aggiunse una fortezza (XV secolo) e nel XVII secolo i due simboli vennero uniti formando un'aquila turrita che tutt'oggi rappresenta lo stemma di Siracusa.

(LA)

« Fortis Sicut Turris. Velocis Sicut Jovis Fulmine. Syracusae Manet et Fulget »

(IT)

« Forte come una torre (fortezza). Veloce come un fulmine di Giove. Siracusa sta ferma (immota manet) e risplende »

L'attuale stemma del comune di Siracusa è stato concesso l'8 dicembre del 1942 e viene citato nel terzo articolo dello Statuto comunale:

« Di verde all'aquila al naturale, al volo abbassato e con l'ala sinistra chiusa, cimata di corona regia, caricata nel petto di un castello d'oro, torricellato, afferrante con gli artigli d'oro i fulmini di Giove dello stesso. Sotto lo scudo una lista d'azzurro con la scritta S.P.Q.S. »
(Descrizione dello stemma)

Il motto posto sotto lo scudo, su di una lista di colore azzurro, reca la scritta S.P.Q.S, in lingua latina, «Senatus PopulusQue Syracusanus», tradotto: «Il Senato e il Popolo Siracusano». Il volto di Aretusa e la quadriga, altro noto simbolo della città antica, vengono invece odiernamente adoperati per rappresentare lo stemma del libero consorzio comunale di Siracusa.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

  Bene protetto dall'UNESCO
  Patrimonio dell'umanità
Siracusa e la Necropoli Rupestre di Pantalica
(EN) Syracuse and the Rocky Necropolis of Pantalica
Tipo Architettonico
Criterio C (ii) (iii) (iv) (vi)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 2005
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Siracusa è tra le principali città d'arte in Europa. È colma di pregevoli monumenti e luoghi d'interesse. Deve le sue innumerevoli testimonianze architettoniche e culturali a una storia altrettanto ricca e antica.

« L'evidente stratificazione culturale, architettonica e artistica nel complesso di Siracusa/Pantalica è un'eccezionale testimonianza della storia e della diversità culturale della regione di Siracusa in oltre tre millenni dal periodo Greco al Barocco. »
(Unesco, Syracuse and the Rocky Necropolis of Pantalica.)
 
Veduta dell'area di Siracusa con l'isola di Ortigia in primo piano

L'Unesco dal 2005 ha inserito Siracusa nella lista dei patrimoni dell'umanità, congiuntamente alle necropoli rupestri di Pantalica, che distano poche decine di km da Siracusa,[96] utilizzando quattro criteri tra i quali l'eccezionale importanza universale degli eventi che qui si verificarono (VI criterio) e la straordinaria diversità culturale concentrata in un unicum spazio (II criterio).

L'area individuata dall'Organizzazione culturale delle Nazioni Unite comprende la salvaguardia e protezione dei monumenti che si trovano presso il primo nucleo storico di Siracusa: l'isola di Ortigia; presso il secondo più antico quartiere della città: l'Acradina; il vasto parco archeologico della Neapolis e Tiche con le fortificazioni d'epoca dionisiana e l'area di Scala Greca; l'altopiano dell'Epipoli e il suo millenario castello Eurialo.[97]

Siracusa abbraccia nel suo insieme un patrimonio architettonico-culturale di oltre tremila anni; dalle testimonianze tangibili di Stentinello, risalenti al VI-V millennio a.C., fino alle costruzioni mirabili dei giorni nostri.

« Molteplice città, di cinque nomi, d'antico fasto, di potenza, d'ineguagliabile bellezza, di re sapienti e di tiranni ciechi, di lunghe paci e rovinose guerre, di barbarici assalti e di saccheggi: in Siracusa è scritta, come in ogni città d'antica gloria, la storia dell'umana civiltà e del suo tramonto. »
(Vincenzo Consolo, L'olivo e l'olivastro, 1994.)

Architetture religioseModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Siracusa.
 
Il santuario della Madonna delle Lacrime
 
Il Pantheon di Siracusa
 
La chiesa dello Spirito Santo

La maggior parte del patrimonio religioso è costituito da chiese, monasteri e conventi cristiani di antica, o antichissima, e recente edificazione. Tra le più notabili e vetuste strutture si menzionano la chiesa di San Giovanni alle catacombe, la chiesa di Santa Lucia alla Badia e la Santa Lucia al Sepolcro, con la rotonda di Santa Lucia, tutte e tre dedicate alla Santa patrona della città. E ancora la chiesa di San Nicolò ai Cordari, la chiesa di San Martino, la chiesa di San Giovannello alla Giudecca, la Chiesa dello Spirito Santo e numerose altre strutture, alcune rappresentate persino da anfratti naturali, come le grotte, meritevoli di attenzione.[N 18] Tra le recenti edificazioni spiccano il Pantheon di Siracusa, al cui interno si trovano le spoglie dei caduti della prima guerra mondiale, e il santuario della Madonna delle Lacrime, sorto per ricordare l'evento mariano miracoloso del 1953: il santuario, dalla forma piramidale, rappresenta la chiesa più alta dalla città, visibile da elevata distanza.

In città trovano sede anche strutture di altre religioni. Il monumento più notevole è il miqweh di Siracusa, risalente all'epoca bizantina, descritto spesso come il più grande e antico bagno rituale ebraico d'Europa.[98]

La più vasta area cimiteriale è rappresentata dal complesso sistema catacombale - tra i più vasti al mondo - risalente all'epoca tardo romana. Di notevole interesse anche la remota cripta del protovescovo Marciano di Siracusa (secondo la tradizione si tratta del primo vescovo d'Occidente). L'intera area urbana è disseminata di numerose necropoli arcaiche. Nel XIX secolo sorse il cimitero monumentale della città e a fianco vi venne costruito nel XX secolo il Syracuse War Cemetery, risalente alla seconda guerra mondiale e appartenente al Commonwealth delle nazioni, per le spoglie dei soldati inglesi. La città ospita inolre un cimitero acattolico (sito all'interno della villa Landolina) nel quale si trovano le spoglie di alcuni caduti americani della prima guerra mondiale e quelle del noto poeta tedesco August von Platen. Per commemorare i caduti delle guerre sono sorti in città diversi monumenti, tra i quali si segnala il monumento ai Caduti italiani d'Africa; imponente per la sua struttura e le alte statue che lo adornano.

I luoghi sacri dell'antica SiracusaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Culti e templi dell'antica Siracusa.
 
Il tempio di Atena incorporato nel Duomo
 
Il tempio di Apollo

Siracusa ha un vasto patrimonio architettonico religioso che affonda le sue radici nell'epoca preistorica.[99] La religione dell'antica Grecia fece sì che sorgessero in città imponenti aree votive, come l'Ara di Ierone (la più grande in assoluto del suo tempo), e imponenti templi, di cui il più significativo e ben conservato è rappresentato dal tempio di Atena, convertito in chiesa con l'avvento del cristianesimo. Gli antichi siracusani edificarono nell'isola di Ortigia il tempio di Apollo; si tratta del più antico tempio in stile dorico dedicato al dio del sole. L'isola inoltre si reputava essere la culla della divinità Artemide, il suo tempio è stato identificato sull'acropoli di Ortigia e prende il nome di Artemision.

Nei pressi dell'area sacra del Ciane (dove sorgeva il tempio dedicato all'omonima ninfa) si trovano i resti del tempio di Zeus e a poca distanza, nella strada che da Siracusa conduceva alla via Elorina, sorge il complesso monumentale conosciuto con il nome di Ginnasio romano di Siracusa, all'interno del quale si possono osservare i resti di un tempio, ancora di incerta dedica, che venne descritto anche da Cicerone. Siracusa nell'antichità era inoltre famosa per essere la sede principale di diffusione del culto per le divinità Demetra e Kore, alle quali era dedicata una vasta area votiva, rinvenuta nei pressi di Piazza della Vittoria. Sempre alla Madre terra e a sua figlia erano dedicate altre aree votive sparse per la città. Numerosi altri resti di templi consacrati a divinità olimpiche e divinità minori con rilevanza per il luogo geografico si trovano distribuiti per tutto il suolo urbano ed extra-urbano.

Architetture civiliModifica

 
Il palazzo della Camera di Commercio di Siracusa
 
Palazzo Beneventano del Bosco
 
L'ex palazzo delle poste (adesso Ortea Palace Luxury Hotel) e il porto piccolo visti dal ponte Umbertino
 
Villa Politi, sovrastante le latomie dei Cappuccini

Le architetture civili di Siracusa sono molteplici: nelle zone archeologiche si trovano le maggiori dell'antichità come il teatro greco, l'anfiteatro romano, il ginnasio e molteplici altre. La quasi totalità dei palazzi nobiliari si trova nell'isola di Ortigia, poiché in epoca medievale e rinascimentale la città era racchiusa solamente al suo interno.[N 19] Tra i più antichi edifici vi sono la trecentesca sede della Camera Reginale e il trecentesco palazzo Montalto, in stile gotico chiaramontano. Di notevole pregio sono il palazzo del Vermexio (o palazzo del Senato), in stile barocco, odiernamente sede del comune di Siracusa,[100] il palazzo Arcivescovile, sede della curia vescovile siracusana, il palazzo della Sovrintendenza ai Beni Culturali della Provincia di Siracusa, in stile liberty,[100] ubicati all'interno di Piazza del Duomo. In stile rococò sono il palazzo Impellizzeri, sede dell'archivio di Stato di Siracusa,[101] e il palazzo Borgia del Casale, appartenuto al ramo siracusano dei Borgia.[100] Numerosi altri edifici compongono il patrimonio architettonico siracusano: i palazzi Gargallo,[102] il cui proprietario fu Tommaso Gargallo (fondatore di Priolo Gargallo), Beneventano del Bosco, Greco, Bonanno, Steri Magno e così via, appartenuti tutti alle famiglie nobiliari di Siracusa.[102] L'ottocentesco palazzo dell'Antico Mercato e dell'Orologio, o della Banca d'Italia, il palazzo della Camera di Commercio con l'elaborata trabeazione merlata con bassorilievi, il palazzo del teatro comunale, i novecenteschi palazzi delle Poste, dell'hotel Des Etrangers e numerosi altri edifici di pregio. Le maggiori ville della città sono: villa Politi, villa Landolina e villa Reimann. Piazza del Duomo, piazza Archimede, piazza Pancali e piazza Santa Lucia, attorniate da un ingente patrimonio culturale e architettonico, rappresentano le piazze più note di Siracusa e sono il fulcro della mondanità. La fontana di Diana, la fontana degli Schiavi, alle quali vanno aggiunte le più vetuste fonte Aretusa e grotta del Ninfeo, con l'acquedotto Galermi rappresentano le opere idriche più note di Siracusa. I ponti sono dislocati su diversi punti del suolo urbano: vi sono i ponti che permettono di entrare da Siracusa sud-ovest, passando sopra l'Anapo e il Ciane e vi sono i ponti che permettono di entrare nell'isola di Ortigia.

Architetture militariModifica

 
L'entrata del castello Maniace
 
Il forte Vigilena
 
Le gallerie dell'Eurialo

Dà principio sorse il castello Eurialo (ubicato nell'odierna frazione di Belvedere), edificato durante il regno di Dionigi I: poderosa costruzione militare alla quale mise mano anche il genio di Archimede, come testimoniato da Plutarco.[103] L'Eurialo rappresentava il punto di congiunzione della vasta cinta muraria che circondava interamente il perimetro della città. Ancor oggi rimangono visibili notevoli tratti delle mura e delle porte d'entrata: sia a sud che a nord.

« ...le opere dì difesa di Siracusa, cioè di quel castello che fu la chiave di volta di tutte le difese ideate ed attuate da Dioniso I, dove l'Imperatore Guglielmo II di Germania si recò più volte a meditare sul suo folle sogno di dominio, e i cui sistemi prese a modello nell'ultima guerra mondiale. »
(Archivio storico per la Sicilia, vol. 50, 1930, p. 320.)

Nella prima metà del Duecento sorse il castello Maniace, in stile gotico, progettato da Federico II di Svevia, rivestì un importante ruolo nella vita militare della città: adibito a prigione e usato per contrastare le incursioni piratesche. Con l'avanzare dell'epoca medievale, la città, ristretta nella sola isola di Ortigia, venne sempre più fortificata. Nel Cinquecento, con il dominio degli spagnoli, vennero distrutti gran parte dei monumenti greco-romani per riutilizzarne la pietra e costruire poderosi bastioni e muraglie che mutarono definitivamente l'aspetto fisico della città.

Numerosi i forti e le torri d'avvistamento che sorsero in territorio urbano. La caserma Spagnola, la piazza d'armi di Montedoro, il carcere Borbonico; molti dei quali distrutti a fine dell'800. In epoca contemporanea sono sorte la caserma Abela, destinata alle forze militari risiedenti in città, e l'idroscalo di Siracusa, odiernamente sede del 34º Gruppo Radar dell'Aeronautica Militare. Di rilevanza storico-culturale sono inoltre i tanti bunker costruiti durante la seconda guerra mondiale. Appartenente sempre agli anni dell'ultimo conflitto bellico è la batteria Lamba Doria, che occupa 48 mila m² nella parte meridionale della Penisola della Maddalena.[104]

Siti archeologiciModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Scavi archeologici di Siracusa.
« ...Non credo che ci sia al mondo altra grande città decaduta che abbia dinnanzi a sé una così meravigliosa immagine del suo grande passato. »
(Edmondo De Amicis, Viaggio in Sicilia, p. 40.)
 
Veduta area dell'area archeologica della Neapolis: in alto sulla destra l'anfiteatro romano, in basso sulla sinistra il teatro greco, tra i due l'ara di Ierone II

Siracusa possiede una delle più vaste aree archeologiche del Mediterraneo. Il patrimonio archeologico si trova distribuito per tutto il suolo urbano ed extraurbano. Lungo tutto il percorso della regione di Siracusa si ritrovano rilevanti testimonianze del passato. Nella lunga lista si annoverano numerose necropoli, come quella di Stentinello, dalla quale provengono le più antiche ceramiche (6000 a.C.), di Thapsos, di Ognina, del Plemmirio. L'età clsassica ha lasciato impresse nella città colossali resti architettonici. Il parco archeologico della Neapolis è la maggiore area archeologica di Siracusa; al suo interno si trovano molti dei monumenti più significativi e storicamente evocativi della città: il teatro greco, la grotta del Ninfeo, la Via dei Sepolcri, l'Orecchio di Dionisio, l'acquedotto Galermi, l'Ara di Ierone, l'anfiteatro romano, l'arco trionfale di Augusto, la presunta tomba di Archimede e così via. Non mancano al suo interno nemmeno testimonianze archeologiche medievali, come i resti dei mulini di Galerme e il sottosuolo della chiesa dei Cordari. I siti archeologici si diramano verso tutto le direzioni: dal Foro siracusano al Ginnasio romano; dai resti del tempio di Zeus Olimpico al terrazzo roccioso di Scala Greca; dall'antica Epipoli, con i monumentali resti del castello Eurialo e le mura dionigiane, alle strade greche e latomie costiere della Targia.

Aree verdiModifica

« Una passeggiata in barca sul Ciane ripercorrendo nella memoria le antiche leggende è una delle esperienze più suggestive che si possono fare in Sicilia. »
(Paola Giovetti, L'Italia dell'insolito e del mistero, 2001.)
 
Escursione in canoa sul fiume Ciane
 
All'interno della latomia dei Cappuccini

Grazie alla sua conformazione geografica, Siracusa gode di un ampio scenario naturale che consente vari tipi di intrattenimento: valli fluviali, spiagge marittime e le verdeggianti latomie formano l'ampio e attrattivo polo naturalistico di Siracusa, dove spessissimo la natura viene affiancata da testimonianze archeologiche site in loco da migliaia di anni. All'interno della città la maggiore area verde è data dal parco archeologico della Naepolis che con i suoi 240.000 m² protetti dall'urbanizzazione, costituisce un importante polmone verde per il centro di Siracusa.

Per salvaguardare l'ingente patrimonio naturalistico sono state istituite delle aree naturali protette: la Riserva naturale Fiume Ciane e Saline di Siracusa (ZPS e SIC), la Riserva naturale integrale Grotta Monello (R.N.I. e SIC), l'Area naturale marina protetta del Plemmirio (AMP e ASPIM).

Le latomie, diffuse su tutto il territorio, contribuiscono a formare un ambiente verdeggiante in pieno centro urbano. Esse nell'antichità venivano usate come prigioni (nel V secolo a.C. vi furono imprigionati i soldati dell'esercito ateniese e tempo dopo Dionisio I vi incarcerò il suo ospite Filosseno di Citera poiché questi osò criticare il suo talento poetico).

La più nota delle latomie siracusane è quella detta dei Cappuccini, nella quale sorge anche un orto botanico, curato nei secoli passati dai frati che risiedevano in cima alle latomie, e un teatro detto di Verdura, nel quale si esibivano gli attori che poi avrebbero recitato nel più vasto teatro greco di Siracusa (tra i nomi illustri che hanno recitato nella latomia si ricordano ad esempio Vittorio Gasmann, Elena Zareschi, Annibale Ninchi). Di grande interesse sono inoltre le grotte di Siracusa formatesi sia in maniera artificiale che naturale nella roccia iblea: la grotta dei Cordari (così chiamata poiché vi si fabbricavano le corde), la grotta del Ninfeo (antico luogo dove i siracusani del tempo greco si preparavano per andare in scena a recitare davanti al pubblico del teatro sottostante), le tante grotte della balza dell'Acradina, le grotte di Scala Greca (una delle quali consacrata dai greci ad Artemide) e la grotta più vasta di tutte, tra le più vaste di Sicilia: grotta Monello; al di fuori del tessuto urbano ma facente parte del territorio comunale.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

(EN)

« Although the biggest city in the world was Pataliputra (Patna) on the Ganges, Syracuse was the largest in Europe. »

(IT)

« Sebbene la più grande città nel mondo fosse Pataliputra (Patna) sul Gange, Siracusa fu la maggiore in Europa. »

(Michael Grant, The Civilizations of Europe, 1965, p. 23.)

Nella sua millenaria storia, Siracusa ha attraversato periodi di grande popolamento e periodi di forte spopolamento. In età greca si ebbe la massima espansione della città. Gli storici si dividono nell'attribuire una cifra esatta sul numero di abitanti dell'antica metropoli, si va dai 250.000 abitanti all'oltre un 1.000.000.[105] In ogni caso la storiografia si dice certa che Siracusa non ebbe rivali, se non la stessa Atene,[106] nel rappresentare per l'epoca, la maggiore città europea.[107]

Dominazioni, guerre e carestie mutarono il volto della città, riducendola nel medioevo ai 15.000 abitanti. Il suo centro abitato si concentrò nella sola isola di Ortigia.[108] Una forte ripresa demografica avvenne dal secondo dopoguerra in avanti. Odiernamente la città conta una popolazione di oltre 120.000 abitanti.

Il grafico si riferisce alla sola epoca moderna.

Abitanti censiti dalla seconda metà del XIX sec. al XXI sec.[109]

 


Etnie e minoranze straniereModifica

Alla data del 31 dicembre 2016 a Siracusa risultano residenti 5.440 cittadini stranieri, pari al 4,4% della popolazione totale.[110] La comunità più numerosa proviene dallo Sri Lanka (22,32%) con 1.214 cittadini; seguono le comunità del Marocco (12,1%), 657 cittadini, della Romania (10%), 545 cittadini, e della Polonia (7,85%), 427 cittadini.[110]

Lingue e dialettiModifica

Nell'antichità, grazie all'attivo movimento commerciale, la parlata siracusana rappresentava una delle lingue franche nel mediterraneo, inquadrata all'interno dei dialetti greci.[111] In seguito il dialetto si arricchì di nuove influenze culturali giunte dall'esterno.[112]

In base ai moderni studi effettuati sulla lingua siciliana, il dialetto siracusano rientra nelle seguenti due categorie:

Tradizioni e folcloreModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: festa di Santa Lucia a Siracusa.
 
La statua di Santa Lucia il giorno della processione, sull'uscio del Duomo di Siracusa

La festività siracusana popolare più nota a livello nazionale e internazionale è la festa di Santa Lucia, la quale comincia il 13 dicembre, giorno in cui si svolge la processione con la statua della Santa per le vie della città. La statua venne fabbricata nel 1500 e viene portata a spalla dai devoti.

La festività termina sette giorni dopo, con l'Ottava di Santa Lucia, quando il simulacro d'argento viene riposto all'interno del Duomo.

Negli ultimi tempi, per l'occasione giunge dalla Svezia una giovane, scelta nel proprio paese d'origine, e vestita di bianco rappresenta Lucia da Siracusa, partecipando alla processione con i siracusani.[113] Tale tradizione sveva nasce nel 1927 ed è alla base del gemellaggio tra Siracusa e Stoccolma.[114]

La festività per Santa Lucia si ripete nella prima domenica del mese di maggio, tale celebrazione prende il nome di Santa Lucia delle quaglie.[115]

Qualità della vitaModifica

Anno Qualità della Vita (Sole 24 Ore)
Dato riferito alla provincia
Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente)
2012 88ª posizione (- 7)[116] 98ª posizione (- 8)[117]
2013 89ª posizione (- 1)[118] 94ª posizione (+ 4)[119]
2014 83ª posizione (+ 6)[120] 92ª posizione (+ 2)[121]
2015 90ª posizione (- 7)[122] 92a posizione (invariato)[123]
2016 98ª posizione (-8)[124] 100a posizione (- 8)[125]
Ecosostenibilità

Nel 2014 la città, entrata a far parte del sistema delle smart city, affiancata dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), si è prestata ad un progetto di ricerca internazionale atto a monitorare costantemente l'ecosistema urbano, definito anche metabolismo urbano.[126] Il progetto è ancora in fase di svolgimento.[127] Nel 2016 secondo l'indice ICityRate Siracusa ha fatto un balzo di ben 16 posizioni, dal 98º posto all'82°.[128]

CulturaModifica

IstruzioneModifica

Biblioteche e universitàModifica

 
Piazza Federico di Svevia, sede della facoltà di architettura di Siracusa

La città dispone di diverse biblioteche, tra queste la più antica risale al 1780, denominata biblioteca arcivescovile alagoniana, istituita dal vescovo Gian Battista Alagona, ospita un patrimonio cartaceo di 60.000 libri. La maggiore è rappresentata dalla biblioteca comunale della città, istituita nel 1867, ospita circa 70.000 volumi.[129]

Siracusa pur essendo una delle più antiche e più numerose città di Sicilia non dispone di un proprio ateneo,[N 20] ma la città può vantare due curiosi primati legati alla storia universitaria: da Siracusa venne ufficializzata nel 1224 la nascita dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, poiché l'imperatore Federico II di Svevia si trovava, come spesso accadeva, con la sua corte a Siracusa,[131] e inoltre, il primo laureato della più antica università di Sicilia, l'università degli Studi di Catania, fu il siracusano Antonio Mantello, laureatosi in diritto civile il 19 novembre del 1449.[132] Solamente di recente, nel 1996, è stata inaugurata a Siracusa la sede decentrata della facoltà di architettura dell'università catanese.[133] Sono presenti inoltre le sedi decentrate delle università telematiche Pegaso, Niccolò Cusano e la sede dell'università telematica del Mediterraneo.

Accademie, istituti e centriModifica

 
Prima sede dell'ISISC, Siracusa

Siracusa è sede di antichi e prestigiosi istituiti: l'istituto nazionale del dramma antico (INDA), e accademia d’arte del dramma antico, è sorto nel 1914 con lo scopo principale di organizzare i cicli delle rappresentazioni classiche che si svolgono presso il teatro greco di Siracusa; l'INDA è capofila nel rilancio della classicità nell'attuale epoca.[134] Siracusa è inoltre sede della scuola di specializzazione in Beni Archeologici, fondata in città nel 1925, è l'unica nel suo genere in Sicilia e nell'Italia meridionale; la sua direzione in principio venne affidata a Paolo Orsi; ha la durata di due anni accademici.[135] In città è stato costituito inoltre nel 1972 l'istituto superiore internazionale di scienze criminali (ISISC), consultivo presso le Nazioni Unite e il Consiglio d'Europa;[136] tra le azioni mirabili dell'istituto vi è il convegno in cui gli esperti scrissero a Siracusa il primo testo della convenzione contro la tortura, adottato da tutti i paesi membri dell’ONU; di recente ha organizzato per quattro anni consecutivi il seminario con la tedesca NATO School, intitolato Shari’a Law and Military Operations.[137]

La Pontificia facoltà teologica di Sicilia "San Giovanni Evangelista" riconosce come affiliato l'istituto superiore di scienze religiose San Metodio, fondato a Siracusa nel 1977 e dedicato al patriarca di Costaninopoli nato a Siracusa. Sono inoltre presenti l'accademia di belle arti Rosario Gagliardi, dedicata al siracusano massimo esponente del barocco siciliano; l'accademia di naturopatia Anea;[138] l'academy of english (Università per stranieri di Siena)[139] l'istituto di Gestalt HCC Italy; l'istituto Mediterraneo studi universitari (IMSU);[140] e il Mediterranean center for arts and sciences (MCAS).

 
Inaugurazione della targa che dichiara Siracusa "città per la pace e per i diritti umani"

Dato il suo rapporto particolareggiato con la pianta del papiro (unica città in Europa in cui cresca spontaneamente), Siracusa è sede dell'istituto internazionale di papirologia e dell'istituto italiano per la Civiltà Egizia (IICE).

Per valorizzare l'architettura barocca è sorto in città il centro internazionale di studi sul barocco (CISB), il quale è stato uno dei soggetti che ha maggiormente contribuito all’inserimento delle città tardo barocche del Val di Noto nella lista UNESCO.[141] Siracusa è inoltre sde del primo Hub (fulcro, centro) siciliano: The Hub Siracusa (denominato anche The Hub Sicilia),[142] facente parte dell'Euro-South Hub.[143]

AssociazioniModifica

Da oltre trent'anni la città è sede del Convegno Internazionale su l’Educazione alla Pace, grazie all'impegno di Bruno Ficili - tredici volte candidato al premio Nobel -, presidente dell'’Associazione Internazionale per l’Educazione alla Pace. Siracusa dal 1995 è stata proclamata "città per la pace e per i diritti umani. Tra gli avvenimenti memorabili di questi convegni si ricorda la venuta a Siracusa nel 1999 del campione Muhammad Alì che firmò in città i documenti per un trattato di pace nel Burundi che all'epoca si trovava in stato di guerra civile.[144]

Siracusa è anche sede della Euro Mediterranean Rehabilitation Summer School (E.M.R.S.S.), associazione che si occupa di medicina Fisica e Riabilitativa e che riunisce nella città aretusea giovani medici provenienti da tutto il Mediterraneo.[145]

MuseiModifica

 
Cratere di Dionisio, Siracusa 450 a.C., museo Paolo Orsi

Il museo Archeologico Regionale Paolo Orsi rappresenta uno dei più importanti musei archeologici d'Europa.[146] Il museo del Papiro si occupa di preservare e curare la rara pianta del papiro, attivando collaborazioni con luoghi significativi per questa pianta come la città de Il Cairo.[147] La Galleria Regionale, detta museo Bellomo, espone i reperti d'epoca medioevale e moderna della città. Il museo dell'INDA organizza esposizioni temporanee dedicate alla storia delle rappresentazioni classiche al Teatro greco di Siracusa. Il museo Aretuseo dei Pupi mostra l'arte dell'Opera dei Pupi Siciliani, dichiarata dall'Unesco Patrimonio Orale e Immateriale dell'Umanità. Il museo del Cinema rappresenta nel suo genere il terzo museo più grande d'Italia[148]. Il Tecnoparco Archimede, in una superficie espositiva di 1700 m², espone le repliche di macchine da guerra utilizzate nel III secolo a.C. e autentici strumenti tecnologici ideati dal genio di Archimede[149]. Il museo del Mare Sirmuma espone la storia marinara di Siracusa[150]. L'Acquario Tropicale di Siracusa, situato all'interno della Fonte Aretusa, è dedicato alla vita marina del Mediterraneo e alla fauna dei Tropici. Nel sito del castello Eurialo è stato allestito un Antiquarium al cui interno sono custodisi preziosi reperti della vita militare del castello.

Stampa e mediaModifica

Periodici ed edizioni quotidiane

Gli storici giornali di Siracusa sono: Libertà, Aretuseo, Giornale di Siracusa, e le edizioni siracusane de il Giornale di Sicilia, La Sicilia e la Gazzetta del Sud.

Con la diffusione di Internet molti giornali, dapprima solo cartacei, sono oggi on-line: Siracusa2000.com, Siracusanews.it, Siracusatimes.it, Livesicilia.it, Giornalesiracusa.com.

Le emittenti televise che hanno sede a Siracusa sono di caratura locale e coprono il territorio provinciale: Teleuno Tris, Tvs C, Tris New, Siracusa Live Tv - Tvs, TeleSudEst, Telestar, Canale otto, TeleMondoCentrale, Video Siracusa (ora Blu TV), Video 66, Tele Marte (ora diventata tv satellitare), Tele Stampa Sud / 7 Gold.

Le radio: FM Italia, Radio Marte Siracusa, Radio Amore Italia, FM Classic, Radio Sicilia.

CinemaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Film girati nella provincia di Siracusa.
 
Damon and Pythias: Frank Lloyd interpreta il tiranno di Siracusa Dionisio I in una scena del film

La città ha rappresentato, e tutt'oggi rappresenta, un set cinematografico a cielo aperto per numerose pellicole. Ciò ha condotto in città molteplici personalità del mondo del cinema come Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Nino Manfredi, il duo Franco e Ciccio, i fratelli Taviani, Walter Chiari, Monica Bellucci, Giuseppe Tornatore e numerosi altri.

Tra i titoli più significativi vi sono: Casanova '70; Rosolino Paternò soldato; Secondo Ponzio Pilato; La più bella coppia del mondo; Il viaggio; Anni di piombo; Kaos; L'uomo delle stelle; Sicilia!; Malèna; Nati stanchi; Lettere dalla Sicilia; Il Commissario Montalbano; Il figlio della luna; Caravaggio.

La storia della città è stata inoltre il soggetto o l'ispirazione per svariate pellicole cinematografiche, come il film muto Damon and Pythias, seguito dal remake Damon and Pythias (film 1914), i peplum L'assedio di Siracusa, Il tiranno di Siracusa, La sfida dei giganti (ultima pellicola dove Reg Park veste i panni di Ercole) e il film d'animazione Sinbad - La leggenda dei sette mari (ultimo film della DreamWorks con animazione tradizionale).

A Siracusa si tengono due festival del cinema, con circuiti nazionali e internazionali, di cadenza annuale: l'Ares International Film e Media Festival, giunto alla sua settima edizione, e l'Ortigia Film Festival, giunto all'ottava edizione, i quali hanno visto la partecipazione di artisti come Margareth Madè, Nino Frassica, Mario Venuti, Krzysztof Zanussi, Pietro Marcello. Ai festival si è aggiunto anche il “premio Tonino Accolla”, contest in onore del noto doppiatore siracusano (la voce italiana di Eddie Murphy, Jim Carrey, Ben Stiller, Tim Curry e molti altri).[151]

TeatroModifica

 
Rappresentazione classica al teatro greco di Siracusa

Siracusa è stata una delle prime città al mondo in cui si è sviluppata la forma d'arte teatrale. Mentre ad Atene si è soliti accostare l'arte drammatica, la nascita dell'arte comica viene attribuita alla polis di Siracusa, per via delle parole di Platone, il quale nel Teeteto (Plato, Teet., 152 e) definisce il siracusano Epicarmo «archegeta della commedia» (o anche «principe della commedia»), paragonandolo ad Omero - che egli definisce «archegeta della tragedia» -,[152] quelle di Alcimo in Ad Aminta, e per via del suo teatro greco; uno dei più vasti e importanti teatri dell'antichità. Nel suo palcoscenico hanno recitato Eschilo, Formide, Antifonte e atri grandi nomi.[153] Odiernamente si rivivono i fasti del teatro greco mettendo in scena le rappresentazioni classiche, organizzate ogni anno dall'INDA.

In epoca moderna sono sorti gli edifici teatrali al chiuso, come il teatro comunale di Siracusa (XIX secolo)[154] e il teatro Vasquez.[155] All'interno della latomia dei Cappuccini si trova il Teatro di Verdura, sul cui palco hanno recitato attori di fama internazionale. In città ha sede inoltre un teatro dei pupi, denominato Piccolo Teatro dei Pupi di Siracusa, presso il quale si porta in scena la tradizione siciliana dell'Opera dei Pupi: dichiarata patrimonio orale e immateriale dell'umanità.

ArteModifica

Statue provenienti dall'epoca classica di Siracusa, custodite nel museo archeologico regionale Paolo Orsi

Siracusa è città che l'Unesco ha dichiarato patrimonio dell'umanità concentrandosi sui suoi beni architettonici, i quali attraverso i millenni sono divenuti un dei più rilevanti esempi dell'evoluzione culturale nel Mediterraneo.[156] Il suo cammino nella storia dell'arte è stato quindi estremamente attivo e variegato. Dall'epoca greca giunge una delle forme d'arte più apprezzate di Siracusa: la sua monetazione. La critica è concorde nel definire le monete qui forgiate tra le più belle del mondo.[157]

« Le monete di Siracusa meritano di essere considerate tra le più belle del mondo.[158] »

Esse sono oggi sparse in giro per il globo, ma una parte delle stesse rimane custodita a Siracusa. La filatelia moderna ha celebrato la zecca aretusea emettendo la serie denominata Siracusana, così come ha fatto la lira italiana, ponendo in circolazione la banconota di stato con il volto di Aretusa.

Centro di grande prestigio, la polis attirava nei suoi confini menti brillanti, così che vi fiorì ogni tipo di arte. Quando la città venne conquistata dai Romani, questi rimasero meravigliati dallo stato culturale e artistico raggiunto dai greci di Siracusa; gli studiosi ritengono infatti che l'importazione dei tesori siracusani comportò l'inizio della luxuria tra i Romani.[159]

La cattura di Siracusa rappresentò un punto cruciale per l'avvicinamento della cultura latina a quella greca (dapprima avversa ai Romani).[159] Marco Claudio Marcello saccheggiò così tante opere d'arte siracusane che una volta giunte a Roma, collocate in un tempio, pare abbiano rappresentato il primo museo dell'urbe.[160]

(LA)

« Infesta mihi credite signa ab Syracusis illata sunt hunc urbi. »

(IT)

« Infeste, credetemi, per questa città sono le statue portate da Siracusa. »

(Catone il Censore in Livio, I, 34, 3.)

Il componimento architettonico della città ben rappresenta la storia dei popoli che si susseguirono: una forte impronta avvenne sotto il dominio spagnolo, poiché dopo il violento terremoto del 1693, gran parte della città venne ricostruita adottando l'elaborato stile barocco, motivo per cui Siracusa, insieme ad altre città del Val di Noto, viene presa ad esempio per la definizione di barocco siciliano, ospitando anche un centro di studi internazionali sul barocco.[161] Essa custodisce inoltre antiche e preziose opere dell'arte pittorica; tra i dipinti più noti si menzionano il dipinto del Caravaggio, ovvero il Seppellimento di Santa Lucia del 1608 e L'Annunciazione di Antonello da Messina del 1474.

CucinaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina siracusana e Cucina siciliana.
« Sibari e Siracusa viveano forse con eguale mollezza ma questa, e non quella, facea coll'ingegno e la coltura più lieti i desinari. »
(Aristofane, Banchettanti, fr. 225 K.-A.)
 
Paste di marndorle siracusane

Le prime testimonianze scritte sulla cucina di Siracusa risalgono all'epoca greca. Grazie al suo ruolo egemone nel Mediterraneo la città fu pioniera nel far conoscere le abitudini alimentari siciliane all'estero. L'antica cucina siracusana, data la notorietà, attirò su di sé critiche ed elogi: Archestrato nel suo trattato la definì eccessivamente elaborata e pesante.[162] Platone giudicò negativamente la sontuosità dei banchetti siracusani e il cibarsi due volte al giorno, motivo, per il filosofo, di dissolutezza.[163] Aristofane comparò la mensa dei Siracusani ai banchetti dei Sibariti[164] (polis nota per l'eccessiva dolce vita).[165]

(GRC)

« Συρακοσίαν δέ, ὦ φίλε, τράπεζαν καὶ Σικελικὴν ποικιλίαν ὄψου, ὡς ἔοικας, οὐκ αἰνεῖς »

(IT)

« Amico mio, non si direbbe che tu lodi, se ritieni che questo vada bene, la tavola siracusana e l'infinita varietà di leccornie siciliane. »

(Platone, La Repubblica, 404 d, in Francesco Rizzo, Dialoghi politici e Lettere.)

D'altro canto, la cucina siracusana venne molto apprezzata dagli antichi greci: le nobili famiglie chiamavano cuochi sicelioti alle loro mense, e la città di Siracusa diede i natali a Miteco Siculo, il quale scrisse il primo libro di cucina del mondo occidentale (V secolo a.C.),[166] e a Labdaco, che i cuochi greci consideravano loro maestro nell'arte culinaria.[167]

La bevanda più esportata da Siracusa fu il vino: «gli antichi siracusani preparavano le uve - a tenore delli precetti prescritti da Esiodo - e come ne tiravano il vino Pollio, è la medesima oggi da tutti comunemente praticata per fare li buoni moscati».[168] Una leggenda d'epoca greca vuole che Pollio fosse un sovrano argivo, il primo re di Siracusa, che diede il proprio nome a questo vino,[169] apostrofato spesso come il vino più antico d'Italia.[170] Con la dominazione romana, il vino, il miele e il grano siracusano, vennero su larga scala esportati a Roma. Nelle mense di Augusto si potevano trovare vino e olio provenienti da Siracusa.[171] Nei secoli successivi la cucina siracusana subì le medesime influenze delle culture straniere che dominarono il resto della Sicilia.

 
Spaghetti alla Siracusana: con mollica (pan grattato) e acciughe

Odiernamente la cucina siracusana rientra nella costituita dieta mediterranea, dichiarata patrimonio immateriale dell'umanità.

Tra i suoi alimenti più noti vi sono le olive, il pesce, diversi prodotti PAT e IGP come il limone di Siracusa, l'arancia rossa di Sicilia, la patata novella di Siracusa, l'olio d'oliva dei Monti Iblei, l'anguria di Siracusa, la fragola di Cassibile.

La tradizione siracusana vanta diversi primi e secondi piatti, tra i più tipici vi sono la pasta fritta alla Siracusana e gli spaghetti alla bottarga di tonno, la zuppa di pesce alla Siracusana, il tonno alla ghiotta e numerosi altri piatti originari del territorio. Nel siracusano si usa preparare l'impanata (pizza chiusa ripiena di patate), il pizzolo, gli arancini al ragù qui assumono la classica forma a cilindro. Alcuni dei dolci più peculiari di Siracusa sono i totò (biscotti al cioccolato ricoperti di glassa), la giuggiulena, la cuccìa, la cotognata, la granita di mandorla, quella siracusana ha trovato menzione nell'opera de il garofano rosso di Elio Vittorini,[172] e poi ancora la versione siracusana della cassata siciliana, preparata con del pan di Spagna, e le paste di mandorla.

EventiModifica

In città si susseguono durante l'anno numerosi eventi, di diversa natura (artistica, culturale, sportiva), il cui richiamo risulta essere di livello nazionale e internazionale.

Persone legate a SiracusaModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Persone legate a Siracusa
« la città che fu culla di raffinatezza e di genialità, nella cui trimillenaria storia si rinvengono le radici della civiltà mediterranea. »
(Serafino Privitera, Storia di Siracusa antica e moderna, vol. II, p. 1)

Siracusa ha dato i natali a ingenti personalità, ed è stata altresì meta e ispirazione per molteplici personaggi che ad essa hanno legato il proprio nome.

In età anticaModifica

« Datemi una leva e vi solleverò il mondo! »
(Archimede.[185])
 
Platone (scultura di Delfi)
 
Archimede (dipinto di Niccolò Barabino)
 
Pirro re dell'Epiro (scultura in Ioannina)
 
Santa Lucia (dipinto di Lorenzo Lotto)

Essendo tra le principali culle della civiltà odierna, numerosi sono i soggetti elargiti al mondo della filosofia, arte, scienza, religione, letteratura, politica. Il suo figlio più celebre è Archimede; fisico, astronomo, inventore, matematico, uno dei massimi scienziati dell'umanità, morto nel tentativo di difendere la città dalla conquista di Roma.

Una lunga schiera di tiranni ha retto il governo della città per diversi secoli; tra questi maggiore rilevanza storica hanno avuto i Dinomenidi, l'ascesa e la caduta dei Dionisii, Timoleonte, fino a giungere ai basileus Agatocle e all'ultimo grande tiranno della Siracusa greca, Gerone II.

Patria di sperimentazioni e di scoperte, ad essa conducono i nomi dei celebri drammaturghi Epicarmo, Formide e Sosifane; degli astronomi Iceta e Ecafanto: Iceta fu il primo ad asserire che la Terra si muove intorno al proprio asse di rotazione, mentre Ecfanto fu il primo astronomo a riconoscere che questo asse si muove da occidente verso oriente; i padri della retorica: Corace e Tisia; il poeta inventore della poesia bucolica, Teocrito; l'inventore della mimica, Sofrone; i maestri incisori: Eukleidas, Eumenes, Cimone. E poi ancora il poeta Mosco; lo scrittore delle vite degli imperatori romani, Flavio Vopisco; il matematico inventore Scopas, autore del plinto nella sfera della gnomonica, osservabile nel circo Faminio dell'antica Roma; Giulio Firmico Materno, autore della più estesa opera sull'astrologia, e ancora numerose altre figure il cui contributo si trova impresso negli antichi documenti.

Rinomata sede di mecenatismo, Siracusa ha attirato per millenni tra le sue mura, fisiche o teoriche, i più grandi personaggi del mondo antico: da Pindaro, Empedocle, Euripide a Platone, Senofonte, Lisia, Timeo. Principale centro di diffusione per l'ellenismo, la città ebbe legami di parentela con la dinastia tolemaica, macedone ed epirota; Pirro, marito della siracusana Lanassa, fu re di Siracusa. Al regno egizio di Tolomeo III giunse dall'operato dei Siracusani, diretti da Archimede e Archia, la più grande nave dell'antichità: la Siracusia, ovvero la "Dama di Siracusa". La città continuò a suscitare un vivo interesse culturale anche sotto il dominio di Roma: pretori, consoli, giuristi, storici e persino imperatori, ebbero legami significativi con la città di Siracusa; tra tutti, si menzionano in particolare Cicerone e Augusto.

Importante centro per la diffusione del Cristianesimo, Siracusa è stata la città natia e meta di religiosi, martiri, santi e papi. Abbracciando con i suoi personaggi storici il lato cattolico e ortodosso della religione. Lucia da Siracusa è la sua figlia più illustre. Seguono Marciano di Siracusa, Bassiano di Lodi, Giuseppe l'Innografo, Metodio I (patriarca di Costantinopoli), Zosimo, Stefano III (94° papa della chiesa cattolica), Gregorio Asbesta (legato al Grande Scisma), i monaci Simeone e Teodosio (deportato durante la conquista araba di Siracusa a Palermo, insieme all'arcivescovo Sofronio).

In età medievale e modernaModifica

 
La principessa siracusana Lucia Migliaccio
 
Mario Minniti ritratto da Caravaggio

Silente per lunghi tratti dell'epoca medievale, avvessata e portata sotto il dominio di svariati imperi, la città ricorda soprattutto i nomi dei suoi conquistatori; tra tutti Federico II di Svevia, particolarmente legato alla storia di Siracusa).

Si annoverano, tra gli altri, l'ultimo emiro arabo Benavert, che morì combattendo nelle acque di Siracusa; il poeta Ibn Hamdis, e in epoca tardo-medievale e moderna il pittore siracusano Mario Minniti, le cui opere si trovano custodite tra la Sicilia e l'estero, e Caravaggio che giunse in città e fu ospite dell'amico Minniti); il pittore barocco Antonio Madiona; Paolo Boi, che fu tra i più noti scacchisti medievali, sfidò italiani, spagnoli e ottomani, risultando quasi sempre superiore; gli storici Ottavio e Costantino Gaetani, Vincenzo Mirabella, Giuseppe Maria Capodieci; i nobili Claudio Mario Arezzo, Lucia Migliaccio, figlia del ramo dei Borgia di Siracusa e regina morganatica; Tommaso Gargallo e numerosi altri aristocratici. Gli autori dell'architettura siracusana: Giovanni Vermexio, Luciano Alì, Rosario Gagliardi, tutti e tre tra i massimi esponenti del barocco. Gli archeologi Saverio Landolina e Raffaello Politi, quest'ultimo anche artista; il compositore musicale Vincenzo Moscuzza; gli scultori Gaetano Zumbo, Gregorio Zappalà e Luciano Campisi, tra le sue numerose opere fu lo scultore del monumento nazionale per la tomba di Goffredo Mameli. Si annoverano inoltre diverse personalità straniere giunte in città durante i decenni del Grand Tour; come August von Platen-Hallermünde, del quale permane la tomba all'interno della villa Landolina. I patrioti Gaetano Abela, Mario Adorno, Emanuele Francica Pancali, quest'ultimo fu il primo sindaco di Siracusa, Salvatore Chindemi, Emilio Bufardeci, il garibaldino glottologo Corrado Avolio e diverse altre figure che vissero uno dei periodi più turbolenti della storia della città.

In età contemporaneaModifica

 
Il comandante nautico Gaetano Arezzo della Targia

In campo militare si ricordano i siracusani: Camillo Tommasi di Scillato, tra i suoi incarichi fu anche comandante generale delle truppe alpine; Gaetano Fuggetta, medaglia d'oro al valor militare, unico fante-artigliere ad ottenere la più alta onorefincenza nella battaglia di Custoza;[186] Francesco Angelino, marinaio nocchiere di porto, medaglia d'oro al valor militare durante la prima guerra mondiale, nell'Impresa di Pola;[187] i caduti durante la seconda guerra mondiale: il capo segnalatore Oscar Lucchesi, l'ufficiale comandante Gaetano Arezzo della Targia, l'aviere scelto Giuseppe Storaci caduto nei cieli di Tobruk, tutti insigniti di medaglie al valor militare e alla memoria per il loro coraggio, e poi ancora numerosi altri siracusani distintisi nel contesto bellico. Le infermiere delle due guerre mondiali: Teresa De Caprio e Costanza Bruno, entrambe decorate al valor militare e ricordate dalla Croce Rossa Italiana; Christiane Reimann, irlandese di nascita, fu una delle 25 infermiere più influenti della storia, visse a Siracusa dove lasciò in eredità la sua villa al comune: il Christiane Reimann Prize è noto come il Premio Nobel per l'infermieristica.

Il fisico Antonino Lo Surdo (il cui nome rivive nell'effetto Stark-Lo Surdo); Il diplomatico Francesco Maria Greco, tra i suoi incarichi è stato consigliere per gli Affari Internazionali della difesa ed è l'attuale ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede; Le vittime di mafia: il giornalista Mario Francese e il carabiniere Salvatore Raiti, entrambi uccisi a Palermo: tra gli attentatori di Francese vi furono i noti Riina e Provenzano, mentre Raiti fu vittima della strage della circonvallazione; a Francese è stato dedicato un premio annuale che porta il suo nome: Premio Mario Francese, mentre Raiti è medaglia d'oro al valor civile; il carabiniere Carmelo Ganci, anch'egli medaglia d'oro al valor militare.

In ambito storico e artistico si ricordano il celebre Elio Vittorini, lo studioso del pensiero platonico, massimo esponente della teoria critica della società, Francesco Adorno, il sociologo Carlo Trigilia, il critico d'arte Demetrio Paparoni, i pittori Francesco Trombadori e Elio Marchegiani (egli anche scultore), il fumettista Riccardo Crosa, il pianista Orazio Sciortino, il compositore Giuseppe Cassia; in ambito teatrale e cinematografico, tra gli altri, il noto attore e showman Dario Bandiera; il doppiatore Tonino Accolla (voce italiana di Eddie Murphy e del personaggio Homer Simpson); l'attrice Lucia Sardo, conduttrice di Masseria Sciarra; l'attrice Nadia Bengala, vincitrice di Miss Italia 1988, l'attore Salvo Randone e numerosi altri interpreti teatrali e cinematografici. Numerosi anche gli sportivi di Siracusa; tra tutti si citano i nomi dell'arbitro Concetto Lo Bello, che ancor oggi detiene il record di partite arbitrate in Serie A, e dell'apneista Enzo Maiorca, più volte detentore del record mondiale di immersione in apnea.

Geografia antropicaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia antropica di Siracusa e Antropizzazione del territorio siracusano.
 
La città di Siracusa nel lato sud-est della Sicilia
 
NASA: Siracusa e la sua provincia viste dallo spazio
 
Siracusa, la Neapolis

La città porta i segni della passata antropizzazione greca lungo tutto il suo percorso urbano e anche oltre, questo perché l'antica Siracusa fu una delle più vaste metropili del mondo. Gran parte della Sicilia era sotto il suo controllo e non si conoscono esattamente i confini geo-antropologici di questa capitale.

« Si calcola che all’epoca del suo massimo sviluppo e splendore, tra il V e il VI secolo a.C., Siracusa raggiunse il milione di abitanti, assai prima di altre città divenute in seguito importanti nel Mediterraneo, quali Roma ed Alessandria d’Egitto. »
(Gestione Sito Unesco, p. 32.[188])

Siracusa odiernamente confina a nord con i comuni di Melilli e Priolo Gargallo, a sud con il comune di Avola, a ovest con i comuni di Canicattini Bagni e Floridia, mentre a est con il mar Ionio. Il comune aretuseo ha due popolose frazioni: Belvedere sita a nord-ovest e Cassibile sita a sud-ovest; la prima conta una popolazione di circa 7.000 abitanti, mentre la seconda una popolazione di circa 6.500 abitanti. Fino al 1979 anche Priolo Gargallo era una frazione di Siracusa ma in tale data chiese ed ottenne l'autonomia comunale, divenendo un centro abitato confinante.[189] Il territorio si suddivide in contrade e quartieri a loro volta inquadrati all'interno di circoscrizioni. Odiernamente la città conta una popolazione totale di circa 122.000 persone (in leggero calo rispetto agli anni '90 quando ne contava circa 126.000 e in leggero rialzo rispetto al 2011 quando ne contava 118.000).[190] La maggior parte della popolazione urbana si concentra nella circoscrizione Tiche (20% della popolazione totale), seguono la circoscrizione Akradina (19% del totale) e la circoscrizione Grottasanta (18% del totale). Il restante 43% della popolazione comunale è distribuita in maniera abbastanza uniforme nelle restanti circoscrizioni. La parte meno popolata, ma solo in termini di residenti, risulta essere la circoscrizione dell'isola di Ortigia (4% del totale).[191]

Analizzando la storia urbanistica di Siracusa, partendo dall'età medievale fino ai giorni nostri, si può notare come sia mutata radicalmente l'antropizzazione del territorio: nel medioevo la sola parte rimasta abitata della città fu l'isola di Ortigia, e tale rimase per tutto il I millennio, ma si parla di una popolazione esigua: un totale di appena 15.000 abitanti e ancor meno nel primo periodo medievale. Sarà l'Unità d'Italia, tra il XIX e il XX secolo a dare nuova vita all'intera Siracusa, con la demolizione delle mura che per secoli avevano tenuto lontano i siracusani dalla terraferma, ovvero dalle antiche città-quartiere di Syrakousai, l'antica Pentapolis:

 
Circoscrizioni di Siracusa
« Siracusa, nel tempo della mia adolescenza, cominciava ad uscire da quello stato di torpore e di abbandono nel quale era caduta... Mio padre sentiva in cuore suo il peso delle fortificazioni spagnole per lui simbolo di una esosa tirannide, ed anelava alla liberazione ed alla luce. E difatti gioì quando il piccone si sferrò sui baluardi ed un nuovo quartiere sorse sulla loro area, con vie larghe ed ariose. »
(Enrico Mauceri, Memoria dei moti del 1837 in Siracusa, 1939, p. 1059.)

Dopo l'abbattimento delle mura, la città cominciò a costruirsi sulla terraferma, nacquero la Zona umbertina, Santa Lucia, la Neapolis che tolsero a Ortigia la gran parte della sua popolazione. Negli anni '70 la città si espanse verso nord, fabbricando i quartieri di Tiche. Il centro storico divenne appendice periferia della nuova Siracusa e si verificò una speculazione ai danni di pregevole patrimonio ambientale e monumentale. Ciò che si rimprovera all'espansione di Siracusa è la mancanza di una dislocazione disciplinata.[192] Ciononostante la città nei primi anni del 2000 è riuscita a riqualificare il suo centro storico, Ortigia, che con i suoi oltre 150 edifici monumentali, musei, centri artigianali e attrattive varie, rappresenta il cuore del turismo aretuseo ed è sede di prestigiosi eventi.[193]

Attualmente si vorrebbero sostituire le circoscrizione con le municipalità, ma ad oggi, 2016, la città è ancora divisa ufficialmente in 9 circoscrizioni di seguito elencate: Ortigia, Santa Lucia, Acradina, Grottasanta, Neapolis, Tiche, Epipoli, Belvedere e Cassibile. Le principali contrade di Siracusa sono: Pantanelli, Isola, Plemmirio, Terrauzza, Fontane Bianche, Santa Teresa Longarini Scalo e Targia, mentre tra i principali quartieri vi sono: Zona umbertina, Corso Gelone, Tisia, Zecchino, Santa Panagia, Mazzarona, Scala Greca.

EconomiaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Economia del libero consorzio comunale di Siracusa.
 
Limoni di Siracusa
 
Negozi nell'isola di Ortigia

Nel siracusano vi è il primo distretto limonicolo d'Italia e dell'Unione europea, con la produzione del limone di Siracusa IGP che registra numeri di vendite sempre più importanti.[194] Altre produzioni rilevanti del territorio sono i formaggi siciliani, la patata novella di Siracusa, che copre i 3/4 della produzione siciliana e viene esportata sia in Italia che all'estero, l'olio extravergine d'oliva dei monti Iblei,[195] l'anguria di Siracusa e altri prodotti della terra. In ambito vinicolo si producono le DOC del vino di Siracusa che oltre al Nero d'Avola comprende la produzione del Moscato di Siracusa; da alcuni considerato il vino più antico d'Italia.[196]

Nelle acque di Siracusa avvengono gli allevamenti di molluschi e crostacei e la pesca di una vasta varietà di pesci, al servizio più che altro del commercio locale.[197]

Una considerevole parte del territorio è stata vocata al settore industriale della petrolchimica. Nel siracusano vi è uno dei poli del settore tra i più grandi d'Europa, il quale ha fatto registrare, soprattutto in passato, numeri da record per l'economia provinciale, poi andati graduatamente a diminuire. Nonostante il polo faccia registrare ancora dati export assolutamente ragguardevoli per l'Italia (si consideri che dal solo polo siracusano proviene oltre il 70% del totale nazionale dei prodotti petroliferi raffinati e che essi rappresentano anche il 70% dell'intero export siciliano[198]), il settore viene odiernamente considerato in crisi.[199]

In via di sviluppo risulta il settore dell'energia alternativa, specialmente quella solare, con varie sperimentazioni sul territorio.[200] Il settore terziario dei servizi è quello che offre maggiore impiego per i siracusani.[201] L'accoglienza turistica risulta essere fortemente in crescita.

Mercati e fiereModifica

Due diversi tratti del mercato di Ortigia nei pressi del tempio di Apollo

Il mercato storico e principale della città di Siracusa si trova in Ortigia, in via Emanuele De Benedictis e dintorni. L'altro mercato quotidiano è sito nel più moderno e popolare quartiere di Santa Panagia, in via Giarre. In piazza Marcello Sgarlata (rione Bosco Minniti), con cadenza settimanale, ogni mercoledì, si tiene una grande fiera che attira in città commercianti provenienti anche dalla vicina Catania.

Si svolgono inoltre diverse fiere legate soprattutto a festività religiose: la più importante è quella relativa ai festeggiamenti di Santa Lucia che si svolge ogni anno dall'11 al 20 dicembre. Tutti i fine settimana, presso l'area dei Pantanelli si svolge la piccola fiera delle piante e ogni domenica mattina il mercatino dell'usato nella grande Piazza Santa Lucia, nel quartiere Borgata, dove è possibile curiosare tra mobili antichi e oggetti o libri introvabili. Nella stessa piazza, sempre ogni domenica mattina, si possono acquistare prodotti biologici della campagna cosiddetti della filiera corta, cioè dal produttore al consumatore.

Infrastrutture e trasportiModifica

Linea viariaModifica

La città è interessata da tre strade statali e da due autostradali:

 
L'uscita per Siracusa sull'autostrada A18

FerrovieModifica

Siracusa è una stazione di testa e capolinea ferroviario con un traffico di treni a lunga percorrenza verso le stazioni di Reggio Calabria, Napoli, Roma Termini (tratta Siracusa-Roma Termini), Genova e Milano (tratta Siracusa-Milano centrale) e treni regionali verso le stazioni nord-orientali di Catania centrale, Taormina, Messina centrale e marittima (tratta Ferrovia Messina-Siracusa) e quelle sud-occidentali di Ragusa, Gela e Canicattì (tratte Ferrovia Siracusa-Gela-Canicattì e Ferrovia Siracusa-Ragusa-Vizzini).

Verso nord la ferrovia presenta tratti a doppio binario ed è completamente elettrificata,[202] mentre verso sud è a binario singolo e non elettrificata.[203]

PortiModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Porto di Siracusa e Rada di Santa Panagia.
 
La banchina del porto Grande
 
I porti di Siracusa visti da satellite
 
Tratto del porto Lakkios

I due porti principali della città sono collocati in Ortigia: uno a ponente e uno a levante dell'isola; rispettivamente il porto Piccolo o Lakkios (ovvero il porto Marmoreo dei Greci) e il porto Grande, collegati tra loro attraverso un canale sormontato da tre ponti. Considerato uno dei primi e più antichi porti del Mediterraneo, il porto di Siracusa vanta una millenaria storia commerciale, tuttavia odiernamente gli attracchi siracusani sono maggiormente vocati alla nautica da diporto (porto Grande) e alla pesca (porto Piccolo): circa 300 posti barca nel porto Grande e circa 700 posti barca nel porto Piccolo. La funzione commerciale è maggiormente svolta dalla rada di Santa Panagia che permette l'attracco delle navi petroliere, chimichiere e gasiere, servendo tramite il lungo pontile la LUKoil del polo petrolchimico. Altri porti minori del comune sono: il porto Rifugio (sito sempre all'interno della baia di Santa Panagia), il porticciolo di Ognina e il porticciolo di Fontane Bianche.

AeroportiModifica

Siracusa possiede in città un idroscalo, sorto all'inizio del XIX secolo, esso è stato attivo durante l'apice del mezzo trasportatore idrovolante, successivamente è divenuto sede dei comandi militari siracusani. Tra settembre 2007 e la primavera 2008 è stato nuovamente attivato tramite un collegamento verso l'idroscalo di Enna. A 6 km, a sud-ovest della città, si trova l'aviosuperficie Rinaura, dotata di aerei che possono svolgere attività di volo da diporto o da sport dell'aria.

Inoltre pur non annoverando nella propria area comunale un aeroporto va comunque specificato che Siracusa è presente amministrativamente nella SAC; società che gestisce gli aeroporti della Sicilia orientale: l'aeroporto di Catania-Fontanarossa (distante 50 km a nord di Siracusa) e l'aeroporto di Comiso (distante 110 km a sud di Siracusa), con la partecipazione della propria CCIAA e dell'ente libero consorzio comunale di Siracusa per l'importanza strategica che lo scalo aeroportuale riveste per il territorio siracusano.[204]

Mobilità urbanaModifica

La principale mobilità urbana è data dagli autobus dell'AST (Azienda Siciliana Trasporti), i quali effettuano i collegamenti tra le varie parti della città e verso i comuni del libero consorzio comunale siracusano. Le corse giornaliere collegano il capoluogo con le altre principali città della Sicilia. Diverse compagnie di pullman offrono servizio da o per Siracusa verso le altre Regioni d'Italia e verso mete internazionali. Di recente è stato attivato anche il servizio Go-Bike, per una mobilità più sostenibile facendo utilizzo della bicicletta; a tale uso è stata edificata la pista ciclabile Rossana Maiorca che attraversa il lato nord della città.

AmministrazioneModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Siracusa.
 
Siracusa, ingresso del Palazzo del Senato, sede del comune
  • Di seguito vengono riportati in ordine cronologico gli ultimi tre sindaci del comune di Siracusa:
Nome Insediamento Dimissioni Partito
4° sindaco eletto dai cittadini Roberto Visentin 15 giugno 2008 1º gennaio 2013 Il Popolo della Libertà
amministrazione straordinaria Alessandro Giacchetti 30 gennaio 2013 24 giugno 2013 Commissario prefettizio
5° sindaco eletto dai cittadini Giancarlo Garozzo 24 giugno 2013 in carica Partito Democratico

ConsolatiModifica

In città sono presenti i consolati delle seguenti nazioni:

Siracusa si è fatta inoltre promotrice, negli ultimi anni, di una cooperazione internazionale denominata “Grande Intesa”; protocollo che si occupa di iniziative volte allo sviluppo dei paesi di area mediterranea; i sottoscriventi sono stati la giunta della Consulta civica della città di Siracusa e i consoli della Turchia, di Malta, della Grecia, del Senegal e dell'Azerbaigian.[205] Nel 2015 si è aggiunto all'intesa il consolato dello stato americano del Venezuela, allargando così lo scenario di cooperazione oltre oceano.[206]

GemellaggiModifica

 
La città di Siracusa vista dalla penisola della Maddalena

La città di Siracusa è gemellata con:

Gli enti territoriali hanno creato diversi tipi di gemellaggio con le città di:

SportModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Sport a Siracusa.

La città di Siracusa ha una significativa tradizione sportiva; tra gli avvenimenti sportivi più importanti della Siracusa d'età contemporanea è da annoverare il passaggio della torcia olimpica diretta nella capitale d'Italia durante le Olimpiadi di Roma nel 1960: il 18 agosto di quell'anno la nave scuola Amerigo Vespucci giunse a Siracusa, arrivava dalla Grecia, da dove aveva prelevato il fuoco olimpico, facendo tappa a Siracusa dove venne consegnata al primo tedoforo italiano che fu il siracusano Concetto Lo Bello, il quale aprì la staffetta che dalla Sicilia sarebbe giunta fino a Roma.[213]

 
Il campionato mondiale di canoa polo giocato al porto di Siracusa
 
Inaugurazione del Canoe Polo World Championships 2016 di Siracusa

Numerosi altri eventi sportivi di rilievo sono stati ospitati dalla città di Siracusa; per citarne alcuni: nel circuito di Siracusa la Ferrari ha ottenuto le sue prime vittorie automobilistiche, durante il Gran Premio di Siracusa; il Giro d'Italia, che si vede pochissimo al sud, vi ha fatto tappa due volte; il Trofeo 8 Nazioni (successivamente detto Trofeo Syracusae) della pallanuoto e le tappe della World League della medesima disciplina; la finale della Supercoppa Italiana di pallavolo e la Final Eight Coppa Italia di pallamano; le gare internazionali ippiche all'Ippodromo del Mediterraneo; gli interi Campionati italiani assoluti di scherma; nel 2016 ha ospitato il campionato mondiale di canoa polo.

Squadre e titoliModifica

Di seguito le maggiori squadre che rappresentano il capoluogo nei rispettivi sport:

Di seguito i titoli vinti dalle singole squadre del capoluogo nei rispettivi sport:

Impianti sportiviModifica

Il principale impianto sportivo di Siracusa è il centro polivalente situato in zona Tisia. Attorno alla struttura portante del palasport Concetto Lo Bello, vi sono situati diversi impianti sportivi destinati a svariate attività: una piscina, un campo da basket e pallamano, una pista per il pattinaggio di velocità e un campo da tennis.
Un po' più lontano sorge il campo scuola Pippo Di Natale, struttura adibita all'atletica. Lo stadio "Nicola De Simone" è invece il principale impianto calcistico della città. Altri impianti sportivi sono: Il centro sportivo ERG; il centro sportivo Fortuna; il campo sportivo Franco Bianchino; centro sportivo Pantanelli; il polivalente Giorgio Di Bari. Il sopracitato circuito di Siracusa adibito all'automobilismo e al motociclismo in passato ha ospitato anche gare di Formula 1, e nei pressi di Cassibile l'Ippodromo del Mediterraneo dove si svolgono regolarmente gare di ippica a livello nazionale e internazionale.

Personalità sportive legate a SiracusaModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Sportivi legati a Siracusa
 
Enzo Maiorca, record mondiale di apnea e figura simbolo per la città di Siracusa; a lui è stato ispirato il film Le Grand Bleu, impersonato da Jean Reno

Il già citato arbitro Concetto Lo Bello, detiene il record del maggior numero di partite arbitrate in Serie A (328). L'arbitro Rosario Lo Bello, figlio d'arte di Concetto Lo Bello, anch'egli divenne uno dei direttori di gara più noti degli anni ottanta; ad entrambi è stato dato il Premio Giovanni Mauro come miglior arbitro, rispettivamente nel 1962 e nel 1985. L'apneista Enzo Maiorca, più volte detentore del record mondiale di immersione in apnea. Le sue figlie, Patrizia e Rossana, divennero anch'esse famose, raggiungendo dei record mondiali di apnea. L'allenatore della Nazionale di pallanuoto maschile dell'Italia, conosciuta anche come settebello, Alessandro Campagna, ha vinto diverse medaglie nei campionati internazionali. Il pallanuotista Valentino Gallo, vincitore di un oro ai campionati mondiali e di due argenti agli europei e alle Olimpiadi di Londra 2012. Il pallanuotista Paolo Caldarella, giocatore del Circolo Canottieri Ortigia, fu vincitore di diverse medaglie. La pallanuotista Anikó Pelle, ungherese di nascita ma con cittadinanza italiana, vincitrice di diverse medaglie. Il canottiere Carlo Grande, due volte campione del mondo di canottaggio (due senza e otto pesi leggeri). Lo schermidore nella specialità del fioretto, Stefano Barrera, ha vinto due ori mondiali a squadra e dieci campionati italiani a squadra. il pattinatore Giuseppe Cantarella, più volte campione mondiale e italiano di pattinaggio e commissario tecnico della nazionale. Il pugile Vincenzo Rossitto, è stato campione intercontinentale IBF nel 2005 ed è il campione intercontinentale WBC dei pesi massimi leggeri. l'atleta nel salto con l'asta, Giuseppe Gibilisco, campione del mondo a Parigi 2003 e bronzo olimpico ad Atene 2004. La golfista Ludovica Farina, è vice campionessa italiana di golf e campionessa agli assoluti a squadre, è stata attualmente convocata per disputare gli internazionali di Spagna.[214] La canoista Irene Burgo è campionessa italiana di velocità in canoa e campionessa europea junior nel 2010.[215]

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

Note esplicative
  1. ^ Syrakousai fu una potente pentapolis: formata da cinque città - mentre per Cicerone fu tetrapolis (egli non conta l'Epipolai in Ad Verrem II, 4, 1 19 ss.) -, il suo territorio urbano ed extraurbano pare che formasse la più vasta area metropolitana del mondo antico: i numeri variano parecchio nelle fonti storiche; molti storici moderni hanno asserito l'enorme cifra di un milione e settecentomila abitanti. Cfr. Pozzi, 1870, p. 255; Tweedie, 1904, p. 293; Crow, 1965, p. 29; Privitera, 1984, p. 19; Vittorini, 2002, p. 22; Latina (a cura di Prandi, Amistadi), 2011, p.92.
    « Lo era Siracusa, quella Siracusa cotanto famosa che ai tempi antichi conteneva nella sua Pentapoli più popolazione che non ne abbia oggigiorno l'intera Sicilia. »
    (Bertolotti, Gli Arabi in Italia, 1838, p. 28.)
  2. ^ Nel IV secolo, secondo il testo di Ausonio, intitolato Ordo urbium nobilium, Syracusae occupava ancora il 13º posto tra le città più importanti dell'Impero romano. Mentre nell'Expositio totius mundi et gentium, redatto anch'esso intorno al IV secolo, Siracusa e Catania, citate congiuntamente, venivano definite come civitates splendidae. Cfr. Le grandi isole del Mediterraneo occidentale: Sicilia, Sardinia, Corsica (a cura di Portale, Angiolillo, Vismara), 2005, p. 30; Kókalos, vol. 34-35, 1988, p. 445.
  3. ^ Precedentemente, nel 2012, aveva già partecipato al progetto statunitense dell'IBM Smarter Cities Challenge, venendo selezionata insieme ad altre 32 città nel mondo. Siracusa, Italy - IBM Smarter Cities Challenge: Smarter City, su smartercitieschallenge.org. URL consultato l'11 novembre 2015.; Benvenuti a Siracusa città smart 2.0, su www.lastampa.it. URL consultato il 6 novembre 2015..
  4. ^ Appellativo con cui è conosciuta Siracusa per antonomasia: deriva dall'antica fonte di Aretusa e dalla sua personificazione in epoca greca. Vd. Dufour, Raymond, Siracusa tra due secoli: le metamorfosi dello spazio, 1998; Finocchiaro Chimirri, Il sorriso di Aretusa, 1988.
  5. ^ Si tratta non di un unico blocco ma di un sistema di faglie tettoniche: i calcari iblei-maltesi a est si troncano e danno vita alla scarpata. La Sicilia sud-orientale (il cosiddetto Plateau Ibleo) sorge dove passa da 10 milioni di anni il punto di incontro tra la placca africana e la placca euroasiatica. Cit. Missione a Malta: ricerche e studi sulla preistoria dell'arcipelago maltese (a cura di Fradkin Anati, Emmanuel Anati), 1988, p. 60.
  6. ^ L'Anapo nasce al di fuori del territorio aretuseo, mentre il Ciane nasce dalle sorgenti di testa Pisima (la principale, detta fonte Ciane, e Pisimotta, più piccola, situate a Cozzo del Pantano, a pochi chilometri dal mare. Vd. Politi, Siracusa pei viaggiatori, 1835, p. 19.
  7. ^ Fino al secolo scorso, Ciane era solo un affluente dell'Anapo, ma i grandi lavori di bonifica dell'area hanno formato per Ciane una foce a parte. Per cui il suo alveo è in parte naturale e in parte artificiale. Cfr. Parlamento del Regno d'Italia, Atti parlamentari del Senato, vol. 9, 1919, p. 357.
  8. ^ È per la sua caratteristica paludosa e lagunare che questa zona è stata chiamata "i Pantanelli". Ed è proprio qui che sarebbe sorta nella preistoria la palude chiamata Syraka dalla quale avrebbe preso il nome l'intera città di Siracusa.
  9. ^ Cit. Italico Libero Troja, La disfatta degli ateniesi: l'origine del declino dei greci in Sicilia, 2004, p. 36. Vd. anche citazione di Holm:
    « Io derivo la parola Siracusa, dal semitico, da quella radice che denota mattina, oriente e dalla quale deriva anche scirocco. »
    (Adolf Holm, Storia della Sicilia nell'antichità, 1896-1901, n. a p. 251.)
  10. ^ Questo fenomeno raro si è ad esempio verificato a Fukuoka, città costiera del Giappone, in maniera molto più vistosa, dopo un violento terremoto che si pensa abbia rotto delle tubature sotterranee (a Siracusa però è stata esclusa fin da subito l'ipotesi tubature, siano esse aziendali o fognarie, poiché assenti nel tratto di mare interessato).[38]
  11. ^ Svetonio, Augustus, 72:
    (LA)

    « Si quando quid secreto aut sine interpellatione agere proposuisset, erat illi locus in edito singularis, quem Syracusas et technophnon vocabat […] »

    (IT)

    « Se in qualsiasi momento aveva in mente di fare qualcosa in privato o senza interruzione, aveva un posto nel piano superiore, che chiamava "la sua Siracusa" o "laboratorio" »

    Il perché Augusto chiamava così il suo studio privato, nel quale si chiudeva in completa solitudine, rimane un mistero per gli studiosi: alcuni hanno ipotizzato che venisse così chiamato perché posto nella parte alta della casa da dove si vedeva il mare; o perché, essendo un laboratorio, gli portava alla mente il genio di Archimede (cfr. Il greco ed i grecismi di Augusto - La vita privata in Maia, vo. 11, 1959, p. 129). Vd. anche Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Riscoperta di Roma antica, 1999, p. 32.
  12. ^ vd. anche Archivio storico siracusano, 1978, p. 6, dove viene descritta l'Epistola ad Petrum Panormitanum Ecclesie Thesaurarium di Al-Idrisi, il quale descrive Siracusa come «optima et pulcherrima parte Sicilie».[57]
  13. ^ L'emiro di Siracusa, Ibn al-Thumna - divenuto il più potente dell'isola - per contrastare suo cognato, l'emiro di Castrogiovanni, Ibn al-Hawwas, chiamò in aiuto i guerrieri Normanni stanziati nel Sud Italia, ma la fragile alleanza tra il popolo nordico e l'arabo, durò ben poco
  14. ^ Archivi d'Italia e rassegna internazionale degli archivi, 1956, p. 101:
    « ...fu assegnata come dotario delle Regine siciliane, le quali la ressero mediante un governatore o un luogotenente Nove comuni ne formarono la compagine territoriale. Fin dall'inizio Siracusa ne fu la capitale e in essa risiedevano, oltre al governatore, la Magna Curia, i tribunali, i magistrati speciali »
  15. ^
    « Aveva un peso decisivo [...] in questa situazione Siracusa che già in una relazione piemontese del 1712 era giudicata come la migliore piazzaforte di Sicilia »
    (Barbera, Da Antonello a Paladino, 1996, p. 29.)
  16. ^ È stato notato dalla critica storica moderna che senza l'approvvigionamento fornitogli Nelson non avrebbe potuto vincere l'importante scontro. Per cui i siracusani ebbero ruolo cruciale in quel contesto. Cfr. Villari, Storia politica d'Italia, vol. 6-7, p. 75.
  17. ^ Papa Pio XII nel convegno mariano di Sicilia disse: «Comprenderanno gli uomini l'arcano linguaggio di quelle lacrime?» Radiomessaggio al Congresso Mariano Regionale della Sicilia - Domenica, 17 ottobre 1954, su w2.vatican.va. URL consultato il 28 novembre 2016.. Padre Pio consegnava ai fedeli delle immaginette mariane, invitandoli ad andare in pellegrinaggio alla Madonnina di Siracusa. Siracusa, Domani la benedizione della teca con le reliquie di Padre Pio, su www.siracusanews.it. URL consultato il 28 novembre 2016.
  18. ^ Notevoli cavità religiose sono la cosiddetta Grotta Santa, da cui prende il nome l'omonimo quartiere, e l'oratorio di Santa Panagia, sito in una cava naturale lambita dal mare. Per approfonire la storia religiosa della città, vd: Consolo Langher, Siracusa e la Sicilia greca: tra età arcaica ed alto ellenismo, 1996; Greco, Pagani e cristiani a Siracusa, 1999.
  19. ^ La parte della città di più recente edificazione ospita invece principalmente edifici di carattere amministrativo e governativo, come l'ospedale, il tribunale e così via.
  20. ^ Le prime tre sedi universitarie sorsero in Sicilia durante il '400 e il '500, in un'epoca in cui vi era la contesa per il titolo di capitale di Sicilia tra Catania, Messina e l'ufficiale capitale Palermo. Siracusa, decaduta dal suo status di capitale e impoverita a seguito della conquista araba, veniva tenuta fuori dai giochi di potere ed era relegata a piazzaforte o città fortificata per il consolidamento del dominio dei sovrani stranieri. Ben lontana quindi dal poter ottenere un polo di studi.[130]
  21. ^ Il Giorno del pi greco è diffuso in tutto il mondo ( Il 14 marzo è il Pi Greco Day, anche su Marte si festeggia il “re dei numeri”, in La Stampa, 14 marzo 2014. URL consultato il 22 marzo 2016.), anche Siracusa, patria del genio matematico, dal 2011 dedica la settimana archimedea presso il Tecnoparco di Archimede ( "Pi Greco day", anche l'Italia celebra Archimede: enigmi e matematica tra mostre e concerti, in La Repubblica, 12 marzo 2014. URL consultato il 22 marzo 2016.)
Note bibliografiche
  1. ^ a b Dato Istat
  2. ^ Vd. bibliografia su Platone e i suoi viaggi a Siracusa: Zamparini, Platone, 2003; Kriyananda, Il tunnel del tempo, 2014.
  3. ^ Vd. es. Odifreddi, La repubblica dei numeri , 2002; Coyne, Heller, Un Universo comprensibile: Interazione tra Scienza e Teologia, 2009.
  4. ^ Marco Tullio Cicerone, In Verrem, II, 4, 117.
  5. ^ a b Atti degli Apostoli, 28,12.
  6. ^ Elena Montanaro, Lucia di Siracusa: tra passato e presente, 2006.
  7. ^ Cfr. in Mario Torsiello, Settembre 1943, 1963; Giorgio Vitali, Una Città nella bufera, 1980; Santi Corvaja, Hitler & Mussolini: The Secret Meetings, 2013.
  8. ^ Council of Europe, Biodiversity and Climate Change: Reports and Guidance Developed Under the Bern Convention, vol. 2, 2012, p. 393; Biodiversity Monitoring and Conservation: Bridging the Gap Between Global Commitment and Local Action (a cura di Collen, Pettorelli, Baillie, Durant John Wiley & Sons), 2013.
  9. ^ Le Città immaginate, vol. 1 (a cura di Demuro, Quirico, Palazzo dell'arte, Milano, 1987, p. 152; Touring Editore, Siracusa e provincia: i siti archeologici e naturali, il mar Ionio, i monti Iblei, 1999, p. 117. Vd. inoltre Siracusa e il mare, su plemmirio.eu. URL consultato il 12 novembre 2015..
  10. ^ Cfr. nelle fonti da Cicerone a Hans Christian Andersen, Giosuè Carducci, Edmondo De Amicis, Alberto Moravia ecc. Cfr. es. Edmondo De Amicis, Ricordo d'un viaggio in Sicilia, 1908, p. 109.
  11. ^ Umberto Bosco, Lessico universale italiano, vol. 12, 1968, p. 508.
  12. ^ Società paleontologica italiana, Bollettino di paletnologia italiana, vol. 16-17, 1890, p. 115.
  13. ^ Ferdinando Milone, Sicilia: la natura e l'uomo, 1960, p. 82.
  14. ^ Arcuri di Marco, I Porti della Sicilia, 1961, p. 170.
  15. ^ AA. VV., La Sicilia e il Mediterraneo in un riscontro interdisciplinare, , p. 122; Mario Attilio Levi, La città antica: morfologia e biografia della aggregazione urbana nell'antichità, 1989, pp. 311-319.
  16. ^ a b Éditions de l'Université de Provence, Géologie Méditerranéenne, vol. 21, 1994, p. 70.
  17. ^ Società geologica italiana, Bollettino della Società geologica italiana, vol. 126, 2007, p. 463; Società di studi geografici, Rivista geografica italiana, vol. 88, 1981, p. 169; Una nuova microplacca: la sicula-iblea tra Europa e Africa, su /www.ingv.it. URL consultato il 17 novembre 2015..
  18. ^ classificazione sismica dei comuni italiani
  19. ^ Verrine, II 5: traduzione italiana in Georges Vallet, Laura Vallet Mascoli, Siracusa antica: immagini e immagine, 1993, p. 32.)
  20. ^ a b Riserve naturali della provincia di Siracusa. Grotta Monello, su www.siciliaparchi.com. URL consultato il 16 novembre 2015..
  21. ^ Riserva Naturale Fiume Ciane e Saline di Siracusa - Sicilia. Atlante dei Parchi e delle aree protette in Italia, su www.agraria.org. URL consultato il 14 novembre 2015..
  22. ^ Famoso, Mosaico Sicilia: atlante e racconti di paesaggi, 2005, p. 203.
  23. ^ Archivio storico per la Sicilia orientale, vol. 81-83, 1986, p. 186.
  24. ^ Società di studi geografici, Rivista geografica italiana, vol. 82, 1975, p. 42.
  25. ^ Luigi Baldacci, Descrizione geologica dell'isola di Sicilia, 1886, p. 388.
  26. ^ Gioacchino Di Marzo, Biblioteca storica e letteraria di Sicilia, 1869, p. 317; Touring Club Italiano, Sicilia, 1937, p. 21; Bertolami, Le necropoli rupestri di Pantalica, 2014.
  27. ^ Società geologica italiana. Congresso, Giuseppe Cassinis, Mario Boccaletti, Atti del 71º Congresso della Società geologica italiana, 1º centenario, 1983, p. 374.
  28. ^ Compagnia delle Opere Agroalimentare, Primo meeting agromediterraneo. L'area di libero scambio del 2010, 2007, p. 38.
  29. ^ Caratterizzazione naturalistica P.ta Arenella (PDF), su plemmirio.eu.; Piano Stralcio di Bacino per l'Assetto Idrogeologico (P.A.I.) (PDF), su www.sitr.regione.sicilia.it. URL consultato il 15 novembre 2015..
  30. ^ Il territorio e la sua storia. Speciale Sicilia. Il giardino botamico di Palermo, Donatella Marsaglia (PDF), su www.gruppocarige.it. URL consultato il 15 novembre 2015..
  31. ^ Progetto “Intervento per la valorizzazione delle produzioni ittiche locali. Recupero e promozione della trota macrostigma”, su www.provincia.siracusa.it. URL consultato il 15 novembre 2015.; Nunzio Famoso, Mosaico Sicilia: atlante e racconti di paesaggi, 2005, p. 208.
  32. ^ Istituto geografico militare, La fauna cavernicola di Siracusa in L'Universo, vol. 47, ed. 4-6, 1967, p. 716.
  33. ^ flora e fauna marina, su plemmirio.eu/. URL consultato il 17 novembre 2015..
  34. ^ Paolo Orsi, Vincenzo La Rosa, Le Presenze micenee nel territorio siracusano, stampa 2004, p. 54.
  35. ^ Alberto Guglielmotti, Vocabolario marino e militare, 1889, p. 801.
  36. ^ Archivio storico per la Sicilia orientale, ed. 3-4, 1906, p. 96.
  37. ^ Tabella climatica
  38. ^ Cfr. Terremoto Giappone, schiuma misteriosa invade le strade di Fukuoka, su scienzenotizie.it. URL consultato il 7 novembre 2016.; Schiuma bianca invade Ortigia a Siracusa [FOTO], su www.3bmeteo.com. URL consultato il 7 novembre 2016..
  39. ^ Schiuma bianca invade Ortigia a Siracusa, su meteo.ansa.it. URL consultato il 7 novembre 2016..
  40. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei comuni della Sicilia
  41. ^ http://www.ilmeteo.it/portale/medie-climatiche/Siracusa?refresh_cens
  42. ^ Fu Stefano di Bisanzio il primo ad asserire tale derivazione. Bisanzio s. v. Syrakousai. Cfr. Sicilia e Anatolia dalla preistoria all'età ellenistica: atti della 5ª riunione scientifica della Scuola di perfezionamento in archeologia classica dell'Università di Catania (Siracusa, 26-29 novembre 1987), a cura di Rizza, p. 131.
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  211. ^ Siracusa gemellata con Perugia nel segno della mobilità sostenibile, su www.siracusanews.it. URL consultato il 10 novembre 2016..
  212. ^ Alessandria “sposerà” Siracusa, su ww.lastampa.it. URL consultato il 10 novembre 2016..
  213. ^ Quando la Fiaccola Olimpica viaggiò a bordo della Amerigo Vespucci
  214. ^ Golf, la siracusana Ludovica Farina vince a Padova il titolo italiano a squadre under 18
  215. ^ Canoa: la siracusana Irene Burgo ai Mondiali di Duisburg

BibliografiaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Bibliografia su Siracusa.
  • Touring Club Italiano, Sicilia, 1989.
  • E. Kanceff, Centro interuniversitario di ricerche sul Viaggio in Italia,, Siracusa nell'occhio del viaggiatore, 1998.
  • Tesori di Siracusa. Melinda Miceli. Edizioni Edessae 2009
  • Siracusa e provincia. Touring Club Italiano, 1999. ISBN 88-365-1253-4
  • Siracusa Noto Pantalica Akray. Melinda Miceli. Edizioni Edessae 2009
  • Francesco S. Cavallari, Adolf Holm. Topografia archeologica di Siracusa. Città Aperta, 2002. ISBN 88-8137-055-7
  • Siracusa e le meraviglie dell'Unesco. Melinda Miceli. Edizioni Edessae 2008
  • Marcello Scorciapino. Siracusa e provincia. Città Aperta, 2002. ISBN 88-8137-054-9
  • Pino Di Silvestro. La fuga, la sosta. Caravaggio a Siracusa. Rizzoli, 2002. ISBN 88-17-87056-0
  • Salvatore Adorno. La produzione di uno spazio urbano. Siracusa tra Ottocento e Novecento. Marsilio, 2004. ISBN 88-317-8594-X
  • Alessandro Brandino, Luca Brandino. Siracusa in tasca. Flaccovio Dario, 2004. ISBN 88-7758-559-5
  • Salvatore Adorno. Siracusa 1880-2000. Città, storia, piani. Marisilio, 2005. ISBN 88-317-8760-8
  • Santi Correnti. Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Sicilia. Newton Compton, 2000. ISBN 88-8289-117-8
  • Tesori dell'Ortigia, a cura di E. Mocchetti. Supplemento a Bell'Italia (agosto-settembre). Milano, Giorgio Mondadori, 1994, pp104–105.
  • F. Coarelli, M. Torelli, Sicilia, Guide Archeologiche Laterza, pp. 209–306, Bari 2000. ISBN 88-420-2407-4
  • Siracusa: identità e storia: 1861-1915 di Istituto di studi siracusani, editore A. Lombardi, 1998
  • Memorie patrie per lo ristoro di Siracusa, vol. 1 (Google eBook), di Tommaso Gargallo, Stamperia Reale, 1791
  • L. Ruggiero, Luigi Scrofani (a cura di), Turismo e competitività urbana, FrancoAngeli, 2011. ISBN 978-88-568-3970-8
  • Vincenzo Cabianca, Vent'anni di utopia urbanistica a Siracusa, Roma, La Casa del Nespolo, 2013. ISBN 978-88-909062-0-6
  • M.A. Mastelloni, Cave e materiali utilizzati in alcuni monumenti di Siracusa, in Arquelogía de la Construcción IV, Le cave nel mondo antico: sistemi di sfruttamento e processi produttivi, Conv Int. Padova 22-24/11/2012, Merida 2014, pp. 223–245

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