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Claude Henri de Belgrand de Vaubois

generale e senatore francese

BiografiaModifica

Aspirante ufficiale di artiglieria nel 1768, divenne capitano nel 1791 e fu eletto tenente colonnello di un battaglione di volontari del Drôme, [1] l'11 ottobre 1791. Prestò servizio nell'"Armata delle Alpi", venendo nominato generale di brigata il 6 settembre 1793 e partecipò successivamente all'assedio di Lione (9 agosto – 9 ottobre 1793).[1]

L'8 maggio 1796 venne nominato generale di divisione ed inviato in forza all'Armata d'Italia sotto Napoleone Bonaparte.[1] Iniziò le operazioni partecipando alla occupazione della città di Livorno. Nel mese di settembre, mentre Bonaparte manovrava contro il generale austriaco Wurmser, che fu obbligato ad arrestarsi a Mantova, egli bloccò il corpo del generale austriaco Davidovitch a nord di Trento.[2] Il 4 settembre Vaubois prese parta attiva alla vittoria francese di Rovereto. Il 2 novembre, con la sua divisione, forte di 10.000 unità, venne attaccato a Cembra dalla divisione di Davidovitch, forte di 18.000 unità combattenti, che discendeva dal Tirolo. [2] Costretta a ritirarsi verso Trento, poi a Calliano,[2] la divisione di Vaubois perdette in 5 giorni 4400 e 6 cannoni mentre gli austriaci contarono 2000, tra morti e feriti gravi, e 1500 prigionieri. [3] Il generale francese istituì una linea di difesa tra Rivoli Veronese ed il lago di Garda, che gli austriaci non riuscirono ad infrangere.[4] Non più in grado di congiungersi al corpo principale dell'armata austriaca, comandato dal generale Alvinczy, Davidovitch dovette ritirarsi.[4]

Il 7 gennaio 1797 fu inviato in Corsica per combattere gl'insorti della Crocetta e vi ristabilì l'ordine.[1]

Partecipò alla Campagna d'Egitto ricevendo l'ordine di difendere Malta, ove la flotta che trasportava l'armata francese in Egitto si era fermata per rifornirsi di acqua il 9 giugno 1798, con una guarnigione di soldati ed ufficiali francesi, per un totale di 3053 uomini e cinque compagnie di artiglieria. I provvedimenti presi dai francesi, secondo i criteri rivoluzionari, in particolare l'espulsione dei religiosi non maltesi, il saccheggio delle chiese, l'istituzione dei matrimoni civili, ecc. destarono un forte scontento nella popolazione, tanto che questa il 2 settembre 1798 si ribellò, la rivolta si estese rapidamente in tutta Malta e ed i Gozo. I ribelli chiesero ed ottennero aiuti da Gran Bretagna e Regno di Sicilia, che inviarono loro armi, munizioni e viveri, cosicché i francesi furono costretti a ritirarsi nelle loro fortificazioni, a Gozo ed a La Valletta. Una flotta della Royal Navy, al comando dell'ammiraglio Alexander Ball, istituì l'embargo dell'isola, che venne attaccata. L'isola di Gozo cadde in mano inglese con la resa del comandante francese e dei suoi 217 uomini, il 28 ottobre 1798. Vaubois chiese aiuto a Bonaparte, divenuto ora Primo Console, e questi inviò a Malta una spedizione di soccorso, costituita dalla nave da battaglia Le Généreux, tre corvette utilizzate come deposito di armi ed una nave da carico armata: il tutto con 3.000 uomini di rinforzo, armi, viveri e munizioni, al comando del contrammiraglio Jean-Baptiste Perrée. La formazione navale salpò da Tolone il 6 febbraio 1800, ma l'intera spedizione si rivelò un disastro. La mattina del 18 febbraio le navi inglesi presero contatto con lo squadrone navale francese al largo di Lampedusa: il contrammiraglio Perrée fu colpito a morte al primo scontro e alle 13 e 30 Le Généreux si arrese; le altre navi fecero ritorno a Tolone. Un altro tentativo, questa volta da parte di Vaubois, di violare l'assedio navale inglese, ebbe luogo il 24 agosto: Vaubois inviò le fregate La Diane e La Justice in Francia, ma esse vennero intercettate da una squadra inglese composta dal Success, dal Northumberland e dalla ex francese Le Généreux, ora condotta da marinai inglesi; La Diane venne catturata ma La Justice riuscì a sfuggire alla caccia con l'aiuto delle tenebre.

Vaubois, trinceratosi a La Valletta con la sua guarnigione, dovette arrendersi agl'inglesi il 3 settembre 1800,[5] ottenendo l'onore delle armi ed il diritto al rimpatrio a Marsiglia.

Rientrato in Francia, Vaubois venne nominato, il 3 settembre 1800, senatore [6] e nel 1808 conte dell'Impero.

Alla caduta di Napoleone, Vaubois si riavvicinò alla monarchia rappresentata da Luigi XVIII il quale, essendosi Vaubois rifiutato di tornare con Napoleone durante i cento giorni, lo nominò pari di Francia.

Il suo nome è inciso sotto l'Arco di Trionfo di Parigi, al pilastro Sud, colonna 24.

Il giudizio di NapoleoneModifica

Il 24 novembre 1796 Bonaparte scriveva di lui:

«Vaubois è un brav'uomo. Ha le qualità per comandare una piazza assediata ma non quelle per comandare una divisione in un esercito molto attivo o in una guerra condotta in tal modo.»

(citato in G.J. Fieberger, The Campaigns of Napoleon Bonaparte of 1796–1797, p. 13)

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d (FR) Jean Tulard, Dictionnaire Napoléon, I-Z, Fayard, 1999, p. 920, ISBN 2-213-60485-1.
  2. ^ a b c (FR) Jacques-Olivier Boudon, Jacques Garnier, La campagne d'Italie 3 : Vers la paix de Campoformio, in Napoléon Ier: Le magazine du Consulat et de l'Empire, nº 26, 2004, pp. 44-52.
  3. ^ (EN) Digby Smith, The Greenhill Napoleonic Wars Data Book - Actions and Losses in Personnel, Colours, Standards and Artillery, 1792-1815, Greenhill Books, 1998, p. 127, ISBN 1-85367-276-9.
  4. ^ a b (FR) Frédéric Hulot, Le Maréchal Masséna, Pygmalion, 2005, p. 82, ISBN 2-85704-973-0.
  5. ^ (EN) Digby Smith, The Greenhill Napoleonic Wars Data Book - Actions and Losses in Personnel, Colours, Standards and Artillery, 1792-1815, Greenhill Books, 1998, p. 188, ISBN 1-85367-276-9.
  6. ^ (FR) Georges Six, Les généraux de la Révolution et de l'Empire, Bernard Giovanangeli Editore, 2002, p. 269, ISBN 2-909034-29-1.

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN316737320 · ISNI (EN0000 0004 5095 2392 · LCCN (ENn2019009750 · BNF (FRcb15600295z (data) · WorldCat Identities (ENn2019-009750