Claudio Trezzani

generale italiano
Claudio Trezzani
NascitaTorino, 22 marzo 1881
MorteRoma, 13 settembre 1955 (74 anni)
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Italia Italia
Forza armataRegio Esercito
Esercito Italiano
ArmaAlpini
Anni di servizio1903-1950
GradoGenerale d'armata
Guerreguerra italo turca
prima guerra mondiale
seconda guerra mondiale
Studi militariAccademia militare di Modena
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Claudio Trezzani (Torino, 22 marzo 1881Roma, 13 settembre 1955) è stato un generale italiano.

BiografiaModifica

Entrato nelle file del Regio Esercito ancora in gioventù, decise di intraprendere la propria carriera nel corpo degli alpini. Divenuto ufficiale all'inizio del Novecento, prese parte nel 1911 alla guerra italo-turca e successivamente, dal 1914, prestò servizio nella prima guerra mondiale.

Terminato il servizio al fronte, rientrò a Torino dove fu insegnante alla locale Scuola di Guerra, lasciando in seguito l'insegnamento per dedicarsi all'armata di Udine, divenendo poi comandante della 2ª Divisione celere e dell'armata di Padova.

Con Regio Decreto del 31-7-1938 il Generale di Divisione Trezzani viene promosso per meriti eccezionali a Generale di Corpo d'armata con la seguente motivazione: Ufficiale generale dotato di vasta cultura professionale, di spiccate qualità di intelligenza e di carattere, comandante esperto ed avveduto, ha dato indubbie prove delle sue virtù militari, rendendo segnalati servizi all'Esercito. Nello stesso anno venne inviato dal governo italiano nelle colonie dell'Africa orientale con l'alto compito di capo di Stato Maggiore del governo generale e quindi comandante di fatto delle truppe presenti nell'area, oltre a ricoprire la carica di vicegovernatore durante la reggenza di Pietro Badoglio. Fu poi capo di stato maggiore delle Forze armate dell'Africa Orientale Italiana.

Collocato in aspettativa nel 1941 perché fatto prigioniero di guerra, prima in Gran Bretagna e successivamente negli Stati Uniti (dapprima nel campo di Crossville e in seguito in quello di Monticello, successivamente fu impiegato presso il Quartier Generale delle ISU a Washington D.C.), venne successivamente richiamato in servizio attivo il 22 dicembre 1944 nell'Esercito cobelligerante italiano.

Ottenne nuovi ruoli a partire dal 2 maggio 1945 quando assunse la carica di capo di Stato maggiore generale, carica confermata anche nella Repubblica Italiana nel 1948, tramutata in capo di Stato Maggiore della Difesa. Conservò tale carica apicale sino al 1950. Morì dopo lunga malattia nel 1955.

OnorificenzeModifica

  Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
«Capo Ufficio Operazioni d’Armata, durante la complessa offensiva che portò alla sconfitta del nemico, diede prova continua delle più belle qualità di ufficiale di Stato Maggiore modello, traducendo in atto, in modo inappuntabile, i concetti del comandante e cooperando validamente con perizia, intelligenza e fervore d’opera alla buona riuscita delle operazioni. Offensiva italiana, ottobre-novembre 1918
— Regio Decreto n.107 17 maggio 1919[1]
  Commendatore dell'Ordine militare di Savoia
«Capo di S.M. del Comando Superiore delle Forze Armate dell’Impero, durante undici mesi di guerra, prodigava il suo alto intelletto, la sua superiore capacità, la sua appassionata dedizione, allo studio e alla condotta delle operazioni, riuscendo a preparare vittorie smaglianti e poi ad organizzare una tenace resistenza contro un avversario decisamente superiore di forze e di mezzi. Quando la preponderanza del nemico divenne incontenibile, con ferrea volontà seppe ancora combattere fra i combattenti, e approntare una ultima epica difesa che fece rifulgere anche nell’avversa fortuna il valore del soldato italiano. Cassala – Somaliland – Gallabat – Amba Alagi, 11 giugno 1940–17 maggio 1941
— regio Decreto n.251 del 21 giugno 1941[1]
  Medaglia d'argento al valor militare
«In un lungo periodo di azione, capo di stato maggiore di una divisione, fu freddo organizzatore in impreviste e ardue situazioni di guerra. Ripetute volte raccolse personalmente militari sbandati e li condusse su tre successive linee di difesa, impedendo irruzioni nemiche e destando la emulazione del valore fra i propri dipendenti. Friuli 24-30 ottobre 1917
  Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— Regio Decreto 5 maggio 1939[2]
  Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 30 dicembre 1952[3]
  Medaglia commemorativa della guerra italo-turca
  Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
  Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
  Medaglia commemorativa italiana della vittoria

NoteModifica

AnnotazioniModifica


FontiModifica

  1. ^ a b Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  2. ^ Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n.230 del 2 ottobre 1939, pag.34.
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

BibliografiaModifica

  • Andrea Bianchi, Gli Ordini Militari di Savoia e d'Italia, Associazione nazionale Alpini, 2012.

Collegamenti esterniModifica