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Conservatorio delle Mantellate
Chiesa di regina coeli (conservatorio delle mantellate).JPG
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàFirenze
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Arcidiocesi Firenze
Inizio costruzione1343
CompletamentoXVIII secolo

Coordinate: 43°46′58.08″N 11°15′39.58″E / 43.7828°N 11.260994°E43.7828; 11.260994

Il Conservatorio delle Mantellate si trova in via San Gallo a Firenze.

Indice

StoriaModifica

Il convento delle Mantellate era l'antico Convento di Chiarito, dal nome del beato Chiarito Del Voglia che lo fondò nel 1343, dedicandolo alla Regina del Cielo. Nel 1424 subì un gravissimo incendio e nel 1550 fu ricostruita la chiesa, riconsacrandolasolo nel 1656, quando vennero terminati anche i lavori al convento. Dal 1435 al 1453 vi abitarono le monache Agostiniane. Questo convento era celebre per un Crocifisso miracoloso, al quale Lorenzo il Magnifico attribuiva la grazia di essere sfuggito ai pugnali della congiura dei Pazzi, nella Pasqua del 1478. Maria Maddalena d'Austria, moglie di Cosimo II, attribuiva a questo Crocifisso la propria fecondità.

Nel 1785 il convento venne trasformato in conservatorio dal Granduca Pietro Leopoldo, che lo destinò alle suore Mantellate Serve di Santa Maria della santa Giuliana Falconieri, già in via Laura. Il Conservatorio dedicato all'istruzione scolastica, che funzionò anche come Liceo Classico sino al 1999. Vi hanno insegnato anche padre Lorenzo Fatichi, priore nella chiesa di San Marco a Firenze e il teologo domenicano Reginaldo Santilli che, negli anni settanta, fu professore di filosofia in questo liceo classico. Nel 1971-1972 ne fu preside Giulio Giannelli.

Oggi ospita una scuola elementare e un asilo.

DescrizioneModifica

 
Il portale

Il conservatorio ha alcuni ambienti visitabili: la pinacoteca, il refettorio e la chiesa.

La pinacoteca, ospitata in un salone con affaccio sul giardino retrostante, ospita varie opere del XVII e XVIII secolo, tra cui spiccano il Martirio di santa Caterina d'Alessandria di Jacopo Ligozzi, Tre arcangeli di Fabrizio Boschi, Madonna col Bambino e santi di Francesco Curradi, la Morte di san Giuseppe di Anton Domenico Gabbiani e un'Adorazione dei Magi di Luca Giordano. Opere di autori ignoti dello stesso periodo sono le tele di Abramo e i tre angeli con l'originale cornice lignea intagliata, una Madonna col Bambino e san Giovannino e un San Giuseppe con Gesù Bambino.

Nel refettorio, coperto da volte unghiate, si trova un affresco dell'Ultima Cena di autore ignoto.

La facciata, visibile su via San Gallo, è caratterizzata da cornici in pietra serena su cui è inserito lo stemma del monastero, un calice da cui escono spighe di grano e trabocca il vino, derivato da una visione del beato Chiarito. Vi si legge "Regina Coeli Assunta Est Maria in Coelum Gaudent Angeli".

Nella chiesa si trova, sull'altare maggiore, una tela del XVII secolo con l'Assunzione della Vergine. L'altare è in commesso di pietre dure, culminante in una cupoletta con otto colonnine, riferibile a Bartolomeo Cennini (XVIII secolo). Le pareti sono decorate da due altari laterali con la Deposizione di Gesù dalla Croce con santa Giuliana Falconieri e san Filippo Benizi di Jacopo Vignali e il Martirio di Sant'Andrea di Giovan Camillo Sagrestani (XVIII secolo). Completano la decorazione sette candelabri lignei settecenteschi, un gesso della Vergine Maria custodito entro una teca in vetro (XX secolo) e un'acquasantiera in marmo rosa del Cinquecento.

BibliografiaModifica

  • Francesco Lumachi Firenze - Nuova guida illustrata storica-artistica-aneddotica della città e dintorni, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 1929
  • Lara Marcanti e Giovanni Straffi, Le chiese, arte e storia degli edifici religiosi di Firenze, Alinea editrice, Firenze 2001 ISBN 888125509X

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