Contea di Mistretta

Contea di Mistretta
Informazioni generali
Capoluogo Mistretta
Evoluzione storica
Inizio 1070 con Matteo Bonello
Causa Creazione della contea ad opera di Ruggero I di Sicilia, che la concesse nel 1101 a Roberto di Grantmesnil, abate di Mileto.
Fine 1405 con Giovanni Castigliano
Causa Soppressa dal re Martino I di Sicilia.
Preceduto da Succeduto da
Val Demone Val Demone

La contea di Mistretta fu un antico feudo esistito in Sicilia tra la fine dell'XI secolo e gli inizi del XV secolo. Il suo territorio comprendeva gli attuali comuni di Mistretta, Pettineo, Reitano e Santo Stefano di Camastra, in provincia di Messina.[1]

StoriaModifica

Il feudo sorse nel 1070 sotto Ruggero I d'Altavilla, che con diploma del 1101 concesse il castello e il suo territorio all'Abbazia della Santissima Trinità di Mileto, retta da Roberto di Grantmesnil.[2][3] Nel 1160, del titolo di conte di Mistretta fu investito dal re Guglielmo il Malo, il francese Matteo Bonello.[4]

Più volte demanializzata, la terra di Mistretta venne infeudata nel 1338 da Blasco II Alagona, con il quale nel 1348 fu elevata a contea. Gli succedette il figlio Artale, che con un decreto del 16 aprile 1365 emanato dal re Federico IV di Aragona, permutò la Contea con le terre di Paternò e Francavilla, assumendo il titolo di Conte di Paternò.[1] Il sovrano aragonese concesse Mistretta a Manfredi III Chiaramonte[5], ma nel 1367 tornò nuovamente in possesso dell'Alagona.[6][1]

Nel 1392, la contea passò a Blasco III Alagona - fratello minore di Artale che la riebbe in dote nel 1389 - con il quale gli Alagona persero il suo controllo nel 1396.[4] Fu definitivamente soppressa da re Martino I di Sicilia con un privilegio dell'8 febbraio 1405, e reintegrata assieme ai suoi casali al regio demanio.

NoteModifica

  1. ^ a b c Famiglie feudali (PDF), su storiamediterranea.it. URL consultato il 24-03-2012.
  2. ^ Bordone Pagliaro, p. 68.
  3. ^ F. Peccheneda, Difesa del regal padronato del Re N.S. sulla chiesa e badia della SS. Trinità di Mileto contro al gravame proposto da Monsignor Carafa, RCS Libri, 1771, pp. 47-48-49.
  4. ^ a b V. Amico, Dizionario Topografico Della Sicilia, vol. 2, Di Marzo, 1859, p. 141.
  5. ^ A. Amati, Dizionario corografico dell'Italia, vol. 5, Vallardi, 1868, p. 163.
  6. ^ B. Candida Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d'Italia, vol. 3, De Angelis, 1876, p. 10.

BibliografiaModifica

  • S. Bordone Pagliaro, Mistretta antica e moderna coi suoi undici comuni, Bologna, Forni Editore, 1902.