Apri il menu principale

Costituzione della Repubblica Democratica Tedesca

Bozza della Costituzione della RDT, marzo 1949.

La Repubblica Democratica Tedesca venne fondata nel 1949 e fu assorbita dalla Repubblica Federale Tedesca il 3 ottobre 1990. La sua Costituzione originale fu promulgata il 7 ottobre 1949 ed era fortemente ispirata dalla "Weimarer Reichsverfassung" (Costituzione di Weimar) tanto da aver reso la RDT una repubblica federale e democratica. Dato che la versione originale non rispecchiava in maniera accurata la reale situazione politica della RDT, venne sostituita nel 1968 con una nuova versione modificata successivamente nel 1974 ed in vigore fino al 1990.

Indice

Costituzione del 1949Modifica

La prima Costituzione della RDT fu proclamata il 7 ottobre 1949, basata in gran parte sulla bozza preparata dal Partito di Unità Socialista di Germania (SED) nel settembre del 1946. La Costituzione del 1949 era intesa per una Germania unita e forse poteva esser stata scritta prima della decisione dell'Unione Sovietica di stabilire in maniera irrevocabile una separata repubblica socialista nella sua zona di occupazione. Nonostante le differenze, la Costituzione aveva alcuni punti in comune con le democrazie parlamentari occidentali in vari aspetti. Per quanto riguarda l'organizzazione statale, la Costituzione del 1949 era simile alla Legge fondamentale (Grundgesetz) della Repubblica Federale Tedesca. Come avviene in altri sistemi parlamentari-democratici, furono fatte delle disposizioni anche per le due assemblee legislative, la Camera dei Länder (Länderkammer) e la Camera del popolo (Volkskammer), e l'elezione di un primo ministro (Ministerpräsident) da parte del partito con la maggioranza dei seggi nella Camera del popolo. Il presidente della RDT, come la sua controparte occidentale, aveva un ruolo molto limitato e poteva essere dimesso da una maggioranza di due terzi in entrambe le camere.

La creazione delle leggi era un compito principalmente svolto dalla Volkskammer piuttosto che dalla Länderkammer, ma quest'ultima poteva proporre dei disegni di legge alla prima. Il processo legislativo aveva inoltre delle importanti differenze dal modello tedesco occidentale; la camera alta della RDT, la Länderkammer, per esempio, che rappresentava l'interesse dei singoli Länder, occupava una posizione inferiore rispetto alla controparte della RFT. La Volkskammer era definita a livello costituzionale come l'organo più alto del potere statale e l'articolo 51 sanciva che i suoi membri dovevano essere eletti in elezioni libere, eque e segrete basate sul principio di maggioranza relativa. Un'altra differenza importante riguardava il ruolo dei partiti politici all'interno del governo. In base all'articolo 92, i partiti con almeno 40 seggi nella Volkskammer avevano il diritto alla rappresentanza nel governo. Questa politica era consistente con la Politica dell'Alleanza Marxista della SED secondo cui il partito della classe operaia, per raggiungere i suoi obbiettivi, doveva lavorare inizialmente con e attraverso gli altri partiti. Garantiva inoltre che se il SED avesse avuto una posizione minoritaria, la sua influenza continuata sul governo sarebbe stata salvaguardata se avesse mantenuto un minimo di 40 seggi. Un insieme di diritti umani basilari, tra cui quello allo sciopero (Articolo 14) e all'emigrazione (Articolo 10), manteneva le caratteristiche di un Rechtsstaat liberale e garantiva formalmente la sovranità al popolo.

La Costituzione del 1949 era un compromesso; poteva servire sia come una base per la costruzione di una società socialista (ed eventualmente comunista) e sia come base per una repubblica democratica pangermanica. Alcune critiche furono fatte sull'assenza di una corte costituzionale genuina e indipendente (dato che era subordinata alla Volkskammer assieme agli altri organi governativi), rendendo così il testo privo di significato. Con il passare del tempo, le autorità ignorarono la maggior parte dei suoi provvedimenti e lasciarono emergere un ordine politico centralizzato simile a quello degli altri Paesi socialisti, dove gli organi dello Stato si limitavano all'approvazione delle decisioni già prese dalla SED e dal Politburo.

Sotto l'iniziativa della SED, furono fatti molti emendamenti importanti nel corso dei 18 anni di vigore della Costituzione. Un emendamento dell'agosto del 1950 eliminò i parlamenti degli stati e indisse le elezioni per i deputati parlamentari attraverso la creazione di una piattaforma congiunta e di liste organizzate dal Fronte Nazionale, l'alleanza politica controllata dalla SED che riuniva tutti i partiti e le organizzazioni di massa della Repubblica Democratica Tedesca. Una scelta del 1952 sostituì i cinque Länder con quindici distretti amministrativi (Bezirke), legati direttamente al governo centrale, tra cui quello di Berlino Est non riconosciuto dagli Stati Uniti, Regno Unito e dalla Francia. Ciò indebolì la Länderkammer e costruì le fondamenta della sua dissoluzione formale con un emendamento costituzionale nel dicembre del 1958. Una serie di modifiche note come "Leggi sul completamento della Costituzione" venne approvata dalla Camera del Popolo nel marzo del 1954, quando il Paese venne formalmente riconosciuto dall'Unione Sovietica. Questi emendamenti delinearono gli aspetti della nuova struttura statale e militare, ponendo le basi per la coscrizione obbligatoria del 1955. Alla fine, con la morte del Presidente Wilhelm Pieck il 7 settembre 1960, un emendamento costituzionale del 12 settembre dello stesso anno sostituì l'ufficio del Presidente con il Consiglio di Stato (Staatsrat der DDR) e Walter Ulbricht ne divenne il primo presidente. Lo stesso emendamento costituzionale riconobbe il ruolo del neo istituito Consiglio Nazionale della Difesa (Nationale Verteidigungsrat der DDR) nella politica di difesa della RDT.

Costituzione del 1968Modifica

 
Ulbricht firma la nuova Costituzione, 8 aprile 1968.

Al VII Congresso della SED nell'aprile del 1967, Ulbricht chiamò ad una nuova costituzione, dichiarando che quella preesistente non era più in accordo "con le relazioni della società socialista e con l'attuale livello di sviluppo storico". Una nuova costituzione doveva essere conforme al credo marxista-leninista nel progresso della Storia e nel ruolo della classe operaia guidata dalla SED. La nuova legge fondamentale avrebbe dovuto riflettere il ruolo dello stato come lo strumento principale del Partito per raggiungere l'obiettivo di una società socialista ed eventualmente comunista. Una commissione nella Volkskammer ebbe il compito nel dicembre del 1967 di realizzare una nuova Costituzione. Due mesi dopo la commissione elaborò un documento che, dopo un dibattito pubblico, venne sottoposta ad un referendum il 6 aprile 1968. Approvato con un margine del 96,37%[1], la nuova Costituzione entrò in vigore dopo tre giorni il 9 aprile 1968.

Mentre la Costituzione del 1949 era un documento apparentemente liberal democratico, il testo del 1968 era prettamente comunista. Scritta sulla falsariga della Costituzione sovietica del 1936, integrava tutti gli emendamenti approvati a partire dal 1949 all'interno di un nuovo frammento socialista mentre riduceva determinati diritti garantiti dalla versione precedente. L'Articolo 1 della Costituzione del 1968 si apre con queste parole: "La Repubblica Democratica Tedesca è uno stato socialista della nazione tedesca. È l'organizzazione politica dei lavoratori nelle città e nelle campagne, che uniti sotto la leadership della classe operaia e del loro partito marxista-leninista realizzeranno il socialismo".[2]

Mentre il vecchio documento non presentava alcun riferimento alla SED, l'Articolo 1 della nuova Costituzione dichiara inequivocabilmente che "la leadership dello stato deve essere esercitata attraverso la classe operaia e il suo partito marxista-leninista""—la SED. La Costituzione del 1949 aveva dichiarato la Germania come una "repubblica democratica", mentre la nuova descriveva la Germania dell'Est come uno "stato socialista della nazione tedesca". Con la precedente Costituzione, il potere spettava al "popolo" mentre l'Articolo 2 della nuova Costituzione sanciva che veniva emanato dai "lavoratori nella città e nel Paese".

Tra i cambiamenti più significativi vi erano:

  • L'Articolo 6, che portava lo Stato ad aderire ai "principi dell'internazionalismo socialista" e dare un'attenzione speciale ai suoi "legami fraterni" con l'Unione Sovietica
  • L'Articolo 9, che basava l'economia nazionale sulla "proprietà socialista dei mezzi di produzione"
  • L'Articolo 20, che garantiva la libertà di coscienza e credo
  • L'Articolo 21, che univa inseparabilmente i "diritti di base" con i "corrispettivi doveri"
  • L'Articolo 47, che sosteneva il principio di "centralismo democratico" come una massima autoritativa per la costruzione dello stato socialista.

Emendamenti del 1974Modifica

 
Emendamento del 1974 firmato dal Presidente del Consiglio di Stato Willi Stoph.

Con l'ascesa di Erich Honecker nel maggio del 1971 e l'aumento del riconoscimento internazionale della RDT, il regime tentò di abbandonare il concetto secondo qui la Germania dell'Est era il solo governo legittimo dell'intera nazione tedesca. Intanto venne istituita la politica della Abgrenzung (demarcazione), con il desiderio di creare una separata identità nazionale tedesca orientale. Di conseguenza, la Costituzione del 1968 venne modificata dalla Volkskammer il 27 settembre 1974 per cancellare il riferimento alla nazione tedesca e ad un successivo aumento dell'enfasi sulla solidarietà ed amicizia con l'URSS.[1] Tuttavia, i legami tra i Tedeschi dell'Est e dell'Ovest si rafforzarono in parte grazie alle politiche della Ostpolitik e della distensione seguite da entrambi i governi tedeschi durante gli anni settanta.

L'Articolo 1 della Costituzione del 1974 si apriva con le seguenti parole, "La Repubblica Democratica Tedesca è uno stato socialista di operai e contadini. È l'organizzazione politica dei lavoratori nelle città e nelle campagne posta sotto la leadership della classe lavoratrice e del loro partito marxista-leninista."[3]

Proposte nel 1989–90Modifica

Con l'avvento della Rivoluzione pacifica e della caduta del muro di Berlino, la Costituzione venne drasticamente rivista nel novembre del 1989 per rimuovere la sua natura comunista. L'Articolo 1, che affidava alla SED il monopolio sul potere, venne cancellato.

Nell'aprile del 1990, il forum democratico Runder Tisch (Tavola Rotonda) elaborò una proposta per una nuova Costituzione della RDT che rispecchiava i cambiamenti democratici che stavano avvenendo all'interno del Paese.[1] Tuttavia, la neoeletta Volkskammer era orientata verso l'unificazione con la Repubblica Federale Tedesca e la bozza venne scartata.

NoteModifica

  1. ^ a b c Jörn Kleinhardt, The constitution of the DDR through the ages, DDR Museum, 11 gennaio 2017. URL consultato il 24 agosto 2018.
  2. ^ (EN) Constitution of the GDR from April 6, 1968 (PDF), su germanhistorydocs.ghi-dc.org.
  3. ^ (EN) Constitution of the GDR from October 7, 1974 (PDF), su germanhistorydocs.ghi-dc.org.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica