Gossypium

genere di pianta della famiglia Malvaceae
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Gossypium
Feld mit reifer Baumwolle.jpeg
Campo di cotone
(Gossypium barbadense)
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Eudicotiledoni centrali
(clade) Superrosidi
(clade) Rosidi
(clade) Eurosidi
(clade) Malvidi
Ordine Malvales
Famiglia Malvaceae
Sottofamiglia Malvoideae
Tribù Gossypieae
Genere Gossypium
L., 1753
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Dilleniidae
Ordine Malvales
Famiglia Malvaceae
Genere Gossypium
Specie

Gossypium L., 1753 è un genere di piante arbustive appartenente alla famiglia delle Malvacee.[1]

Il genere comprende diverse specie coltivate per la produzione della fibra di cotone, fibra tessile utilizzata per la produzione di tessuti.

TassonomiaModifica

Il genere comprende le seguenti specie:[1]

Le specie attualmente coltivate per la produzione del cotone sono Gossypium arboreum, Gossypium herbaceum, Gossypium hirsutum e Gossypium barbadense.[2][3]

UsiModifica

Le parti della pianta utilizzate sono:

  • frutti della pianta;
  • fusto;
    • steli e foglie: composti di humus organico.

ProduzioneModifica

Il cotone è in assoluto la prima pianta tessile del mondo. Il cotone cresce nei paesi con una stagione caldo-secca e una stagione umida (Cina e Stati Uniti producono quasi metà del totale mondiale). Le qualità migliori crescono tuttavia in Asia Centrale, dove il terreno viene bagnato con l'irrigazione. Il cotone è una pianta "annuale", con un ciclo vegetativo di circa sei mesi.

I maggiori produttori di cotone nel 2018[4]
Paese Produzione (tonnellate)
  Cina 17.711.962
  India 14.657.000
  Stati Uniti 11.429.937
  Brasile 4.956.044
  Pakistan 4.828.439
  Turchia 2.570.000
  Australia 2.500.000
  Uzbekistan 2.293.039
  Grecia 837.432
  Argentina 813.692

Semina, crescita e maturazioneModifica

Sul terreno, arato e pareggiato, vengono disposti i semi del cotone, con una macchina seminatrice. Dopo circa tre mesi le piante sono già cresciute e hanno l'aspetto di arbusti di media altezza. In cima agli steli ci sono grandi fiori di colore giallo pallido o bianco. Dopo la sfioritura comincia a maturare il frutto, che è una capsula. Nei tre mesi successivi si sviluppano all'interno della capsula moltissimi peli, attaccati ai grossi semi, che si avvolgono a spirale e rimangono ben compressi. Quando il frutto è maturo, i filamenti si distendono e la capsula "scoppia", cioè si apre liberando una bambagia soffice. Essa resta attaccata ai semi e a 4-5 "spicchi" dette logge.

Raccolta della bambagiaModifica

La raccolta della bambagia viene effettuata quando le capsule si aprono e il campo è punteggiato di fiocchi bianchi. La raccolta a mano viene praticata nei paesi poveri, dove la manodopera è abbondante. La raccolta a macchina è diffusa negli Stati Uniti e in Russia. Una persona siede alla guida di una macchina "aspiratrice" che avanza nella piantagione e aspira le capsule, che vengono accumulate in un grande cesto.

SemeModifica

Il seme di cotone è estratto dal frutto della pianta. Il seme di cotone contiene un'aldeide polifenolica ad azione tossica, il gossipolo, a cui risultano sensibili equini, suini, volatili ma non i ruminanti. Nei ruminanti il gossipolo forma un complesso insolubile con la lisina, a livello ruminale, rendendo indisponibile all'assorbimento l'aminoacido legato che quindi viene eliminato insieme al gossipolo. Per questo motivo i semi di cotone vengono comunemente utilizzati solo nell'alimentazione dei ruminanti dopo essere stati privati della bambagia attraverso il processo di sgranatura. Le fibre cortee che residuano sul seme dopo la sgranatura prendono il nome di linter. Il suo utilizzo nella vacca da latte migliora sensibilmente il titolo di grasso nel latte.

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Gossypium, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 1º febbraio 2022.
  2. ^ Cotone - Gossypium spp., su agraria.org. URL consultato il 1º febbraio 2022.
  3. ^ Coltivare il cotone, su ideegreen.it. URL consultato il 1º febbraio 2022.
  4. ^ (EN) Food and Agriculture Organization of The United Nations, FAOSTAT, su fao.org. URL consultato il 7 agosto 2020 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2017).

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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