Crisostomo di Smirne

Crisostomo di Smirne
vescovo della Chiesa ortodossa greca
Chrysostomos of Smyrna.jpg
Incarichi ricoperti
 
Nato8 gennaio 1867 a Trigleia di Bitinia
Deceduto27 agosto 1922 a Smirne
 
Crisostomo di Smirne
NascitaTrigleia di Bitinia, 8 gennaio 1867
MorteSmirne, 27 agosto 1922
Venerato daChiesa di Grecia
Canonizzazione4 novembre 1992
Ricorrenzadomenica precedente la ricorrenza dell'Innalzamento della Santa Croce (7-13 settembre)

Crisostomo, al secolo Chrysostomos Kalafatis (Triglia, 8 gennaio 1867Smirne, 27 agosto 1922), è stato l'ultimo Metropolita ortodosso della città di Smirne.

BiografiaModifica

Figlio di Nikolaos Kalafatis e Kalliopi Lemonidou, nacque nel 1867 a Triglia di Bitinia sul Mar di Marmara. Seguì gli studi religiosi a Costantinopoli, alla Scuola Teologica di Halki. Successivamente Chrysostomos assunse la prestigiosa carica di Grande Protosincello del Patriarcato ecumenico e in questa veste presiedette una commissione mista tra ortodossi e anglicani riunita per discutere sull'unità delle due chiese[1].

Nel 1901 venne nominato Metropolita di Drama, città della Macedonia, in Grecia settentrionale, all'epoca ancora sotto il dominio ottomano. Il giorno della sua ordinazione pronunciò la frase: Servirò la Chiesa e la Nazione con tutto il cuore e la mente. Se la Mitra che le tue sante mani hanno poggiato sulla mia testa dovesse un giorno perdere le sue pietre preziose, si trasformerà in una corona di spine di un prelato martire[1]. Il suo mandato a Drama durò fino al 1910. In questo periodo, malgrado le difficoltà affrontate per l'azione terroristica dei komitatzìdes bulgari, riuscì a edificare, tra l'altro, scuole, case popolari per i lavoratori del tabacco, orfanotrofi e un ospedale nella sua sede episcopale.

Nel 1910 fu nominato Metropolita di Smirne, dove seguì in prima linea le drammatiche vicende della città nel settembre del 1922, seguendo fino alla fine il destino dei suoi fedeli. Crisostomo, nonostante gli avvisi di pericolo imminente per l'arrivo delle truppe turche in città e gli inviti alla fuga fatti da diverse autorità greche ed europee, decise di rimanere con il popolo greco che, disorientato, cercava una via di fuga da una città data alle fiamme[1]. Il 27 agosto, consegnato alla folla turca dal comandante militare turco Nureddin Pascià, venne assassinato: le orecchie, il naso e le mani gli vennero tagliate, poi fu sgozzato con un coltello.[2]

Crisostomo di Smirne, dichiarato santo dalla Chiesa di Grecia, è ricordato, assieme ai prelati Gregorio Kidonion, Ambrosio Moshonision, Prokopio Ikoniou, Efthymio di Zilon e tutti i sacerdoti e i laici morti durante la Catastrofe dell'Asia Minore, la domenica precedente la ricorrenza dell'Innalzamento della Santa Croce nel mese di settembre[1].

Famiglia sopravvissutaModifica

Al metropolita Chrysostomos sopravvissero i nipoti, tra cui Yannis Elefteriades, che assistette all'arresto e all'esecuzione di suo zio, avendo trovato rifugio al suo fianco dopo l'uccisione dei suoi genitori. Fuggito come rifugiato in Libano, dove oggi suo nipote Michel Elefteriades è un noto artista e produttore greco-libanese.

NoteModifica

  1. ^ a b c d Pasquale Totaro (a cura di), Memorie Dimenticate (PDF)[collegamento interrotto], Torino, La Nuova Grafica, 2007, p. 27.
  2. ^ Marjorie Dobkin, Smyrna: The Destruction of a City, passim.

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