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Da Riva

famiglia patrizia veneziana

I Da Riva furono una famiglia patrizia veneziana, annoverata fra le cosiddette Case Nuove.
Un'altra famiglia da Riva, detta anche dei Conti di Riva, fu originaria di Mantova[1] e del suo territorio.

In armoriale, lo stesso cognome è attestato appartenere a nobile famiglia anche a Torino, Milano, Mantova, Roma, Como:

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Armoriale delle famiglie italiane (Ri).

Da Riva di VeneziaModifica

Gli studiosi antichi ritengono questa famiglia originaria dell'antica Jesolo[2][3][4] (ma in precedenza avrebbe abitato a Belluno[5]), tuttavia non è chiaro su quali prove si basassero[6]. Secondo il Tassini, il primo Da Riva documentato è un Giovanni che nel 1122 sottoscrisse un privilegio concesso dal doge Domenico Michiel alla città di Bari[5].

Avrebbe dato alcuni tribuni al ducato di Venezia[4] e fu inclusa tra le casate patrizie anche dopo la serrata del Maggior Consiglio (1297)[2][4][6].

Tra le varie personalità che diedero lustro alla famiglia, spicca fra tutti Giacomo di Valerio, comandante della flotta veneziana durante la Guerra di Candia contro i Turchi[4][5][6].

Dopo l'arrivo degli austriaci in Veneto, i vari rami della famiglia furono riconosciuti nobili con varie Sovrane Risoluzioni del governo imperiale austriaco (SS.RR. del 22 novembre, 30 novembre, 1º dicembre e 30 dicembre 1817, 8 ottobre e 28 dicembre 1818, 2 dicembre 1819 e 17 giugno 1821)[6].

Arma Da Riva di VeneziaModifica

D'oro, alla banda d'azzurro, caricata di tre gigli del campo, posti nel senso della banda. — Alias: D'oro, a tre fasce ondate d'azzurro.

Luoghi e architettureModifica

Da Riva di MantovaModifica

La famiglia trasse il nome da Riva di Suzzara, nella quale godettero di diritti feudali. In epoca comunale erano, assieme ai Casalodi, tra le famiglie più potenti di Mantova. Nella metà del Duecento furono cacciati dalla città dai Gaffari, stabilendosi a Suzzara. Fecero rientro a Mantova nel 1266 appoggiati dagli Arlotti.[7]
Giovanni Enrico da Riva fu podestà di Milano nel 1251.[8]Bardellone dei Bonacolsi, signore di Mantova, sposò Anastasia da Riva, figlia di Corsagnone[9].

Arma Da Riva di MantovaModifica

D'azzurro, ad un delfino al naturale, nuotante, con la coda in alto, in un mare dello stesso fra due scogli di nero, moventi dai fianchi dello scudo e riunentisi nella punta; il tutto accompagnato in capo da tre gigli d'oro, posti fra quattro pendenti di un lambello di rosso.

NoteModifica

  1. ^ Giovan Battista di Crollalanza, Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili o notabili italiane estinte e fiorenti, Bologna, 1886, Vol.2.
  2. ^ a b John Temple-Leader, Libro dei nobili veneti ora per la prima volta messo in luce, Firenze, Tipografia delle Murate, 1866, p. 74.
  3. ^ John Temple-Leader, Libro dei nobili veneti ora per la prima volta messo in luce, Firenze, Tipografia delle Murate, 1866, p. 134.
  4. ^ a b c d Dizionario storico-portatile di tutte le venete patrizie famiglie, Giuseppe Bettinelli, 1780, pp. 98-99.
  5. ^ a b c Giuseppe Tassini, Curiosità Veneziane, note integrative e revisione a cura di Marina Crivellari Bizio, Franco Filippi, Andrea Perego, Vol. 2, Venezia, Filippi Editore, 2009 [1863], ISBN 978-88-6495-063-1.
  6. ^ a b c d Franz Schroeder, Repertorio genealogico delle famiglie confermate nobili e dei titolati nobili esistenti nelle Provincie Venete, Venezia, Tipografia di Alvisopoli, 1830, pp. 206-207.
  7. ^ Mario Castagna, Valerio Predari, Stemmario mantovano, Vol. II, Montichiari, Zanetti, 1992.
  8. ^ Federigo Amadei, Cronaca universale della città di Mantova, Volume I, pp.342-343, Mantova, 1954.
  9. ^ Pompeo Litta, Bonacolsi di Mantova, Ferrario, 1824.

BibliografiaModifica

  • Mario Castagna, Valerio Predari, Stemmario mantovano, Vol. II, Montichiari, Zanetti, 1992.

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