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Nella mitologia greca, vengono chiamati Dattili alcuni figli di Rea.

Nel mitoModifica

Secondo alcuni mentre stava partorendo Zeus, Rea presa dal dolore poggiò le sue dita a terra, premendole con tanta forza che uscirono fuori i Dattili. Cinque maschi dalla mano destra e consequenzialmente, cinque femmine dall'altra mano.

Alcuni dicono che vivevano sul monte Ida molto tempo prima rispetto alla nascita di Zeus.

Altri che la ninfa Anchiale li diede alla vita nella grotta del Ditte.

Si dice che fossero sei e cinque, destri i maschi e mancine le femmine. Ferecide racconta che i destri erano venti e i mancini trentadue. Erano stregoni e incantatori, e Ferecide racconta chi di loro faceva gli incantesimi era mancino, chi li scioglieva era destro. Come sostiene Ellanico, furono chiamati Dattili perché mentre vivevano sull'Ida incontrarono Era e le toccarono le dita. Mnasea, nel libro Sull'Asia, dice che si chiamarono in questo modo perché il loro padre era Dattilo e la madre Ide; l'autore della Foronide scrive così: «lì avevano dimora gli incantatori Idei, frigi, uomini dei monti, Chelmide, Damnameneo e il possente Acmone, destri servitori della montana Adrastea, che per primi trovarono l'arte dell'astuto Efesto tra le balze montane, lo scuro ferro, e lo posero sulla fiamma e mostrarono un'opera eccellente».

VitaModifica

I fratelli dattili erano bravissimi fabbri, infatti furono i primi a scoprire il ferro, in un monte a loro vicino, il Berecinzio. Invece le loro sorelle stabilitesi a Samotracia, avevano maestria nell'arte della magia ed iniziarono Orfeo al mistero della dea.

I nomi sono tenuti in segreto.

Altri pareriModifica

Altri sostengono invece che i Dattili erano i Cureti che difesero il dio Zeus, quando in tenera età si trovava a Creta e per scampare alla furia di Crono subito eressero a lui un tempio ed i loro nomi erano:

Acmone, il terzo dei DattiliModifica

Secondo la tradizione più antica, testimoniata da uno scolio al primo libro di Apollonio Rodio, i Dattili erano tre: Celmis, Damnameneo e Acmone. Il nome di quest'ultimo significa, in greco antico, "l'incudine".

BibliografiaModifica

Fonti primarie
Fonti secondarie

Voci correlateModifica

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