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Diocesi di Geropoli

Geropoli
Sede vescovile titolare
Dioecesis Hieropolitana
Patriarcato di Costantinopoli
Sede titolare di Geropoli
Mappa della diocesi civile di Asia (V secolo)
Vescovo titolare sede vacante
Istituita 1923
Stato Turchia
Diocesi soppressa di Geropoli
Suffraganea di Sinnada
Eretta ?
Soppressa ?
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche

La diocesi di Geropoli (in latino: Dioecesis Hieropolitana) è una sede soppressa del patriarcato di Costantinopoli e una sede titolare della Chiesa cattolica.

StoriaModifica

Geropoli, identificabile con Koçhisar nell'odierna Turchia, è un'antica sede episcopale della provincia romana della Frigia Salutare nella diocesi civile di Asia. Faceva parte del patriarcato di Costantinopoli ed era suffraganea dell'arcidiocesi di Sinnada.

La sede non appare nell'opera Oriens Christianus di Michel Lequien, che confonde questa diocesi con quella omonima della Frigia Pacaziana.[1] Geropoli (chiamata anche Gerapoli) è menzionata in tutte le Notitiae Episcopatuum del patriarcato fino al XII secolo.[2]

Non distinguendo le due sedi, Lequien attribuisce tutti i vescovi alla sede metropolitana di Gerapoli nella Frigia Pacaziana. Pétridès invece attribuisce a Geropoli tre dei vescovi assegnati a quella sede: sant'Abercio, riconosciuto dalla tradizione come protovescovo, ma che secondo Pétridès fu probabilmente solo un sacerdote, vissuto alla fine del II secolo; Flacco, che prese parte al primo concilio di Nicea nel 325 e al sinodo ariano di Filippopoli nel 343/344; e Abercio II, che partecipò al concilio di Calcedonia nel 451. Di certo, apparteneva alla sede di Geropoli il vescovo Michele, ignoto a Lequien, ma menzionato nelle liste episcopali del secondo concilio di Nicea del 787.[3]

Anche Destephen attribuisce Abercio II alla diocesi di Geropoli, poiché le sue sottoscrizioni al concilio di Calcedonia sono sempre comprese tra quelle dei vescovi della Frigia Salutare. Questo vescovo prese il proprio nome dal santo vescovo vissuto nella seconda metà del II secolo,[4] noto da numerose fonti agiografiche e da una lunga iscrizione in versi scoperta nel 1883.[5] Incerta invece è per Destephen l'attribuzione della sede del vescovo Flacco, perché nella prima metà del IV secolo la Frigia non era ancora divisa in Salutare e Pacaziana.[6]

Dal 1923 Geropoli è annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica; il titolo non è più assegnato dal 7 marzo 1970.

CronotassiModifica

Vescovi greciModifica

Vescovi titolariModifica

NoteModifica

  1. ^ SiméonVailhé, Notes de géographie ecclésiastique, in Échos d'Orient, tome 3, nº 6 (1900), p. 333, nota 3.
  2. ^ Jean Darrouzès, Notitiae episcopatuum Ecclesiae Constantinopolitanae. Texte critique, introduction et notes, Parigi 1981: indice p. 494, voce Hiérapolis, évêché de Phrygia Saloutaria.
  3. ^ Darrouzès Jean, Listes épiscopales du concile de Nicée (787), in Revue des études byzantines, 33 (1975), p. 49.
  4. ^ J.-P. Kirsch, v. 1. Abercius, in Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. I, Parigi 1909, coll. 104-106.
  5. ^ Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, pp. 69-70.
  6. ^ Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, p. 405.
  7. ^ Per questi primi tre vescovi, vedere anche: W. M. Ramsay, Cities and Bishoprics of Phrygia, vol. I, parte II, Oxford 1897, pp. 706-707.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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