Discussione:Messa a terra

Discussioni attive

OsservazioniModifica

Manca di argomenti, linguaggio forse non troppo appropriato. Bisognerebbe integrare il discorso con parti più descrittive dell'argomento! Ma la sostanza è ricca di argomenti forse un pò poveri, e vaganti. Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 82.61.84.26 (discussioni · contributi) .

Ciao! grazie, se vuoi puoi contribuire tu stess* alla voce. Qui trovi la guida a Wikipedia, e puoi scoprire come contribuire. --Dedda71 (msg) 12:39, 28 dic 2010 (CET)
Per favore, non scrivere tutto in maiuscolo: in rete equivale a urlare. Grazie. :) --PequoD76(talk) 12:44, 28 dic 2010 (CET)

Impianto di terra ITModifica

Anche se l'anonimo ha fatto una sorta di vandalismo, è sbagliato lo schema elettrico dell'impianto IT, intanto perché l'utenza non cattura il neutro (e i sistemi IT, come tutti gli altri, possono essere connessi sia stella, sia triangolo, sia monofase, quindi il neutro serve), poi perché l'impedenza è connessa al neutro e non tra il centro stella del trasformatore e la terra (linea di terra a sx del disegno). Purtroppo lo schema è un png, quindi è un po' un casino da modificare, appena ho tempo lo sistemo. --Superfranz83 Scrivi qui 18:53, 20 dic 2011 (CET)

Osservazioni: alcune imprecisioniModifica

Non sono pratico di editing in Wikipedia, pertanto mi permetto di segnalarvi alcune imprecisazioni in questa sezione:

Nella spiegazione sarebbe preferibile iniziare dicendo che cos'è la messa a terra anzichè citando subito norme e leggi, basterebbe semplicemente scambiare il primo con il secondo periodo: "La messa a terra consiste in una serie di accorgimenti(...).

"(...)collegamento imposto dalla norma vigente (D. Lgs. n. 81/08 (...)" Il D.Lgs 81/08 non impone assolutamente la presenza dell'impianto di messa a terra (nessuno mi vieta di proteggere un impianto elettrico utilizzando la classe II o III) ma richiama la norma tecnica (ok la citata CEI 64/8) e obbliga il datore di lavoro ad eseguire la valutazione del rischio elettrico con evidenza delle disposizioni attuate per contenere il rischio residuo (DPI); l'unico vero obbligo per la messa a terra è la verifica periodica ai sensi del DPR 462/2001 (quando vi è presenza di lavoratori).

"(...)per mantenere le masse al potenziale di terra in condizione di normale utilizzo(...)" Un po' forviante perchè la messa a terra deve garantire il potenziale di terra nel normale uso ed in condizione di guasto.

"La scelta di un sistema TN non esime comunque dall'obbligo dell'installazione dell'interruttore differenziale, poiché il guasto verso terra può avvenire anche attraverso contatti a resistenza tale da non garantire il cortocircuito, come per esempio il corpo umano." L'uso dell'interuttore differenziale in un sistema TN-S (in un sistema TN-C non lo si può utilizzare perchè la corrente di guasto si richiuderebbe sullo stesso interruttore che non potrebbe qundi intervenire) non è obbligatorio ma aumenta notevolmente la sicurezza: interviene anche per guasti non franchi a terra, abbassa i tempi di intervento rispetto ai dispositivi magnetotermici e protegge contro gli incendi dovuti a correnti verso terra ma rimane NON OBBLIGATORIO. --87.5.74.69 (msg) 09:29, 8 set 2012 (CEST)

massa e messa a terraModifica

la massa è un argomento ben diverso dalla messa a terra, in quanto la massa non è necessariamente connessa alla messa a terra, ma è sempre un punto in comune o anche più punti in comune (se si hanno più masse) di un circuito elettronico. La terra è una, mentre le masse sono nella quantità necessaria a un circuito.

Eliminerei il templateModifica

sulla voce massa dopo aver letto quello scritto qui sopra. Chi non fosse d'accordo lo scriva qui. --LLorenzi Dika 10:03, 25 feb 2017 (CET)

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