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Dmitrij Michajlovič Golicyn (1665-1737)

politico russo
Dmitrij Michajlovič Golicyn

Principe Dmitrij Michajlovič Golicyn, in russo: Дмитрий Михайлович Голицын? (Mosca, 3 luglio 1665Šlissel'burg, 25 aprile 1737), è stato un politico russo.

BiografiaModifica

Era il primogenito di Michail Andreevič Golicyn (1639-1687), e di sua moglie, Praskov'ja Nikitična Kaftyreva (1645-1715).

CarrieraModifica

Servì come capitano del Reggimento Preobraženskij (1694-1697), poi studiò scienza militare in Italia (1701-1704), fu ambasciatore a Costantinopoli e fu imprigionato nella fortezza di Yedikule. Successivamente partecipò alla Guerra del nord.

Fu governatore di Kiev (1707-1718) e dal 1718 divenne senatore, responsabile delle questioni finanziarie. Godette della fiducia di Pietro I, che spesso si rivolse a lui con varie richieste (per esempio, il trasferimento di alcuni libri). Tuttavia, nel 1723 venne arrestato ma fu graziato su richiesta dell'imperatrice.

Dopo la morte di Pietro I, i sostenitori del partito di Golicyn sostennero il regno di suo nipote Pietro II; ma lo stesso Golycin si accostumò all'ascesa di Caterina I, in cambio di un posto al Consiglio Privato Supremo. Nel 1726 Golicyn partecipò ai negoziati sull'alleanza russo-austriaca.

Nel 1730 una discendente della dinastia dei Romanov, la nipote di Pietro il Grande, la duchessa di Curlandia, Anna Ioannovna, avrebbe definitivamente sconfitto il principe Dmitrij Michajlovic Golicyn: i suoi sodali aristocratici e la media nobiltà che voleva una maggiore libertà, in quella vicenda, dimostrarono di temere i «personaggi potenti»[1] e non reagirono alla progressiva emarginazione del loro capofila.

MatrimonioModifica

Nel 1684 sposò la principessa Anna Jakovlevna Odoevskaja (?-1750), figlia di Jakov Nikitič Odoevskij. Ebbero tre figli:

Morte e rivalutazione successivaModifica

Nel 1736 venne arrestato, accusato di tradimento e venne imprigionato nella fortezza di Šlissel'burg, dove morì nel 1737.

Nella dissoluzione del sodalizio nobiliare che lo sosteneva - e che scelse di sottomettersi alla parte retrograda della Corte imperiale, invece di rivendicare un ruolo storico comparabile a quello delle borghesie europee occidentali - la storiografia individua il germe della catastrofe rivoluzionaria che, nell’anno 1917, avrebbe consentito a Lenin di condurre a termine la distruzione della grande potenza russa: i piccoli nobili russi "con ciò impostarono definitivamente una tradizione della monarchia russa basata sulla sottomissione politica delle classi colte di fronte a un potere supremo e indipendente"[2].

NoteModifica

  1. ^ Struve, Istoriceskij smysl russkoj revoljucii i nacional’nye zadaci, in Iz glubiny. Putievrazii. Russkaja intelligencija i sudby Rossii, sostavlenie, vstupitelnaja statja, Kommentarii I. A. Isaeva, Moskva, Russkaja Kniga, 1992, p. 275.
  2. ^ Valle Roberto, Catilina a Pietroburgo: l'età classica del coup d'État in Russia (1725-1917), Nuova rivista storica: XCVI, 3, 2012 (Roma : Società editrice Dante Alighieri).

OnorificenzeModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN287556215 · ISNI (EN0000 0003 9333 1732 · LCCN (ENno2016079918 · WorldCat Identities (ENno2016-079918