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Domenico Lucciardi
cardinale di Santa Romana Chiesa
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Incarichi ricoperti
 
Nato9 dicembre 1796 a Sarzana
Ordinato presbitero30 luglio 1820
Nominato arcivescovo21 dicembre 1846 da papa Pio IX
Consacrato arcivescovo27 dicembre 1846 dal cardinale Pietro Ostini
Elevato patriarca10 aprile 1851 da papa Pio IX
Creato cardinale15 marzo 1852 da papa Pio IX
Deceduto13 marzo 1864 (67 anni) a Senigallia
 

Domenico Lucciardi (Sarzana, 9 dicembre 1796Senigallia, 13 marzo 1864) è stato un cardinale italiano.

BiografiaModifica

Nacque a Sarzana il 9 dicembre 1796.

Papa Pio IX lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 15 marzo 1852. Fu vescovo di Senigallia e un fine diplomatico della Nunziatura Apostolica, insignito dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro dalla corte sabauda il 12 aprile 1852.[1]

Già delegato pontificio della provincia di Camerino, il 3 gennaio 1835 fu nominato pro-legato della città e provincia di Ravenna.[2]

Ad ottobre del 1860, appena le Marche caddero sotto il dominio di Vittorio Emanuele di Savoia, che di lì a un anno sarebbe divenuto re d'Italia, le autorità regie ordinarono alla giunta provvisoria della città di requisire l'intera sezione civile e giudiziaria dell'archivio diocesano, risalenti rispettivamente al XV e al XIV secolo. Centinaia di volumi furono sottratti, nonostante le vane "proteste" formali del cardinale e dei vicari.[3]

Nell'ambito culturale, finanziò Emanuele Gerini per il suo "Memorie storiche di illustri scrittori e uomini insigni dell'antica e moderna Lunigiana. Benchè lontano, il cardinale non perse mai il legame con la terra nativa, elargendo donazioni alle opere di carità e alle congregazioni religiose locali.[4]

Lucciardi morì a Senigallia il 13 marzo 1864, all'età di 67 anni.

FamigliariModifica

Anna Lucciardi, sorella del cardinale Domenico, sposò Domenico Podestà, il cui erede Bartolomeo nemmeno diciottenne risulta nel 1846 «nell'elenco dei convenuti all'Ottava Riunione degli scienziati italiani, tenuta in Genova dal 14 al 29 settembre 1846 di esso anno, colla qualifica di membro della Accademia di archeologia e storia di Roma» e, successivamente, bibliotecario nella Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele II di Roma e, dal 1882 al 1904, come secondo bibliotecario della Nazionale di Firenze, direttore della Mediceo Laurenziana e direttore della sezione dei manoscritti.
Fu inoltre membro della Società Ligure di Storia Patria e di varie Deputazioni di storia patria: Regia Deputazione di Storia Patria per le Provincie di Romagna, socio corrispondente della Regia Deputazione Toscana di Storia Patria, socio corrispondente della Società Romana di Storia Patria.[5]

Genealogia episcopaleModifica

NoteModifica

  1. ^ Ordien dei Santi Maurizio e Lazzaro (PDF), su ossml.altervista.org, p. 61 (archiviato il 13 ottobre 2019).
  2. ^ Comunicato del 3 gennaio 1835 in Bologna, in Gazzetta Piemontese, 8 gennaio 1835 (archiviato).
  3. ^ iocesi di Senigallia. Archivio storico vescovile di Senigallia, su san.beniculturali.it (archiviato il 13 ototre 2019).
  4. ^ Quel cardinale liberale che mai dimenticò la sua Sarzana, su cittadellaspezia.com, 13 ottobre 2019. Ospitato su comunesarzana.gov.it.
  5. ^ Atti della Società ligure di storia patria (TXT), XLIX, Fasciolo I, Genova, Palazzo Rosso, 1919 (archiviato il 13 ottobre 2019).

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Collegamenti esterniModifica

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