Duomo di Mestre

Chiesa arcipretale di San Lorenzo
Duomo di San Lorenzo - Mestre.jpg
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
LocalitàMestre
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareLorenzo diacono e martire
DiocesiPatriarcato di Venezia
Stile architettoniconeoclassico
Inizio costruzione1781 (ultima ricostruzione)
Completamento1805 (ultima ricostruzione)
Sito webSito ufficiale

Coordinate: 45°29′34.82″N 12°14′26.03″E / 45.493006°N 12.240564°E45.493006; 12.240564

La chiesa arcipretale collegiata di San Lorenzo è il principale luogo di culto cattolico di Mestre, nella terraferma veneziana.

Si affaccia sull'estremità sud-ovest di piazza Ferretto, in posizione opposta rispetto alla torre dell'Orologio, quasi a sottolinearne la diversa funzione (l'uno simbolo religioso e l'altro civico della città).

La parrocchia appartiene al patriarcato di Venezia (fino al 1922 era dipendente dalla Diocesi di Treviso).

Indice

StoriaModifica

Il primo edificio fu costruito probabilmente contestualmente alla formazione di Mestre, nell'Alto Medioevo e la stessa intitolazione a san Lorenzo, martire paleocristiano, sembra comprovarne le origini antiche. A tal proposito, lo studioso Giorgio Fedalto propone un'ipotesi suggestiva: essendo stato investito del feudo di Mestre da re Berengario I (905), il vescovo di Treviso avrebbe intitolato le chiese della zona agli stessi patroni delle chiese di Treviso per affermarvi la propria autorità. Un'altra teoria afferma che con San Lorenzo si volle ricordare la battaglia di Lechfeld del 10 agosto 955, durante la quale Ottone I sconfisse gli Ungari invasori.

Tuttavia, la prima citazione è in una bolla pontificia del 1152 con cui papa Eugenio III ne riconosceva la pertinenza spirituale e temporale alla diocesi di Treviso. Un documento del 1192 la ricorda come fulcro della vita pubblica mestrina, in quanto sotto il suo portico il vescovo esercitava i poteri civili e giurisdizionali. Tra la fine del XIII e la metà del XV secolo fu uno dei quattro arcipretati in cui era suddivisa la diocesi trevigiana.

Con la conquista di Mestre da parte della Repubblica di Venezia il 29 settembre 1337, giorno di San Michele, data della resa del castello si decise di spostare a tal data l'annua fiera della "Madonna d'Agosto" denominandola "Fiera di San Michele", nei secoli cerimonie religiose e civili continuarono però a festeggiare quale patrono san Lorenzo martire. All'arrivo dei Veneziani, la chiesa di San Lorenzo si presentava in un gravissimo stato di degrado, cosicché il consiglio dei cittadini di Mestre, al quale spettava l'amministrazione della chiesa, ne decise la ricostruzione, approvata dal Senato il 29 luglio 1388. La nuova costruzione, terminata nel 1446, ma forse già in gran parte completata nel 1398, fu consacrata, secondo Carlo Agnoletti, nel 1515 in occasione della fiera di San Michele.

Nel 1770 il duomo ancora si presentava cadente e angusto visto l'aumentare della popolazione, per cui il consiglio ne decise una nuova ricostruzione. La chiesa attuale risale quindi a questo periodo (1781-1805) ed è opera di Bernardino Maccaruzzi, già noto per gli interventi apportati alla chiesa di San Rocco e alle Gallerie dell'Accademia di Venezia[1].

Il duomo ha subito l'ultimo completo restauro nel 1996.

DescrizioneModifica

CampaneModifica

Il campanile possiede un concerto di 5 campane con le 3 maggiori alla trevigiana sincronizzata aventi il ceppo della Cavadini e le 2 minori (la quarta è antica e la quinta è il sonello) a mezzoslancio:

  1. Si♭2 crescente
  2. Do3
  3. Re3
  4. Sol3
  5. Mi♭4

Queste campane fanno diverse suonate, che sono:

  • Distesa del campanone ogni giorno alle ore 12:00
  • Distesa della quarta campana ogni giorno alle ore 7:30 ed alle ore 19:30
  • Distesa della quinta campana
  • Distesa festiva (solo le 3 maggiori)
  • Distesa feriale (solo le 3 maggiori, però suonate in modo diverso)

Queste campane sono alcune delle poche che non eseguono il plenum però per errore può succedere che suonino insieme le 3 maggiori e la quinta.

 
Interno

Arte e architetturaModifica

La facciata, a due ordini, segue i canoni dell'architettura neoclassica mentre l'interno, basato sulla pianta a croce latina, è a navata unica. Le formelle bronzee del portale sono opera di Gianni Aricò, autore anche di altre opere in Mestre, come una fontana nella vicina via Piave.

L'altare maggiore, proveniente dalla chiesa sconsacrata di Santa Maria delle Grazie, è sovrastato da una pala del Pozzoserrato risalente al 1593. Il secondo altare si orna di una Sacra Famiglia di Gaspare Diziani (1760), mentre la cupola fu affrescata da Giovan Battista Canal con la Gloria della Santissima Trinità (1797).

La sagrestia conserva la nota icona detta Madonna del Don, trovata dagli Alpini durante la campagna italiana di Russia ed è particolarmente venerata da questi ultimi che ogni anno nel mese di settembre si ritrovano per una celebrazione, durante la quale una sezione dell'ANA offre l'olio destinato ad alimentare una lampada votiva per l'anno a seguire[2].

Il campanile, del 1513 conserva una campana donata da san Carlo Borromeo (e per questo detta Borromea) che fu ospite della città.

Dietro l'edificio sorge la Scuola dei Battuti, la sola schola di Mestre, splendido edificio medievale in stile gotico costruito nel 1302.

La chiesa dava il nome anche al borgo limitrofo (detto, appunto, di San Lorenzo).

OrganoModifica

Sulla cantoria di sinistra dell'abside, si trova l'organo a canne Gaetano Callido opus 378, commissionato il 2 novembre 1800 e terminato l'anno successivo. Lo strumento è stato restaurato nei primi anni ottanta del XX secolo e nell'autunno del 2005 è stato ripulito in ogni sua parte dalla ditta Zanin[3].

L'organo è a trasmissione meccanica e la sua consolle, a finestra, ha un'unica tastiera di 50 note con prima ottava scavezza e una pedaliera a leggio di 17 note (il 18° pedale azione il Tamburo) con prima ottava scavezza.

Di seguito, la disposizione fonica dell'organo in base alla posizione dei comandi dei registri nelle due colonne della registriera:

Colonna di destra - Ripieno
Principale 8' Bassi
Principale 8' Soprani
Ottava 4'
Quintadecima 2'
Decimanona 1.1/3'
Vigesima seconda 1'
Vigesima sesta 2/3'
Vigesima nona 1/2'
Trigesima terza 1/3'
Trigesima sesta 1/4'
Contrabassi 16' al Pedale
Ottave di Contrabassi 8' al Pedale
Quinta perfetta di Contrabassi al Pedale
Colonna di sinistra - Concerto
Voce umana 8' Soprani
Flauto in VIII 4' Bassi
Flauto in VIII 4' Soprani
Flauto in XII 2.2/3
Cornetta 1.3/5' Soprani
Tromboncini 8' Bassi
Tromboncini 8' Soprani
Tromboni al Pedale
Trombe reali al Pedale

NoteModifica

  1. ^ Informazioni dal sito del Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche - Sezione Ecclesiae Venetae.
  2. ^ In realtà, l'icona della Madonna del Don è custodita nella chiesa di San Carlo Borromeo, retta dai frati cappuccini, sita nel territorio della parrocchia di San Lorenzo, e non nella sagrestia del Duomo.
  3. ^ Dai programmi di sala dei concerti della rassegna Note d'autunno del 2006

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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