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StoriaModifica

Nel 1639 la pieve venne consacrata cattedrale da papa Urbano VIII, che elevò S. Angelo in Vado a sede di diocesi. La chiesa aveva una sola navata, a partire dal 1728 subì importanti lavori di ristrutturazione che portarono poi alla costruzione di una nuova cattedrale, edificata sulle spoglie della precedente, ritenuta troppo modesta. La nuova cattedrale venne consacrata nel 1770.

Nel luglio del 1947 papa Pio XII la elevò alla dignità di basilica minore.[1]

Il 30 settembre 1986, con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, è stata stabilita la plena unione della sede di Sant'Angelo in Vado con le sedi di Urbino e Urbania, già unite in persona episcopi dal 1977: la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale e la cattedrale di San Michele Arcangelo ha assunto il titolo di concattedrale.

DescrizioneModifica

La concattedrale si presenta a tre navate con due cappelle laterali, una dedicata alla Madonna del Pianto e l'altra pertinente alla Confraternita degli Ortolani.

L'ampia facciata in laterizio è divisa in tre parti da semicolonne aggettanti. Un campanile quadrato sormontato da una cupola rotonda si eleva sopra l'entrata secondaria. Su di esso, oltre all'orologio, trova posto la statua marmorea gotica di San Michele Arcangelo.[2]

NoteModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica