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Housing sociale

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didascalia
Vista di un complesso di residenze sociali (Cenni di Cambiamento) a Milano

Con edilizia residenziale sociale[1][2][3][4][5] (ERS), edilizia abitativa sociale[6] (da non confondere con la tradizionale edilizia residenziale pubblica) o housing sociale (dall'inglese social housing) si identifica una determinata tipologia di interventi immobiliari e urbanistici[7], dove questioni che di solito vengono gestite separatamente sono affrontate in maniera organica nel medesimo contesto[8]:

  • emergenza abitativa
  • percorsi di formazione all'autonomia
  • accesso ad alloggi di qualità e alta efficienza energetica (in locazione o acquisto)
  • supporto alla costruzione di una comunità di abitanti
  • progettazione di spazi collettivi condivisi e aperti alla città
  • creazione delle condizioni per un impatto positivo sul quartiere
  • strumenti per la ricerca e l'innovazione sociale
  • pratiche sostenibili per l'abitare

Uno degli obiettivi dell'edilizia residenziale sociale è quello di garantire benessere abitativo e integrazione sociale[9], infatti in un unico complesso trovano posto tanto alloggi popolari che rispondono alle politiche di un ente pubblico quanto alloggi privati gestiti da Sgr, Fondazioni o Cooperative. Inoltre vi è una particolare attenzione nella selezione degli abitanti, in modo da creare una comunità il più possibile "ricca" ed equilibrata: ogni progetto ha una quota di giovani, single, anziani, coppie, disabili[10]. Tradizionalmente, invece, l'edilizia residenziale pubblica utilizza criteri burocratici oggettivi (liste e graduatorie) che non possono quindi tenere conto delle peculiarità e dei bisogni delle persone e della comunità.

Dal punto di vista della progettazione e della programmazione finanziaria sono coinvolti soggetti pubblici e privati. Tra i pionieri italiani del settore si annoverano Cassa depositi e prestiti[11], Regione Lombardia, Comune di Milano, Fondazione Cariplo[12] e Compagnia di San Paolo con il progetto Programma Housing[13].

Caratteristiche e strutturaModifica

Peculiarità e aspetti innovativiModifica

L'edilizia residenziale sociale è utilizzata all'interno di politiche di innovazione sociale e smart city, infatti nel medesimo progetto viene data una risposta alle diverse esigenze abitative creando spazi per la socialità e la condivisione e vengono intraprese azioni di riqualificazione urbana e risparmio energetico.

Accanto ai progetti delle istituzioni e delle società coinvolte, la futura comunità di abitanti viene coinvolta dal principio in un percorso di co-progettazione partecipata per fare in modo che il risultato sia il più possibile vicino alle esigenze delle persone.

Gli interventi di edilizia residenziale sociale comprendono alloggi, spazi condivisi tra gli abitanti come accade anche nei cohousing, spazi aperti alla città come playground, piazze e aree verdi. Il contesto è gestito dalla comunità degli abitanti, insieme al gestore sociale e la proprietà, in accordo, quando necessario, con il Comune di riferimento.

La comunità degli abitanti a sua volta può costituirsi in cooperativa o in associazione senza fini di lucro, dando così vita in alcuni casi ad un nuovo soggetto del terzo settore costituito da abitanti residenti e non, enti e associazioni del territorio, che opera in diversi ambiti: sociale, culturale, di aggregazione, ambientale, solidale e di mutuo soccorso. Ne è un esempio l'APS Officina Gabetti 15[14], nata nel complesso abitativo denominato Cenni di cambiamento, che vede la partecipazione degli abitanti e diverse realtà associative o cooperative.

Persone, immobili e contratti nell'edilizia residenziale socialeModifica

Un complesso di residenze sociali può accogliere centinaia di famiglie contemporaneamente, anche per questo motivo non sussiste il concetto di vicinato elettivo proprio invece del cohousing. La comunità si caratterizza quindi per una sorta di naturale «biodiversità».

Le costruzioni sono progettate e realizzate con alti standard di qualità o addirittura in bioedilizia per ottenere edifici ad alta efficienza energetica[15]. Gli spazi dei singoli alloggi sono di dimensioni leggermente ridotte rispetto a quelle dell'edilizia tradizionale in modo da ridurre i costi di gestione, ma in compenso vi è libero accesso a tutti gli spazi comuni.

Gli inquilini hanno contratti differenti in ragione del reddito, delle caratteristiche personali, dell'attività svolta e della modalità di accesso. Persone, famiglie, organizzazioni e attività commerciali possono abitare le residenze sociali sottoscrivendo contratti di:

  • locazione
  • locazione con patto di futura vendita (conosciuto in inglese come Rent-to-buy)
  • acquisto

Il gestore socialeModifica

Oltre alla comunità degli abitanti, un ruolo chiave è riservato al gestore sociale[16] che, oltre ai tradizionali compiti di amministrazione del condominio, svolge anche attività di formazione e cura della comunità, facilitazione delle comunicazioni tra gli abitanti e, in alcuni casi, anche gestione dei conflitti[17].

Attività ed interazioniModifica

La forma degli spazi e la coesione della comunità portano a favorire la socializzazione e il reciproco scambio. Gli effetti concreti sono i rapporti di mutualità e di partecipazione, l'organizzazione di gruppi di acquisto e di esperimenti di microfinanza. Gli spazi aperti al quartiere vengono animati, su iniziativa della comunità degli abitanti, da manifestazioni teatrali, convegni, concerti e mercatini.

NoteModifica

  1. ^ Cfr. "Edilizia residenziale sociale" in Decreto ministeriale 22 aprile 2008, n. 3904, articolo 1, in materia di "Definizione di alloggio sociale ai fini dell'esenzione dall'obbligo di notifica degli aiuti di Stato, ai sensi degli articoli 87 e 88 del trattato istitutivo della Comunità europea"
  2. ^ Nasce l'edilizia residenziale sociale, su parma.repubblica.it.
  3. ^ Linee guida in materia di edilizia residenziale sociale, su regione.campania.it. URL consultato il 20 novembre 2016 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2016).
  4. ^ Dalla Regione 10 milioni di euro per l'Edilizia residenziale sociale, su regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 20 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 21 novembre 2016).
  5. ^ Edilizia residenziale sociale, su servizi.comune.fe.it.
  6. ^ Edilizia abitativa sociale/social housing, su regione.fvg.it.
  7. ^ Alessandro Trivelli, Edilizia residenziale innovativa. Progettare l'housing contemporaneo. Con CD-ROM, Maggioli Editore, 1º gennaio 2011, ISBN 9788838757624. URL consultato il 17 agosto 2015.
  8. ^ Anna Delera, Ri-Pensare l'abitare. Politiche, progetti e tecnologie verso l'housing sociale, Hoepli, 1º gennaio 2009, ISBN 9788820343781. URL consultato il 17 agosto 2015.
  9. ^ Micol Bronzini, Nuove forme dell'abitare. L'housing sociale in Italia, Carocci, 1º gennaio 2014, ISBN 9788843073467. URL consultato il 17 agosto 2015.
  10. ^ Destinatari Housing Sociale Cenni di Cambiamento, su cennidicambiamento.it (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
  11. ^ Report CDP sull'Housing Sociale (PDF), su cdpisgr.it.
  12. ^ Housing sociale, su www.fondazionecariplo.it. URL consultato il 17 agosto 2015.
  13. ^ Programma Housing - Compagnia di San Paolo, su programmahousing.org.
  14. ^ Officina GAbetti 15 - Associazione di Promozione Sociale =, su facebook.com.
  15. ^ Social Housing, su www.architetturaecosostenibile.it. URL consultato il 18 agosto 2015.
  16. ^ Il gestore sociale. Amministrare gli immobili e gestire la comunità nei progetti di housing sociale, Altreconomia, 1º gennaio 2011, ISBN 9788865160534. URL consultato il 14 agosto 2015.
  17. ^ Sergio Rinaldi, Monza e Brianza - Liti di vicinato: siglato accordo CdC-UniAbita :: Camera di Commercio ::, su www.camcom.gov.it. URL consultato il 18 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica