Elettromotrici MN L.6 001-006

elettromotrici in uso sulla linea 6 della metropolitana di Napoli
MN L.6 001 ÷ 006
Vettura tranviaria articolata
Le elettromotrici in servizio sulla linea 6 della metropolitana
Le elettromotrici in servizio sulla linea 6 della metropolitana
Anni di costruzione 1990-1994
Anni di esercizio 2007-2013
Quantità prodotta 6
Costruttore Officine Fiore, Ansaldo, Stanga
Lunghezza 23.600 mm
Larghezza 2.200 mm
Capacità 38 posti a sedere
158 posti in piedi
Quota del piano di calpestio ?
Scartamento 1.435 mm
Interperno 8.300 mm
Passo dei carrelli 1.800 mm
Massa a vuoto 36,5 t
Rodiggio B'2'B'
Diametro ruote 680 mm
Potenza oraria 420 kW
Potenza continuativa 370 kW
Velocità massima omologata 75 km/h
Alimentazione elettrica da linea aerea
750 V cc
Dati tratti da:
Carugati, op. cit., p. 33

Le Serie L6 (001 ÷ 006) di Metronapoli sono una serie di vetture tranviarie rapide realizzate alla fine degli anni ottanta del XX secolo, per l'esercizio della progettata Linea Tranviaria Rapida di Napoli, convertita parzialmente nell'attuale Linea 6 della metropolitana.

StoriaModifica

Le prime 6 unità furono consegnate nel maggio 1990[1], ed iniziarono il pre-esercizio in previsione dell'attivazione della linea in occasione dei mondiali di calcio[2]; tuttavia, nonostante le intenzioni, la linea non venne attivata a causa di problemi costruttivi[3] e le vetture elettromotrici rimasero inutilizzate. Originariamente, le elettromotrici erano classificate come "LTR 001 ÷ 006", numerazione poi modificata a seguito dell'abbandono del progetto LTR.

Dopo il fallimento del progetto LTR, il tratto costruito fu convertito nella Linea 6 della metropolitana, una linea di metropolitana a sagoma ridotta. Inaugurata l'11 gennaio 2007[4], il 4 febbraio 2007 la Linea 6 e le sue vetture (nel frattempo riclassificate come "L6 001 ÷ 006" entrarono in esercizio; come da tale data le vetture sono state utilizzate in servizio regolare[5], fino alla sospensione dell'esercizio linea nel 2013, a causa della scarsa utilizzazione e della mancanza di fondi e di personale da parte di ANM, nel frattempo subentrata a Metronapoli.

Riprenderanno a circolare nel 2021, ristrutturate e rinnovate, sulla riaperta Linea 6 prolungata alla Stazione Municipio.

TecnicaModifica

Le elettromotrici furono costruite nelle Officine Fiore di Caserta del gruppo Firema, con parte elettrica Ansaldo e carrelli Stanga[1]. Il codice di progetto della Firema era "T67".

Si tratta di vetture articolate a due casse condividenti lo stesso carrello centrale, bidirezionali e a pianale alto (il progetto della Linea Tranviaria Rapida prevedeva banchine alte per l'accesso a raso ai veicoli, come sulle metropolitane convenzionali, attualmente presente su tutte le linee metropolitane cittadine)[6]. La capacità per una singola unità articolata è di 38 posti a sedere e 158 posti in piedi; era previsto l'esercizio a comando multiplo fino a 3 unità, così da formare treni di 71 metri di lunghezza, con portata di 588 passeggeri. Il cricuito di trazione é a chopper.

Originariamente, si prevedeva di dotare le vetture della LTR sia di pantografo sia di asta di captazione per l'esercizio sulla rete tramviaria convenzionale.

NoteModifica

  1. ^ a b Carugati, op. cit., p. 31.
  2. ^ Carugati, op. cit., p. 33.
  3. ^ Marcello Cruciani, Roberto Zannotti, "Mondiale" un anno dopo - 2, in "I Treni Oggi" n. 117 (luglio/agosto 1991), p. 27.
  4. ^ Metro 6 a Napoli, in "I Treni" n. 290 (febbraio 2007), p. 6.
  5. ^ Metropolitana 6 a Napoli, in "I Treni" n. 291 (marzo 2007), p. 10.
  6. ^ Carugati, op. cit., p. 32.

BibliografiaModifica

  • Riccardo Carugati, Tram rapido a Napoli, in "I Treni Oggi" n. 106 (luglio/agosto 1990), pp. 31-33

Voci correlateModifica