Ritratto di Elizabeth Knollys, di George Gower, 1577.

Elizabeth Knollys, Lady Leighton (15 giugno 15491605), è stata una nobildonna inglese[1].

BiografiaModifica

Elizabeth era la figlia di Sir Francis Knollys, e di sua moglie, Catherine Carey, figlia di Sir William Carey e di Maria Bolena. Questo ha reso Elizabeth pronipote della regina Anna Bolena.

Crebbe a Greys Court, a Rotherfield Greys, nell'Oxfordshire, e ad Abbey House a Reading, nel Berkshire. Nel 1556, tre anni dopo l'ascesa al trono della cattolica Maria Tudor, Sir Francis Knollys e sua moglie sono stati costretti a cercare rifugio a Francoforte, per sfuggire alle implacabili persecuzioni mariane contro i protestanti. Non è noto se Elizabeth li ha accompagnati, siccome i suoi genitori portarono con sé solo cinque dei loro figli, lasciando gli altri in Inghilterra[2].

Dopo l'ascesa al trono di Elisabetta I, Elizabeth divenne una damigella d'onore. Sua madre era capo Lady of the Bedchamber e sua sorella Lettice era una gentildonna. Il 5 gennaio 1566, Elizabeth venne nominata gentildonna della camera privata[1][3][4].

MatrimonioModifica

Nel 1578 sposò Sir Thomas Leighton di Feckenham, figlio di John Leighton di Wattlesborough. Ebbero tre figli[5]:

  • Thomas (1584-?), sposò Mary Zouche;
  • Elizabeth (?-12 gennaio 1633), sposò Sherington Talbot, ebbero due figli;
  • Anne (?-1628), sposò John St John, ebbero quattordici figli.

Dopo il matrimonio, Elizabeth, ora Lady Leighton, ha continuato a servire la regina[1]. Suo marito ha ricoperto la carica di governatore di Jersey e Guernsey, nelle Isole del Canale. Lady Leighton, tuttavia, non trascorse molto tempo su entrambe le isole, in quanto preferiva la vita di corte.

Nel 1577 George Gower la ritrae in un dipinto con i capelli arricciati; indossa un cappello nero con una piuma, e un elaborato, abito ornato, che sono probabili indizi che lei non condivideva le austeri simpatie puritane del marito. Il suo cappello nero è stata esposta presso il National Maritime Museum in una mostra nel 2003 che è stata curata dal noto storico Tudor, David Starkey.

NoteModifica

  1. ^ a b c Kathy Lynn Emerson, A Who's Who of Tudor Women-K, kateemersonhistoricals.com, 2010. URL consultato il 19 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 21 settembre 2010).
  2. ^ Sally Varlow, The Lady Penelope: The Lost Love and Politics in the Court of Elizabeth I, André Deutsch, 2007, p. 24, ISBN 0-233-00265-0.
  3. ^ Hammer, p. 282
  4. ^ Paul E. J. Hammer, The Polarisation of Elizabethan Politics: The political career of Robert Devereux, 2nd Earl of Essex (1585–1597), Cambridge University Press, 1999, pp. 33–34, 46, ISBN 0-521-01941-9. URL consultato il 19 ottobre 2010.
  5. ^ Walter St. John: A background, Priaulx Library. URL consultato il 19 ottobre 2010.
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