Engelberga d'Alsazia

Engelberga d'Alsazia
Imperatrice del Sacro Romano Impero
In carica 855 –
875
Predecessore Ermengarda di Tours
Successore Richilde di Provenza
Regina consorte d'Italia
In carica 852 –
875
Predecessore Ermengarda di Tours
Successore Richilde di Provenza
Regina di Provenza
In carica 863 –
875
Predecessore fu la prima
Successore Richilde di Provenza
Nascita c.830
Morte 896/901
Dinastia Supponidi
Padre Adelchi I di Spoleto (tesi ufficiale)
Madre Emma di Baviera (forse)
una Guglielmide (forse)
Coniuge Ludovico II il Giovane
Figli Gisella
Ermengarda

Engelberga d'Alsazia, o Angilberga (c.830 – 896/901), fu, come moglie di Ludovico II, Imperatrice del Sacro Romano Impero e regina consorte d'Italia, dall'852, e regina di Provenza, dall'863, fino alla morte del marito il 12 agosto 875.[1]

OrigineModifica

Di Engelberga non si conoscono gli ascendenti[2], ma quasi certamente, da parte di padre, erano della famiglia dei Supponidi, di origine franca e, secondo alcuni storici (vedi l'enciclopedia medievale tedesca, Lexikon des Mittelalters sotto il nome Angilberga scritta da Werner Goez[3]), Engelberga era probabilmente la figlia di Adelchi I conte di Parma e duca di Spoleto[1][4] e secondo lo storico francese Christian Settipani, esperto di genealogie era cugina di Suppone III[2]; mentre la madre, secondo lo storico, Jean-Noël Mathieu, poteva essere, Emma di Baviera, in quanto l'imperatore Carlo il Grosso la definisce sorella[5] (dilectam sororem nostram)[6].

BiografiaModifica

Nell'851, Engelberga o Angilberga si era fidanzata col re d'Italia[7] e co-imperatore[8] Ludovico II, figlio primogenito dell'Imperatore d'Occidente e re di Lotaringia (840-855), Lotario I (795-† 855) e di Ermengarda di Tours[9] (?-† 851). La relazione tra i due sembra però che ebbe inizio prima del matrimonio, cominciata in un periodo imprecisato tra 848 e l'851, legame portò al concepimento della primogenita della coppia, Gisla[10]: per regolare la loro relazione quindi retrodatarono il contratto matrimoniale all'ottobre 851[10]. Il matrimonio fu celebrato l'anno successivo; comunque da un documento di una donazione dell'860, Angilberga risulta essere la moglie dell'augusto imperatore Ludovico II[11]. Anche in un altro documento, datato 23 marzo 880, il futuro imperatore, Carlo il Grosso, conferma che Angilberga, definita sorella (dilectam sororem nostram), era la moglie del suo augusto cugino, Ludovico II[6].

Denaro di Ludovico e Angilberga
 
+LVDOVVICVS INP, croce su scalini +ANGILBERGA NP, croce battesimale
Denaro, coniato a Benevento, circa 870

Nell'855, il suocero, Lotario I, prima di morire, con la ripartizione di Prüm, divise il suo regno, la Lotaringia, in 3 parti; e a Ludovico (o Luigi) II, primogenito, furono confermati, il trono d'Italia ed il titolo imperiale (era già co-Imperatore).

Secondo un documento dell'aprile 868, il marito, Ludovico II, aveva fatto donazione ad Engelberga ed alla figlia, Ermengarda, della Chiesa di San Salvatore (un convento caratterizzato da una tradizione di badesse reali) a Brescia[12], di cui in quello stesso anno, Engelberga era divenuta badessa[2].

Quando era divenuta imperatrice, Engelberga aveva esercitato una forte influenza sul consorte e la sua famiglia d'origine, i longobardi Supponidi, prosperò durante il regno di Ludovico. Ella contrastò Hucpold e il suo clan, riuscendo ad emarginarlo per un decennio e mezzo circa[13].
Secondo lo storico, Kreutz, B. M., l'arresto di Engelberga e del marito, Ludovico, avvenuto a Benevento, nell'871, fu dovuto al comportamento autoritario ed arrogante dell'imperatrice; la loro liberazione fu negoziata per circa un mese dal vescovo di Benevento[2].

Nel gennaio 872 l'aristocrazia tentò di deporla, dal momento che non aveva ancora dato alcun figlio all'imperatore; ciononostante, Ludovico intavolò delle negoziazioni con Ludovico II il Germanico, re dei Franchi Orientali, per designarlo come proprio erede. Con l'intento di limitare l'influenza di Engelberga, i nobili provenzali, alla morte di Ludovico II, elessero re di Provenza, Carlo il Calvo, re dei Franchi Occidentali. Bosone V di Arles, fedele a Carlo, e da quest'ultimo, nominato governatore in Italia con il titolo di dux, nell'877, secondo il cronista, Reginone, con grande magnificenza, sposò la sua figlia di Engelberga, Ermengarda[14]; secondo gli Annales Fuldenses, invece il conte Bosone, dopo aver avvelenato la propria moglie[15], rapì, con la forza, Ermengarda, per poterla sposare[15] e poter avere pretese sul regno d'Italia[15].

Engelberga nel marzo 877 dettò un testamento nel quale dispose che tutte le sue sostanze presenti e future, andassero a profitto del monastero di San Sisto di Piacenza, con tutte le case, le cose, le famiglie dei servi della gleba[16]. La predetta donazione fu approvata da papa Giovanni VIII con una bolla del 1º agosto 877 e poi successivamente da papa Adriano III con bolla del 17 aprile 885[16].

Quando Bosone fu eletto re di Provenza il 15 ottobre 879, in contrapposizione a Carlomanno II, Engelberga si schierò col genero[2]. L'anno successivo, dato che Carlomanno II si era alleato col nuovo re d'Italia, Carlo il Grosso, da quest'ultimo venne esiliata in Svevia[2]. Ma, nell'882, dopo la conquista di Vienne (difesa da Ermengarda, in assenza del marito), da parte del conte di Autun, Riccardo il Giustiziere, Engelberga, nel mese di ottobre, poté ritornare in Italia e venne confermata nei suoi possedimenti, da Carlo il Grosso[2].

Infine, nell'896, Engelberga divenne badessa della sua stessa fondazione di San Sisto, a Piacenza[2].

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni
Suppone I Ignoto  
 
Ignota  
Adelchi/Adalgiso I  
una figlia di Adelchi oppure una figlia di Arechi II di Benevento Adelchi oppure Arechi II di Benevento  
 
donna di Adelchi oppure Adelperga  
Engelberga d'Alsazia  
Heriberto oppure Guelfo I di Baviera Guglielmo d'Aquitania oppure Ruthard  
 
Cunegonda d'Austrasia oppure ignota  
Forse una Guglielmide oppure Emma di Baviera  
ignota oppure Edvige di Baviera Ignota oppure Thiedrada (Thietrate)  
 
 
 

DiscendenzaModifica

Engelberga a Ludovico II diede due figlie:

  • Gisela (851/5-† prima del 28 aprile 868), badessa di San Salvatore in Toscana[12], nata prima del matrimonio dei genitori[10];
  • Ermengarda d'Italia (852/5-896), definita nipote (neptam nostram Hermingardam) da Carlo il Grosso[17], fu prima fidanzata col figlio dell'Imperatore Romano d'Oriente (Basileus) Basilio I, il co-imperatore, Symbatios[2], nell'876, poi sposò il conte di Vienne Bosone, reggente di Provenza, che, nell'879, fu eletto re di Provenza.

NoteModifica

  1. ^ a b ENGELBERGA, imperatrice in "Dizionario Biografico", su treccani.it. URL consultato il 20 novembre 2019.
  2. ^ a b c d e f g h i (EN) Foundation for Medieval Genealogy: Nobiltà dell'Italia centrale - Engelberga
  3. ^ (DE) Lexikon des Mittelalters, vol. 1, p. 634.
  4. ^ Supponidi su Treccani
  5. ^ Engelberga poteva essere sorella uterina di Carlo il Grosso, nata da un precedente matrimonio di Emma di Baviera
  6. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, Diplomata Regum Germaniae ex Stirpe Karolinorum, tomus II, Pag 37 Archiviato il 2 febbraio 2014 in Internet Archive.
  7. ^ (LA) Annales Bertiniani, anno 844, Pag 57
  8. ^ (LA) Annales Bertiniani, anno 850, Pag 72
  9. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, tomus I: Reginonis Chronicon, Pag 568 Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  10. ^ a b c Tiziana Lazzari, Una mamma carolingia e una moglie supponide: percorsi femminili di legittimazione e potere nel regno italico in C'era una volta un re.... Aspetti e momenti della regalità. Da un seminario del dottorato in Storia medievale, a cura di Giovanni Isabella, Bologna 2003, p. 51.
  11. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Diplomata Karolinorum, tomus IV, Pag 126 Archiviato il 25 settembre 2014 in Internet Archive.
  12. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, Diplomata Karolinorum, tomus IV, Pag 160 Archiviato il 22 febbraio 2014 in Internet Archive.
  13. ^ Edoardo Manarini, I due volti del potere. Una parentela atipica di ufficiali e signori nel regno italico, Milano, Ledizioni, 2016, pp. 47-48, ISBN 978-88-6705-453-4.
  14. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, tomus I: Reginonis Chronicon, Pag 589 Archiviato il 7 aprile 2014 in Internet Archive.
  15. ^ a b c (LA) Monumenta Germaniae Historica, tomus I: Annalium Fuldensium Pars Tertia, Pag 392 Archiviato il 3 dicembre 2013 in Internet Archive.
  16. ^ a b Guido Bucciardi, Fiorano nell'alto medioevo, in Fiorano nelle vicende storiche del castello e del santuario dalle origini al 1859, Tipografia Pontificia ed Arcivescovale dell'"Immacolata Concezione", 1934, pp. 8-9.
  17. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Diplomata Regum Germaniae ex Stirpe Karolinorum, tomus II, Pag 268 Archiviato il 25 settembre 2014 in Internet Archive.

BibliografiaModifica

Fonti primarieModifica

Letteratura storiograficaModifica

  • Wickham, Chris, Early Medieval Italy: Central Power and Local Society 400-1000, MacMillan Press, 1981
  • Gay, Jules, L'Italie méridionale et l'empire Byzantin: Livre I, Burt Franklin, New York, 1904
  • René Poupardin, I regni carolingi (840-918), in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1979, pp. 583–635
  • Louis Halphen, Il regno di Borgogna, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1979, pp. 807–821

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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