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Enrico Mistretta

editore italiano

Enrico Mistretta (Roma, 10 dicembre 1939) è un editore, diplomatico e anche docente universitario italiano.

BiografiaModifica

Dopo studi filosofici alla Sapienza - Università di Roma e presso l'University College di Londra, subito dopo la laurea Mario Ubaldini, fondatore dell'editrice romana Astrolabio-Ubaldini, gli affidò la cura di una collana di epistemologia e filosofia del linguaggio intesa a diffondere in Italia quegli autori di filosofia analitica e di epistemologia che erano ancora quasi del tutto sconosciuti. Fu quindi chiamato, nel 1968, dalla Casa editrice Giuseppe Laterza & figli, dapprima come redattore e poi, dal 1971, come direttore editoriale[1][2], carica che terrà fino al 1992, accanto al Direttore generale Vito Laterza.

Durante la sua direzione ultraventennale, la Casa editrice si arricchisce di molte nuove collane, triplica titoli e fatturato, ampliando i propri campi di interesse a tutte le discipline umanistiche e potenziando particolarmente la produzione storica e di "filosofia militante". Man mano che si dilata il ventaglio di discipline di cui la Casa editrice si occupa, aumenta di conseguenza la rosa di consulenti editoriali specializzati; accanto ai consulenti già in carica (come Eugenio Garin, Tullio Gregory, Giuliano Procacci) si aggiungono Lucio Colletti, Federico Caffè, Lisa Foa, Tullio De Mauro, Marcello Pera, Andrea Giardina, Alberto Oliverio, Vittorio Vidotto, e altri amici ancora, che coprono ulteriori settori come la psicologia, l'antropologia o l'urbanistica e la sociologia; la Casa editrice, insomma, forma una squadra di intellettuali di primissimo piano, che sono strettamente legati intellettualmente e affettivamente ai sempre più numerosi autori che si aggregano intorno alla Casa editrice e che insieme costituiscono un esempio molto raro nel panorama dell'editoria di saggistica. Negli ultimi decenni del '900 la Casa editrice diventa uno dei più autorevoli centri di produzione intellettuale, sempre più noto e apprezzato.

Sotto la sua direzione vengono inoltre lanciate delle innovative idee editoriali, come ad esempio la formula del libro-intervista, varata nel 1974 con la Intervista politico-filosofica di Lucio Colletti, seguita subito dopo dalla Intervista sul fascismo di Renzo De Felice e continuata con personaggi della politica, dell'arte, della letteratura, della scienza, quali Giulio Andreotti, Giorgio Amendola, Giorgio Napolitano, Guido Carli, Giulio Carlo Argan, Federico Fellini, Vittorio Gassman, Edoardo Amaldi, Luciano Berio, Ronald Laing, James Hillman, e molti altri. Dato il suo immediato successo, la formula editoriale fu ben presto imitata in vari Paesi europei e negli Stati Uniti.

Altra formula editoriale varata sotto la sua direzione si basò sulla collaborazione sinergica di varie Cattedre universitarie, una Fondazione culturale (la Sigma-tau) e la Casa editrice Laterza: fu così possibile invitare anche alcuni fra i massimi studiosi europei e statunitensi a tenere dei corsi di lezione a Roma, a Milano, a Bologna, a Firenze ecc., subito trasformati in volume. Le Lezioni italiane (così fu chiamata la collana) hanno annoverato fra i loro autori studiosi come John David Barrow, Francisco Javier Varela, Wolf Lepenies, André Green, Alberto Oliverio, Isabelle Stengers, Hilary Putnam, Ilya Prigogine (per citare solo i primi titoli usciti).

Nel 1992, considerata la sua efficace attività di collaborazione con le più autorevoli Case editrici europee e statunitensi, con le quali si era stabilita una vera e propria rete di costante lavoro comune, fu chiamato dal Ministero degli Affari Esteri che lo inviò presso l'Ambasciata d'Italia a Bruxelles, con la qualifica di Consigliere d'Ambasciata, per partecipare ai lavori del Comitato Cultura dell'allora Comunità europea, composta da dodici Paesi, con l'obiettivo di tradurre su una scala più vasta le esperienze acquisite nella sua professione, e cercare pertanto di promuovere strategie di sviluppo dell'editoria europea e di sostegno all'editoria italiana.[3] Come Consigliere d'Ambasciata, tuttavia, si occupò anche di varie problematiche della numerosa comunità italiana in Belgio; "... per la promozione dei migliori rapporti tra l'Italia e il Belgio"[4] gli fu conferita la decorazione di Chevalier de l'Ordre de la Couronne, assegnatagli da Re Alberto II. Tornato a Roma, è stato per vari anni consulente del Consiglio di amministrazione dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana.

Fino al 2012 ha tenuto un Corso magistrale sull'editoria e sulla storia del libro presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi Roma Tre. Adottato in varie Università, il suo manuale L'editoria - un'industria dell'artigianato chiarisce anche il concetto di editore di cultura: "un mediatore di cultura, ... la ruota di un volano che ... cerca di diffondere ciò che ha peso e spessore, un catalizzatore di idee ... perché qualcuno scriva i libri che ritiene importante vengano letti, conosciuti o studiati"[5].

L'ammirazione per Thomas Hardy e la sua opera densa di pensiero filosofico lo ha indotto a curare un'edizione italiana del romanzo Via dalla pazza folla. Terminato il lavoro nel marzo 2015, l'editore Fazi ne ha acquistato i diritti, anche se per sue ragioni di politica editoriale ha pubblicato il volume solo nel novembre 2016.

NoteModifica

  1. ^ La Stampa, 30 maggio 2001[collegamento interrotto] in web.sky.mi.it
  2. ^ Schede Università Roma Tre, su 193.205.141.177. URL consultato il 28 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2009).
  3. ^ in mulino.it[collegamento interrotto]
  4. ^ Dalla lettera, datata 18 aprile 1995, dell'Ambasciatore del Belgio presso lo Stato Italiano André Onkelinx.
  5. ^ Manifesto contro il contributo editoriale, in casadeisognatori.com Archiviato il 1º aprile 2009 in Internet Archive.

BibliografiaModifica

  • L'editoria - Un'industria dell'artigianato, Il Mulino, Bologna 2006 (I ed. 2002)
  • Cura della "Collana di filosofia ed epistemologia" per l'Astrolabio di Roma (Ubaldini editore):
    • W.V.O. Quine, Il problema del significato, 1966 (traduzione e note);
    • G.E.M. Anscombe, Introduzione al "Tractatus" di Wittgenstein, 1966 (traduzione e note);
    • L.J. Prieto, Principi di noologia, 1967;
    • J.M. Bochenski, La logica della religione, 1967;
    • M. Black, Manuale per il "Tractatus" di Wittgenstein, 1967;
    • G. Ryle, Dilemmi,1968 (traduzione e note);
    • W.v.O. Quine, Logica elementare, 1968;
    • R.M. Hare, Il linguaggio della morale, 1968;
    • M. Black, Problemi di analisi, 1968;
    • F. Waissman, I principi della filosofia linguistica, 1969 (traduzione e note);
    • F. Waissman, Analisi linguistica e filosofia, 1970
  • J. Dewey & A.Bentley, Conoscenza e transazione, La Nuova Italia, Firenze 1974 (traduzione e note);
  • J. Stuart Mill, L'utilitarismo, La libertà, L'asservimento delle donne, Rizzoli, Milano 1999 (traduzione e note).
  • David Hume, Opere filosofiche. (con Eugenio Lecaldano): prima edizione italiana integrale, Laterza, Bari 1971;
  • Th. Hardy, Via dalla pazza folla (basata sulla Wessex Edition del 1912), traduzione e note, Fazi, Roma 2016.