Enrico de La Tour d'Auvergne

Enrico de La Tour d'Auvergne
Henridelatour.jpg
Ritratto di Enrico de La Tour d'Auvergne di Merry-Joseph Blondel, 1835, dopo una copia contemporanea nel Castello di Beauregard
NascitaJoze, 28 marzo 1555
MorteSedan, 2 marzo 1623
Dati militari
Paese servitoRegno di Francia
GradoMaresciallo di Francia
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Henri de La Tour d'Auvergne
Château de Beauregard - Henri de La Tour d'Auvergne, duc de Bouillon.jpg
Henri de La Tour d'Auvergne in un ritratto del XVII secolo, Castello di Beauregard
Duca di Bouillon
Stemma
In carica 15 maggio 1594 –
25 marzo 1623
Predecessore Charlotte de La Marck
Successore Frédéric Maurice de La Tour d'Auvergne
Trattamento Sua Altezza
Altri titoli Principe sovrano di Sedan
Principe di Raucourt
Conte di Montfort
Conte di Beaufort
Visconte di Turenne
Barone d'Oliergues
Maresciallo di Francia
Nascita Joze, 28 settembre 1555
Morte Sedan, 2 marzo 1623
Dinastia Casato di La Tour d'Auvergne
Padre Francesco III de La Tour d'Auvergne
Madre Eleonora di Montmorency
Coniugi Charlotte de La Marck
Elisabetta di Nassau
Figli Louise
Marie
Juliane Catherine
Frédéric Maurice
Élisabeth
Henriette Catherine
Henri
Charlotte
Religione Calvinismo

Henri de La Tour d'Auvergne (Joze, 28 settembre 1555Sedan, 2 marzo 1623) fu duca di Bouillon e dal 9 marzo 1592 maresciallo di Francia. Operò come capo militare, diplomatico e politico degli Ugonotti francesi. Fu anche Principe sovrano di Sedan, principe di Raucourt, conte di Montfort e di Beaufort, Visconte di Turenne, e barone d'Oliergues.

BiografiaModifica

InfanzjaModifica

Enrico era l'unico figlio di Francesco III de La Tour d'Auvergne e di sua moglie Eleonora di Montmorency, figlia maggiore di Anne di Montmorency.

Nell'infanzia non si segnalò per facoltà straordinariamente sviluppate, ma fin da piccolo dimostrò un gusto deciso per l'arte della guerra. Essendo però di costituzione debole, suo padre era riluttante a fargli seguire una carriera militare.[1] Sua madre morì nel 1556 e suo padre venne ucciso l'anno successivo nella battaglia di San Quintino, mentre il nonno venne fatto prigioniero durante la medesima battaglia.

Carriera militareModifica

Enrico rimase orfano all'età di due anni e il suo padrino re Enrico II nominò un tutore a prendersi cura delle proprietà del bambino. All'età di dodici anni andò a risiedere a corte legando con Francesco d'Alencon. Nel 1573 prese parte all'assedio della Rochelle. Anni dopo, durante la quinta guerra di religione (1574–1576), Francesco de la Noue lo inviò con rinforzi per gli Ugonotti nella zona di Montauban: fu il suo primo comando di un esercito. Guidò le truppe regie che impedirono le coltivazioni e il raccolto.

Nel 1576 si convertì al calvinismo e divenne luogotenente generale dell'Alta Linguadoca.

Nel 1581, dopo aver accompagnato Francesco d'Alençon, duca d'Angiò nella spedizione nelle Fiandre, divenne prima un gentiluomo al servizio di Enrico III di Navarra che nel 1590 stava cercando rinforzi contro la Lega cattolica. Con il sostegno del re di Navarra divenuto Enrico IV di Francia, Enrico sposò Carlotta de La Marck nel 1591, unica erede del ducato di Bouillon e il Principato di Sedan. Questo matrimonio portò a Enrico ricchi possedimenti.

Nominato Maresciallo di Francia nel 1592, fu molto vicino a Enrico IV dopo la sua abiura, e nel 1594 ereditò i possedimenti della moglie morta di parto (il figlio morì il giorno dopo la nascita). Servì in campagne militari fino alla pacificazione del 1597-1598. Venne coinvolto nella congiura del Maresciallo di Biron e i suoi terreni furono confiscati. Nel 1606, si riappacificò con il sovrano che gli restituì le sue proprietà.

Sotto la reggenza di Maria de' Medici, fu un membro del Consiglio della Corona, che lasciò dopo una disputa con la regina. Nel 1621 rifiutò il posto di capo dei calvinisti in occasione della riunione della Rochelle, ritirandosi poi nel suo ducato indipendente di Buglione.

MorteModifica

Morì il 25 marzo 1623 lasciando l'immagine di un principe turbolento e infedele a Enrico IV cui doveva in gran parte la carriera e la fortuna.

Fondò l'Accademia di Sedan, una famosa università protestante e ha lasciato le sue memorie pubblicate nel 1666.

DiscendenzaModifica

Sposò in secondo nozze Elisabetta di Nassau, figlia di Guglielmo I d'Orange, dalla quale ebbe otto figli:

NoteModifica

  1. ^ Si dice che Turenne da bambino volesse dimostrare che era abbastanza forte per sopportare i disagi della guerra, e trascorse una notte d'inverno sui bastioni di Sedan. Il mattino seguente il governatore fu trovato addormentato sull'affusto di un cannone.

BibliografiaModifica

  • (FR) Mémoires de Marguerite de Valois, reine de France et de Navarre, su google.it.
  • André Castelot, Maria de' Medici: un'italiana alla corte di Francia, Milano, Rizzoli, 1996.
  • André Castelot, Regina Margot: una vicenda umana tra fasto, amore, crudeltà, guerre di religione e esilio, Milano, Fabbri Editore, 2000.
  • Ivan Clouas, Caterina de' Medici, Firenze, Sansoni editore, 1980.
  • Janine Garrisson, Enrico IV e la nascita della Francia moderna, Milano, Mursia, 1987.
  • Charlotte Haldane, Regina di Cuori: Margherita di Valois, Verona, Gherardo Casini editore, 1975.
  • Dara Kotnik, Margherita di Navarra. La regina Margot, Milano, Rusconi libri, 1987, ISBN 88-18-23016-6.
  • Maria Luisa Mariotti Masi, Maria de' Medici, Milano, Mursia, 1994, ISBN 88-425-3520-6.
  • Orsola Nemi & Henry Furst, Caterina de' Medici, Milano, Bompiani, 2000, ISBN 88-452-9077-8.
  • Jean Orieux, Caterina de' Medici. Un'italiana sul trono di Francia, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1988, ISBN 88-04-30464-2.
  • Éliane Viennot, Margherita di Valois. La vera storia della regina Margot, Milano, Mondadori, 1994, ISBN 88-04-37694-5.

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