Epimachus

genere di uccelli
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Epimachus
Epimachus speciosus.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Oscines
Infraordine Corvida
Superfamiglia Corvoidea
Famiglia Paradisaeidae
Genere Epimachus
Cuvier, 1816
Specie

Epimachus Cuvier, 1815 è un genere di uccelli passeriformi della famiglia Paradisaeidae[1].

EtimologiaModifica

Il nome scientifico del genere deriva dall'aggettivo greco επίμαχος (epímachos), "pronto al combattimento", in riferimento al lungo becco ricurvo ed ai ciuffi erettili di penne dei fianchi, che ricordarono ai primi osservatori di questa specie l'equipaggiamento di un antico guerriero.

DescrizioneModifica

Gli uccelli del paradiso dal becco a falce possono ricordare a prima vista un incrocio fra una nettarinia e uno storno tropicale: se da un lato l'aspetto generale, con colorazione dai riflessi metallici il lungo becco a falce (da cui il nome comune di questi uccelli) e le lunghissime penne caudali possono ricordare appunto le nettarinie, le dimensioni di questi animali, i cui maschi superano il metro di lunghezza (di cui circa la metà spetta alle già menzionate penne centrali della coda) rientrando così fra gli uccelli del paradiso di maggiori dimensioni, sono più paragonabili a quelle degli storni.
Come in quasi tutti gli uccelli del paradiso, anche quelli dal becco a falce presentano netto dimorfismo sessuale: i maschi sono leggermente più grossi, presentano coda molto più lunga e colorazione tendente al nero con vistosi riflessi metallici e penne dei fianchi allungate, mentre le femmine presentano colorazione più sobria e mimetica, bruna dorsalmente e più chiara e striata di nero nella zona ventrale.

Distribuzione e habitatModifica

Le paradisee dal becco a falce sono endemiche della Nuova Guinea, dove abitano in simpatria le aree di foresta pluviale montana e di foresta nebulosa lungo tutto l'asse montuoso centrale dell'isola, con la paradisea dal becco a falce maggiore che si spinge a nord anche nella penisola di Doberai, dove la specie minore manca, mentre nei monti Owen Stanley essa non è presente, a differenza della specie minore.

BiologiaModifica

Si tratta di uccelli diurni e solitari, molto schivi e difficili da localizzare (a dispetto della grossa taglia e della vistosa colorazione) in quanto amanti della vegetazione folta e abitatori della canopia.

Come la maggior parte degli uccelli del paradiso, questi uccelli sono poligini, coi maschi che si esibiscono in parate comprendenti l'arruffamento delle penne e movimenti codificati atti a mettere in risalto l'iridescenza del piumaggio ed attrarre quante più femmine possibile con cui accoppiarsi.

La femmina, dopo l'accoppiamento, si sobbarca in completa solitudine la costruzione del nido, la cova e le cure parentali ai pulli, che sono ciechi ed implumi alla schiusa.

TassonomiaModifica

Se ne conoscono due specie[1]:

In passato, a questo genere venivano ascritti anche Epimachus astrapioides Rothschild, 1897 ed Epimachus ellioti Ward, 1873, attualmente ritenuti piuttosto dei casi d'ibridazione fra la paradisea dal becco a falce maggiore e la gazza del paradiso[2].

Nell'ambito della famiglia Paradisaeidae, gli uccelli del paradiso dal becco a falce formano un clade coi generi Paradigalla e Astrapia[3]). Talvolta, le specie del genere Drepanornis (conosciute anch'esse come "paradisee dal becco a falce") vengono ascritte anch'esse al genere Epimachus in un proprio sottogenere, tuttavia non sembrerebbero sussistere reali legami di stretta parentela al di là della conformazione del becco[1][3].

NoteModifica

  1. ^ a b c (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Paradisaeidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 18 marzo 2016.
  2. ^ Frith, C. B. & Beehler, B. M., The Birds of Paradise, Oxford University Press, 1998, ISBN 978-0-19-854853-9.
  3. ^ a b (EN) Paradisaeidae: Birds-of-paradise, su TiF Checklist. URL consultato il 18 marzo 2016.

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