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L'equazione di Scatchard è un'equazione che consente di ricavare la costante di affinità per il legame di un ligando con una proteina.[1] Deve il suo nome al chimico statunitense George Scatchard.

L'equazioneModifica

 
Diagramma di Scatchard dove è riportata in ascisse la concentrazione di ligando legato [B] e in ordinate il rapporto tra le concentrazioni del ligando legato e non legato [B]/[U]

L'equazione di Scatchard assume la seguente forma:

 

dove r sono le moli di ligando legate per ogni mole di proteina, [L] la concentrazione molare di ligando libero all'equilibrio, n è il numero di siti leganti totali presenti nella proteina.

La costante Ka è la costante di affinità relativa all'equilibrio

 

da cui, quindi,

 

Riportando graficamente l'equazione di Scatchard, indicando il rapporto r/[L] contro r, si ottiene una retta con coefficiente angolare -Ka e intercetta nKa.

Bisogna ricordare che il modello su cui è basata l'equazione presuppone una eguale affinità per il ligando da parte di tutti i siti proteici, oltre a basarsi sul fatto che non si verifichino cambiamenti conformazionali della proteina in seguito all'instaurarsi del legame. Nel caso in cui non si sia in condizioni di equilibrio, o in presenza di legame cooperativo, il grafico può differire dalla linea retta presentando piuttosto un aspetto curvilineo.[2]

NoteModifica

  1. ^ George Scatchard, The Attraction of Proteins for Small Molecules and Ions, in Annals of the New York Academy of Sciences, vol. 51, nº 4, 1949, pp. 660–672, DOI:10.1111/j.1749-6632.1949.tb27297.x.
  2. ^ Rodney A. Rhoades e David R. Bell, Medical Phisiology: Principles for Clinical Medicine, Lippincott Williams & Wilkins, 2012, p. 601, ISBN 1609134273.

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