Eulacestoma nigropectus

specie di uccello
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Aratore crestato
EulacestomaNigropectusKeulemans.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Oscines
Infraordine Corvida
Superfamiglia Corvoidea
Famiglia Eulacestomatidae
Schodde & Christidis, 2004
Genere Eulacestoma
de Vis, 1894
Specie E. nigropectus
Nomenclatura binomiale
Eulacestoma nigropectus
De Vis, 1894

L’aratore crestato o aratore caruncolato (Eulacestoma nigropectus De Vis, 1894) è un uccello passeriforme, unica specie ascritta al genere Eulacestoma De Vis, 1894 ed alla famiglia Eulacestomatidae Schodde & Christidis, 2004[2].

EtimologiaModifica

Il nome scientifico del genere, Eulacestoma, deriva dall'unione delle parole greche ευλακα (eulaka, "vomere") e στομα (stoma, "bocca"), in riferimento alla particolare conformazione del becco: il nome della specie, nigropectus, deriva dal latino e significa "dal petto nero", in riferimento alla livrea.
Il nome comune della specie, "aratore crestato", è anch'esso un riferimento alla forma del becco, così come alle caruncole facciali dei maschi.

DescrizioneModifica

 
Maschio impagliato.
 
Femmina impagliata.

DimensioniModifica

Misura 12,5–14 cm di lunghezza, per 19-22 g di peso[3].

AspettoModifica

Si tratta di uccelletti dall'aspetto slanciato e simile a quello di un canarino, muniti di testa arrotondata con inconfondibile becco corto, alto e molto compresso lateralmente, munito di mandibola inferiore lievemente ricurva verso l'alto e mandibola superiore con margine esterno rinforzato: le zampe sono forti, le ali appuntite e la coda rettangolare.

Il piumaggio è di colore verde-olivaceo su tutto il corpo, con tendenza a schiarirsi divenendo giallo-verdastro sulla faccia e sull'area ventrale (petto e ventre).
Il dimorfismo sessuale è netto: nei maschi proprio il petto (come intuibile dal nome scientifico), oltre che le remiganti, sono di colore nero, mentre nella femmina le ali tendono al castano e il petto è dello stesso colore giallo-verdastro della gola: nel maschio anche le penne del ventre e delle scapole immediatamente vicine all'area nera presentano orlo esterno nerastro, a dare un effetto a scaglie, ed è inoltre presente una mascherina nera fra i lati del becco e l'occhio. Inoltre, nei maschi sono presenti delle grosse caruncole ovali glabre e di colore rosato, simili a dei bargigli, ai due lati della bocca, del tutto assenti nella femmina.

In ambedue i sessi, gli occhi sono di colore bruno scuro, mentre il becco e le zampe sono di colore nerastro.

BiologiaModifica

Si tratta di uccelletti dalle abitudini diurne, che si muovono da soli, in coppie o al più in gruppetti familiari di 4-6 individui, spesso associandosi a stormi di altri piccoli uccelli insettivori, mantenendosi fra i cespugli o gli alberi al di sotto dei 10 m d'altezza[3]: specialmente i maschi fanno di tanto in tanto udire il proprio richiamo (formato da 6 note fischianti intervallate da versi ronzanti) dalla canopia.

AlimentazioneModifica

L'aratore crestato è un uccello insettivoro, che utilizza il forte becco per intaccare i tronchi, rimuovere la corteccia o allargarne le crepe al fine di mettere allo scoperto gli insetti e le larve di cui si nutre.

RiproduzioneModifica

Mancano informazioni circa i costumi riproduttivi di questi uccelli: l'osservazione di femmine in amore in luglio ed esemplari subadulti verso la fine di maggio fa pensare che essi si riproducano verso la fine della stagione delle piogge[3].

Distribuzione e habitatModifica

L'aratore crestato è endemico della Nuova Guinea, della quale colonizza la Cordigliera Centrale dai Monti Weyland ai monti Owen Stanley, pur risultando più comune nella regione delle Terre Alte.

L'habitat di questi uccelli è rappresentato dalla foresta montana e dalla foresta nebulosa, sia primaria che secondaria (purché con densa ricrescita di sottobosco ed epifite) e con preferenza per le foreste di bambù fra i 1950 e i 2850 m di quota, sebbene localmente possa scendere di quota[3].

TassonomiaModifica

 
Maschio della "sottospecie" clara.

La sistematica di questi particolari uccelli è stata piuttosto travagliata: a lungo classificati come incertae sedis, attualmente si tende a classificarli in una famiglia monotipica a sé stante, gli Eulacestomatidae, facente parte di una radiazione australo-papuana di Corvida e lontanamente imparentata con Mohouidae e soprattutto Neosittidae[2]: alcuni autori invece vedrebbero l'aratore crestato come un clade molto basale del grande gruppo comprendente fra gli altri Oriolidae e Pachycephalidae[4].

Alcuni autori riconoscerebbero una sottospecie clara dell'area fra le Star Mountains ed il Monte Hagen[3], tuttavia tale popolazione differisce molto poco dalla nominale e si tende a sinonimizzare le due[2].

NoteModifica

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Eulacestoma nigropectus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019. URL consultato il 7 novembre 2014.
  2. ^ a b c (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Eulacestomidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 6 novembre 2014.
  3. ^ a b c d e (EN) Wattled Ploughbill (Eulacestoma nigropectus), su Handbook of the Birds of the World. URL consultato il 14 gennaio 2018.
  4. ^ (EN) Eulacestomatidae: Ploughbill, su TiF Checklist. URL consultato il 14 gennaio 2018.

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