Eustachio Paolo Lamanna

filosofo italiano

Eustachio Paolo Lamanna (Matera, 9 agosto 1885Firenze, 12 giugno 1967) è stato un filosofo e storico della filosofia italiano.

Eustachio P. Lamanna

BiografiaModifica

Nacque in una famiglia molto povera, da Angelo Raffaele Lamanna, calzolaio, e da Maria Bruna Pizzilli, filandaia. Fece i primi studi in seminario e poi nel Liceo classico della sua città. Nel 1904 si trasferì a Firenze, laureandosi in Lettere e poi in Filosofia con Francesco De Sarlo, del quale sposerà la figlia Edvige.

Docente dal 1921 di filosofia morale nell'Università di Messina e dal 1924 al 1955 di Storia della filosofia nell'Università di Firenze, firmò nel 1925 il Manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce, ma successivamente appoggiò il regime: nel 1938 pubblicò un commento alla Dottrina del fascismo scritta da Benito Mussolini.

Autore di un fortunato manuale di storia della filosofia per i Licei, fu rettore dell'Università fiorentina dal 1953 al 1961, membro dell'Accademia nazionale dei Lincei, Presidente nazionale dei Professori universitari, membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e Medaglia d'oro al merito della scuola, della cultura e dell'arte. Diresse, con Pietro Piovani, la "Collana di Filosofia" delle Edizioni Morano di Napoli.

PensieroModifica

Stabilito, per Lamanna, che la religiosità sia un'esigenza naturale dello spirito umano, egli rileva le contraddizioni percepite dalla coscienza fra l'essere e il dover essere, fra l'esigenza di una realtà concepita come razionalità e ordine, e la percezione di una realtà che appare irrazionale e disordinata, così come fra la concezione dell'assolutezza dello spirito e la concreta limitatezza della realtà umana. Da queste contraddizioni Lamanna deduce la necessità dell'esistenza di Dio.

Analoga antinomia gli sembra esistere tra morale e politica che a suo avviso può essere risolta trasportando nell'attività pratica la riconosciuta razionalità dell'ordine trascendente e divino, che è di per sé bene assoluto. In questo modo l'operare umano si fa etico ossia, secondo Lamanna, realmente politico, realizzandosi concretamente nell'ordinamento giuridico e, così come nell'operare razionale si concreta la vita morale, da questa si raggiunge l'armonia in cui consiste la bellezza.

BibliografiaModifica

ScrittiModifica

  • La religione nella vita dello spirito, Firenze, 1914
  • Kant, Milano, 1925
  • Umanesimo e scienza politica, Milano, 1951
  • Storia della filosofia, 4 voll., Firenze, 1962
  • La filosofia del Novecento, 2 voll., Firenze, 1965
  • Il bene per il bene, Firenze, 1967
  • Studi sul pensiero morale e politico di Kant, Firenze, 1968
  • Scritti storici e pensieri sulla storia, Padova, 1972

StudiModifica

  • Pietro Piovani, Sulla prospettiva filosofica di Eustachio Paolo Lamanna, Torino, 1962
  • Pietro Piovani, Eustachio Paolo Lamanna tra etica e storia, Napoli, 1967
  • Giuseppe Martano, L'esperienza speculativa di Eustachio Paolo Lamanna, in «Filosofia», XIX, 1968
  • Giovanni Calò, Il pensiero di Eustachio Paolo Lamanna, Napoli, 1971
  • Giovanni Calò, Eustachio Paolo Lamanna nel suo primo centenario della nascita: 1885-1985. Studi e testimonianze, a cura di D. Carbone, Matera, s. d.

Collegamenti esterniModifica

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