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Faido
comune
Faido – Stemma
Faido – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
CantoneFlag of Canton of Tessin.svg Ticino
DistrettoLeventina
Amministrazione
Lingue ufficialiItaliano
Territorio
Coordinate46°29′N 8°48′E / 46.483333°N 8.8°E46.483333; 8.8 (Faido)Coordinate: 46°29′N 8°48′E / 46.483333°N 8.8°E46.483333; 8.8 (Faido)
Altitudine711 e 1 352 m s.l.m.
Superficie132,7 km²
Abitanti2 908 (2015)
Densità21,91 ab./km²
Frazionivedi elenco
Comuni confinantiAcquarossa, Blenio, Bodio, Dalpe, Giornico, Lavizzara, Prato Leventina, Quinto, Serravalle, Sonogno
Altre informazioni
Cod. postale6746, 6747, 6748, 6749, 6760, 6763, 6764,
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5072
TargaTI
Nome abitantifaidesi
CircoloFaido
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Faido
Faido
Faido – Mappa
Sito istituzionale

Faido (in tedesco Feit o Pfaid, desueti[1], in dialetto ticinese Faid) è un comune svizzero di 2 908 abitanti del Canton Ticino, e capoluogo del distretto di Leventina, parte della Regione Tre Valli. Nel 2006 ha inglobato i comuni soppressi di Calonico, Chiggiogna e Rossura, nel 2012 quelli di Anzonico, Calpiogna, Campello, Cavagnago, Chironico, Mairengo e Osco e nel 2016 quello di Sobrio. Faido, anticamente scritto Fajdo, con pronuncia della J come “gi” dolce o la “j” pronunciata in francese, mentre sotto il dominio Urano, a lingua tedesca, la j viene pronunciata “i”, da cui si è poi adeguata la pronuncia alla scrittura italiana diventando l’attuale Faido. Fajdo significava “faggeto”; piante autoctone che si trovano ancora a crescita spontanea nella zona, ma che abbondavano prima che la valle fosse piantumata, già prima dell’800, a pini, abeti e larici a scopo principalmente edilizio.

Indice

Geografia fisicaModifica

 
La cascata della Piumogna a Faido

Posto in Val Leventina, gode di un buon soleggiamento con un numero moderato di precipitazioni annue[senza fonte].

Origini del nomeModifica

Il nome è con molta probabilità derivato dal dialetto Faètt ("faggeto") e dall'antico nome tedesco Pfaid[senza fonte].

StoriaModifica

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti

 

Geografia antropicaModifica

FrazioniModifica

AmministrazioneModifica

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune. Presidente dell'ufficio patriziale: Edo Tagliabue; presidente dell'ufficio patriziale di Molare: Alessandro De Maria; presidente dell'ufficio patriziale della degagna di Tarnolgio in Piano: Mauro Lentini; presidente dell'ufficio patriziale della degagna di Chinchengo: Claudio D'Alessandri[senza fonte].

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f Mario Fransioli, Faido, in Dizionario storico della Svizzera, 12 gennaio 2017. URL consultato il 9 settembre 2017.

BibliografiaModifica

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 96-98.
  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 223, 298, 327, 402.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Lugano-Porza 1980, 103.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa, Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 12, 18, 82, 84, 92, 128, 149, 150, 241, 253, 258nota, 277nota, 319, 320, 329, 407, 437.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 130.
  • Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Casagrande, Bellinzona 2010, 215 nota, 223, 225, 232, 241.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN167425583 · LCCN (ENn84036177 · GND (DE4236639-2
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