Fanum Voltumnae

Il Fanum Voltumnae (dal latino "santuario di Voltumna") era il santuario federale etrusco descritto dalle fonti antiche, ma di incerta identificazione. Recenti scavi archeologici sembrerebbero localizzarlo sotto la rupe di Orvieto, nel pianoro del Campo della Fiera[1].

Il santuario era dedicato al dio Voltumna (dal quale derivava la divinità romana Vertumno), probabilmente un aspetto del dio Tinia (equivalente al romano Giove e al greco Zeus).

Ogni anno a primavera vi si riunivano i capi dei dodici popoli della Lega etrusca. Veniva eletto il capo supremo della Lerga, si tenevano feste religiose e si prendevano deliberazioni di politica interna ed estera. Altre riunioni straordinarie potevano tenersi nel santuario per deliberare di affari urgenti.

Fonti anticheModifica

Tito Livio[2] cita diverse volte il santuario con il nome di Fanum Voltumnae e riporta che gli Etruschi vi tenevano i concili federali tra la fine del V e gli inizi del IV secolo a.C., ma non ne indica la precisa collocazione.

Il rescritto di Spello[3], emesso dall'imperatore Costantino I (333-337), concedeva agli Umbri di Spello l'esonero di recarsi a Volsini per partecipare alle feste religiose annualmente tenute dal "Coronatus della Tuscia e dell'Umbria". Volsini è stata variamente identificata con Orvieto (Volsinii Veteres) o con Bolsena (Volsinii Novi). La festa non aveva carattere politico, ma religioso, e si svolgeva più verosimilmente a Orvieto che a Bolsena, perché Orvieto si trovava sul confine fra l'Etruria e l'Umbria. È da tenere tuttavia presente che il Muratori ritenne con qualche ragione che il rescritto di Costantino fosse un falso di epoca moderna.[4]

Ipotesi di identificazioneModifica

Nel XV secolo, Annio da Viterbo[5] aveva identificato in Viterbo la sede del fanum. Ma le Antiquitatum variarum volumina XVII di Annio furono poi smascherate come raccolta completamente inventata[6]. George Dennis, nel XIX secolo, ritenne che fosse collocato a Montefiascone[7].

L'identificazione con i resti nel pianoro oggi conosciuto come "Campo della Fiera", al di sotto della rupe di Orvieto, in genere identificata con Velzna (Volsinii Veteres), deriva dagli scavi condotti dall'Università di Macerata dal 2000[8]. Questi hanno permesso di riconoscere un vasto santuario: un tempio, del quale restano il podio in opera quadrata in tufo (VI-IV secolo a.C.) e il pavimento in signino di una fase successiva di epoca romana (II secolo a.C.), il muro di cinta, sistemazioni con pozzi e fontane e due ampie strade, una probabilmente diretta a Bolsena e la seconda che alle spalle del tempio porta sulla parte alta della collina. Negli scavi sono inoltre stati ritrovati i resti di una chiesa (San Pietro in Vetere), sorta su una precedente area sacra del santuario: alla chiesa si riferiscono un primo pavimento del IV secolo, un secondo pavimento in mosaico del V-VI secolo e resti dell'edificio ricostruito nel XII secolo e quindi abbandonato.

NoteModifica

  1. ^ Scavi archeologici Campo della Fiera, reperti etruschi a Orvieto, su Campo della Fiera. URL consultato il 23 gennaio 2021.
  2. ^ Tito Livio, Ab Urbe condita, IV, 23, 25 e 61; V, 17; VI, 2. Gli avvenimenti sono riferiti rispettivamente agli anni 434, 433, 405, 397 e 389 a.C.,
  3. ^ CIL XI, 5265
  4. ^ L. A. Muratori, Novus Thesaurus Veterum Inscriptionum, III, 1740, 1794.
  5. ^ Giovanni Annio da Viterbo, frate domenicano (1432 - 1502), Antiquitatum variarum volumina XVII, seconda edizione del 1498
  6. ^ «Nanni, Giovanni (nome umanistico Annio da Viterbo)». In: Enciclopedia Biografica Universale, Vol. I, Roma: Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2007
  7. ^ George Dennis, The Cities and Cemeteries of Etruria, London 1848, p. 519 (testo originale in inglese).
  8. ^ Articolo del Corriere della Sera (1º settembre 2006) con il resoconto dei ritrovamenti.

Collegamenti esterniModifica

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