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Ferdinando Mezzasoma

politico e giornalista italiano
Ferdinando Mezzasoma
Ferdinando Mezzasoma.jpg

Ministro della cultura popolare
Durata mandato 23 settembre 1943 -
25 aprile 1945
Presidente Benito Mussolini

Consigliere nazionale del Regno d'Italia
Legislature XXX legislatura del Regno d'Italia (23 marzo 1939 - 2 agosto 1943)
Gruppo
parlamentare
Membri del Consiglio nazionale del PNF

Dati generali
Partito politico Partito Nazionale Fascista
(1931-1943)
Partito Fascista Repubblicano
(1943-1945)
Titolo di studio Scienze economiche e commerciali
Professione Pubblicista / Giornalista

Ferdinando Mezzasoma (Roma, 3 agosto 1907Dongo, 28 aprile 1945) è stato un politico e giornalista italiano. Fu vicesegretario del PNF e Ministro della cultura popolare nella RSI.

Indice

BiografiaModifica

Nacque in una famiglia piccolo borghese: il padre è un impiegato della Banca d'Italia a Perugia, città dove lui e la sua famiglia saranno costretti ad emigrare nel 1920. Al fine di aiutare finanziariamente la sua famiglia fece dei piccoli lavori manuali, che gli servirono anche a pagarsi gli studi, diplomandosi prima in ragioneria e poi laureandosi in Economia e Commercio.

Segretario dell'avvocato Amedeo Fani, quando egli viene nominato sottosegretario agli Esteri nel 1929 Mezzasoma lo segue.

Nel PNFModifica

Nel 1931 aderisce al Partito Nazionale Fascista e poco dopo viene nominato segretario del Gruppo Universitario Fascista (GUF) e membro del direttorio federale di Perugia (1932-1935). Apprezzato giornalista, inizia a collaborare con alcune testate di regime (Dottrina fascista e Roma fascista ad esempio) in cui si firma con lo pseudonimo di Diogene. Direttore dell'Assalto nel 1934 e condirettore di Libro e Moschetto, l'organo ufficiale dei GUF, nel 1937 pubblica il volume Essenza dei GUF, distribuito capillarmente a tutte le organizzazioni giovanili inquadrate dal regime. Insegnò alla Scuola di Mistica Fascista.

Promosso alla carica di vicesegretario generale dei GUF nel 1935, due anni dopo entra come membro di diritto nel direttorio nazionale del PNF (gennaio 1937), fino a quando il 23 febbraio 1939 viene nominato vicesegretario nazionale del partito, carica che ricopre fino al marzo 1942. Dal 23 marzo 1939 al 2 agosto 1943 è consigliere nazionale alla Camera dei Fasci e delle Corporazioni.[1]. Allo scoppio della seconda guerra mondiale partì volontario per il fronte con la Francia nel 7º reggimento artiglieria della divisione Cremona, dove ricevette una medaglia di bronzo al valor militare. Nel marzo 1942 fu nominato direttore generale della stampa italiana presso il ministero della Cultura popolare[2].

Nella RSIModifica

 
Il ministro Mezzasoma inaugura l'anno culturale a Venezia, in mezzo al sottosegretario Alfredo Cucco e al plenipotenziario del Reich Rudolf Rahn

Contrario all'ordine del giorno Grandi del 25 luglio 1943, sosterrà Benito Mussolini anche nella Repubblica Sociale Italiana. Si trasferisce a Salò, in Lombardia, dove Mussolini fissa la sede del governo. Viene nominato Ministro della cultura popolare; entra in carica il 23 settembre 1943.

Dopo alcuni dissidi con Junio Valerio Borghese (contrario alla soppressione del suo foglio personale Orizzonte), il 19 aprile del 1945 si trasferisce a Milano prendendo commiato dai suoi collaboratori, tra cui Giorgio Almirante allora capogabinetto del MinCulPop. In quei giorni concitati Mezzasoma avrebbe avuto la possibilità di salvarsi scappando ma egli rifiutò tale ipotesi affermando in pubblico "sono un ministro di Mussolini, vado a morire con Mussolini".

Catturato infatti dai partigiani dopo un fallito tentativo di organizzare una resistenza in Valtellina assieme a Pavolini, fu fucilato a Dongo il 28 aprile insieme ad altri 16 gerarchi fascisti, portati il giorno dopo in Piazzale Loreto ed esposti al ludibrio.

NoteModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN64772795 · ISNI (EN0000 0000 4187 7280 · LCCN (ENn2005010032 · GND (DE117012831