Fiasca da pellegrino

contenitore per il trasporto di piccole quantità di liquido

La fiasca da pellegrino è un genere di contenitore che permette il trasporto di piccole quantità di liquido con l'ausilio di una corda a tracolla o a spalla.

Vecchio uomo che tiene una fiasca da pellegrino su un globo (ca.1650), attribuito a Pietro Bellotto

Nel corredo del pellegrino, oltre il bordone e la conchiglia, la fiasca (spesso realizzata con la zucca lagenaria) è anche il simbolo del viaggiare a piedi.

Le copie sopravvissute fino ai giorni nostri possono essere in vari tipi di metallo, di ceramica o di vetro. La fiasca da pellegrino si presenta di forma lenticolare con quattro anse o prese forate disposte sui fianchi. Il suo collo è cilindrico o troncoconico.

Attestata sin dall'età del ferro nel Mediterraneo occidentale, la fiasca da pellegrino è un caratteristico recipiente in ceramica di origine filistea e fenicia[1], che sembra conoscere in Sardegna un grande successo dove fu ampiamente e per lungo tempo imitata particolarmente nel periodo nuragico. Di tradizione cipriota ma documentate anche in diversi contesti etruschi che ebbero contatti con la Sardegna[2] sono le riproduzioni di fiasche del pellegrino miniaturizzate in bronzo (alle quali spesso si attribuisce un importante valore simbolico e rituale).

Durante il Rinascimento, la fiasca da pellegrino è una tipologia frequente (in maiolica e in vetro) nel vasellame da mensa dei palazzi signorili. È utilizzata principalmente esposta sulle credenze dei banchetti principeschi.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Piero Bartoloni, L'Africa romana (PDF), Carocci editore, 2012, p. 1853. URL consultato il 14 maggio 2016.
  2. ^ Maria Ausilia Fadda, Il museo speleo-archeologico di Nuoro - Sardegna Cultura (PDF), Carlo Delfino editore, 2006, p. 64. URL consultato il 14 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2007).

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

  Portale Arte: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di arte