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StoriaModifica

Venne realizzata nel 1934 dallo scultore Nicola D'Antino a conclusione di un lungo e impegnativo progetto di sistemazione urbanistica della città cominciato nel 1927 e che lo portò anche alla realizzazione delle fontane gemelle di piazza Duomo.[1]

È stata sottoposta a numerosi restauri di cui l'ultimo successivo al terremoto dell'Aquila del 2009 dal quale, tuttavia, la fontana non ha subito gravi danni. È tornata fruibile al pubblico nel dicembre del 2016.

DescrizioneModifica

La fontana è caratterizzata da due nudi femminili in bronzo sorreggenti la caratteristica conca abruzzese, posti su una vasca a pianta circolare, posta rialzata da gradini rispetto al livello della strada. È situata al centro di piazza Battaglione Alpini, all'ingresso di corso Vittorio Emanuele II e, quindi, del centro storico della città; la sua funzione di propileo è accentuato dagli edifici gemelli di Palazzo del Combattente e Palazzo Leone prospicienti la fontana.

Prende il nome dal suggestivo gioco di luci sull'acqua che si anima nelle ore notturne.

La piazza e la fontana costituiscono un punto di ritrovo per gli aquilani. L'area è circondata solo per metà da edifici, aprendosi per un quarto al parco del castello e per il restante quarto alla zona degli impianti sportivi. Particolarmente apprezzato è il panorama che si ha dalla fontana verso il Gran Sasso.

NoteModifica

  1. ^ Il Capoluogo, Nicola D'Antino, lo scultore delle fontane dell'Aquila [collegamento interrotto], su ilcapoluogo.com, 06-12-10.

BibliografiaModifica

  • Alessandro Clementi, Elio Piroddi, L'Aquila, 4ª ed., Bari, Editori Laterza, 1986.
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005.

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