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Forte Azzano
Werk Neu Wratislaw
Sistema difensivo di Verona
ForteAzzano.jpg
Ubicazione
StatoAustria Impero austriaco
Stato attualeItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
CittàVerona Verona Verona
Coordinate45°24′09.7″N 10°57′44.6″E / 45.402694°N 10.962389°E45.402694; 10.962389Coordinate: 45°24′09.7″N 10°57′44.6″E / 45.402694°N 10.962389°E45.402694; 10.962389
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Forte Azzano
Informazioni generali
TipoForte
Costruzione1860-1861
Primo proprietarioEsercito imperiale austriaco
Condizione attualeparzialmente conservato
Informazioni militari
UtilizzatoreImpero austriaco
Regno d'Italia
Armamento5 cannoni da 9 cm

3 cannoni ad avancarica da 9,5 cm

22 cannoni di diverso calibro
Presidio300 fanti
68 artiglieri
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Forte Azzano, originariamente chiamato Werk Neu Wratislaw, è un forte di Verona costruito su progetto della k.k. Genie-Direktion di Verona tra il 1860 ed il 1861.

Il forte era intitolato al conte Johann Wratislaw von Mittrowitz (1797-1865), capo di Stato Maggiore d'Armata sotto Radetzky, nel 1848-1849.

DescrizioneModifica

Forte Azzano è un grande forte a tracciato poligonale, con ridotto centrale, con fianchi paralleli e fronte di gola rettilineo. Il forte è situato in aperta campagna, a circa 3500 metri dal corpo di piazza, ed equidistante dai forti Dossobuono e Tomba, con i quali faceva sistema, incrociando i tiri. Sebbene fosse dotato di minore armamento rispetto agli altri forti di prima linea, presidiava la campagna tra Dossobuono e Ca' di David. Le sue artiglierie da fortezza, oltre a battere di fronte e di fianco la ferrovia proveniente da Mantova, esercitavano una potente azione di combattimento sulla pianura, contro tentativi nemici condotti da meridione, dopo il forzamento del medio Mincio. Il forte Azzano è simile, per impianto architettonico e caratteristiche tecnico-logistiche, ai forti Lugagnano e Dossobuono. Se ne distingue tuttavia per le dimensioni d'insieme leggermente inferiori (il fronte di gola misura 183 metri, rispetto ai 200/204 metri dei due forti precedenti); di conseguenza è minore l'estensione del ridotto, e il paradorso sul fronte di gola è disposto diversamente.

Al centro del forte si eleva, su due piani e con copertura casamattata, il ridotto a corpo lineare, piegato sul tracciato a lunetta, con raccordi d'angolo arrotondati. Sull'angolo interno del ridotto, nel mezzo, sporge verso il cortile il corpo su pianta trapezia che contiene la scala e i servizi igienici. Sui due piani, nei locali a volta, sono disposti i ricoveri per la numerosa guarnigione e le varie funzioni logistiche, che rendevano l'opera autosufficiente.

Il fronte principale del ridotto è ordinato per la difesa, su ogni piano, con galleria perimetrale a feritoie per fucilieri. Sul fronte secondario, concavo, il cortile è chiuso da un muro rettilineo di sicurezza. Nel mezzo, ai lati del passaggio, altri due muri paralleli si collegano alle casematte del fronte di gola, delimitando un ulteriore compartimento di sicurezza. Il tutto forma un doppio recinto a feritoie che, assieme alle gallerie per fucilieri del fronte principale, assicurava la difesa progressiva dell'opera. Attorno al ridotto, il grande terrapieno si eleva sull'impianto a lunetta pentagonale, e copre in aderenza anche l'intero fronte di gola. Le postazioni di combattimento per l'artiglieria da fortezza, a cielo aperto, sono protette da numerose traverse, in parte casamattate.

IngressoModifica

L'ingresso del forte è risolto dal progettista con una disposizione complessa, coordinata al doppio recinto di sicurezza interno. Nel terrapieno del fronte di gola rettilineo è inserita un'opera casamattata, alla quale è innestata la caponiera di gola, per artiglieria e fucileria. La strada di accesso si sdoppia davanti alla caponiera arrotondata, verso i due portali laterali, simmetrici, preceduti dal ponte levatoio. Dai portali ad arco si accede al piazzale, sotto il tiro dei fucilieri. Tre pozzi per le riserve d'acqua erano collocati agli angoli del piazzale interno in nicchie casamattate.

ArchitetturaModifica

Dall'esterno, verso il fronte principale, si percepisce l'architettura di terra, con masse dai profili ben modellati dalla geometria del defilamento; le opere murarie sono completamente sottratte alla vista. Nel fronte di gola, secondo un modello classico, spiccano i portali monumentali, inseriti nelle severe membrature murarie. Nel nucleo del forte il ridotto assume duplice fisionomia, una fortificatoria, nel prospetto esterno, convesso, con la serrata sequenza di feritoie su due ordini, ed una quasi civile, nel prospetto concavo, sulla corte, con la successione di bifore a sesto ribassato.

Una rarità costruttiva la si incontra nelle poterne principali, coperte da volte di laterizio, a gradoni discendenti; e con il tratto terminale a volta gotica. Ciottoli, listati di laterizio (come nella tradizione costruttiva del medioevo veronese) rivestono i muri di controscarpa; mentre il tufo di Verona riveste ogni altro edificio del forte, conferendogli un aspetto di straordinaria saldezza.

ArmamentoModifica

  • 5 cannoni ad anima rigata da 9 cm a retrocarica
  • 3 cannoni ad anima rigata da 9,5 cm ad avancarica
  • 22 cannoni di diverso calibro ad anima liscia

Riserve di munizioni: 52.500 kg di polveri

Presidio di guerraModifica

Presidio di emergenza: 400 uomini

Stato di conservazioneModifica

Il forte è quasi integralmente conservato. Uno dei muri di collegamento tra il ridotto e il paradorso del fronte di gola è stato parzialmente demolito. Le opere murarie presentano piccoli ma diffusi distacchi del paramento. All'interno del ridotto si rilevano diffuse infiltrazioni d'acqua. Gli enti e le associazioni che lo hanno in uso provvedono alla manutenzione ordinaria, comunque sul terrapieno, nei cammini di ronda e nel fossato prolifera la vegetazione spontanea.

BibliografiaModifica

  • AA. VV., Il Quadrilatero: nella storia militare, politica, economica e sociale dell'Italia risorgimentale, Verona, Comune di Verona, 1967, ISBN non esistente.
  • Guido Barbetta, Le mura e le fortificazioni di Verona, Verona, Vita veronese, 1970, ISBN non esistente.
  • Gino Beltramini, Le strade di Verona entro la cinta muraria, Verona, Vita veronese, 1983, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, L'architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Edizioni B.P.V., 1988, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, Architettura a Verona dal periodo napoleonico all'età contemporanea, Verona, Edizioni B.P.V., 1994, ISBN non esistente.
  • Margherita Marvulli, Verona. La città e le fortificazioni, Roma, 2005, ISBN 978-8824011112.

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