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Forte Croce Bianca

Forte Croce Bianca
Werk Strassoldo
Fortificazioni austriache
Forte di Verona.jpg
Artiglieria dalla fortezza
Ubicazione
StatoAustria-Ungheria Austria-Ungheria
Stato attualeItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
CittàVerona Verona Verona
Coordinate45°26′57.34″N 10°56′43.97″E / 45.449261°N 10.945547°E45.449261; 10.945547Coordinate: 45°26′57.34″N 10°56′43.97″E / 45.449261°N 10.945547°E45.449261; 10.945547
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Forte Croce Bianca
Informazioni generali
TipoForte
Stilestile neoclassico
Altezza76 m s.l.m.
Costruzione1851-1859
Primo proprietarioEsercito austro-ungarico
Condizione attualedemolito
Informazioni militari
UtilizzatoreAustria-Ungheria
Armamento12 cannoni
Presidio
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Forte Croce Bianca, originariamente Werk Strassoldo, è un forte austriaco di Verona, la cui costruzione è stata decisa da Radetzky e la sua progettazione venne fatta dal maggiore Conrad Petrasch, direttore della Genie Direction di Verona. Nel 1851 vennero attrezzati il terrapieno, il fossato, lo spalto, il ridotto centrale casamattato ed il fronte di gola con tamburo difensivo. Nel 1859 venne ampliato con il muro distaccato alla Carnot, munito da tre caponiere. Il forte era intitolato al conte Giulio Cesare Strassoldo-Grafenberg (1793-1855), di antica nobiltà friulana, maggiore generale nell'armata del feldmaresciallo Radetzky nella campagna del 1848-1849, del quale era anche cognato. Il forte è stato successivamente demolito e spianato.

Indice

StrutturaModifica

Il forte è a tracciato poligonale (con sistema poligonale misto della scuola fortificatoria neotedesca), con ridotto centrale. L'impianto, semiottagonale, faceva sistema con i forti Chievo e San Zeno; era situato a circa 600 metri a nord del borgo di Croce Bianca, immediatamente oltre la ferrovia del Brennero; le sue artiglierie battevano la campagna antistante e le strade per Peschiera e per Pescantina. Le artiglierie prendevano d'infilata la ferrovia. Il forte verrà integrato nella linea del successivo ingrandimento del campo trincerato).

Il ridotto centrale era a segmento di torre cilindrica asimmetrica, su un solo piano, con copertura terrapienata disposta a piattaforma per l'artiglieria; anche al piano terra potevano essere collocate [artiglierie in casamatta. Il ridotto casamattato era collegato al fronte di gola da un muro che, ripiegato a semicerchio, sporgeva dal fronte di gola, formando il tamburo difensivo per fucilieri e artiglieri.

Il portale d'ingresso, col ponte levatoio, era inserito nell'ala destra del fronte di gola. Il terrapieno, con le postazioni d'artiglieria, era difeso, al livello del fosso asciutto, dal muro distaccato alla Carnot, con le tre caponiere casamattate per il fiancheggiamento.

Due poterne, adiacenti al fronte di gola, mettevano in comunicazione il piazzale interno con il cammino di ronda ordinato per fucilieri, lungo il muro alla Carnot, e con le caponiere. All'esterno completavano l'opera la controscarpa del fosso, a pendenza naturale (con muri di rivestimento solo in corrispondenza delle caponiere).

ArmamentoModifica

Riserve di munizioni: 200 barili di polvere da 112 kg cadauno

Presidio di guerraModifica

Presidio di emergenza: 80 uomini

BibliografiaModifica

  • AA. VV., Il Quadrilatero: nella storia militare, politica, economica e sociale dell'Italia risorgimentale, Verona, Comune di Verona, 1967, ISBN non esistente.
  • Guido Barbetta, Le mura e le fortificazioni di Verona, Verona, Vita veronese, 1970, ISBN non esistente.
  • Gino Beltramini, Le strade di Verona entro la cinta muraria, Verona, Vita veronese, 1983, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, L'architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Edizioni B.P.V., 1988, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, Architettura a Verona dal periodo napoleonico all'età contemporanea, Verona, Edizioni B.P.V., 1994, ISBN non esistente.
  • Margherita Marvulli, Verona. La città e le fortificazioni, Roma, 2005, ISBN 978-8824011112.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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