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Francesco Penta

geologo italiano

BiografiaModifica

Si laureò in ingegneria civile presso l'Università Federico II di Napoli nel 1924. Nel medesimo ateneo è stato docente di geologia applicata e di ingegneria mineraria dal 1929 al 1943. Dal 1939 insegnò geologia applicata e diresse l'omonimo Istituto all'Università La Sapienza.

La sua attività è particolarmente legata al "Centro Studi Materiale Naturali Litoidi da Costruzione", poi ridenominato "Centro di Studio per la Geologia Tecnica" (oggi "Istituto di Ricerca sulla Tettonica Recente"), da lui stesso fondato nel 1950 e diretto sino alla morte, occupandosi in specie di studi petrografici in relazione ai materiali da costruzione[1] e sviluppando come disciplina la geotecnica.

Ebbe un ruolo importante nel collaudo della diga del Vajont, tristemente famosa per la sciagura che vi si verificò il 9 ottobre 1963, in quanto componente della Commissione governativa di collaudo con maggiore esperienza e competenza specifica. Dai documenti, analizzati dalla relativa Commissione parlamentare d'inchiesta[2], risultò che, al pari del collega Giorgio Dal Piaz, avesse cercato sempre di minimizzare il rischio legato alla frana, rischio invece individuato correttamente nelle relazioni di Leopold Müller ed Edoardo Semenza.[3][4]

Membro dell'Accademia dei Lincei, e di numerose altre accademie, sia italiane che internazionali, Penta è stato presidente della Società Geologica Italiana nel 1950.

Nei mediaModifica

CinemaModifica

FumettiModifica

  • Vajont: storia di una diga, Francesco Niccolini (sceneggiatura) Duccio Boscoli (disegni), Padova, BeccoGiallo, 2018, ISBN 9788833140421, OCLC 1090201035.

NoteModifica

  1. ^ Cfr. la storia dell'Istituto (online) dal sito del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
  2. ^ A. Lucidi (a cura di), Commissione parlamentare d'inchiesta sul disastro del Vajont. Inventario, Senato della Repubblica, ed. Rubbettino, Soveria Manelli 2003.
  3. ^ Tina Merlin, Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe. Il caso del Vajont, 4ª ed., Verona, Cierre Edizioni, 2001, pp. 119, ISBN 88-8314-121-0.
  4. ^ Vajont, una frana annunciata, di Francesco Niccolini
  5. ^ Vajont, su antoniogenna.net.

BibliografiaModifica

  • F. Esu Cugusi, Memorial to Francesco Penta (1899–1965), in «Bulletin of Volcanology», XXIX (1965), n° 1, pp. 827–831.
  • Felice Ippolito, Francesco Penta (1899-1965), in Idem, Amici e maestri. Personaggi, fatti e letture: ricordi di un quarantennio, Dedalo, Bari 1988, pp. 80-82

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN270864711 · ISNI (EN0000 0003 8364 4460 · SBN IT\ICCU\SBLV\047206 · LCCN (ENn99041053 · WorldCat Identities (ENn99-041053