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Giorgio Dal Piaz

geologo e paleontologo italiano

Biografia

Primo di una stirpe di illustri geologi, Giorgio Dal Piaz nacque da Basilio e da Corona D'Alberto in una famiglia oriunda della Val di Non e ha esercitato inizialmente la professione di farmacista. Conseguita la laurea in scienze naturali nel 1897, e ottenuta la libera docenza nel 1902, è stato assistente di Giovanni Omboni all'Università di Padova e, dopo aver vinto il concorso per professore universitario presso l'ateneo di Catania, ne è succeduto alla cattedra di geologia nel 1908.

Ivi, dalle nozze con Francesca (Fanny) Pontil, nacquero tre figli e il primo, Giambattista, ricoprì la sua stessa cattedra.

Si è occupato in particolare di stratigrafia, studiando la tettonica delle Alpi Feltrine, che ha descritto in una corposa monografia del 1907, nella quale ha dato analitico conto dei fossili e dei diversi livelli dei terreni del periodo giurassico. Ha raccolto, studiato e illustrato le faune giurassiche nelle provincie di Verona, Trento e Vicenza, gli Odontoceti miocenici e i mammiferi fossili delle arenarie del Bellunese. Parte di essi fanno parte della collezione del museo di geologia e paleontologia dell'università patavina.[1] Nel 1916 vinse il premio reale per la mineralogia e la geologia.

Ha diretto il rilevamento della Carta Geologica delle Tre Venezie. Socio di numerose istituzioni scientifiche, tra cui l'Accademia Nazionale dei Lincei nel 1923, l'Accademia Nazionale delle Scienze e l'Accademia delle Scienze di Torino (dal 24 febbraio 1918)[2], Dal Piaz è stato presidente, nel 1914 e nel 1920, della Società Geologica Italiana, che conferisce alla sua memoria un apposito premio.[3] Nel 1914 aderì al movimento interventista e partecipò alla grande guerra come ufficiale presso il comando della Quarta Armata, ma nel 1925, dopo l'avvento del fascismo, sottoscrisse il Manifesto degli intellettuali antifascisti, steso da Benedetto Croce, suo accademico amico. Nel 1929 era funzionario del Magistrato delle Acque di Venezia e nel 1936 accademico pontificio delle scienze.

Ha elaborato anche alcuni progetti per lo sfruttamento idrogeologico di aree della Lunigiana e del Matese, così come del Friuli e del Veneto, tra i quali il primo studio geologico della permeabilità del terreno nella zona dove sarebbe sorta la diga del Vajont, tristemente famosa per la sciagura che vi ebbe luogo il 9 ottobre 1963.

Nel 1948, firmò una relazione dove affermava che la zona prescelta per erigere la diga presentava roccia compatta: in realtà, era la copia della relazione presentata nel 1940. L'ingegnere Carlo Semenza valutò la possibilità di aumentare l'altezza della diga, portandola nella domanda fatta dalla SADE al Ministero dei Lavori pubblici nel 1957 a 266 metri (730 slm). La relazione geologica era firmata da Dal Piaz ed era ancora una volta copia della relazione del 1940. Nel 1960, rassicurato dal suo amico Dal Piaz, nonostante fosse in pensione dal 1942, Semenza chiese al figlio Edoardo di farsi correggere la relazione sulla frana dal suo professore. Aveva, tuttavia, consigliato una sistematica sorveglianza del bacino.

Il 17 ottobre 1961, pochi mesi dopo aver partecipato alla cerimonia d'inaugurazione della diga, accompagnò la Commissione di Collaudo per il quinto e ultimo sopralluogo, nel quale il geologo Francesco Penta non condivise il pessimismo sulla profondità e sulle misure della frana, pensando piuttosto che si trattasse di un fenomeno superficiale. Durante il viaggio di ritorno, ebbe un grave incidente automobilistico a Vittorio Veneto, che gli causò lesioni dalle quali non riuscì a ristabilirsi. Morì il 2 aprile 1962, a 90 anni, per i postumi dell'incidente d'auto e alla SADE il suo ruolo venne ricoperto dall'ingegnere Mario Pancini.

A lui sono stati dedicati il Liceo Scientifico - poi anche Classico, successivamente Scientifico/opzione Scienze Applicate, ed infine Linguistico - di Feltre e l'omonimo rifugio Alpino presso il Passo delle Vette Grandi (1994 m) nelle Vette Feltrine.

Nei media

Cinema

Fumetti

  • Vajont: storia di una diga, Francesco Niccolini (sceneggiatura) Duccio Boscoli (disegni), Padova, BeccoGiallo, 2018, ISBN 9788833140421, OCLC 1090201035.

Note

  1. ^ Cfr. la storia del Museo (online Archiviato il 28 febbraio 2010 in Internet Archive.) dal sito dell'Università di Padova.
  2. ^ Giorgio DAL PIAZ, su accademiadellescienze.it, 2016. URL consultato il 14 ottobre 2019.
  3. ^ Cfr. il Regolamento (online) del Premio Giorgio Dal Piaz.
  4. ^ Vajont, su antoniogenna.net.

Bibliografia

  • Giorgio Dal Piaz, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.  
  • A. Bianchi, Commemorazione del socio Giorgio Dal Piaz, in «Rendiconti dell'Accademia Nazionale dei Lincei, Classe di scienze fisiche matematiche e naturalistiche», s. VIII, 1967, XLII, pp. 112-123.
  • Piero Leonardi, Commemorazione del membro effettivo Prof. Giorgio Dal Piaz, in Atti dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti (Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti), vol. 121, CXXI, 1962-63, pp. 53-65.

Voci correlate

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN54960268 · ISNI (EN0000 0000 6159 5838 · SBN IT\ICCU\CFIV\099092 · LCCN (ENn89639387 · GND (DE119533634 · BNF (FRcb12427377n (data) · WorldCat Identities (ENn89-639387