Franco Tosi

imprenditore italiano
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Franco Tosi

Franco Tosi (Villa Cortese, 21 aprile 1850Legnano, 25 novembre 1898) è stato un ingegnere, imprenditore e politico italiano, dell'industria meccanica, di cui è stato pioniere. Fondatore dell'omonima azienda, è noto per il suo contributo alla tecnologia dei motori a vapore.

BiografiaModifica

Nato a Villa Cortese, Franco Tosi studiò al Politecnico di Zurigo, in Svizzera, dove si laureò ingegnere. Successivamente trascorse un periodo di apprendistato in Inghilterra, passando quindi in Germania dove si occupò di costruzioni stradali a Bad Cannstatt, lavorando in seguito lungo la ferrovia del Gottardo.

Nel 1876 tornò in Italia e si trasferì a Legnano dove venne assunto da Eugenio Cantoni come ingegnere tecnico e direttore della fonderia e fabbrica di macchine Cantoni-Krumm. Alla guida di questa azienda sviluppò i motori a vapore 3 HP (1877) e 40–50 hp Ryder (1881). Nel 1881 divenne socio di Cantoni, e la Cantoni-Krumm cambiò nome in Franco Tosi & C. Dal 1894 divenne unico proprietario dell'azienda che rilevò agli stessi proprietari, iniziando ad occuparsi attivamente anche delle previdenze sociali a favore dei suoi dipendenti. Nel 1896 venne eletto al Comune di Legnano, e nominato assessore ai lavori pubblici.

La mattinata del 25 novembre 1898, tornato in treno da Milano, andò a piedi verso l'azienda e, appena varcati i cancelli, venne assassinato con un colpo di pistola esploso da vicino dal ventunenne Giovanni Giacomo Garuzzi, un suo operaio che lo aveva seguito, nella nebbia, dalla stazione ferroviaria. La ditta meccanica continuò a crescere anche dopo la sua scomparsa ed è tuttora attiva. Tosi oggi riposa nel Cimitero monumentale di Legnano. Garuzzi, milanese, figlio di una lavandaia ragazza madre morta di parto, cresciuto in brefotrofio e dato in adozione a una famiglia nel legnanese, al lavoro in Franco Tosi dai quattordici anni, non spiegò mai le ragioni dell'omicidio, anche se si ipotizzò dell'astio causato dallo stipendio più elevato dato a un collega. Venne condannato all'ergastolo dal tribunale di Milano, e graziato 35 anni dopo, accolto dal pubblico perdono di Carla Tosi, figlia di Franco e moglie di Guido Ucelli. Trasferitosi nel bresciano, fece perdere le sue tracce[1][2].

NoteModifica

  1. ^ (EN) Franco Tosi, su SAN - Portale degli archivi d'impresa, imprese.san.beniculturali.it. URL consultato il 13 settembre 2018.
  2. ^ Antonio Simonetto, Legnano: Franco Tosi! Una storia – InsubriaNet, su insubrianet.it. URL consultato il 6 febbraio 2020.

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