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BiografiaModifica

In forza al commissariato di Trieste, si distinse nell'aprile del 1943 quando completamente da solo[1], viene coinvolto in una sparatoria contro i partigiani sloveni, uccidendone uno, ferendone un altro e catturandone un terzo. Dopo l'8 settembre aderì alla Repubblica Sociale Italiana. A ventidue anni è un vice commissario in servizio all'Ispettorato di Pubblica Sicurezza di Trieste con un organico di circa 180 uomini[2]. Nell'ufficio di investigazione speciale destinato alla lotta contro gli oppositori del regime fascista, utilizza metodi brutali di interrogazione, come i casi delle torture di "Villa Triste" [3]. "Villa Triste" era una villa situata in via Bellosguardo n.8 [3]ed era abitata da una famiglia ebraica, ma venne abbandonata dopo la proclamazione delle leggi razziali. Requisita dai fascisti, fu utilizzata come sede dell'Ispettorato e aveva come comandante Giuseppe Gueli. Collotti crea la cosiddetta "Banda Collotti": nell'estate del 1944 svariate volte e per diversi giorni la "Banda Colotti" giustiziò dei civili gettandoli nel pozzo di una miniera a Basovizza. [4]

Il tentativo di fugaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Strage della cartiera di Mignagola.

Verso la fine della guerra, tenta la fuga, ma è catturato ad un posto di blocco con un carico d'oro a Olmi di San Biagio di Callalta (TV) assieme ad alcuni suoi agenti e all'amante in attesa di un figlio. Tutti furono portati alla Cartiera di Mignagola. I partigiani di Gino Simionato detto "Falco" li fucilarono, compresa la donna, e l'oro scomparve, diviso tra partigiani democristiani e comunisti[5][6][7].

NoteModifica

  1. ^ Il Mostro e l'Eroe
  2. ^ Nuova Alabarda - Ispettorato speciale - visto 16 dicembre 2008
  3. ^ a b ESPRESSO -Paolo Rumiz La regina di “Villa Triste” - L'ebrea triestina che superò le torture
  4. ^ La foiba di Basovizza
  5. ^ Antonio Serena, La Cartiera della morte, pag. 63
  6. ^ Antonio Serena, I giorni di Caino, pp. 212-214
  7. ^ Giampaolo Pansa, Il sangue dei vinti, pp. 187-188

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica