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Giacomo Pinasco
Giacomo Pinasco.jpg
Giacomo Pinasco con la maglia della Doria.
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo centrocampista
Ritirato 1919
Carriera
Squadre di club1
1909-1919Andrea Doria? (?)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 
Giacomo Pinasco
Informazioni personali
Arbitro di Football pictogram.svg Calcio
Sezione Non esisteva all'epoca alcuna sezione a Genova.[1]
Attività nazionale
Anni Campionato Ruolo
1919-1922
1922-1926
1926-1927
Prima Categoria
Prima Divisione
Divisione Nazionale
Arbitro
Arbitro
Arbitro
Premi
Anno Premio
1924 Medaglia d'oro di benemerenza[2]

Giacomo Romolo Pinasco (Genova, 16 luglio 1891Genova, 10 settembre 1962) è stato un calciatore e arbitro di calcio italiano, di ruolo centrocampista.

BiografiaModifica

CalciatoreModifica

Tirò i primi calci nell'Andrea Doria giocando in tutti le squadre dalla quarta alla prima.[2]

Iniziata la guerra fu chiamato nel 1º Reggimento Artiglieria da Fortezza e fu mandato sull'altopiano di Asiago. In seguito passò al 16º Reggimento di Campagna e spostato ad Enego e a Campomolone.[2] Dopo il congedo (la sua classe tornò a casa subito dopo il 4 novembre 1918) prese parte alla "Coppa De Marchi" messa in palio dall'Andrea Doria per ricordare il compagno di squadra Cesare De Marchi morto sul Carso nel 1915 e la vinsero battendo Sampierdarenese, Spes e Rivarolese.[2]

ArbitroModifica

Nel 1919 smise di giocare e si iscrisse al corso arbitri venendo inserito nei quadri dell'Associazione Italiana Arbitri ligure a novembre.[3] Tesserato come arbitro per l'Andrea Doria diresse solo gare dei campionati liguri per due stagioni.

Non essendo d'accordo con la scelta dei doriani di aderire alla Confederazione Calcistica Italiana, passò alla Sestrese rimasta fedele alla F.I.G.C.[2] e sotto i colori di questa squadra[4] arbitrò fino alla fine della sua carriera sportiva.

Le più importanti partite da lui arbitrate furono:[2]

Diresse la sua penultima gara in Divisione Nazionale 1926-1927 il 13 febbraio 1927 dirigendo Hellas Verona-Pro Vercelli (2-1). Si concluse amaramente la carriera di arbitro di Giacomo Pinasco, un bravo "fischietto" che ebbe la solidarietà dei colleghi liguri, con il ritiro della tessera da parte del Direttorio Federale (30 giugno 1927). Infatti, dopo l'annullamento del match Torino-Bologna (1-0), disputato il 15 maggio, l'ultimo da lui diretto, egli rilascio' un'intervista al quotidiano "La Stampa", pubblicata il giorno dopo (11 giugno 1927), con la quale smentiva di avere ammesso un errore tecnico durante la partita, indispensabile per poterla annullare, e che tuttavia venne verbalizzato dal Comitato Italiano Tecnico Arbitrale, che lo aveva interrogato il 7 giugno, ben ventitré giorni dopo lo svolgimento della stessa. L'episodio viene visto ancora oggi, soprattutto dai tifosi del Torino, come collegato al "Caso Allemandi", che cominciò a trapelare soltanto il 29 luglio, dopo che i granata avevano vinto anche la ripetizione dell'incontro con il medesimo punteggio (3 luglio), con la finalità di danneggiare il club granata a favore del Bologna, seconda classificata al termine del Campionato 1926-27, della quale era grande tifoso Leandro Arpinati, Presidente della F.I.G.C. e Podestà di Bologna. Il "Caso Allemandi" era inerente il derby Torino-Juventus, terminato 2-1 per i granata, e disputato il 5 giugno, ossia due giorni prima, non dopo, l'interrogatorio di Pinasco. Il successivo 3 novembre il medesimo Direttorio Federale revoco' infatti lo scudetto al Torino, senza tuttavia assegnarlo ai felsinei.

Dirigente sportivoModifica

Fu commissario straordinario dell'Andrea Doria nel difficile periodo di ricostituzione della sezione calcio nel 1919.[2] Per quattro campionati consecutivi fu eletto quale vice-presidente del Comitato Regionale Ligure (dal 1920-1921 al 1924-1925) e nel 1924 fu il Commissario Tecnico sempre per il C.R. Ligure.[2]

NoteModifica

  1. ^ Fu costituita quando lui smise di arbitrare.
  2. ^ a b c d e f g h Il calcio.
  3. ^ La gazzetta dello sport.
  4. ^ Sui giornali sportivi venne sempre citato come "Pinasco di Sestri Ponente", non "dell'Andrea Doria".

BibliografiaModifica

  • Guido Baccani, Annuario italiano del football 1919-20, Novara, De Agostini, 1919, pp. 108 e 166.
  • La gazzetta dello sport, articolo "Elenco Generale Arbitri Ufficiali della F.I.G.C.", articolo pubblicato il 20 novembre 1919 che lo cita come "arbitro regionale" (abilitato a dirigere le gare del C.R. Ligure).
  • Carlo Fontanelli, Annogol 1922-23, Empoli (FI), Geo Edizioni S.r.l., marzo 2006.
  • Carlo Fontanelli, Nove volte Genoa - I campionati italiani della stagione 1923-24, Empoli (FI), Geo Edizioni S.r.l., luglio 2000.
  • Carlo Fontanelli, La sfida infinita - I campionati italiani della stagione 1924-25, Empoli (FI), Geo Edizioni S.r.l., luglio 2000, p. 32.
  • Carlo Fontanelli, Alessandro Lanzarini, Cento anni di calcio - Italia 1925/26 - Juventus atto II, Fornacette (PI), Mariposa Editrice S.r.l., aprile 1998, p. 130.
  • Carlo Fontanelli, Cento anni di calcio - Italia 1926/27 - Lo scudetto revocato, Fornacette (PI), Mariposa S.r.l., luglio 1997, pp. 20 e 76.
  • Il calcio - Cronache illustrate di vita sportiva italiana, nella rubrica "Fischietti.... e fischi", Genova, Barabino & Graeve, marzo 1926.
  • La gazzetta dello sport, articolo "Lo sport alla patria", del 16 agosto 1915.