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Bologna Football Club 1909

squadra di calcio di Bologna
Bologna FC 1909
Calcio Football pictogram.svg
Logo Bologna FC 2018.svg
Felsinei, Rossoblù, Veltri, Petroniani[1][2]
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali Rosso e Blu (Strisce) con croce Rosso e Giallo.svg Rosso e blu
Inno Le tue ali Bologna
Luca Carboni, Gianni Morandi, Andrea Mingardi e Lucio Dalla
Dati societari
Città Bologna
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1909
Rifondazione1993
Presidente Canada Joey Saputo
Allenatore Italia Filippo Inzaghi
Stadio Renato Dall'Ara
(36 462 posti)
Sito web www.bolognafc.it
Palmarès
ScudettoScudettoScudettoScudettoScudettoScudettoScudetto Coppa ItaliaCoppa Italia Coppa Intertoto
Scudetti 7
Titoli nazionali 2 Campionati di Serie B
Trofei nazionali 2 Coppe Italia
Trofei internazionali 1 Coppe Intertoto
3 Mitropa Cup
1 Coppa di Lega Italo-Inglese
1 Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi 1937
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Bologna Football Club 1909, comunemente noto come Bologna, è una società calcistica italiana per azioni[3] fondata il 3 ottobre del 1909, nell'omonimo capoluogo emiliano[4]. La squadra nella stagione 2018-2019 milita in Serie A, massimo livello della piramide calcistica italiana, per il quarto anno consecutivo. Ha partecipato a 72 campionati di Serie A su 87, piazzandosi al nono posto nella classifica del maggior numero di presenze delle formazioni nella massima categoria italiana. Occupa il 53º posto del ranking delle migliori squadre del XX secolo, ottava italiana, dell'IFFHS.[5] Secondo la FIGC è il club con la nona miglior tradizione sportiva in Italia.[6]

Tra i club più blasonati d'Italia, vanta 7 titoli di campione d'Italia, due Coppe Italia e una Coppa Alta Italia. In ambito internazionale, il Bologna fu la prima squadra italiana a vincere un trofeo continentale, nel 1932: la Coppa dell'Europa Centrale;[7] tra gli altri successi fuori dai confini nazionali, i rossoblù annoverano una Coppa Intertoto,[8] una Coppa di Lega Italo-Inglese e il Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi 1937.[9] Presente in 15 campionati della massima serie pre girone unico, suddivisi tra Prima Categoria, Prima Divisione e Divisione Nazionale, e in 72 campionati di Serie A, vanta in totale 88 presenze nella massima divisione nazionale, dal campionato 1910-1911 al 2018-2019. Il Bologna detiene il singolare record di due scudetti vinti allo spareggio, contro il Torino, e uno contro l'Inter.[10]

Nato come Bologna Football Club, fallì nel 1993 e fu ricostituito societariamente con il nome attuale dopo aver riacquisito i diritti e il titolo sportivo del vecchio sodalizio.[11] La maglia di gioco è a strisce verticali alternate di colore rosso e blu. Dal 1927 la squadra disputa le proprie gare interne nello Stadio Renato Dall'Ara (nato come Stadio del Littoriale e chiamato, dal dopoguerra fino al 1983, Stadio Comunale), il quale può ospitare 30.000 spettatori.

Indice

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Bologna Football Club 1909.
 
Louis Rauch, odontoiatra svizzero, fu il primo presidente del Bologna F.C.

Dalla nascita al primo scudettoModifica

Il Bologna Football Club fu fondato domenica 3 ottobre 1909 come "sezione per le esercitazioni di sport in campo aperto" del Circolo Turistico Bolognese.[12] Venne eletto presidente Louis Rauch, un odontoiatra svizzero, mentre vicepresidente fu Guido Della Valle e capitano Arrigo Gradi. L'iniziativa determinante era però stata quella di un giovane di origine boema, Emilio Arnstein, che aveva già fondato a Trieste il Black Star Football Club. Nell'inverno del 1910 il Bologna Football Club si rese autonomo separandosi dal Circolo Turistico. Il disegno delle maglie, inizialmente a quadri, fu modificato passando alle strisce verticali, tenendo invariati gli originari rosso e blu.

 
Prima formazione del Bologna F.C. con Arrigo Gradi e Antonio Bernabéu, due tra i fondatori del club.

Il Bologna si iscrisse alla Prima Categoria 1910-1911, il campionato di massima serie. Nei sei campionati successivi però la squadra non si qualificò mai alla fase finale. La prima guerra mondiale interruppe l'attività ufficiale del calcio, e si giocarono solo amichevoli e piccoli tornei.

Il 1920 venne ingaggiato l'allenatore professionista Hermann Felsner, il quale fece il salto di qualità che portò la squadra ad essere una protagonista assoluta del campionato italiano. Nella stagione 1924-1925 arrivò il primo scudetto della storia del Bologna, quello che fu definito lo Scudetto delle pistole[N 1][13]. L'avversario in finale di Lega Nord, ancora il Genoa, venne sconfitto solo al quinto incontro, disputato a Milano a porte chiuse per evitare incidenti tra le tifoserie. La finalissima con l'Alba Roma, vincitrice della Lega Sud, fu solo una formalità, causa il divario tecnico tra squadre settentrionali e meridionali: due nette vittorie portarono per la prima volta il titolo italiano nella città felsinea.

Dagli anni venti agli anni cinquantaModifica

A metà degli anni venti il Bologna era una delle più forti in Italia. Nel 1929, lo scudetto tornò in Emilia dopo soli quattro anni: giocatori di quella grande squadra erano il portiere Mario Gianni, il terzino sinistro Felice Gasperi, la mezz'ala Bernardo Perin e gli attaccanti Giuseppe Della Valle e Angelo Schiavio.

 
Angelo Schiavio, quarto realizzatore di tutti i tempi nella storia del campionato italiano (pre e post girone unico).

Guidata in panchina dall'ungherese Lelovich, la squadra conquistò la Coppa Europa Centrale 1932, ripetendo l'impresa nel 1934. In questo periodo, secondo gli addetti ai lavori, il Bologna era una delle squadre migliori al mondo.[14] Nel 1934 arrivò la nomina prima a commissario straordinario e poi a presidente di Renato Dall'Ara, industriale reggiano che otterrà grandi risultati nella sua trentennale presidenza del club. Con il campionato 1935-1936 iniziò un periodo d'oro per i bolognesi: ben due scudetti di fila nel biennio 1935-1937, un altro nel campionato 1938-1939, ed un Trofeo dell'Esposizione vinto a Parigi nel 1937 con un 4-1 sul Chelsea in finale; il Bologna divenne così la prima squadra italiana a sconfiggere una squadra inglese in un torneo internazionale. Quel gruppo, guidato da Árpád Weisz prima e di nuovo da Felsner poi, divenne noto come "lo squadrone che tremare il mondo fa".[15]

Anche il nuovo decennio iniziò nei migliore dei modi: il campionato 1940-1941 portò il sesto scudetto del Bologna. Ma dopo questi anni d'oro, seguirono però campionati meno positivi, piazzandosi quasi sempre dietro le squadre dell'asse Milano-Torino. Nel 1945-1946 il Bologna vinse la Coppa Alta Italia.

Negli anni cinquanta il Bologna era una delle squadre più solide della serie A, ma senza i mezzi per poter fare il salto di qualità e conquistare il settimo scudetto. La squadra infatti si salvò sempre senza problemi, ma raramente raggiunse le parti alte della classifica. Il decennio si chiuse con il quinto posto nel 1959-1960, ma soprattutto si affacciò in prima squadra colui destinato a diventare il simbolo e la bandiera del Bologna: Giacomo Bulgarelli.

Settimo scudetto e gli ultimi trofeiModifica

Il campionato 1963-1964 fu quello prima del caso doping e poi quello dell'agognato scudetto. Cinque giocatori (Pavinato, Fogli, Tumburus, Perani e Pascutti) vennero trovati positivi dopo gli esami effettuati un mese prima in occasione del match con il Torino. I giocatori, l'allenatore e il medico Poggiali vennero squalificati per 18 mesi ed il club penalizzato di tre punti.[16] Le controanalisi dimostrarono però l'innocenza dei giocatori: i tre punti vennero restituiti e le squalifiche annullate, permettendo il riaggancio in vetta dei rossoblù all'Inter.[16] Il campionato finì così con le due squadre appaiate al primo posto: per la prima volta si rese necessario uno spareggio, da giocare a Roma il 7 giugno 1964.

 
Il Bologna del 1964 in posa con le maglie scudettate

Il 3 giugno morì improvvisamente per infarto il presidente Renato Dall'Ara, mentre erano in corso le discussioni con Moratti, presidente dell'Inter, sui dettagli per lo spareggio.[16] Il Bologna vinse la sfida per 2-0, conquistando il settimo e ultimo scudetto. Dopo questo campionato, si alternarono gli allenatori (tra i quali Gipo Viani e l'ex rossoblù Cesarino Cervellati) e i presidenti, finché nel 1969 venne chiamato ad allenare la squadra Edmondo Fabbri, che conquistò la Coppa Italia. Cinque anni dopo venne vinta di nuovo, battendo ai rigori il Palermo nella finale di Roma.

Dalla prima retrocessione all'EuropaModifica

Nel campionato 1981-1982, la squadra rossoblù retrocesse per la prima volta nella sua storia in Serie B. Unico fattore degno di nota in quella stagione fu l'esordio in serie A, il 13 settembre 1981, del sedicenne Roberto Mancini, il quale giocò tutte e 30 le partite stagionali segnando 9 reti, miglior marcatore della squadra. La prima storica annata in Serie B del Bologna fu anch'essa molto negativa: terminato il torneo al diciottesimo posto, retrocesse in Serie C1, scendendo così di due categorie in due anni. La promozione arrivò l'anno successivo, ma in B il Bologna ci rimase per quattro stagioni, guidati dall'allenatore Luigi Maifredi e dal presidente Luigi Corioni. Nella Serie A 1988-1989, dopo un inizio difficile, il Bologna raggiunse la salvezza, ma in quella successiva Maifredi condusse la squadra alla qualificazione alle coppe europee grazie all'ottavo posto. In Coppa UEFA i rossoblù sfiorarono le semifinali, ma paradossalmente non si salvò in campionato.

La stagione 1992-1993 il Bologna, ancora in B, terminò la stagione in diciottesima posizione, che comportò la seconda retrocessione in Serie C1 in undici campionati. Il 19 giugno 1993 lo storico Bologna Football Club andò incontro al fallimento. Dalla sentenza del tribunale la società fu rifondata alla fine di giugno sotto la denominazione Bologna Football Club 1909: all'asta fallimentare per l'acquisto Giuseppe Gazzoni Frascara alla testa di un gruppo di imprenditori locali ottenne la proprietà del club, riuscendo a garantire l'iscrizione al successivo campionato di Serie C1 .

Dopo un primo anno deludente dove la squadra rimase nella terza serie, in due anni il Bologna raggiunse due primi posti di fila, centrare la promozione in Serie A nella stagione 1995-1996. L'europa arrivò anch'essa due anni dopo con la partecipazione alla Coppa Intertoto, valida per l'ingresso in Coppa UEFA; fu l'unica stagione in maglia rossoblù di Roberto Baggio, autore di ben 22 reti e terzo nella classifica marcatori di Serie A. Nell'estate 1998, ceduto Baggio all'Inter, venne acquistato un altro attaccante di prestigio: Giuseppe Signori, tre volte capocannoniere della serie A. La squadra vinse la Coppa Intertoto, qualificandosi dunque per la Coppa UEFA 1998-1999. In quella stagione la squadra si arrese in semifinale contro l'Olympique Marsiglia, in una doppia sfida controversa.[17] Anche in Coppa Italia i rossoblù uscirono in semifinale, ancora in maniera contestata per mano della Fiorentina.[18]

Dagli anni duemila al duemiladieciModifica

I primi cinque campionati del nuovo millennio garantirono al Bologna una tranquilla salvezza. Purtroppo però, l'annata 2004-2005 si rivelò drammatica, giocando un doppio spareggio salvezza contro i rivali del Parma: nella gara di andata al Tardini di Parma è il Bologna a imporsi, per 1-0, mentre in quella di ritorno il Parma espugna il Dall'Ara per 0-2, determinando la retrocessione dei rossoblù in Serie B. Il Bologna resterà in B per tre anni, dopo aver mancato per due volte i playoff promozione.

L'agognata promozione arriva nel campionato 2007-2008. Nelle tre stagioni successive in A il Bologna raggiunse sempre la salvezza, seppur in maniera fortunosa.

Nell'estate 2010 la famiglia Menarini, presidenti del Bologna da due anni e contestata dalla piazza e dalla tifoseria, trova un accordo con l'imprenditore sardo Sergio Porcedda, il quale il 7 luglio 2010 assume la carica di presidente. La gestione Porcedda, pur avendo dato corso ad un profondo rinnovamento e ringiovanimento del parco giocatori, dopo pochi mesi si rivela totalmente insolvente sul piano finanziario, al punto da causare una penalizzazione di tre punti, da scontare nel campionato in corso, per inadempienze finanziarie. Dopo difficili trattative una cordata di imprenditori bolognesi, Massimo Zanetti, proprietario della Segafredo, riesce a dicembre a rilevare interamente le quote della società. Zanetti è il nuovo presidente. La presidenza di Zanetti è però di brevissima durata: il 21 gennaio 2011, in disaccordo con alcuni soci, rimette la carica, che viene assunta dal vicepresidente Marco Pavignani. La presidenza di Pavignani è dichiaratamente di transizione ed il 7 aprile 2011, eseguite le necessarie ricapitalizzazioni societarie, in accordo coi soci viene nominato presidente l'imprenditore bolognese Albano Guaraldi, che il 21 maggio 2011 assume anche la carica di amministratore delegato. In questa situazione societaria di straordinaria incertezza la squadra realizza un buon campionato, compattandosi intorno al proprio allenatore Malesani ed al cannoniere Marco Di Vaio, autore di 19 reti. Nonostante il buon andamento la squadra conclude la stagione al 16º posto. Per la stagione successiva viene scelto inizialmente Pierpaolo Bisoli, sostituito dopo cinque giornate da Stefano Pioli.[19] Sotto la sua conduzione la squadra in due stagioni conquista matematicamente la salvezza; terminando in 9° e 13° posizione. L'anno dopo i rossoblù hanno una stagione travagliata culminata con l'esonero di Stefano Pioli sostituito da Davide Ballardini. Alla fine il Bologna retrocede, facendo ritorno in B dopo 6 stagioni in massima serie.

L'acquisizione nordamericanaModifica

Ancora prima dell'inizio ufficiale della stagione 2014-2015 il club affronta numerose difficoltà economiche, faticando nel riuscire a pagare l'iscrizione stessa al campionato cadetto, andando incontro ad una penalizzazione in campionato.[20] Nei primi giorni di settembre viene resa pubblica la trattativa di compravendita del club da parte di una cordata americana guidata dall'avvocato newyorkese Joe Tacopina, già intenzionato a comprare il club nell'estate 2008, e dal magnate canadese Joey Saputo, proprietario del Montreal Impact. Il 15 ottobre Tacopina diventa il terzo presidente straniero nella storia del club.[21]. In Serie B, il Bologna conquista con il tecnico Delio Rossi la promozione in serie A ai play-off superando in finale il Pescara con un doppio pareggio. Il 20 settembre 2015, a causa del rapporto sempre più teso con Saputo, Joe Tacopina si dimette da presidente e dal consiglio di amministrazione del club.[22] La stagione del ritorno in massima serie vede un inizio difficile in cui viene esonerato il tecnico Delio Rossi e sostituito da Roberto Donadoni; la squadra risale concludendo la stagione al 14º posto salvandosi. Dopo tre stagioni sulla panchina del Bologna il tecnico Roberto Donadoni non viene confermato alla guida della prima squadra per l'anno 2018-2019. Viene sostituito da Filippo Inzaghi.[23]

CronistoriaModifica

Cronistoria del Bologna Football Club 1909[24]
  • 3 ottobre 1909 - fondazione del Bologna Football Club[4].


Terzo turno di Coppa Italia.

  Vince la Coppa dell'Europa Centrale (1º titolo).
  Vince la Coppa dell'Europa centrale (2º titolo).
  • 1934-1935 - 6º in Serie A. Al termine della stagione, scioltasi la Bologna Sportiva, il Bologna Sezione Calcio cambia la denominazione sociale in Bologna Associazione Giuoco del Calcio.
  • 1935-1936 -   Campione d'Italia (3º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dell'Europa Centrale.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dell'Europa Centrale.
  Vince il Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa dell'Europa Centrale.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Vince la Coppa Alta Italia.
Quarti di finale di Coppa Mitropa.
Semifinalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Partecipa alla Coppa Mitropa in rappresentanza dell'Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
  Vince la Coppa Mitropa (3º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Mitropa.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Mitropa.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Primo turno della Coppa dei Campioni.
Semifinalista di Coppa Mitropa.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa delle Fiere.
Gruppo finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa delle Fiere.
Gruppo finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere.
Finalista della Coppa delle Alpi.
  Vince la Coppa Italia (1º titolo).

Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe.
  Vince la Coppa di Lega Italo-Inglese (1º titolo).
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Secondo turno di Coppa Italia.
Fase a gironi della Coppa Mitropa.
  Vince la Coppa Italia (2º titolo).
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Semifinalista di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Finalista della Coppa Mitropa.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 18 giugno 1993 - La società Bologna Football Club fallisce ed il successivo 28 giugno rinasce come Bologna Football Club 1909 assorbendo deficit, titolo sportivo e ramo d'azienda[25].
  • 1993-1994 - 4º nel girone A della Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
Semifinalista di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  Vince la Coppa Intertoto (1º titolo).
Semifinalista di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa UEFA.
Ottavi di finale Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.

Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Intertoto.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Partecipa alla Coppa Italia.

Colori e simboliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Colori e simboli del Bologna Football Club 1909.

ColoriModifica

«La storia della maglia è la nostra: contiene i ricordi e le emozioni di ogni tifoso. Forza Bologna![26]»

(Joey Saputo)
 
Una partita d'allenamento, nella stagione 1968-1969, fra titolari e riserve bolognesi; quest'ultime indossano una seconda divisa bianca con sbarra rossoblù.

La prima maglia del Bologna, nel 1909, era a quarti rossi e blu, riproducendo la divisa del collegio svizzero Schönberg di Rossbach[27]. Nel 1910 il club si dissociò dal circolo e le maglie da gioco furono modificate con pali verticali rossoblù. Questo tipo di disegno è rimasto praticamente immutato nel tempo, tranne che per la variazione annuale nella larghezza delle bande.[26]

Un'importante eccezione fu quella del 1925: in quell'anno il Bologna vinse il suo primo scudetto indossando un'inedita maglia verde. Tale divisa fu scelta dall'allora dirigente Enrico Sabattini, per imitazione di quella del Rapid Vienna[28]. In realtà il cambio di divisa fu anche suggerito dal caldo, che in quei giorni di giugno si faceva particolarmente sentire; la nuova maglia perciò fu di cotone leggero verde scuro, con bordi e calzoncini neri.[26]

Nei decenni successivi la maglia verde fu alternata a quella bianca come seconda divisa. Il suo ultimo utilizzo risale agli anni ottanta. Nel 1934 la divisa verde fu indossata dalla Sampierdarenese in uno spareggio-promozione giocato contro il Bari sul campo neutro di Bologna: i liguri giocarono infatti con una muta di maglie verdi donata dal presidente del Bologna Dall'Ara, visto che entrambe le squadre si erano presentate in divisa bianca. A fine anni novanta, la prima maglia subì alcune leggere modifiche, come nelle stagioni 1998-1999 e 1999-2000, quando le strisce rossoblù più laterali (non quindi le due centrali) si dipartivano dal colletto invece che dalle spalle. Nella stagione 2000-2001 fu adottata una prima maglia con due sole larghe strisce, una rossa e una blu, con i bordi bianchi. Poche sono state le variazioni negli anni a seguire.[26]

Negli anni recenti è stata introdotta anche la terza maglia, destinata ad essere usata soprattutto nelle coppe europee, solitamente a sfondo giallo o dorato con profili rossoblù. Nella stagione 2011-2012 per questa maglia viene scelto il colore celeste, in omaggio alla nazionale dell'Uruguay.[26]

Simboli ufficialiModifica

StemmaModifica

Evoluzione dello stemma
 
Lo stemma ai tempi del primo Bologna Football Club.
 
Il simbolo del Bologna Sezione Calcio.
 
Logo utilizzato durante la denominazione di Bologna Associazione Giuoco Calcio
 
Stemma societario del club utilizzato dalla rifondazione al 2018.
 
Il logo utilizzato dal 2018 con colori aggiornati.

Lo stemma riporta in alto, in bianco su sfondo blu, le iniziali di Bologna Football Club (BFC) e l'anno di fondazione (1909). Sulla sinistra sono riportate le strisce con i colori sociali rossoblù, sulla destra è riportata una croce rossa bordata di blu su sfondo bianco che richiama la bandiera cittadina; tutto questo circondato da un bordo color platino.[29]

InnoModifica

Il primo esempio di inno del Bologna calcio risale agli anni 30. Di questa canzone si sa molto poco, essendo stato scoperto casualmente nel 2011.[30] Solo negli anni Settanta si ritorna a parlare di canzoni del Bologna calcio; il brano Alè Alè Forza Bologna del quartetto Passarini fu la prima a venir suonata allo stadio, venendo poi sostituita nel 1976 con la canzone di Dino Sarti Bologna campione che venne trasmessa allo stadio nelle stagioni successive, ma successivamente venne abbandonato.[31]

 
I cantautori bolognesi Gianni Morandi, Andrea Mingardi, Lucio Dalla e Luca Carboni, autori dell'inno Le tue ali Bologna.

Dell'inno non se ne parlò più fino al 1988, con la canzone Le tue ali Bologna, scritta e cantata a quattro da Luca Carboni, Gianni Morandi, Andrea Mingardi e Lucio Dalla. Con il passare degli anni, anche Paolo Mengoli con la canzone Il sogno continua contribuì ad arricchire il repertorio di inni sul Bologna, ma fu un'altra canzone di Mingardi, Cuore rossoblù, a venir scelta dalla società come canzone ufficiale, fino al 2012 quando ritornò a suonare allo stadio Le tue ali Bologna, in seguito alla morte di Lucio Dalla.[30]

MascotteModifica

Nei primi anni della storia della società non esisteva una mascotte associata al Bologna. In seguito i tifosi decisero di adottare la figura del Dottor Balanzone, celebre maschera di Carnevale. Inizialmente però veniva raramente promossa dalla società.[32][33]

Questa scelta della società di non legarsi a nessun simbolo cambiò nella stagione 1981-82, quando comparve per la prima volta nelle partite in casa il personaggio Bally.[34] Il personaggio però venne accantonato alla fine della stagione.

StruttureModifica

StadioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Renato Dall'Ara, Stadio Sterlino e Prati di Caprara.
 
Bologna - Inter 0-1 giocata ai Prati di Caprara

Il primo stadio in cui ha giocato il Bologna fu i Prati di Caprara, negli omonimi giardini nella periferia della città, corrispondente alla zona dove attualmente sorge l'Ospedale Maggiore di Bologna. Questo luogo fu utilizzato per un anno fino al 1910, anno nel quale il campo avverso costrinse a cambiarlo per poter adattarlo alla Prima Categoria.[35] Dal 1910 al 1913 la squadra disputò le sue partite sul campo Cesoia, un campo recintato con steccati di legno e con spogliatoi per gli atleti ricavati da un'osteria ancora esistente.[35] A causa di una irregolarità delle tribune in legno i felsinei furono sfrattati e di conseguenza furono costretti a cambiare luogo di gioco.[35]

Nel 1913 i membri dell'allora Bologna Football Club, guidati da Rodolfo Minelli, decisero di accasarsi per disputare le proprie partite nello Stadio Sterlino. Il luogo si presentava come un campo spoglio e isolato, fu proprio il club ad addobbarlo a dovere e a costruire la prima tribuna principalmente costruita in ferro e lamiera.[35] La voglia di rinnovamento e il percepibile dislivello del campo di gioco portò nel 1927 all'abbandono dell'impianto.[35]

 
Lo Stadio Renato Dall'Ara visto dall'attuale settore ospiti.

Allo stesso tempo, in previsione dell'oramai vicino abbandono dello Sterlino, nel 1925[36], iniziarono i lavori per la costruzione del nuovo stadio che doveva ospitare la squadra. Nacque così nel 1927 lo Stadio Littoriale, nome scelto da Leandro Arpinati, ideatore del progetto, gerarca fascista bolognese e in quel periodo presidente della FIGC.[35][36] Considerato il "Primo vero stadio d'Italia",[36] dopo la scomparsa del fascismo il nome dello stadio tramutò semplicemente in "Stadio Comunale di Bologna", conosciuto in città ancora più semplicemente come "Stadio Comunale", dopo che di fatto divenne proprietà del comune di Bologna.[36] Nel 1983 l'impianto fu intitolato a Renato Dall'Ara, storico presidente rossoblù. La denominazione fu data proprio nel giorno dei venti anni dalla sua scomparsa.[35]

Nel 2009 si è deciso di intitolare la curva nord a Giacomo Bulgarelli[37], mentre nel 2017 la curva sud (già "Curva San Luca") ad Arpad Weisz.[38][39]

Centro di allenamentoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Centro tecnico Niccolò Galli.

Dal 1976 il Bologna si allena a Casteldebole.[40] Dal 30 maggio 2001 ha preso il nome di "Centro tecnico Niccolò Galli", in ricordo dell'ex giocatore rossoblu. Il centro si sviluppa su una superficie di circa 50.000 ed è dotato di otto campi da calcio regolamentari, alcuni in erba naturale altri in erba sintetica, di cui 2 di recente costruzione. I due campi principali sono dotati di tribune e sono accessibili al pubblico. Dal 14 dicembre 2016 è di proprietà della stessa società sportiva.[41] Nel 2017 il centro si è ampliato con i due nuovi campi in erba sintetica, nuovi spogliatoi, una foresteria, una nuova palestra all'avanguardia ed è stato migliorato il campo principale.[40]

SocietàModifica

Organigramma societarioModifica

Dal sito internet ufficiale della società.[42]

 
Staff dell'area amministrativa
  •   Joey Saputo - Chairman
  •   Giuseppe Gazzoni Frascara - Presidente onorario
  •   Claudio Fenucci - Amministratore delegato
  •   Joe Marsilii - Consigliere
  •   Anthony Rizza - Consigliere
  •   Francesco Catenacci - Presidente Collegio Sindacale
  •   Renato Santini - Collegio Sindacale
  •   Massimo Tamburini - Collegio Sindacale
  •   Luca Befani - Segretario generale
  •   Daniel Maurizi - Segretario sportivo
  •   Federica Orlandi - Responsabile Segreteria organizzativa
  •   Paolo Mazzitelli - Segreteria organizzativa
  •   Simona Verdecchia Tovoli - Ufficio acquisti
  •   Riccardo Bigon - Direttore sportivo
  •   Marco Di Vaio - Responsabile Scouting[43][44]
  •   Tommaso Fini - Team & Club Manager[44][45]
  •   Daniele Corazza - Responsabile Settore Giovanile
  •   Maurizio Rizzi - Segreteria Settore Giovanile
  •   Valerio Chiatti - Responsabile Scuola Calcio
  •   Alessandro Gabrieli - Direttore Amministrazione, Finanza e Controllo
  •   Antonella Nicolini - Amministrazione
  •   Annalisa D'Amato - Amministrazione
  •   Roberta Dovesi - Amministrazione
  •   Marika Gagliardi - Amministrazione
  •   Daniela Fortini - Gestione personale
  •   Giuseppe Maselli - Gestione personale
  •   Christoph Winterling - Direttore area marketing
  •   Lorenzo Barale - Head of Sponsorship
  •   Andrea Battacchi - Sponsorship Sales Manager
  •   Enrico Forni - Hospitality Sales Manager
  •   Tommaso Giaretta - Head of Merchandising and Licensing
  •   Federica Furlan - Marketing
  •   Chiara Targa - Marketing
  •   Francesca Natali - Kid's Area
  •   Valentina Mura - Call center Biglietteria
  •   Riccardo Simione - Call center Biglietteria
  •   Mirco Sandoni - Stadium Manager
  •   Roberto Tassi - Responsabile e Delegato sicurezza
  •   Fabrizio Fieni - Vice-Delegato sicurezza
  •   Massimo Gabrielli - Responsabile biglietteria
  •   Nadia Guidotti - Biglietteria
  •   Azzedine Bouidra - Manutenzione Stadio Dall'Ara
  •   Maurizio Savi - Custode Stadio Dall'Ara
  •   Matteo Molinari - Centralino
  •   Claudia Magnani - Centralino
  •   Gianpaolo Benni - Servizi logistici e trasporti
  •   Giudo Cassanelli - Servizi logistici e trasporti
  •   Debora Roncarati - Lavanderia
  •   Rita Gandolfi - Lavanderia
  •   Carlo Caliceti - Responsabile area comunicazione
  •   Federico Frassinella - Ufficio Stampa Sportivo
  •   Gloria Gardini - Ufficio Stampa Istituzionale
  •   Claudio Maria Cioffi - Web tv
  •   Gianluca Ciraolo - Web tv

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Cronologia degli sponsor tecnici
 
Cronologia degli sponsor ufficiali

Impegno nel socialeModifica

L'11 aprile 2018 il Bologna ha fondato la prima scuola calcio per ragazzi disabili, dedicata a ragazzi e ragazze che presentano disabilità, questo progetto benefico a opera della società felsinea è stato poi denominato dalla stessa società BFC Senza Barriere.[81][82]

Settore giovanileModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Palmarès del Bologna Football Club 1909 § Settore giovanile.

Tra tutti i titoli vinti dal settore giovanile rossoblu, il esso vanta: 1 Campionato Berretti, 2 Campionati Allievi Nazionali, 1 Campionato Giovanissimi Nazionali e infine 1 Torneo di Viareggio.

Il settore giovanile del Bologna è formato da squadre che giocano nei campionati Primavera, Under 17, Under 16, Under 15, Giovanissimi regionali e interprovinciali (interprovinciali Bologna-Ferrara-Modena con squadre dilettanti di annata superiore), Under 13, Esordienti, Pulcini e Allievi Calcio a 5.[83] Le formazioni dalla Primavera fino all'Under 15 giocano nel campo "Cavina" di Bologna, mentre le altre squadre nei campi del "Centro Tecnico Niccolò Galli" o in altri campi minori di Bologna o comunque nella rispettiva città metropolitana.

Per quanto riguarda la sezione Primavera, il miglior piazzamento dei rossoblù è stato il sesto posto raggiunto nel campionato 2011-2012 e nel 2016-2017.[84]

Dalla stagione 2018-2019 la squadra Primavera gioca nel campionato Primavera 2.[85]

Dal sito Internet ufficiale della società.[86][87]

 
Settore giovanile
Organigramma
  •   Daniele Corazza - Responsabile Settore Giovanile
  •   Maurizio Rizzi - Segretario Settore Giovanile
  •   Valerio Chiatti - Responsabile Scuola Calcio
  •   Marco Di Vaio - Responsabile Scouting

Area tecnica

Sezione femminileModifica

La sezione viene istituita su iniziativa dell'ex giocatrice Daniela Tavalazzi, che indossò a inizio carriera la maglia del Bologna femminile storico ma che non aveva alcuna attinenza con il club maschile. Dal 2010 entrata con un incarico dirigenziale[88], Tavalazzi decide di accettare l'incarico per seguire la propria scuola calcio, trovandovi un gruppo di quattordici ragazzine, abbastanza numeroso per poter istituire una squadra "quasi" Primavera, ottenendo dalla società la possibilità di realizzare un settore femminile affiliato. In qualche anno riesce a espandere il settore femminile arrivando nel 2015 ad allestire squadre giovanili interamente femminili in cinque diverse categorie, diventate nove all'inizio della stagione 2017-2018[89], alle quali si aggiunge una prima squadra che segue anche da allenatrice.[90] La competitività del Bologna femminile cresce fino a conquistare la promozione dalla Serie C regionale alla Serie B nel campionato 2017-2018. Iscritta nel girone C, al termine del campionato pur contando su un organico giovanissimo riesce a concludere al 12º posto, ininfluente per puntare ad un nuovo salto di categoria che comunque, in base alla riforma del campionato italiano di calcio femminile, trasforma la Serie B in un campionato nazionale a girone unico e retrocede tutte le squadre classificate sotto il terzo posto alla nuova Serie C nazionale. Prima dell'inizio della stagione 2018-2019 Tavalazzi lascia l'incarico di guidare la prima squadra a Eugenio Lanfranchi per passare alla Juniores mentre l'organico viene rinforzato da alcune calciatrici d'esperienza.[91]

Diffusione nella cultura di massaModifica

Il Bologna, allora campione d’Italia, è stato la prima squadra di calcio italiana ospite di un programma televisivo, il 17 settembre 1939, nel programma “Al cavallino baio”, facente parte delle trasmissioni sperimentali dell’Eiar.[92]

La squadra felsinea viene citata in diverse opere cinematografiche e televisive. In Il sorpasso (1962), Bruno Cortona, interpretato da Vittorio Gassman, incontrando un poliziotto bolognese fa riferimento alla squadra, indicandola come favorita per lo scudetto. Ne L'allenatore nel pallone (1984), Oronzo Canà (Lino Banfi) viene scambiato per Ezio Pascutti “la grande ala sinistra del Bologna degli anni ‘60” da Luciano Spinosi[93]. Nel documentario Comizi d’amore (1965), Pierpaolo Pasolini, notoriamente grande appassionato di calcio e tifoso della squadra, intervistava i calciatori rossoblù Mirko Pavinato, Giacomo Bulgarelli, Ezio Pascutti, William Negri, Carlo Furlanis.[94] Nel 2012 Fabio Volo per omaggiare Pasolini girò il remake del documentario, intervistando questa volta i calciatori Cesare Natali, Saphir Taïder, Marco Motta e Panagiōtīs Kone.[95]

Lo scrittore Stefano Benni, nel suo primo libro Bar Sport (1976) dedica un capitolo a una trasferta al seguito del Bologna a Firenze; lo stesso episodio è citato nell’omonimo film del 2011 tratto dal libro.

Nella prima puntata della terza stagione della serie televisiva L’ispettore Coliandro, il protagonista, interpretato da Giampaolo Morelli è impiegato nel servizio d’ordine allo Stadio Renato Dall'Ara, con immagini della tifoseria riprese durante l’incontro Bologna-Lazio della stagione 2008-09. Quella scena venne aspramente criticata da il gruppo dei Forever Ultras.[96]

Oltre agli inni scritti espressamente per la squadra da vari cantautori bolognesi, Luca Carboni fa riferimento alla “maglia del Bologna sette giorni su sette” nella canzone Silvia lo sai[97], pur non dedicata alla squadra.

Allenatori e presidentiModifica

AllenatoriModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Allenatori del Bologna Football Club 1909.
 
Hermann Felsner, l'allenatore felsineo più vincente e longevo.

In totale sono 70 i tecnici che hanno assunto il ruolo di allenatore del Bologna, di cui 4 hanno costituito una commissione tecnica e 5 hanno ricoperto il ruolo di direttore tecnico.[98]

Il primo allenatore della società, che aveva il ruolo di giocatore-allenatore, fu lo svizzero Louis Rauch, a quel tempo anche presidente e tra i fondatori del club;[99] il primo allenatore professionista di ruolo invece è stato l'austriaco Hermann Felsner, a guida della squadra dal 1920.[100]

Il record della carica da tecnico del Bologna più lunga appartiene sempre a Hermann Felsner, a capo dei rossoblù per 15 stagioni di cui 10 consecutive, dalla Prima Categoria 1920-21 alla Serie A 1930-31 e dalla Serie A 1938-39 alla Serie A 1941-42.[100] La seconda avventura più lunga è stabilita da tre allenatori: Cesarino Cervellati, Renzo Ulivieri e Bruno Pesaola; tutti sulla panchina bolognese per 6 stagioni.

Felsner fu anche l'allenatore più vincente della storia felsinea, grazie alle vittorie ottenute in tutte le sue stagioni al Bologna. Il tecnico austriaco portò in bacheca ben 4 scudetti, rispettivamente quello della stagione 1935-36, quello della stagione 1936-37, quello del 1938-39 e infine quello della stagione 1940-41.[99][100] Nessuno eguagliò questo record; lo sfiorò soltanto, con 3 trofei vinti, l'ungherese Árpád Weisz, che vinse 2 scudetti e inoltre il Torneo dell'Expo di Parigi, rispettivamente nella stagione 1935-36, nella stagione 1936-37 e nel 1937.[101]

PresidentiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti del Bologna Football Club 1909.
 
Renato Dall'Ara, presidente del Bologna per 30 anni.

In 109 anni di storia del club felsineo, alla guida del Bologna si sono avvicendati in totale 35 presidenti, compresi quelli onorari, e un commissario straordinario. Il primo presidente del club fu Louis Rauch,[102] parte dei tre fondatori della società. Dal giugno 2015 il presidente del Bologna è Joey Saputo, che ha il ruolo di "chairman".[103]

Il presidente più vincente della storia del Bologna è stato Renato Dall'Ara, che ha stabilito anche il record di longevità di un presidente rossoblu con i suoi 30 anni di dirigenza, infatti fu proprietario del club dal 1934 fino al 3 giugno del 1964, giorno della sua morte. Con Dall'Ara la società rossoblu vinse 5 Scudetti, 1 Coppa Mitropa, la Coppa Alta Italia e il Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi 1937, per un totale di 8 trofei.[104]

Dopo Dall'Ara, il presidente ad aver vinto più titoli è stato Gianni Bonaveri,[105] con 1 Scudetto e 2 Coppe Mitropa. Gli altri presidenti che occupano la seconda posizione nella classifica della longevità dei presidenti di tutta la storia della società furono Luciano Conti e Giuseppe Gazzoni Frascara, con 7 anni alla guida dei felsinei;[105] Gazzoni è stato anche l'ultimo presidente a vincere un trofeo: una Coppa Intertoto UEFA nel 1998.[106]

CalciatoriModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori del Bologna F.C. 1909

Hall of FameModifica

Dall'istituzione nell'anno 2011 della Hall of fame del calcio italiano, sono stati inseriti i seguenti (ordinati per anno di inserimento) dirigenti, giocatori e allenatori affiliati al Bologna[107][108][109]:

CapitaniModifica

Di seguito la cronologia dei capitani dall'anno di fondazione a oggi.

 
Giacomo Bulgarelli, recordman di presenze nel Bologna, campione d'Europa 1968 con la nazionale italiana e capitano dei rossoblù per dieci stagioni.

Numeri ritiratiModifica

Il Bologna ha deciso di ritirare la maglia numero 27 indossata dal giovane difensore Niccolò Galli, deceduto il 9 febbraio del 2001 a 17 anni in un incidente in motorino vicino al centro tecnico del Bologna, mentre tornava a casa dopo l'allenamento.[138]

Contributo alle Nazionali di calcioModifica

Nazionale ItalianaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Bologna Football Club 1909 e Nazionale di calcio dell'Italia.

Ad oggi sono stati 54 i giocatori convocati in Nazionale maggiore, con 379 presenze e 61 gol totali; questo numero fa del Bologna il 7° club italiano che ha fornito più calciatori alla Nazionale. Il primo giocatore felsineo con una presenza in Nazionale è Emilio Badini, nella partita contro la Norvegia. Fu anche il primo marcatore bolognese in azzurro[139]. Il calciatore più presente in nazionale è Giacomo Bulgarelli con 29 presenze, mentre i capocannonieri sono Amedeo Biavati ed Ezio Pascutti, a parimerito.[140][141]
Sono cinque i calciatori campioni del mondo che hanno vinto il titolo militando nel Bologna:

I giocatori del Bologna che hanno vinto un campionato europeo sono due: Giacomo Bulgarelli e Aristide Guarneri, tutti e 2 trionfanti nell'europeo del 1968 in Italia.[144]
Altri piazzamenti degni di nota ottenuti sono tre: il secondo posto di Alessandro Diamanti all'Europeo 2012[145] e il terzo posto sempre di Diamanti e anche di Alberto Gilardino nella Confederations Cup 2013.[146]

Altre NazionaliModifica

 
Kennet Andersson è il giocatore con più presenze nella propria Nazionale militando nel Bologna.

In totale sono 17 le Nazionali europee in cui hanno giocato almeno una partita giocatori militanti nel Bologna, le presenze totali sono 306, mentre i giocatori che hanno fatto almeno una presenza sono 30. La Nazionale con più presenze di giocatori felsinei è quella della Grecia, con 71 presenze totali e con 16 presenze di un solo giocatore, limite fissato da Vangelis Moras. La seconda nazione per presenze invece è la Svezia, con un totale di 62 presenze di cui 26 di Kennet Andersson. Al terzo posto si piazza la Svizzera, contante 29 presenze in totale con Kubilay Türkyilmaz che ha fissato il limite di un solo giocatore a un totale di 16 presenze.[147]

Di seguito l'elenco dei primatisti di presenze con la propria nazionale europea militando nel Bologna, in grassetto i giocatori attualmente in forza al club.[147]

PalmarèsModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Palmarès del Bologna Football Club 1909.

Competizioni nazionaliModifica

 
Il capitano bolognese Giacomo Bulgarelli con la Coppa Italia vinta nel 1974.
1924-1925, 1928-1929, 1935-1936, 1936-1937, 1938-1939, 1940-1941, 1963-1964
1946
1969-1970, 1973-1974
1987-1988, 1995-1996

Competizioni interregionaliModifica

1994-1995 (girone A)

Competizioni internazionaliModifica

1932, 1934, 1961
1937
1970
1998

Statistiche e recordModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record del Bologna Football Club 1909 e Bologna Football Club 1909 nelle competizioni internazionali.

Partecipazione ai campionatiModifica

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Categoria 7 1910-1911 1920-1921 88
Prima Divisione 5 1921-1922 1925-1926
Divisione Nazionale 4 1926-1927 1945-1946
Serie A 72 1929-1930 2018-2019
Serie B 12 1982-1983 2014-2015 12
Serie C1 3 1983-1984 1994-1995 3

In 103 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale del 1910-1911.

Partecipazione alle coppe nazionaliModifica

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa Italia 71 1926-27 2018-19 75
Coppa Alta Italia 1 1945-1946
Coppa Italia Serie C 3 1983-84 1994-95

Partecipazione alle competizioni UEFAModifica

Competizione UEFA Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa dei Campioni d'Europa / Champions League 1 1964-1965 9
Coppa delle Coppe 2 1970-1971 1974-1975
Coppa UEFA / Europa League 4 1971-1972 1999-2000
Coppa Intertoto 2 1998 2002

Statistiche di squadraModifica

Il Bologna ha disputato, nel corso della sua storia, a 100 stagioni sportive, partecipando in ambito professionistico a 74 campionati di Serie A, 12 di Serie B e 3 di Serie C, cui si aggiungono gli antichi primi campionati a gironi interregionali. Ha vinto per 7 volte il campionato italiano, giungendo seconda in 6 tornei e terza in 7. Si trovano al nono posto nella Classifica perpetua della Serie A dal 1929, che tiene conto di tutte le squadre di calcio che hanno militato nella massima serie nazionale almeno una volta. A livello di coppe nazionali, il Bologna ha vinto 2 volte la Coppa Italia, disputando appunto 2 finali di tale torneo.

La vittoria in campionato con il maggior scarto fu un 8-0 a Bologna contro la Triestina, il 3 gennaio 1932 nella Serie A 1931-1932, mentre la sconfitta più netta in Serie A fu invece un 8-2, subìto il 21 novembre 1948 dalla Lazio. In ben altre occasioni il Bologna è stato battuto con uno scarto di 6 reti: contro l'Inter il 21 maggio 1989, contro il Milan il 12 maggio 1991, ancora la Lazio il 5 maggio 2013 e due volte il Napoli: il 19 aprile 2016 ed il 4 febbraio 2017.[166]

Il Bologna vanta inoltre 26 stagioni disputate nelle coppe internazionali; di esse, solo una è relativa alla Coppe dei Campioni/Champions League e 4 a Coppe UEFA/Europa League; la coppa europea con più presenze è la Coppa Mitropa con 8 stagioni ed è quella con il maggior numero di trofei europei vinti dalla società rossoblu. Oltre a questi, vanta il Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi, una Coppa di Lega Italo-Inglese e una Coppa Intertoto. La prima e ultima volta che ha partecipato alla Champions League è stato nella stagione 1964-1965, uscendo al primo turno contro l'Anderlecht dopo il lancio della monetina a seguito del risultato di parità nello spareggio. L'ultima volta in Coppa Uefa è stato invece nella stagione 1999-2000, venendo fermata dal Galatasaray ai sedicesimi di finale.[167]

La vittoria nelle coppe internazionali con il maggior scarto fu un 5-1 contro il Teplice il 31 luglio 2002 nell'Intertoto; questo è anche il risultato con più reti nella storia del Bologna nelle coppe europee. In Coppa UEFA invece la vittoria più alta fu contro il Betis Siviglia il 24 novembre 1998 in Coppa UEFA con il risultato di 4-1.

Statistiche individualiModifica

Di seguito i primatisti di presenze e reti in tutte le competizioni ufficiali.[168][169]

TifoseriaModifica

StoriaModifica

Per le partite casalinghe la tifoseria organizzata si riunisce nella curva nord, dal 2009 intitolata a Giacomo Bulgarelli.[170] La curva era in precedenza denominata "Andrea Costa", dal nome della via prospiciente quel lato dello stadio. Dalla stagione 2017-18 è presente un ristretto gruppo di tifosi del Settore Ostile Curva Sud nella curva sud, che proprio nel 2017 viene intitolata ad Arpad Weisz, denominata anche curva "San Luca", a causa della direzione verso il Santuario della Madonna di San Luca.[170] Per festeggiare il centenario del club, compiutosi il 3 ottobre 2009, i tifosi rossoblù durante la partita di campionato col Genoa hanno organizzato una coreografia che consisteva di 20.000 bandiere distribuite in tutti i settori dello stadio.[171] I gruppi principali sono: Forever Ultras Bologna 1974, Vecchia Guardia 1974, Freak Boys 1986, Mai Domi, ControTendenza Bologna 2004, Settore Ostile, Cappottati, Fedelissimi e Zola Ingnuranta, gruppo molto numeroso soprattutto nelle partite in trasferta.[172][173]

Gemellaggi e rivalitàModifica

 
Vecchio gemellaggio con la tifoseria della Roma.

Gemellaggi e amicizieModifica

L'unico gemellaggio riconosciuto da tutta la curva, ma portato avanti da Forever Ultras e Freak Boys, è con gli ultras del Ravenna nato negli anni 80.[172] I Forever Ultras e Freak Boys hanno inoltre un'amicizia dal 2008 con gli ultras tedeschi del Bochum e con il gruppo di Viareggio Ultras Figthers Viareggio dal 2005. Il gruppo Beata Gioventù-Settore Ostile è quello con il maggior numero di amicizie: molto sentite sono quelle con il gruppo ultras “E.A.M.” (Estranei Alla Massa) della Nocerina e con la tifoseria organizzata di Siena e Avellino.[172] Con la Spal vi era un feroce odio negli anni 90 ma è forte il legame che da alcuni anni lega i gruppi dell’area-Mods e i ragazzi del Vecchio Astra Spal.[174] Negli anni 80 e 90 i gemellaggi e le amicizie erano molto più numerosi: i più sentiti erano quelli con Milan, Roma e Napoli, con cui adesso c'è un'accesa rivalità.[174] Nel periodo del Bologna in Serie C vennero allacciate amicizie con i tifosi della Lucchese, Ancona, Cesena, Padova, Sambenedettese, Carrarese, Taranto e Udinese.[174] Con il ritorno in A del Bologna e con il passare degli anni queste amicizie si sono affievolite.

RivalitàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Derby dell'Appennino e Derby calcistici in Emilia-Romagna.

La rivalità più sentita è quella contro la Fiorentina (con cui il Bologna disputa il cosiddetto Derby dell'Appennino), nato per motivi storico-geografici.[175] La rivalità peggiorò dopo gli incidenti del 18 giugno 1989, quando il treno coi tifosi emiliani diretti in Toscana subì un agguato da parte dei fiorentini nei pressi della stazione di Firenze, culminato con il lancio di una molotov che esplose all'interno di un vagone provocando il ferimento di diversi tifosi rossoblù e lo sfiguramento di un minorenne.[176] Oltre ai già citati casi di Roma, Milan e Napoli, altre rivalità altrettanto sentite sono quelle con i corregionali del Modena,[177] Cesena[178] e Parma[179][180], con la Sampdoria,[181] l'Hellas Verona[182][183], l'Inter[184][185] la Lazio[186] e l'Olympique Marsiglia, a seguito di gravi incidenti tra le due tifoserie accaduti durante la semifinale di andata di Coppa UEFA a Marsiglia[187], in cui rimasero coinvolti molti tra calciatori, dirigenti e tifosi di entrambe le squadre[188], che costò l'eliminazione dei rossoblù dalla competizione. Con la Juventus la rivalità è legata specialmente al caso Calciopoli.[189]

Nel corso degli anni ci furono scontri anche con i tifosi di Spezia[190], Atalanta,[174] Torino,[191] Cagliari,[192] Norimberga[193] e Livorno.[194]

OrganicoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Bologna Football Club 1909 2018-2019.

Rosa 2018-2019Modifica

Ruoli e numerazione, tratti dal sito web ufficiale della società, aggiornati al 30 luglio 2018.[195]

N. Ruolo Giocatore
1   P Angelo da Costa
3   D Giancarlo González
4   D Sebastian De Maio
5   C Erick Pulgar
6   D Nehuén Paz
7   A Riccardo Orsolini
8   C Ádám Nagy
9   A Federico Santander
11   C Ladislav Krejčí
14   D Federico Mattiello
15   D Ibrahima Mbaye
16   C Andrea Poli
17   C Godfred Donsah
18   D Filip Helander
N. Ruolo Giocatore
19   A Juan Manuel Valencia
22   A Mattia Destro
23   D Danilo
24   A Rodrigo Palacio
25   D Gabriele Corbo
28   P Łukasz Skorupski
29   P Antonio Santurro
30   A Orji Okwonkwo
31   C Blerim Džemaili  
32   C Mattias Svanberg
33   D Arturo Calabresi
35   D Mitchell Dijks
91   A Diego Falcinelli
99   P Caio Vinicius Pirana

Staff tecnicoModifica

Dal sito Internet ufficiale della società.[195]

 
Staff dell'area tecnica
Staff tecnico

Staff medico
  •   Luca Bini - Medico sociale
  •   Gianni Nanni - Medico sociale
  •   Giovanbattista Sisca - Medico sociale
  •   Luca Govoni - Fisioterapista
  •   Luca Ghelli - Fisioterapista
  •   Simone Spelorzi - Fisioterapista
  •   Carmelo Sposato - Fisioterapista

Staff organizzativo
  •   Tommaso Fini - Team & Club Manager[44]
  •   Matteo Campagna - Magazziniere
  •   Nicola Capelli - Magazziniere
  •   Davide Nicolini - Magazziniere

NoteModifica

EsplicativeModifica

  1. ^ Articolo di Bruno Roghi, da La Domenica Sportiva del 1930: «Il «Bologna» 1924-25, l'anno del titolo. La squadra è un modello di armonia, di eleganza, di stile. [...] La sua vittoria, più che un gesto della forza e una manifestazione della potenza, è un atto di intelligenza. La tecnica – quella tecnica che dovrebbe in sostanza tradursi in un'arida applicazione di canoni fissi a un gioco supremamente immaginoso qual è il gioco del calcio – è intesa dalla squadra felsinea come un elisir di misteriosa fattura che conferisce ai movimenti sincroni dei reparti il ritmo che è musica, e conferisce altresì alle geometrie dei goals l'evidenza irresistibile che traduce in arte il lavoro che fanno i piedi con una sfera di cuoio. Il «Bologna» 1924-25 è uno schermidore di fioretto, sintesi atletica di astuzia, di leggerezza, di fulmineità, di talento».

BibliograficheModifica

  1. ^ Curiosità sui nomi dei club italiani di Serie A, su golditacco.it. URL consultato il 19 settembre 2018.
  2. ^ Guida ai soprannomi delle squadre di serie A, su ilnapolista.it. URL consultato il 19 settembre 2018.
  3. ^ Bologna F.C. 1909 S.p.A., su emiliaromagnasport.com. URL consultato il 2 novembre 2018.
  4. ^ a b La nascita del Bologna, su bolognafc.it. URL consultato il 2 novembre 2018.
  5. ^ Graduatoria IFFHS 19.9.2009, su iffhs.de. URL consultato il 6 maggio 2009.
  6. ^ Tradizione sportiva Figc, l’Inter è il club più importante d’Italia, su tuttocalcionews.it. URL consultato il 2 novembre 2018.
  7. ^ Il periodo d'oro della Mitropa Cup, su calcioromantico.com. URL consultato il 20 marzo 2015.
  8. ^ #OnThisDay: 25 agosto 1998, la vittoria in Coppa Intertoto, su bolognafc.it. URL consultato il 3 settembre 2018.
  9. ^ IL BOLOGNA CHE TREMAR L’EUROPA FA – IL TORNEO EXPO DEL 1937, su calcioromantico.com. URL consultato il 2 novembre 2018.
  10. ^ Bologna-Inter, l’unico spareggio scudetto nella storia della Serie A, su calcio.fanpage.it.
  11. ^ IL BOLOGNA NON GIOCA PIU' IN PARADISO, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 3 settembre 2018.
  12. ^ La fondazione, www.enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il 19ottobre 2008.
  13. ^ Lo scudetto delle pistole, ilgiornale.it, 9 maggio 2007. URL consultato il 21 novembre 2014.
  14. ^ Come a Vienna si giudicano squadre, dirigenti, giocatori e arbitri, in La Stampa, 1º gennaio 1933. URL consultato il 6 gennaio 2016.
  15. ^ L'uomo che costruì il Bologna che faceva tremare il mondo, www.enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il 18 ottobre 2008.
  16. ^ a b c Il settimo ed ultimo scudetto ( di quella mitica stagione si ricordano anche le vittorie contro il Milan e la Juventus , entrambe per 2-1 , nel girone d'andata ), www.enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il 19 ottobre 2008.
  17. ^ Rigore fatale, poi la rissa sfuma il sogno di Mazzone, repubblica.it. URL consultato il 13 ottobre 2012.
  18. ^ Fiorentina quanti affanni Ma Batistuta dà la scossa, repubblica.it. URL consultato il 13 ottobre 2012.
  19. ^ Bisoli esonerato, Pioli ha detto sì, Il Resto del Carlino, 4 ottobre 2011. URL consultato il 21 luglio 2012.
  20. ^ Serie B, Bologna deferito dalla Procura Figc, ora rischia un punto di penalità - La Gazzetta dello Sport
  21. ^ Joe Tacopina è il Presidente del Bologna, su bolognafc.it.
  22. ^ Tacopina si è dimesso da presidente del Bologna
  23. ^ Bologna, è ufficiale: Filippo Inzaghi è il nuovo allenatore, su sport.sky.it. URL consultato il 3 settembre 2018.
  24. ^ Tutte le partite, su bolognafc.it. URL consultato il 10 giugno 2018.
  25. ^ Fallimento del Bologna FC, su bibliotecasalaborsa.it.
  26. ^ a b c d e Bertuzzi, Monti, p. 1.
  27. ^ 1909: la prima maglia del Bologna Football Club, archiviotimf.blogspot.it. URL consultato il 12 ottobre 2015.
  28. ^ 1925: per la prima volta in maglia verde, archiviotimf.blogspot.it. URL consultato il 15 ottobre 2015.
  29. ^ Il Bologna si rifà il look: ecco il nuovo logo, le maglie e il main sponsor Liu Jo, su bologna.repubblica.it. URL consultato il 1º novembre 2018.
  30. ^ a b Bologna fc, l'inno ritrovato grazie agli archivi di Youtube, su bologna.repubblica.it.
  31. ^ L’annosa e irrisolta questione dell’inno del Bologna, su repubblica.it.
  32. ^ FIDASS 1936 (prima produzione della casa dolciaria), su gianfrancoronchi.net.
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  34. ^ Mascotte Bally Bologna FC, su youtube.com.
  35. ^ a b c d e f g Stadio Renato Dall'Ara, su bolognafc.it. URL consultato il 30 ottobre 2018.
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  37. ^ Curva del Dall'Ara intitolata a Bulgarelli, su sport.sky.it. URL consultato il 30 ottobre 2018.
  38. ^ Stadio Renato Dall'Ara, la curva sud è stata intitolata ad Arpad Weisz, su comune.bologna.it. URL consultato il 30 ottobre 2018.
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BibliografiaModifica

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