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Gian-Carlo Wick, Copenaghen 1963

Gian Carlo Wick (Torino, 15 ottobre 1909Torino, 20 aprile 1992) è stato un fisico italiano.

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BiografiaModifica

Figlio di Carlo Federico[1], ingegnere chimico, e della scrittrice e germanista torinese Barbara Allason, studiò con Enrico Fermi. Wick fu docente a Palermo e Roma alla cattedra di fisica teorica[2]. Tra i suoi allievi ricordiamo Giulio Cortini che fece la tesi di laurea con lui nel 1942 dopo aver seguito il suo corso in cui trattava numerosi problemi emergenti di meccanica quantistica[3]. Negli anni 1935-38 è stato anche redattore dell'Enciclopedia Italiana. Con le sue prime ricerche si è occupato di numerosi problemi di meccanica quantistica, di spettroscopia e di fisica nucleare, in particolare di fisica del neutrone. Ha portato avanti importanti ricerche sulla radiazione cosmica, sulle particelle elementari e sull'elettrodinamica quantistica[4]. La rotazione di Wick e il teorema di Wick sono idee centrali nella teoria quantistica dei campi. Nel 1967, ricevette il premio Heinemann dalla American Physical Society. Wick fu membro dell'Accademia dei Lincei dal 5 settembre 1975[2].

Dopo la guerra lasciò l'Italia.

In tarda età tornò in Italia. Tra 1977 e 1984 fu alla Scuola normale superiore di Pisa[5]. Morì nel 1992 ed è sepolto nel cimitero di Pecetto Torinese[1].

OpereModifica

Tra le sue pubblicazioni ricordiamo:

  • Edoardo Amaldi e Gian Carlo Wick, Esercitazioni di Fisica, 1945, SBN IT\ICCU\UM1\0157292.
  • Sulla propagazione di un'onda di De Broglie in un mezzo materiale : (Assorbimento e polarizzazione), 1942, SBN IT\ICCU\UBO\1823832.
  • Edoardo Amaldi e Gian Carlo Wick, Lezioni su la fisica del neutrone, vol. 1, 1948, SBN IT\ICCU\PUV\1131934.
  • (EN) Invariance principles in nuclear physics, 1958, OCLC 9502314.

Contributi scientificiModifica

Nel gruppo di Enrico Fermi a Roma, Wick ha calcolato il momento magnetico della molecola di idrogeno applicando metodi tratti dalla teoria dei gruppi[6]. Ha esteso la teoria di Fermi sul decadimento beta all'emissione di positroni e alla cattura elettronica e ha spiegato la relazione tra il raggio di interazione di una forza e la massa della corrispondente particella mediatrice. Lavorò anche al rallentamento dei neutroni nella materia, e si unì a un gruppo di fisici italiani guidati da Gilberto Bernardini che fece la prima misurazione della vita del muone.[2] Mentre negli Stati Uniti, Wick apportò contributi fondamentali alla teoria quantistica dei campi, come il teorema di Wick nel 1950, che mostrava come esprimere calcoli nella teoria dei campi quantistici in termini di prodotti normalmente ordinati e quindi derivare il diagramma di Feynman.[2] Ha anche introdotto la rotazione di Wick, in cui i calcoli sono analiticamente proseguiti dallo spazio di Minkowski allo spazio euclideo quadridimensionale usando un cambio di coordinate al tempo immaginario[7] Ha sviluppato la formulazione di elicità per collisioni tra particelle con spin arbitrario, lavorato con Geoffrey Chew su l'approssimazione all'impulso, e ha lavorato sulla teoria del mesone, i principi di simmetria in fisica e la struttura del vuoto della teoria dei campi quantici.[2]

NoteModifica

  1. ^ a b GENi.
  2. ^ a b c d e NAP.
  3. ^ Bonolis, intervista, p.73
  4. ^ Treccani.
  5. ^ a b AIF.
  6. ^ Sul momento magnetico della molecola di idrogeno, Nuovo cimento, anno 1933, 10, 118-127
  7. ^ The Wick rotation, D. M. O'Brien, Australian Journal of Physics 28 (February 1975), pp. 7–13, Bibcode1975AuJPh..28....7O .

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN31861484 · ISNI (EN0000 0000 5121 6734 · SBN IT\ICCU\MILV\215476 · LCCN (ENnr92028161 · GND (DE128168323