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Gian Giorgio Trissino (cavaliere)

prima medaglia d'oro olimpica italiana
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Gian Giorgio Trissino dal Vello d'Oro
GG Trissino a cavallo.jpg
Gian Giorgio Trissino a cavallo in uniforme (raffigurato in una stampa dell'epoca)
Nazionalità Italia Italia
Equitazione Equestrian pictogram.svg
Specialità Salto in lungo
Salto in alto
Palmarès
Giochi olimpici 1 1 0
Per maggiori dettagli vedi qui
 

Gian Giorgio Trissino dal Vello d'Oro (pronuncia Trìssino, /ˈtrissino/) (Vicenza, 22 luglio 1877Milano, 22 dicembre 1963) è stato un cavaliere italiano, il primo italiano a vincere una medaglia d'oro ai Giochi olimpici.

Omonimo e discendente del letterato e umanista Gian Giorgio Trissino dal Vello d'Oro.

BiografiaModifica

Il conte Giovanni Giorgio Trissino dal Vello d'Oro, di antica famiglia vicentina, completò gli studi presso l'Accademia Reale di Torino, da cui uscì col grado di sottotenente. Avendo manifestato la sua predilezione per l'arma della cavalleria, nel 1898 fu ammesso come ufficiale di complemento alla Scuola Militare di Pinerolo e assegnato al reggimento Genova Cavalleria. Distintosi tra i migliori del suo corso, venne trasferito a Roma, presso la Scuola di Applicazione di Cavalleria a Tor di Quinto, al fine di perfezionare il suo stile, da cui uscì a dicembre del 1900 col massimo dei voti.

L'episodio che lo rese celebre fu la partecipazione al concorso ippico organizzato a Parigi in occasione dell'Esposizione Universale che fece parte dei Giochi della II Olimpiade moderna, nell'estate del 1900.

Infatti, il giovane sottotenente fu il primo italiano a vincere una medaglia d'oro olimpica, nella specialità salto in alto degli sport equestri a pari merito con il francese Dominique Gardères con un'elevazione di metri 1,85 il 2 giugno 1900 in sella a Oreste. Oltre a questa medaglia, il 31 maggio si era già aggiudicato anche l'argento nel concorso di salto in lungo con la distanza di metri 5,70. Inoltre, nella vittoriosa gara di salto in alto, il cavaliere vicentino giunse anche quarto cavalcando il proprio cavallo Mélopo, che si fermò all'altezza di metri 1,70.

Rientrato a Torino, continuò a frequentare la Scuola di Pinerolo, da cui poté avere sempre ottimi cavalli per proseguire l'attività equestre. Le più significative partecipazioni furono quella al primo concorso internazionale di Torino del 1902, in cui testimoniò la valenza del nuovo sistema di equitazione messo a punto dal capitano Federico Caprilli, e infine la vittoria della propria prova di salto all'Olympia di Londra nel giugno 1909, dove l'Italia giunse seconda nella Coppa delle Nazioni.

La sostituzione di CaprilliModifica

 
Ritaglio del Corriere dello Sport del 30.5.1900 dove si esclude la presenza di Federico Caprilli a Parigi.

Ai Giochi olimpici estivi di Parigi 1900, in entrambi i concorsi vinse le due medaglie in sella a Oreste, cavallo che inizialmente sarebbe dovuto spettare al grande Federico Caprilli, suo maestro, il quale, dopo aver inviato i suoi cavalli in Francia, fu richiamato da un telegramma del Ministero della Guerra che vietava l'espatrio agli ufficiali in carriera in seguito allo scioglimento delle Camere. Questa situazione evidentemente non fu ben chiarita ai giudici di gara e ciò ha portato confusione al punto che in alcuni albi d'oro fu erroneamente indicato Caprilli in luogo di Trissino. Secondo alcune ricostruzioni[1][2] Caprilli potrebbe effettivamente aver raggiunto Parigi in incognito da Torino per ultimare la preparazione dei propri cavalli, dando adito a voci romanzate relative alla sua partecipazione attiva alle gare. La ricostruzione dei fatti possibile oggi e i record ufficiali avallano le effettive posizioni conquistate dal Trissino. Infine, anche un trafiletto apparso sul Corriere dello Sport dell'epoca conferma la presenza del Caprilli a Torino.

Altre attivitàModifica

Negli anni tra il 1915 e il 1917 fu autore e regista di diversi cortometraggi sull'equitazione[3], in molti dei quali egli fu anche attore insieme a Gemma Albini, che poi sposò.

Lasciata la Cavalleria col grado di capitano[4], visse a lungo tra Roma, frequentando anche la corte del Re, e Milano per dedicarsi alla composizione musicale, con discreto successo. L'editore G. Ricordi incise e pubblicò diversi suoi pezzi, tra cui dei tango, fox-trot, one-step e valse hésitation, ritmi di gran moda in Europa nella prima metà del Novecento.

Alla fine della guerra si trasferì definitivamente a Milano con la moglie e i tre figli, dove rimase per il resto della sua vita. È sepolto nella cappella di famiglia presso il Cimitero Maggiore di Vicenza.

PalmarèsModifica

Anno Manifestazione Sede Evento Risultato
1900 Giochi olimpici   Parigi Salto in alto  
Salto in lungo  

RiconoscimentiModifica

 
Figurina Panini Campioni dello sport 1968-69 - 396 Gian Giorgio Trissino

Con lo sviluppo del collezionismo delle figurine, la Edizioni Panini creò nella stagione 1968-69 la collezione “Campioni dello sport”, in cui la figurina 396 ritraeva Gian Giorgio Trissino a cavallo mentre salta un ostacolo, accanto alla scritta “Parigi 1900” sotto i cinque cerchi olimpici.

Nel luglio del 2000 si tenne un ricevimento nei giardini di Villa Trissino Marzotto per celebrare la ricorrenza di due eventi sportivi di rilievo: i cento anni dalla conquista della medaglia d'oro di Gian Giorgio Trissino a Parigi e i cinquant'anni della prima vittoria di Giannino Marzotto, al tempo proprietario della villa, nella gara automobilistica delle Mille Miglia[5].

Il 7 maggio 2015, alla presenza del Presidente del CONI, è stata inaugurata all'interno del Parco olimpico del Foro Italico a Roma, lungo Viale delle Olimpiadi, la Walk of Fame dello sport italiano, costituita di 100 mattonelle che riportano in ordine cronologico i nomi degli atleti più rappresentativi della storia dello sport italiano. Su ogni mattonella sono riportati il nome dello sportivo, lo sport in cui si è distinto e il simbolo del CONI. La prima mattonella è dedicata a Gian Giorgio Trissino proprio in virtù della conquista della prima medaglia olimpica italiana[6].

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Gabriele Benucci, Federico Caprilli: tra storia e romanzo, pag 45.
  2. ^ Paolo Angioni, Il capitano Federico Caprilli e il Sistema Naturale di Equitazione.
  3. ^ Il Complete Index To World Film e l'Internet Movie Database riportano le seguenti opere: Vedi anche la rivista Bianco e Nero, vol 51, pag 167, 1990.
  4. ^ Luigi Lusi, Genova Cavalleria, 1939, pag 218
  5. ^ Articolo nell'archivio della Gazzetta dello Sport consultato il 10 febbraio 2019.
  6. ^ Articolo su Cavallo Magazine consultato il 10 febbraio 2019.
  7. ^ Quotidiano.Net Fotogallery: Gian Giorgio Trissino durante le Olimpiadi di Parigi, 1990 (sic), su multimedia.quotidiano.net. URL consultato il 29 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).

Voci correlateModifica

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