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Gil Rossellini

regista, produttore cinematografico e sceneggiatore italiano

BiografiaModifica

Figlio adottivo di Roberto Rossellini, che fu compagno della madre, l'indiana Sonali Das Gupta[3], lavorò soprattutto per la televisione. Dopo un praticantato iniziato giovanissimo sul set e in sala montaggio accanto al padre, Gil Rossellini esordì agli inizi degli anni ottanta collaborando con Martin Scorsese (Re per una notte).[4]

Alla fine degli anni ottanta e all'inizio anni novanta, Gil Rossellini produsse e diresse documentari girati in cinque continenti su argomenti che spaziavano dalla natura, flora e fauna a questioni politiche, sociali, culturali ed eventi conflittuali, esperienze che portarono lui e la sua cinepresa dalle vette dell'Himalaya al cuore del Rio delle Amazzoni, dai corridoi della Casa Bianca alle esperienze in prima linea nella guerra dei Balcani.[4]

Nel 2004 fondò, con il socio indiano Samir Gupta, la East India Production Company, con sedi a Londra e a Bombay, per promuovere opere della nuova generazione di autori indiani.[5]

Lo stesso anno, a causa di un incidente domestico, si ferì leggermente alla testa, contraendo tuttavia una gravissima infezione da stafilococco aureo e altri batteri che lo ridusse in coma e gli causò una piomiosite (rara infezione del muscolo scheletrico), degenerata in fascite necrotizzante; al risveglio non recuperò l'uso delle gambe, e dovette effettuare in seguito ben 45 interventi chirurgici, non guarendo mai completamente.[4] Decise allora di impegnarsi per i disabili nelle sue condizioni e realizzò tre documentari autobiografici, Kill Gil vol. 1, Kill Gil vol. 2, Kill Gil vol. 2 e 1/2 (uscito postumo e presentato al Festival Internazionale del Film di Roma)[4][6].

Le sue condizioni si aggravarono nel 2008, con il ripresentarsi dell'infezione. Il 7 giugno fu battezzato con il rito cattolico e scelse il nome Francesco.[7] Il 3 settembre subì l'amputazione di una gamba.[4]

Morì alle 4.30 del 3 ottobre di quell'anno, a causa della gangrena e della setticemia, presso il "Rome American Hospital" di Roma.[4]

Filmografia parzialeModifica

RegistaModifica

DocumentariModifica

Serie autobiograficaModifica

ProduttoreModifica

CinemaModifica

DocumentariModifica

TelevisioneModifica

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica