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Kill Bill: Volume 1

film del 2003 diretto da Quentin Tarantino
Kill Bill: Volume 1
Killbill-vol1-logo.svg
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2003
Durata106 min
Dati tecniciB/N e a colori
rapporto: 2,35:1
Genereazione, thriller, grottesco
RegiaQuentin Tarantino
SoggettoQuentin Tarantino
SceneggiaturaQuentin Tarantino
ProduttoreLawrence Bender
Distribuzione in italianoWalt Disney Studios Motion Pictures
FotografiaRobert Richardson
MontaggioSally Menke
Effetti specialiJason Gustafson
MusicheRZA
ScenografiaDavid Wasco, Yohei Taneda
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Kill Bill - Volume 1 è un film del 2003, scritto e diretto da Quentin Tarantino. È la prima parte di Kill Bill, cui ha fatto seguito Kill Bill - Volume 2 nel 2004.

TramaModifica

 
La Sposa (Uma Thurman) mentre si prepara ad affrontare gli 88 Folli in una scena del film.

«No, in questo momento sono io, all'apice del mio masochismo.»

(Bill prima di sparare a La Sposa)

Modifica

( in bianco e nero)

Una sposa ferita e coperta di sangue; passi di stivali su un pavimento di legno. Il misterioso uomo con gli stivali, Bill, ha sparato in testa alla Sposa, incinta di suo figlio.

Capitolo 1: 2Modifica

Pasadena, California. La Sposa davanti a una piccola casa dove ad aprirle appare una donna. Subito dopo avviene un breve flash back, dove si scopre che ella è Vernita Green, una delle responsabili del massacro ai Due Pini nel quale hanno perso la vita lo sposo della donna bionda gli invitati al matrimonio, nonché la bambina che la Sposa portava in grembo. Subito dopo le due iniziano una lotta accanita, distruggendo l'intero soggiorno dell'abitazione, usando ogni tipo di oggetto come arma. Giunte a un punto di stallo, la lotta fra le due, viene interrotta dall'arrivo della figlia di Vernita, Nikki, in quanto la Sposa non vuole compiere la propria vendetta davanti alla bimba. La bambina rimane spaventata dalla devastazione del soggiorno e alle condizioni della madre, alchè Vernita dice che il loro cagnolino ha avuto una crisi. La Sposa si presenta alla bambina dicendole il suo vero nome, ma viene coperto da un "BIP" (lasciando nella curiosità lo spettatore). Vernita chiede infine a Nikki di rimanere in camera sua, mentre le due donne si spostano in cucina. La voce narrante della sposa rivela che Vernita era una delle killer più forti del gruppo di cui facevano un tempo parte, e il suo nome in codice era quello del serpente: Testa di Rame. Vernita si distingueva dal gruppo per essere la più brava a managgiare i coltelli. Vernita prova a scusarsi con la Sposa per quello che le fecero 4 anni fà, cercando di far capire alla sua nemica di essersi ormai ritirata e di essere una persona diversa, ma capisce subito che è totalmente inutile, in quanto la Sposa è assetata di vendetta per quello che le fecero alla chiesa e per avere perso la sua bambina non ancora nata, proponendole infine di scontrarsi quella notte stessa, nel campo da Baseball dove addestra i ragazzi del vicinato. Vernita tutta via prendendo una pistola nascosta nella scatola dei cereali le spara a tradimento. Evitato il colpo, la Sposa lancia un coltello alla donna in pieno petto, uccidendola. La piccola Nikki, che non aveva rispettato il divieto della madre, assiste allibita alla scena: la Sposa le dice che non avrebbe mai voluto uccidere Vernita davanti alla figlioletta ma la scorrettezza dell'altra lo ha reso inevitabile. Tuttavia, dice a Nikki che, se quando sarà grande vorrà vendicarsi, lei la aspetterà. Dopodiché, si dirige verso la sua prossima vittima.

Capitolo 2: La Sposa imbrattata di sangueModifica

- Flashback: 4 anni e 6 mesi prima

Il giorno del massacro alla chiesa dei Due Pini, lo sceriffo Earl McGraw si dirige verso il luogo della strage, chiamato da suo figlio. Giunto sul posto, McGraw asserisce si tratti di un lavoro da professionisti e che solo una mente folle può avere ordito quella carneficina. Earl si avvicina al corpo della Sposa, che all'improvviso gli sputa in faccia: la donna, incredibilmente, è ancora viva. Il figlio dello sceriffo riferisce inoltre al padre che la donna si chiama Arlene Machiavelli, ma i poliziotti hanno già scoperto che il nome è un falso: per questo la donna verrà chiamata «la Sposa». La Sposa viene portata in ospedale, dove qualche giorno dopo, Elle Driver, una dei membri della vipere mortali, che aveva preso parte al massacro insieme a Vernita, arriva per ucciderla tramite iniezione letale. Bill, un uomo misterioso che non viene mai inquadrato per tutta la durata del film e che si scopre essere il capo della squadra nonché il mandante degli omicidi, resosi conto che ucciderla nel suo letto d'ospedale e in quello stato sarebbe un atto che non avrebbe fatto onore a loro stessi, ferma Elle. La donna, innamorata di Bill, si infuria a morte convincendosi che l'uomo provi ancora dei sentimenti per la donna in coma, tranquillizzandosi solo nel momento in cui Bill le promette che, se la sposa si dovesse svegliare, le faranno tante altre terribili cose.

- 4 anni dopo

La Sposa si sveglia nel suo letto d'ospedale grazie a una puntura di zanzara, proprio quando l'infermiere Buck sta per farla stuprare da un camionista. Nei quattro anni di coma, Buck ha guadagnato una notevole somma di denaro permettendo a depravati di intrattenere rapporti con la Sposa.

(EN)

«My name is Buck and I'm here to FUCK...»

(IT)

«Mi chiamo Buck e sono qui per fottere...»

(Kill Bill vol. 1)

Mentre il camionista sta per baciare la Sposa, questa, che era rimasta immobile fingendo il coma, gli azzanna prima il labbro inferiore e poi lo sgozza. Si alza dunque dal letto, cadendo però per terra per via della mancata riabilitazione fisica. Nonostante questo, riesce ad uccidere Buck, spappolandogli la testa con una porta metallica. La donna raccoglie allora le chiavi dell'auto di Buck, la «Pussy Wagon». Dentro l'auto, la Sposa comincia la sua riabilitazione motoria grazie ad una tecnica orientale di concentrazione.

Capitolo 3: Le origini di O-RenModifica

Per spiegare con chi la Sposa sta per andare a regolare i conti, viene raccontata la traumatica infanzia di O-Ren Ishii.

O-Ren è una nippo-cinese-americana che visse a Tokyo come una comune bambina solo sino all'età di 9 anni. A quell'età, la piccola ebbe la sua prima esperienza con la morte: lo spietato boss Matsumoto uccise prima suo padre e poi sua madre. O-Ren giurò vendetta su quegli uomini che l'avevano condannata a un'infanzia da orfana. Il caso volle che il boss Matsumoto fosse un pedofilo e che quindi O-Ren, che era una bambina, vi si potesse avvicinare con estrema facilità. La ragazzina, entrata nella camera del boss, lo uccise con un colpo di katana. Anche le sue due guardie del corpo perirono sotto i colpi di O-Ren.

A 20 anni, O-Ren Ishii era una delle killer più temerarie e spietate al mondo: in questo clima, O-Ren viene notata da Bill, che l'assolda per entrare nella D.V.A.S. e la fa partecipare al massacro ai Due Pini.

Terminata la prima parte della storia, la Sposa riesce finalmente a muovere l'alluce. Tredici ore dopo sale sulla macchina diretta all'aeroporto e compra un biglietto aereo per Okinawa.

Capitolo 4: L'uomo di OkinawaModifica

Ad Okinawa, in Giappone, la Sposa si reca dal leggendario Hattori Hanzō, forgiatore delle spade più affilate e più potenti del mondo. Hanzo le mostra le sue ultime spade, che fece durante la sua carriera ma, essendo ormai in pensione, non fabbrica più le sue armi leggendarie. La Sposa insiste di volere una delle sue spade, spiegando che uno dei nemici che vuole uccidere in passato è stato uno dei suoi allievi.

L'espressione di Hattori Hanzo diventa improvvisamente sorpresa e triste. Avvicinandosi alla finestra della sua soffitta, osserva rammaricato una foto per poi tracciare con un dito il nome "Bill" sul vetro.

L'uomo si rende conto della gravità della situazione: è stato lui il maestro di Bill e ne sente tutta la responsabilità, ben sapendo che l'allievo è diventato uno dei più terribili assassini al mondo. Hattori Hanzo comunica alla Sposa che avrà bisogno di un mese per fare la spada e le dà il permesso di dormire nella soffitta. La Sposa avvicinatasi alla finestra cancella il nome Bill.

Hanzo infrange allora il giuramento che aveva fatto 28 anni prima e forgia una spada, una cosa che uccide. Tra il rimorso, il rancore e la gloria, Hanzō dona alla Sposa quella che lui definisce senza superbia la migliore delle sue armi. Nel mese di tempo intercorso tra l'arrivo della Sposa e la forgiatura della spada, la donna si è allenata per sconfiggere O-Ren, la numero 1 della sua Death List Five.

Capitolo 5: Resa dei Conti alla Casa delle Foglie BluModifica

Quattro anni dopo il massacro ai Due Pini, O-Ren sale al potere della Yakuza di Tokyo, insieme al suo entourage, capeggiato da Sofie Fatale, Johnny Mo, la folle Gogo e gli 88 Folli. Contrario alla salita al potere di questa entourage è il boss Tanaka, che vede in O-Ren il simbolo della decadenza del clan che i loro padri da secoli onoravano. O-Ren ripaga l'affermazione di Tanaka decapitandolo e usando questo avvenimento come monito a tutti gli altri che oseranno intralciarla ribadendo le sue origini non puramente nipponiche.

Procuratasi una motocicletta, la Sposa si dirige alla Casa delle Foglie Blu, dove O-Ren ed il suo entourage stanno banchettando. La donna prende Sofie Fatale come ostaggio e le taglia un braccio, per poi eliminare Gogo e le altre guardie del corpo lanciatesi all'attacco. Gli 88 folli, capeggiati da Johnny Mo, giungono al locale ed affrontano l'intrusa, venendo tutti sconfitti.

Nel giardino d'inverno personale di O-Ren, le due donne danno dunque vita al loro combattimento: la Sposa, dapprima in difficoltà, finisce per tagliare lo scalpo a O-Ren, scoperchiandole il cervello e mostrando che la sua era realmente una spada di Hanzō. O-Ren rimane allibita ma muore con onore.

La Sposa rivela poi a Sofie che le uniche due ragioni per cui la lascia in vita sono le informazioni sugli altri membri della D.V.A.S. e che Sofie racconti a Bill tutto quanto ha visto. Sofie viene lasciata, mutilata, di fronte l'ospedale di Tokyo. Qualche giorno dopo, quando Bill la va a trovare, la donna gli racconta tutto ciò che la Sposa le ha chiesto di raccontare.

In aereo, la Sposa scrive la lista delle persone che ha già ucciso (solo O-Ren Ishii) e che deve uccidere, ovvero le ultime quattro mentre in ospedale Bill chiede a Sophie se la Sposa sa che sua figlia è ancora viva.

ProduzioneModifica

 
Riproduzione della katana usata da Beatrix Kiddo in Kill Bill

L'idea del film nacque sul set di Pulp Fiction, nel 1994. Tarantino e Uma Thurman, attrice protagonista in quel film, pensarono al film proprio ricordandosi la storiella del pilota che Mia raccontava a Vincent nel locale. Sul set della scena, Tarantino e Uma si accordarono sul da farsi per il film e pensarono che per la prima volta la donna dovesse essere mostrata con il volto imbrattato di sangue: da qui «La sposa imbrattata di sangue».

Dopo Pulp Fiction, però la Thurman e Tarantino divisero le loro strade; Uma continuò la sua carriera, Tarantino si dedicò a Niente di nuovo sotto il sole, un episodio della serie E.R. - Medici in prima linea. In questi anni Tarantino mise da parte il copione di Kill Bill per dedicarsi a un film di guerra (Bastardi senza gloria, uscito nel 2009), per poi trarre dal libro Punch al rum (Rum Punch) di Elmore Leonard il film Jackie Brown. Dopo tre anni da Jackie Brown, il regista incontrò nuovamente Uma Thurman e pensò di poter riesumare lo script di Kill Bill che entrambi avevano iniziato a realizzare. Tarantino pensò di girare Kill Bill come regalo di compleanno per i 30 anni compiuti da Uma. Dopo l'inattesa gravidanza della donna (il regista non rinunciò comunque a voler girare con lei) iniziarono le riprese del film.

Nonostante Tarantino abbia girato un'unica pellicola, per sua stessa ammissione i due film (volume 1 e volume 2) hanno degli elementi caratterizzanti. Se il secondo volume è più "occidentale", ispirato allo spaghetti-western, a Sergio Leone e a tutti i suoi miti ispiratori, questo primo film appare invece più proteso verso l'oriente, con le atmosfere da film di kung-fu, con riferimenti a film con Bruce Lee e capolavori del genere come Cinque dita di violenza. Non a caso, la versione giapponese del film contiene una dedica al regista nipponico Kinji Fukasaku, regista particolarmente ammirato da Tarantino per il suo stile violento e dinamico.

La sequenza in stile anime narrante il passato di O-Ren è a cura di Production I.G per la regia di Mamoru Oshii, rispettivamente studio d'animazione e regista giapponese famosi per il film di animazione Ghost in the Shell.

DistribuzioneModifica

Slogan promozionaliModifica

(EN)

«In the year 2003, Uma Thurman will kill Bill»

(IT)

«Nell'anno 2003, Uma Thurman ucciderà Bill»

(EN)

«The Fourth Film by Quentin Tarantino.»

(IT)

«Il quarto film di Quentin Tarantino»

(EN)

«On October 10th... a Quest for Revenge begins»

(IT)

«Il 10 ottobre... una ricerca di vendetta inizia»

(EN)

«Will she kill Bill?»

(IT)

«Lei ucciderà Bill?»

DivietiModifica

Il film in Italia è stato vietato ai minori di 14 anni per via della violenza estrema.

Colonna sonoraModifica

Anche Kill Bill, come ogni film di Tarantino, si avvale di una colonna sonora assai ricercata, piena anch'essa, come il film, di citazioni e riferimenti. Appaiono, inoltre, alcune tracce "parlate" con estratti dei dialoghi del film, altra particolarità del regista statunitense.

TracceModifica

Kill Bill Vol. 1: Original SoundtrackModifica

  1. Bang Bang (My Baby Shot Me Down) di Nancy Sinatra – 2:40
  2. That Certain Female di Charlie Feathers – 3:02
  3. The Grand Duel (Parte Prima) di Luis Bacalov; estratto dal film Il grande duello di Giancarlo Santi – 3:24
  4. Twisted Nerve di Bernard Herrmann – 1:27
  5. (dialogo) Queen of the Crime Council di Lucy Liu e Julie Dreyfus – 0:56
  6. Ode to Oren Ishii di RZA – 2:05
  7. Run Fay, Run di Isaac Hayes; la canzone è uno dei temi di Uomini duri di Duccio Tessari – 2:46
  8. Green Hornet Theme di Al Hirt; la canzone era la sigla dell'omonimo programma che introdusse Bruce Lee – 2:18
  9. Battle Without Honor or Humanity di Tomoyasu Hotei; la canzone è il tema principale di Another Battle, film del 2000 che è un seguito di Lotta senza codice d'onore (diretto da Kinji Fukasaku nel 1973) – 2:28
  10. Don't Let Me Be Misunderstood di Santa Esmeralda – 10:29
  11. Woo Hoo delle The 5.6.7.8's – 1:59
  12. Crane/White Lightning di RZA e Charles Bernstein; estratto dal film McKlusky, metà uomo metà odio – 1:37
  13. The Flower of Carnage di Meiko Kaji; la canzone è il tema principale del film Lady Snowblood di Toshiya Fujita – 3:52
  14. The Lonely Shepherd di Gheorghe Zamfir
  15. (dialogo) You're My Wicked Life di David Carradine, Julie Dreyfus e Uma Thurman – 1:14
  16. Ironside (excerpt) di Quincy Jones; estratto dal film Cinque dita di violenza dei fratelli Shaw – 0:16
  17. Super 16 (excerpt) di Neu!; estratto dal film La ghigliottina volante – 1:06
  18. Yakuza Oren 1 di RZA – 0:22
  19. Banister Fight di RZA – 0:21

Altre tracceModifica

Oltre alle musiche presenti nella colonna sonora ufficiale del film (che risultano invece il 50% esatto del film), nella pellicola di Tarantino sono presenti altri estratti da film di ogni genere: lo Yakuza film, il film di Kung-fu, il cinema dell'emancipazione nera e soprattutto omaggi alle note di Ennio Morricone che accompagnavano tutti gli spaghetti-western che hanno fatto crescere Tarantino.

  1. Da uomo a uomo di Ennio Morricone; estratto dall'omonimo film di Giulio Petroni.
  2. Truck Turner di Isaac Hayes; estratto dall'omonimo film di Johnatan Kaplan.
  3. The Yagyu Conspiracy di Toshiaki Tsushima; estratto dall'omonimo film di Kinji Fukasaku.
  4. Nobody But Me dei The Human Beinz
  5. I Walk Like Jane Mansfield delle The 5.6.7.8's.
  6. I'm Blue delle The 5.6.7.8's.
  7. I due campioni dello Shaolin; estratto dall'omonimo film dei fratelli Shaw.
  8. Un lungo giorno di vendetta di Armando Trovaioli; dal film I lunghi giorni della vendetta di Florestano Vancini.
  9. Armundo di David Allen Young.
  10. Wound That Eals (Kaifuku Suru Kizu) di Lily Chou-Chou.
  11. Music Box Dancer di Richard Abel.[senza fonte]
  12. Sette note in nero di Vince Tempera & Orchestra; estratto dall'omonimo film di Lucio Fulci.
  13. I giorni dell'ira di Riz Ortolani; estratto dall'omonimo film di Tonino Valerii.
  14. Police Check Point di Harry Betts; estratto dal film Donne in catene di Eddie Romero.
  15. Urami Bushi di Meiko Kaji; estratto dal film Female Convict Scorpion Jailhouse 41 di Shunya Ito.

RiconoscimentiModifica

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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