Giuliano Ravizza

stilista, imprenditore e medico italiano

Giuliano Ravizza (Pavia, 8 maggio 1926Pavia, 9 ottobre 1992) è stato uno stilista, imprenditore e medico italiano, inventore del prêt-à-porter nella pellicceria.

Giuliano Ravizza

CarrieraModifica

Rimarrà nella storia del costume e della moda italiana della seconda metà del XX secolo per avere reso la pelliccia un "lusso accessibile"[1].

Figlio di Gilio Ravizza, abile sarto, rinomato nella propria città di Pavia per cinque negozi di abbigliamento, Giuliano Ravizza sceglie inizialmente una strada diversa: si era laureato in medicina e per cinque anni aveva svolto la professione ma si divideva tra questa professione e la passione per il mondo della moda.

Nel 1965, la morte del padre impone una decisione esistenziale e Giuliano sceglie la moda, punta su Annabella, chiude gli altri negozi e, nel giro di pochi anni, la trasforma da boutique femminile in pellicceria. Con una felice intuizione fa entrare la pelliccia nel mondo del prêt-à-porter, cavalcando l'onda del boom economico e della conseguente democratizzazione del lusso.

In breve tempo a Pavia arrivano clienti dalle maggiori città italiane diventando così la “capitale della pelliccia”[1]; negli anni Settanta, la televisione, con la nascita delle antenne private, imprime una nuova accelerazione al marchio che diventa un punto di riferimento nel settore pur mantenendo la propria sede unica in città.

Gli spot agli esordi della TV privataModifica

Rimangono celebri gli spot voluti da Giuliano Ravizza con la regia di Franco Zeffirelli e Jerry Hall[2] nonché quello con Alain Delon ed una giovanissima Monica Bellucci[3]; le sfilate al Teatro alla Scala di Milano nonché le sue partecipazioni con sfilate ai Festival di Sanremo.

Sin dagli inizi Giuliano Ravizza si avvale della collaborazione pubblicitaria di Mike Bongiorno; nasce una solida amicizia che porta Annabella ad essere sponsor dei programmi più fortunati di Mike.

Ancora oggi il fenomeno Annabella viene studiato come case-history nel marketing: un'azienda che, attraverso una pubblicità all'epoca innovativa, ha saputo assurgere a notorietà anche internazionale, pur partendo da una piccola città di provincia e mantenendo in essa l'unico ed esclusivo punto di vendita (Pavia).

Il rapimentoModifica

Nel 1981, esattamente il 24 settembre, Giuliano Ravizza viene rapito sotto casa[1][4]. Un sequestro di persona che durerà tre mesi ad opera della ndrangheta calabrese. Dopo il pagamento di un ingente riscatto, Giuliano Ravizza viene liberato il giorno di Natale e può finalmente riabbracciare i suoi tre figli Simonetta, Ruggero e Riccardo e la moglie Antonietta. Un'esperienza, quella del sequestro di persona, che lo segnerà per tutta la vita; scriverà un libro su questa esperienza (“Dentro una Vita” edito da Rusconi il cui ricavato andrà in beneficenza per i figli dei carcerati.)

La morteModifica

Nel 1990, si ammala di tumore al polmone; lotta strenuamente contro la malattia ma dopo due anni, il 9 ottobre 1992, a soli 66 anni, Giuliano Ravizza lascia la moglie, i figli ed un'azienda a cui aveva dedicato tutta la propria vita.

La famiglia Ravizza è ancora ad oggi una delle più ricche e influenti di Pavia; i rapporti da loro intessuti con l'area politica di centro-destra hanno destato varie critiche.

PalaravizzaModifica

Un mese dopo la sua scomparsa il Comune di Pavia dedicò all'imprenditore pavese l'intitolazione del Palazzo dello Sport (PalaRavizza) a ricordare il proprio cittadino benemerito (aveva tra l'altro contribuito a far crescere il Basket ed il calcio Pavese, ricoprendo sempre ruoli di primo piano). Dal 2010 è a lui intitolato un trofeo di basket speciale che ricorre ogni anno nella città di Pavia[5]

Giardino Giuliano RavizzaModifica

Nel decimo anniversario della morte i figli dell'imprenditore pavese hanno deciso di donare al Comune di Torre d'Isola un parco pubblico attrezzato.[6]

NoteModifica

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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