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Il giuramento di Castronovo fu un evento storico-politico avvenuto nel Regno di Sicilia alla fine del XIV secolo.

StoriaModifica

Il 10 luglio 1391, i quattro vicari del Regno di Sicilia, Manfredi Alagona, barone di Vizzini, Andrea Chiaramonte, conte di Modica, Guglielmo Peralta, conte di Caltabellotta e Antonio Ventimiglia, conte di Collesano, si riunirono nella chiesa di San Pietro a Castronovo, nel Val di Mazara.

In questo convegno, i magnati del Regno, confermata la fedeltà della Sicilia alla Regina Maria, giurarono compatti il disconoscimento, e quindi il rifiuto, di Martino, conte di Luna come sposo della regina e come sovrano, come pure del suocero il re Martino d'Aragona.

Il giuramento era stato preceduto da uno analogo tenuto nella Sala dei baroni del castello chiaramontano di Mussomeli, nei primi mesi dello stesso anno, e organizzato dal conte Manfredi Chiaramonte, padre di Andrea. Si cercò di stabilire un'alleanza con il re di Napoli Ladislao I e con il duca di Milano Gian Galeazzo Visconti. In realtà molti fattori (tra cui la rivalità tra nobiltà latina e nobiltà catalana e quella tra i vicari stessi) giocarono contro l'effettiva unità della lega stabilita e molti dei baroni, vista anche la preponderanza militare degli Aragonesi, incominciarono quasi subito a trattare con essi facendo così fallire la resistenza alla conquista.

L'alleanza stipulata tra i quattro vicari fallì, poiché tre di essi, l'Alagona, il Peralta e il Ventimiglia, accolsero la Regina Maria e il consorte Martino, sbarcati a Trapani nel 1392, e successivamente incoronati nella cattedrale di Palermo.

BibliografiaModifica

  • N. Palmeri, Somma della storia di Sicilia, Palermo, Stamperia Meli, 1850, pp. 351-352.
  • S. Tramontana, Il Mezzogiorno medievale: normanni, svevi, angioini, aragonesi nei secoli XI-XV, Palermo, Carocci, 2000, p. 117.
  • S. Di Matteo, Storia della Sicilia: dalla preistoria ai nostri giorni, Palermo, Arbor, 2006, p. 257.

Collegamenti esterniModifica